Riassunto del libro "Arte e Passione" sul teatro europeo del XIX secolo

Documento dall'Università degli Studi di Padova su "Arte e Passione: Gli attori nel teatro europeo del XIX secolo". Il Pdf esplora il contesto storico-sociale e le figure chiave del teatro ottocentesco, analizzando conflitti e trasformazioni tra XVIII e XIX secolo, con focus su attori come Talma e Kainz, per il corso universitario.

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49 pagine

Riassunto libro "Arte e Passione:
Gli attori nel teatro europeo del XIX
secolo"
Storia del Teatro e dello Spettacolo
Università degli Studi di Padova (UNIPD)
48 pag.
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Arte e Passione
Gli aori nel teatro europeo del XIX secolo
Paola Degli Espos
1
Capitolo primo
CONFLITTI, DUELLI, CONFRONTI
Il passaggio tra 18esimo e 19esimo secolo, a teatro, si consuma in un clima battagliero; tra le turbolenze degli
eventi storici coevi, le inquietudini sociali, oltre che agli stimoli provenienti dalle importanti dispute culturali che
vedono affrontarsi in un duello esponenti del nuovo movimento romantico e personalità legate a un'estetica
neoclassica.
A dominare il panorama storico-sociale sono la Rivoluzione Francese e l'ascesa di Napoleone da un lato, e l'impatto
della rivoluzione industriale dall'altro. Una prima conseguenza di questi accadimenti, particolarmente evidente in
Francia e in Gran Bretagna, è il ripetersi, tra fine 700 e inizio 800, di scontri violenti fra gli spettatori all'interno dei
teatri, o di proteste scatenate dalle messinscene o dalle scelte dei manager.
Il rapido incremento demografico di Londra ha un impatto significativo sulla composizione e la numerosità
del pubblico nella capitale, che diventa sempre meno aristocratico. Eventi come gli Old Price Riots (1809)
- vera e propria sommossa contro i manager del Covent Garden Theatre dopo l'aumento dei prezzi decisi
per affrontare le spese di ricostruzione a seguito dell'incendio del 1808 -, inconcepibili nel 700, diventano
realtà in presenza di un pubblico composto soprattutto da individui di piccola borghesia e ceti meno
abbienti.
Analogamente, ma per ragioni differenti, si rilevano ripetute risse nella sala della Comédie-Française a
partire dal 1789: si tratta di incidenti a sfondo politico tra rivoluzionari e monarchici, che riflettono il
conflitto sociale tra borghesi e aristocratici portato alla luce da eventi storici culminati con la presa della
Bastiglia.
Sempre più gli accadimenti, inclusi quelli di natura violenta, sono percepiti come "teatro" anche a causa
dell’impiego degli strumenti spettacolari nelle manifestazioni pubbliche rivoluzionarie: un esempio celebre è la
cerimonia funebre riservata a Marat, un corteo coreografato e al cui allestimento viene chiamato a collaborare il
pittore neoclassico Jacques-Louis David noto anche per la teatralità delle sue opere.
Le proteste rumorose dei parterres non sono un fenomeno nuovo, ma lo sono il grado di violenza a cui talora si
giunge tra fine 700 e inizio 800, che condizionano l'attività spettacolare.
Il clima conflittuale in Francia si riflette nelle vicende interne della Comédie-Française, o nella querelle classici-
romantici, che ha connessione con il contrasto tra realisti e rivoluzionari; mentre le tensioni sociali della Londra
dell'epoca si rispecchiano nel dissidio costante tra le sale detentrici del monopolio sul dramma di parola (il Drury
Lane e il Covent Garden) e i cosiddetti teatri minori o illigittimati, confinati a un repertorio a fondamento mimico-
musicale.
Ciò i riflette anche nelle vite e nelle carriere degli attori dell'epoca, seppure in maniera di volta in volta differente.
LE BATTAGLIE DI FRANÇOIS-JOSEPH TALMA
Figura esemplare di tale clima bellicoso è il più celebre tragico francese del periodo, François-Joseph Talma (1763-
1826), che porta avanti con successo le battaglie politiche coeve con politica di rottura e rinnovamento estetico
della recitazione e dell'arte teatrale, incarnando al contempo il dissidio fra tradizione e innovazione.
Non a caso gli studiosi, parlando di lui, si chiedono, ripetutamente, se sia un attore "classico" o "romantico".
Nato nel 1763 in una famiglia della medio-bassa borghesia, viene avviato al mestiere del padre (un dentista), ma
la fascinazione per il teatro lo spinge a entrare nell'Ecole Royale dramatique nel 1786 e a intraprendere la carriera
d'attore. Per quanto questa fase iniziale abbia breve vita (l'istituzione chiude i battenti con la Rivoluzione), per
Talma gli studi all'École gli consentono di entrare a far parte, nel 1787, della principale compagnia dell'epoca, la
Comédie-Française. La sua carriera, da questo momento in poi, sarà incentrata sulle battaglie che intrecciano
politica e arte.
Entra nella troupe parigina in qualità di pensionnaire (ingaggiato a tempo determinato), che mantiene inizialmente
anche quando, grazie alle grandi doti dimostrate, viene accolto come sociétaire (socio a tempo indeterminato),
nel 1789; ma l'arrivo della Rivoluzione, pochi mesi dopo, gli offre l'opportunità di mettersi in luce: la celebrità
giunge infatti grazie all'allestimento di Charles IX, ou la Saint-Barthélemy di Marie-Joseph Chénier. Il testo,
incentrato sulla strage di San Bartolomeo messa in atto dal re, Charles IX, si proponeva di creare in Francia una
tragedia nazionale erede di ciò che aveva ispirato le opere di Voltaire, quindi evento politico e letterario di capitale
importanza. La parte del protagonista viene così affidata a Talma, assume i panni del re, e diventando così il suo
trampolino di lancio. Un primo ruolo che di norma non gli spetterebbe, senonc per la sgradevolezza del
personaggio (e il limitato numero di versi riservatogli).
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Riassunto del libro "Arte e Passione: Gli attori nel teatro europeo del XIX secolo"

docsity Riassunto libro "Arte e Passione: Gli attori nel teatro europeo del XIX secolo" Storia del Teatro e dello Spettacolo Università degli Studi di Padova (UNIPD) 48 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-libro-arte-e-passione-gli-attori-nel-teatro-europeo-del-xix-secolo/11129592/ Downloaded by: rougejulie (panigiulia00@gmail.com)Arte e Passione Gli attori nel teatro europeo del XIX secolo Paola Degli Esposti

Capitolo primo

CONFLITTI, DUELLI, CONFRONTI

Il passaggio tra 18esimo e 19esimo secolo, a teatro, si consuma in un clima battagliero; tra le turbolenze degli eventi storici coevi, le inquietudini sociali, oltre che agli stimoli provenienti dalle importanti dispute culturali che vedono affrontarsi in un duello esponenti del nuovo movimento romantico e personalità legate a un'estetica neoclassica.

A dominare il panorama storico-sociale sono la Rivoluzione Francese e l'ascesa di Napoleone da un lato, e l'impatto della rivoluzione industriale dall'altro. Una prima conseguenza di questi accadimenti, particolarmente evidente in Francia e in Gran Bretagna, è il ripetersi, tra fine 700 e inizio 800, di scontri violenti fra gli spettatori all'interno dei teatri, o di proteste scatenate dalle messinscene o dalle scelte dei manager.

  • Il rapido incremento demografico di Londra ha un impatto significativo sulla composizione e la numerosità del pubblico nella capitale, che diventa sempre meno aristocratico. Eventi come gli Old Price Riots (1809) - vera e propria sommossa contro i manager del Covent Garden Theatre dopo l'aumento dei prezzi decisi per affrontare le spese di ricostruzione a seguito dell'incendio del 1808 -, inconcepibili nel 700, diventano realtà in presenza di un pubblico composto soprattutto da individui di piccola borghesia e ceti meno abbienti.

. Analogamente, ma per ragioni differenti, si rilevano ripetute risse nella sala della Comédie-Française a partire dal 1789: si tratta di incidenti a sfondo politico tra rivoluzionari e monarchici, che riflettono il conflitto sociale tra borghesi e aristocratici portato alla luce da eventi storici culminati con la presa della Bastiglia.

Sempre più gli accadimenti, inclusi quelli di natura violenta, sono percepiti come "teatro" anche a causa dell'impiego degli strumenti spettacolari nelle manifestazioni pubbliche rivoluzionarie: un esempio celebre è la cerimonia funebre riservata a Marat, un corteo coreografato e al cui allestimento viene chiamato a collaborare il pittore neoclassico Jacques-Louis David noto anche per la teatralità delle sue opere.

Le proteste rumorose dei parterres non sono un fenomeno nuovo, ma lo sono il grado di violenza a cui talora si giunge tra fine 700 e inizio 800, che condizionano l'attività spettacolare.

Il clima conflittuale in Francia si riflette nelle vicende interne della Comedie-Française, o nella querelle classici- romantici, che ha connessione con il contrasto tra realisti e rivoluzionari; mentre le tensioni sociali della Londra dell'epoca si rispecchiano nel dissidio costante tra le sale detentrici del monopolio sul dramma di parola (il Drury Lane e il Covent Garden) e i cosiddetti teatri minori o illigittimati, confinati a un repertorio a fondamento mimico- musicale.

Ciò i riflette anche nelle vite e nelle carriere degli attori dell'epoca, seppure in maniera di volta in volta differente.

LE BATTAGLIE DI FRANCOIS-JOSEPH TALMA

Figura esemplare di tale clima bellicoso è il più celebre tragico francese del periodo, Francois-Joseph Talma (1763- 1826), che porta avanti con successo le battaglie politiche coeve con politica di rottura e rinnovamento estetico della recitazione e dell'arte teatrale, incarnando al contempo il dissidio fra tradizione e innovazione.

Non a caso gli studiosi, parlando di lui, si chiedono, ripetutamente, se sia un attore "classico" o "romantico".

Nato nel 1763 in una famiglia della medio-bassa borghesia, viene avviato al mestiere del padre (un dentista), ma la fascinazione per il teatro lo spinge a entrare nell'Ecole Royale dramatique nel 1786 e a intraprendere la carriera d'attore. Per quanto questa fase iniziale abbia breve vita (l'istituzione chiude i battenti con la Rivoluzione), per Talma gli studi all'École gli consentono di entrare a far parte, nel 1787, della principale compagnia dell'epoca, la Comedie-Française. La sua carriera, da questo momento in poi, sarà incentrata sulle battaglie che intrecciano politica e arte.

Entra nella troupe parigina in qualità di pensionnaire (ingaggiato a tempo determinato), che mantiene inizialmente anche quando, grazie alle grandi doti dimostrate, viene accolto come sociétaire (socio a tempo indeterminato), nel 1789; ma l'arrivo della Rivoluzione, pochi mesi dopo, gli offre l'opportunità di mettersi in luce: la celebrità giunge infatti grazie all'allestimento di Charles IX, ou la Saint-Barthélemy di Marie-Joseph Chénier. Il testo, incentrato sulla strage di San Bartolomeo messa in atto dal re, Charles IX, si proponeva di creare in Francia una tragedia nazionale erede di ciò che aveva ispirato le opere di Voltaire, quindi evento politico e letterario di capitale importanza. La parte del protagonista viene così affidata a Talma, assume i panni del re, e diventando così il suo trampolino di lancio. Un primo ruolo che di norma non gli spetterebbe, senonché per la sgradevolezza del personaggio (e il limitato numero di versi riservatigli).

1 Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-libro-arte-e-passione-gli-attori-nel-teatro-europeo-del-xix-secolo/11129592/ Downloaded by: rougejulie (panigiulia00@gmail.com)Diversi fattori contribuiscono a fare di questo spettacolo un evento cardine della carriera di Talma, tutti riconducibili a un comune tratto distintivo: la capacità di segnare un momento di discontinuità col passato.

Il primo elemento di rottura è di natura politica. L'origine borghese rende l'attore particolarmente sensibile alle istanze della Rivoluzione tanto da farlo diventare una figura di primo piano all'interno della posizione "rossa" nella Comédie-Française.

A partire dagli accadimenti del 1789, la troupe, sostenuta finanziariamente dalla monarchia, vede infatti una divisione interna tra:

  • "neri", sostenitori dell'ancien regime,
  • e "rossi", che appoggiano invece l'azione degli insorti.

Una separazione che si radicalizza con la liberalizzazione dei teatri nel 1791, arrivando così allo scisma:

  • la fazione realista rimane al Théâtre-Français in Place de l'Odéon, ribattezzato Théâtre de la Nation,
  • mentre i "repubblicani" si spostano al nuovo Théâtre de la République.

Il successo di Talma nelle vesti di Charles IX è dovuto, in parte, all'adesione ai principi rivoluzionari che lo supporta nell'interpretazione; scelta rischiosa, ma che riesce a portare avanti senza conseguenze negative a lungo termine grazie a una notevole sensibilità politica. Tale sensibilità lo spinge - ad esempio - ad aiutare i colleghi realisti a sfuggire alla carneficina del terrore, evitando così la condanna pubblica che lo avrebbe altrimenti travolto alla conclusione del periodo repubblicano; lo induce poi a intrattenere rapporti privilegiati con Napoleone e a rafforzare nel tempo una posizione acquisita per meriti artistici, ma anche grazie alla capacità di gestire la propria immagine, a tal punto che persino la caduta di Bonaparte - a cui è legato a doppio filo - non ne intacca la fama ormai consolidata.

L'esito positivo di Talma nel testo di Chenier non è solamente frutto di scelte politiche. Infatti, formatosi in un'accademia che segue i parametri in uso alla Comédie-Française, contribuisce la norma non scritta secondo la quale, nella restituzione del personaggio, i comédiens della compagnia devono attenersi alle scelte del primo attore che l'ha concepita. Charles IX costituisce quindi un'importante opportunità per lui: non solo ad assumere una parte di primo piano nell'allestimento, ma è anche nella posizione di doverla creare ex novo.

Per lo stesso motivo, la propensione per la drammaturgia contemporanea sarà una caratteristica di tutta la carriera dell'attore.

L'attenzione alle vicende della sua epoca lo rende particolarmente sensibile alla necessità di aggiornare il repertorio della Comedie-Française, che soprattutto in ambito tragico è strettamente legato alle pièces storiche (ad esempio Racine o Corneille) più che alle nuove opere maggiormente suscettibili all'influenza degli eventi e dei dibattiti coevi. Ciò si evidenzia dopo lo scisma del 1791, quando Talma assume il ruolo di guida all'interno della fazione rossa, ma soprattutto nel 1799, quando ormai ha ottenuto un tale riscontro di pubblico da poter far valere la sua voce all'interno delle scelte dei drammi da allestire; senza contare che i rapporti privilegiati di Talma con la Rivoluzione prima e con Napoleone poi fanno sì che, le scelte imposte dalla politica alla Comedie-Française collimino con le predilezioni dell'attore.

La possibilità di incarnare personaggi privi di una tradizione scenica pregressa non gli consente solo un ampio margine di libertà nella concezione della parte, ma anche di introdurre più facilmente elementi stilistici innovativi, trovando meno resistenze da parte degli spettatori. Un esempio è la particolare attenzione alle vesti di scena, che lo condurrà a recitare tragedie di ambientazione classica indossando la toga antica (così provocando scalpore presso il pubblico e subbuglio tra i colleghi); ciò lo accompagna per tutta la carriera e segna un momento di discontinuità rispetto alla prassi consolidata.

Lo stile degli abiti, nella Comédie-Française di fine 700, è caratterizzato da tratti nobili e fastosi, senza accordarsi col periodo storico dell'azione drammatica, ma in linea con il gusto per l'ornamento ereditato dal Rococò. Talma, invece, sensibile alle istanze storicistiche, fin dalle prime apparizioni semplifica e cerca l'autenticità storica nei panni da indossare. Non si tratta di un gusto archeologico, quanto piuttosto il cercare di suscitare con la propria interpretazione una percezione di autenticità nello spettatore contemporaneo.

Questi concetti costituiscono di fatto i cardini della recitazione "di rottura" di Talma.

Alla fine del 700, la prassi interpretativa consolidata in ambito francese presuppone un'attenzione alla parola e alla sua espressione formale: vi è una cura estrema della vocalità e dell'armonia dell'alessandrino (il metro impiegato nella tragedia), mirata ad evidenziare l'elemento poetico e quindi la forma del verso. La pronuncia dei versi non è mirata ad esaltare il contenuto, ma piuttosto la sonorità poetica, tanto che negli anni 80 del 700 il pubblico inizia a criticare l'artificiosità della recitazione della Comédie-Française sia per quanto riguarda la restituzione della partitura verbale, sia per l'espressione corporea.

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