Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Appunti lezioni Metodologia del servizio sociale 1. Il Pdf esplora l'assessment, le sue fasi e i tipi, con strumenti di raccolta informazioni come il colloquio, utile per lo studio universitario di Metodologia del servizio sociale.
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Metodologia del servizio sociale 1 (Università Cattolica del Sacro Cuore) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Veronica (veronicaurgnani@gmail.com)METODOLOGIA DEL SERVIZIO SOCIALE (Raineri)
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Teorie e metodologie del servizio sociale - F. Folgheraither
Scadenza 11 maggio: presentazione del libro. All'esame verranno fatte due domande su entrambi i libri.
Metodologia del servizio sociale = forme di aiuto "aperte": tutto quel modo di aiutare che accompagna all'aiuto strutturato. Aiutare e sostenere le persone direttamente interessate (operatori, caregiver, famigliari, utenti) a capire che cosa è meglio per loro, individuare l'intervento di aiuto più opportune e adeguato, per poter affrontare il problema/ la situazione di difficoltà e di bisogno. Senza l'aiuto aperto, le prestazioni e i servizi erogati servono a poco, se le persone interessate non sono propriamente convinte della loro efficacia. Procedure di servizio sociale = forme di aiuto strutturate: forme di aiuto che vengono previste dai sistemi di welfare per aiutare i cittadini che si trovano in una situazione di bisogno. Garantite dagli operatori sociali attraverso gli interventi di aiuto, si tratta di forme di aiuto "su misura" in base alla specifica situazione, e definite sulla base delle linee guida e procedure previste dagli orientamenti dell'ente per cui l'as lavora, le leggi di settore, i regolamenti di servizio.
Ci si trova in una situazione di benessere nel momento in cui c'è un bilanciamento/ un equilibrio tra bisogni e risorse. Il bisogno, dunque, deve essere compensato da corrispondenti risorse.
Il mero possesso di risorse materiali, quali beni di consumo, servizi, denaro - non sono considerabili sufficienti a identificare uno stato di benessere di per sé, in quanto il benessere è uno stato soggettivo: il modo in cui l'equilibrio tra un bisogno e una risorsa è vissuta dalla persona interessata ed è accettato socialmente. Il modo in cui la persona percepisce la disponibilità e il possesso di un bene rispetto al bisogno che presenta. Una persona può essere in una situazione di benessere anche se non dispone di determinati beni o servizi. Per gli operatori sociali è importante comprendere cosa per la persona significa benessere: l'intervento di aiuto che l'as propone può essere considerato positivo per la persona interessata? E' importante sapere che lo stato di benessere così come è considerato dall'operatore sociale potrebbe non coincidere con lo stato di benessere concepito dall'utente. Dire a priori cosa è bene per la persona è qualcosa di intrinsecamente impossibile. Per costruire interventi di aiuto significativi è necessaria la collaborazione dell'utenza interessata: è caratteristica peculiare delle professioni di aiuto. Disponibilità e possesso: allo stesso bene possono essere attribuiti significati diversi e il percorso che viene fatto per accedere a quel bene può assumere significati diversi.
Con welfare si intende lo stato di un individuo che indica una mancanza di privazioni. Welfare è il benessere inteso come possesso e disponibilità di beni e servizi. Il welfare state si occupa di fornire beni e servizi (provisions) per sostenere e aiutare i cittadini e mettere a loro disposizione le prestazioni di assistenza che possono servire ad un cittadino da quando nasce a quando muore. Per fare in modo che le prestazioni incidano sul benessere delle persone bisogna personalizzare gli interventi. Il welfare è la parte oggettiva del Scaricato da Veronica (veronicaurgnani@gmail.com)benessere, che non tiene conto della soggettività dell'uomo. Con well-being si fa riferimento alla capacità di azione attiva e di autonomia di un individuo nel determinare il proprio grado di benessere derivante dal fatto di avere padronanze e potere sulle proprie esperienze di vita e condizioni. Well-being è il benessere inteso come capacità di azione: la mia autodeterminazione messa in atto porta benessere, le azioni collegate alla scelta rivolta al perseguimento del proprio benessere: esso deriva dall'azione legata alla possibilità di riuscire a realizzare le nostre aspirazioni. Il well-being prende in piena considerazione la soggettività del benessere: la scelta e la capacità di azione libera.
Autonomia: è definita autonoma la persona che è in grado di prendere decisioni razionali congruenti alle proprie esigenze di vita e che è in grado di affrontare e contrastare eventuali impedimenti al suo benessere. L'autonomia, inoltre, dipende sempre dalla relazione tra l'uomo e l'ambiente, ovvero dalla situazione in cui si trova. E' autonoma la persona quando non c'è nessuno che dice cosa deve fare o come deve agire e quando può agire facendo quello che vuole. Può essere intesa in senso antropologico: prendere decisioni e agire di conseguenza per il suo essere - e in senso situazionale: mi trovo nella mia vita in situazioni che mi limitano relativamente poco, che mi danno una certa capacità di azione libera. L'autonomia intesa come indipendenza assoluta (prendersi cura di se stessi da soli in senso assoluto) non esiste, l'essere umano è interdipendente. Autodeterminazione: indica la capacità di un uomo di prendere decisioni e compiere azioni ad esse conseguenti inerenti la propria vita che siano consapevoli e appropriate. Sinonimo di autonomia. Indipendenza: non dover dipendere da altri o non esserne sottomessi. E' indipendente la persona capace di agire in maniera slegata senza la necessità di nessun supporto sostegno aiuto interazione di altre persone. L'indipendenza non è mai assoluta, ma relativa - nelle nostre azioni quotidiane, anche nel soddisfacimento dei nostri bisogni primari, dipendiamo sempre dalle azioni di altre persone. Interdipendenza: l'uomo è sempre un essere interdipendente, la sua capacità d'azione è il risultato di relazioni sociali. This document is available free of charge on studocu Scaricato da Veronica (veronicaurgnani@gmail.com)"L'assistente sociale opera in tutte le fasi dell'intervento per la prevenzione, il sostegno, e il recupero di persone, famiglie, gruppi, comunità in situazioni di bisogno e di disagio." - Codice Deontologico => Ricostruire il benessere nelle situazioni in cui questo viene meno. Benessere non vuol dire assenza di bisogni quanto piuttosto aiutare le persone a rispondere ai propri bisogni che non si esauriscono mai del tutto - il bisogno ha il carattere della temporaneità, non sono fissi nel tempo, cambiano si ridefiniscono ed evolvono ma nel corso della nostra vita permangono sempre. IL CARATTERE DELLA TEMPORANEITA' DEL BISOGNO. Bisogno: percezione di una distanza tra una situazione attuale e una situazione o una meta desiderata - metafora della bilancia. Avere un bisogno significa avere una necessità oggettiva? Un bisogno può essere primario oppure un bisogno culturale o artificiali: derivante da un senso di adeguatezza - ad esempio legato al rapporto con i propri pari. Quali bisogni possono essere presi in carico dagli operatori di welfare? Le prestazioni di aiuto possono avere diversi significati ed essere erogati in modo diverso in base a come viene definita la situazione di disagio o bisogno. E' importante il punto di vista: tra operatori, utente, i servizi .... Spesso è necessaria una graduatoria di necessità alla spesa. Il bisogno dipende dai punti di vista: individuali o collettivi. Si distinguono: Bisogni primari: aria respirabile, abbigliamento, abitazione, alimentazione - sono i bisogni biologici necessari alla vita. Bisogni secondari: istruzione primaria, reddito minimo, relazioni di prossimità, assistenza sanitaria di base - bisogni oggettivi che se non vengono soddisfatti almeno a livello basico comportano dei gravi processi di emarginazione tanto da compromettere successivamente la sopravvivenza della persona. Il bisogno oggettivo è definibile dall'esterno, da un punto di vista di osservazione esterno. Bisogni o meglio aspirazioni soggettivi: esiste solo in quanto il soggetto aspira a realizzarle. Non è possibile fare un elenco: è possibile prendere aree generali ma le aspettative soggettive sono definibili solo dalle singole persone - dipendono dalla persona (dalle sue caratteristiche personali), dalla sua storia di vita, dalle sue esigenze e necessità: quindi dipende dalle singole situazioni. Non è possibile definire il bisogno se non tendendo in considerazione il punto di vista della persona. Ragionare con le persone, sulle persone, su ciò che è meglio per loro per poter rispondere al bisogno della persona nel modo migliore possibile, e cosa essi ritengono meglio per loro: deve essere un ragionamento continuativo e sempre evolutivo. Il benessere e le necessità di una singola persona o di una singola famiglia non possono essere definiti e valutati esclusivamente secondo parametri standard definiti in base a norme sociali, norme di legge, aggregati statistici (fatta eccezione per i bisogni oggettivi in senso stretto, quelli primari). E' necessario considerare le condizioni specifiche, la particolarità della situazione in cui la persona interessata che presenta il bisogno si trova, e anche le considerazioni e i punti di vista delle persone a lui vicine. Scaricato da Veronica (veronicaurgnani@gmail.com)