Slide da Isu Online su Diocleziano e l'età di Costantino. Il Pdf esplora il periodo storico di Diocleziano e Costantino, analizzando la crisi del III secolo e le riforme tetrarchiche, con un focus sulle persecuzioni cristiane e l'ascesa di Costantino, utile per lo studio universitario di Storia.
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Diocleziano e l'età di Costantino
SLIDE LEZIONI
DOCENTE: Claudio Straticò
ISU
ONLINE· Dopo aver superato la crisi del III sec. l'impero romano trovò cambiato il proprio governo, infatti era diventato uno stato guidato da un sovrano assoluto con una burocrazia che opprimeva la popolazione. Nel 284 le legioni che si trovavano a Oriente, acclamarono come proprio imperatore Caio Valeriano Diocleziano, che subito sconfisse le invasioni in Gallia e Spagna, ma per poter gestire meglio l'impero affidò la parte militare all'amico Massimiano.
· Per far fronte ad oltre un secolo di grave crisi finanziaria, che i precedenti imperatori avevano cercato di risolvere tramite una svalutazione della moneta, con la conseguente inflazione, Dicleziano per risolvere aumentò le imposte, principalmente attraverso: la iugatio e la capitatio. La riscossione di queste imposte spettava ai curiali, che se non riuscivano a raggruppare quanto previsto dovevano mettere la differenza di tasca propria, per questi molti rifiutarono l'incarico, ma per obbligarli la carica divenne ereditaria (come per i soldati). Per rimediare la continua crescita dei prezzi, Diocleziano costituì nel 301 il calmiere, cioè impose lui stesso il prezzo delle merci, ma in questo modo si costituì il "mercato nero". Tirando le conclusioni, Diocleziano riuscì a compattare lo stato romano dal punto di vista amministrativo, ma impoverì la società con le sue imposte.
· Con Settimio Severo, e poi con Diocleziano, l'antica aristocrazia senatoria perde progressivamente potere, per far spazio a una nuova classe dirigente formata dai generali dell'esercito e dai funzionari amministrativi. Infatti nel corso del III sec. il senato non influiva più con i suo poteri, ed inoltre non era più composto dalle antiche famiglie senatorie, ma da notabili principalmente provinciali o orientali; inoltre la divisione tra cavalieri e senatori scomparve dando vita a una nuova classe dirigente, che aveva pochissimi poteri, ma teneva in vita le antiche tradizioni. La grave crisi e i cambiamenti della società non ridussero le ricchezze degli aristocratici, ma bensì diventarono ancora più ricchi; impiegando però una parte delle loro ricchezze nell'evergetismo, ovvero donazioni che comprendevano:
In questo modo si evitavano le rivolte e il prestigio dell'aristocrazia cresceva; anche se la plebe urbana viveva in una società bloccata per l'obbligo di trasmettere in eredità ai figli, il proprio lavoro.
· Dopo aver respinto, insieme ai tetrarchi, i barbari; Diocleziano emanò dal 303 al 304 quattro editti contro i cristiani, poiché credeva che fossero l'ultimo ostacolo alla restaurazione della Roma antica. Per questo motivo i beni dei cristiani furono confiscati e distrutti templi e libri, inoltre chi si rifiutava di "cambiare" religione veniva condannato a morte; in Oriente questa persecuzione durò fino al 311. Nel 305 Diocleziano, si ritirò e fu seguito da Massimiano, così i precedenti Cesari divennero Augusti: Galerio in Oriente e Costanzo Cloro in Occidente. Ma alla morte di Costanzo Cloro nel 306, le legioni proclamarono Augusto il Figlio Costantino e la stessa cosa avvenne per Massenzio, figlio di Galerio; iniziò così una guerra civile che si concluse nel 324 con la vittoria di Costantino. Con questi avvenimenti si restaurò la successione ereditaria, ponendo fine al meccanismo inventato da Diocleziano della tetrarchia.
· L'anno successivo Costantino emanò insieme a Licinio, giunto in Italia per sposare sua sorella Costanza, l'editto di Milano che riconosceva la libertà di culto ed equiparava il cristianesimo a tutte le altre religioni; pochi mesi dopo i due cognati, grazie alla vittoria nei Balcani di Licinio su Massimino Daia, rimasero gli unici padroni dell'impero. Ben presto, però, si delinearono i primi disaccordi che precipitarono definitivamente nel 320, anno in cui Licinio riprese le persecuzioni contro i cristiani d'Oriente. Sconfitto il rivale ad Adrianopoli e a Crisopoli (324), Costantino rimase unico imperatore.
· Seguendo il cammino tracciato da Diocleziano egli completò l'evoluzione del principato in senso monarchico e accentratore, portò a compimento la separazione dei comandi civili da quelli militari, creò un poderoso esercito campale (comitatenses), meglio pagato delle truppe di frontiera (limitanei), riformò il sistema monetario. Nel 326 iniziarono i lavori per la fondazione di Costantinopoli, nuova Roma, sorta sull'area di grande importanza strategica dell'antica Bisanzio e capitale dell'impero. Emotivo e superstizioso, profondamente colpito dalla forza del cristianesimo nonostante le persecuzioni, Costantino appoggiò concretamente la chiesa, pur non arrivando mai a perseguitare i pagani.
· Avendo come obiettivo il mantenimento dell'unità ecclesiastica, indispensabile per l'unità dell'impero, convocò nel 325 a Nicea un concilio per condannare l'arianesimo, cui peraltro si avvicinò negli anni successivi. Esaltato dai cristiani e contemporaneamente divinizzato dai pagani, lasciò un'eredità difficile: un'incombente guerra contro i persiani e odi acerbissimi tra i suoi successori.