Documento sulla biochimica applicata allo sport, con un focus sulle vitamine essenziali. Il Pdf, adatto a studenti universitari di Biologia, esplora le funzioni, le carenze e i meccanismi d'azione di Riboflavina, Niacina e Vitamina B6, includendo formule chimiche e diagrammi esplicativi.
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Si pensava che le vitamine fossero ammine per la vita, in realtà non lo sono. Le vitamine hanno diversi tipi di natura chimica, sono molecole organiche essenziali, idrosolubili e liposolubili, necessarie in piccola quantità per il benessere o la sopravvivenza dell'organismo. Non costituiscono parte del gruppo dei macronutrienti come acqua, glucidi, lipidi e proteine, ma dei MICRONUTRIENTI. Quasi tutte le vitamine sono precursori dei coenzimi. Sono coinvolte in quasi tutte le reazioni metaboliche, perché spesso trasformate in coenzimi. La maggior parte degli enzimi hanno bisogno di un supporto, fornito dalle molecole coenzimatiche che partecipano in genere al meccanismo della reazione, ma partecipando subiscono una trasformazione che è temporanea, perché al termine della reazione ritornano nella forma chimica originaria; sono poi pronti ad affrontare un nuovo ciclo di trasformazione. Per cui i coenzimi sono necessari e quasi tutti derivano da vitamine cioè da sostanze che in buona parte non siamo in grado di sintetizzarli e introducibili con l'alimentazione. La mancanza di una o più vitamine può causare sindromi da carenza che possono essere anche molto gravi. La natura chimica delle vitamine può essere caratteristica di un gruppo e di un altro: ci sono vitamine indrosolubili che si sciolgono nei solventi acquosi e ciò significa che il loro passaggio con il cibo, dato l'ambiente acquoso del lume intestinale, non sarà difficile, l'assorbimento non sarà complesso e neanche il loro trasporto attraverso il sangue che è un fluido a base acquosa. Un po' diverso il discorso per le vitamine liposolubili che hanno una natura chimica idrofobica, quindi non hanno affinità per l'acqua, per i solventi acquosi e perciò devono essere, nel circolo sanguigno, veicolate alle proteine di trasporto che consentono la loro solubilità. Le quantità sono piccole e diverse: ci sono alcune vitamine il cui apporto dev'essere nell'ordine dei milligrammi quindi 10-3g, molte sono nell'ordine di 10-0g (microgrammi) e addirittura qualcuna può essere nell'ordine dei 10-9g (nanogrammi). Nonostante queste piccole quantità questi micronutrienti sono molto importanti. Data le piccole concentrazioni, si potrà stabilirne l'assetto con un prelievo ematico o con dosaggi biochimici. Avendo a che fare con quantità di molecole molto più piccole, bisognerà trovare un sistema che in genere non rappresenti un dosaggio diretto, perché non tutti i metodi strumentali hanno la sensibilità di poter migliorare queste quantità: alcune tecniche lo consentono ma magari non possono essere applicate oppure non esistono tecniche così sensibili da poterle misurare. Ciò che interessa a noi, è capire se il bisogno di quella determinata vitamina è coperta o meno con l'alimentazione. Per la maggior parte delle vitamine idrosolubili, non è possibile costituire dei depositi [scorte] nell'organismo, perciò quotidianamente bisognerà introdurre le vitamine con l'alimentazione. Quando una sostanza [molecola] non può essere sintetizzata dall'organismo, ma introdotta con l'alimentazione viene definita vitamina essenziale. - > Sostanza o composto essenziale = l'essere umano non è in grado di sintetizzarla, ma l'apporto è garantito attraverso l'alimentazione. Invece per le vitamine liposolubili e la vitamina C (tra le idrosolubili) è possibile costituire delle scorte nell'organismo. I depositi non devono essere troppo ingenti altrimenti può generarsi il problema di tossicità d'accumulo; cio significa che c'è un limite minimo e un limite massimo di introduzione. Ciò che è importante quindi ha capire se l'apporto alimentare di tutte le vitamine è sufficiente o meno, ovvero se le necessità biochimiche dell'organismo sono soddisfatte o se si è verificata una situazione di carenza (la quantità è presente ma non sufficiente a coprire i bisogni) oppure se c'è una totale assenza. Tutte queste condizioni rientrano in uno stato di malnutrizione. Non è detto che ci siano delle tecniche abbastanza sensibili per misurare la quantità circolante della vitamina; soprattutto per le vitamine liposolubili [possono costituire scorte], in circolo non si ritrovano mai quantità molto elevate, quindi anche se si utilizzasse una tecnica sensibile per misurare la quantità circolante, ci si potrebbe trovare una quantità che non conferma la presenza di scorte sufficienti.
Ci sono tre tipi di approcci che hanno un'accuratezza man mano crescente:
Serve soprattutto quando si deve stabilire il consumo medio di una popolazione. I LARN ad esempio, sono i livelli di assunzione raccomandati dai nutrienti, che si ritrovano sulle etichette di tutti i prodotti alimentari. Sono dei valori medi, stabiliti in genere usando i questionari per captare la percentuale di popolazione, che con le proprie abitudini alimentari riesce a coprire i bisogni. I LARN sono un valore medio di riferimento con il quale bisogna confrontarsi, infatti il valore dei LARN deve essere confrontato con la specifica costituzione metabolica del singolo individuo: fare una dieta individualizzata richiede la conoscenza di parametri del soggetto che si ha difronte, i quali possono essere diversi rispetto a quelli della media della popolazione. I LARN quindi possono non essere sempre la misura adeguata per le singole persone, perché ogni individuo ha un tipo di metabolismo diverso, un tipo di attività fisica o lavorativa diversa e le risposte alla medesima quantità fornita possono essere diverse. I LARN possono variare tra paese e paese. *le parole nutrienti e alimenti non sono sinonimi = gli alimenti sono ciò che consumiamo, possono essere consumati crudi, possono subire delle operazioni di cottura o di conservazione, e negli alimenti si ritrova una gamma di nutrienti che sono i principi e molecole di un tipo presenti in quell'alimento.
I LARN sono stabili in genere, in base ai questionari. È la quantità dei vari principi nutritivi da assumere giornalmente per soddisfare le necessità dell'organismo nel 95% delle persone sane della popolazione. Le vitamine, come tutti i nutrienti, hanno cambiato il modo di vedere la nutrizione perché un tempo era il modo in cui fornire energia e substrati ad un soggetto; ad oggi il termine nutrizione sta ad identificare la fornitura di nutrienti che servono a mantenere il soggetto in buona salute, in uno stato di benessere. Non si è ancora arrivati allo stadio in cui l'alimentazione può costituire una terapia medica: non si può usare un alimento per curare una malattia che è già presente, ma ciò che l'alimento o l'integratore fa, è ridurre la gravità dei sintomi, ritardare la loro comparsa e coadiuvare la terapia farmacologica. 3Il primo approccio è quello un po' meno rigoroso perché ci sono una serie di problemi:
Le fonti alimentari introdotte nella dieta devono essere molto varie per fornire tutti i nutrienti necessari, poiché non esiste un alimento globalmente completo. Principali sorgenti alimentari di vitamine: dalla tiamina alla Vitamina C sono vitamine idrosolubili, la vitamina A, D e K sono liposolubili.
Ci sono alcuni elementi portatori di diverse vitamine come per esempio il LATTE: ciò da un indicazione sulla completezza di quell'alimento e quindi buona norma introdurlo nell'alimentazione. Ci sono alimenti che in genere corrispondono ad organi in cui il metabolsimo è molto attivo, il fegato ad esempio è il laboratorio biochimico di tutto il corpo umano e anche degli animali e quindi è un organo in cui si svolgono tante reazioni biochimiche e per questo è in grado di fornire poi le vitamine da cui derivano i coenzimi per il metabolismo energetico. La vitamina B12 è importante perché è coinvolta in poche reazioni che però sono fondamentali. È presente solo negli alimenti di origine animale quindi chi decide di seguire un reagire alimentare vegano, più o meno rigido, dovrà assolutamente introdurre la vitamina B12 con integratori, come anche altre vitamine che un'alimentazione vegana non fornisce in quantità sufficiente. Le proteine di origine animale e quelle di origine vegetale non hanno lo stesso valore biologico: quelle di origine animale contengono tutti gli amminoacidi essenziali (che non siamo in grado di sintetizzare) nelle quantità necessarie per coprire il bisogno; le proteine di origine vegetale invece mancano di apporti significativi di alcuni amminoacidi essenziali soprattutto metionina e lisina. La scelta degli alimenti quindi deve essere appropriata e bisogna conoscere la composizione degli alimenti perché se sono carenti di qualcosa, quella carenza deve essere coperta con l'introduzione per esempio di integratori. La Vitamina D è sintetizzata nel nostro organismo ma c'è necessità di un'esposizione sufficiente alla luce solare e ai raggi UV di tipo B perché questo irraggiamento fa sì che avvengano delle reazioni fotochimiche cioè da un precursore inattivo presente nell'organismo, si passi alla forma attiva della vitamina. Se questo non accade, per ridotta esposizione, diventa molto importante la somministrazione di Vitamina D già pronta attraverso l'attivazione. 4