Documento dall'Università degli Studi di Roma la Sapienza sul Consumo Critico. Il Pdf esplora il concetto di consumo critico, analizzando le sue radici storiche, le forme attuali come il boicottaggio e la riduzione volontaria dei consumi, e il ruolo delle organizzazioni eco-solidali, con esempi pratici di sostenibilità per la materia di Economia.
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Il consumo critico può essere definito come una modalità di acquisto di beni e servizi che tiene conto non solo del prezzo e della qualità percepita dei prodotti, bensì anche (e soprattutto, in alcuni casi) del comportamento dei produttori e della sostenibilità ambientale e sociale della matrice produttiva.
Esso si lega all'emergere del cittadino critico, una figura caratterizzata per un forte sostegno ai principi democratici, ma che rivela una sfiducia crescente nei confronti del funzionamento delle istituzioni e dei canali partecipativi tradizionali: per esso, il consumo critico diventa un veicolo di partecipazione.
Per tale motivo, la società civile, attraverso la sua azione decentrata (le decisioni di consumo e di risparmio) e con quella organizzata (l'azione delle associazioni, dei gruppi, dei soggetti economici locali ecc.) propone un nuovo rapporto tra economia, politica e società, attraverso una crescente ed inarrestabile rivoluzione.
L'uso politico dei consumi non è un fenomeno nuovo. Il boicottaggio, ad esempio, ha radici antiche in quanto forma di pressione utilizzata da movimenti storici (come ad esempio quello per l'abolizione della schiavitu').
Va tuttavia precisato che, quando si parla di consumo critico, ci si riferisce non solo al boicottaggio nella sua forma piu' comune (realizzata attraverso grandi campagne), ma anche da scelte di riduzione volontaria dei propri consumi, dettate da obiettivi quotidiani e intimi, come quello di ridurre la propria impronta ecologica.
La crescita del fenomeno, poi, dipende anche dalla moltiplicazione e dal consolidamento delle varie organizzazioni che popolano l'area di movimento dell'economia eco-solidale, all'interno delle quali, in questi anni, si sono sperimentate soluzioni e avviate iniziative che hanno allargato "altri mercati", ovvero ambiti di costruzione di relazioni e scambi (non solo monetari) fondati sul lavoro cooperativo e sulla valorizzazione di ragioni di vendita e acquisto altre rispetto al massimo profitto o al massimo risparmio.
In particolare, l'uso del consumo critico si rifà al concetto di "repertorio", metafora utilizzata da Tilly per indicare l'insieme dei modi con cui gli individui e i gruppi avanzano le loro richieste o rivendicazioni.
Nel XIX secolo, il vecchio repertorio venne sostituito dal moderno repertorio della protesta, che comprende dagli scioperi alle manifestazioni, ai raduni pubblici, alle Document shared on https://www.docsity.com/it/il-consumo-critico-forno-graziano/10298881/ Downloaded by: Eleonora071200 (elegherardini@gmail.com)occupazioni (diffusi anche grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e alla crescita del ruolo dei partiti, dei sindacati e di altre associazioni). La facilità di circolazione delle merci, però, ha portato ad una progressiva ridefinizione in senso restrittivo dello Stato sociale, nonché ad a conseguenze sulla distribuzione della ricchezza, sempre piu' polarizzata. Tale situazione ha portato all'introduzione del consumo critico all'interno dei repertori di molte organizzazioni.
Il modus operandi del consumo critico, inoltre, si distingue in quanto incorpora contemporaneamente gli elementi delle tre logiche della protesta: la logica dei numeri (necessari grandi volumi di agenti attivi), la logica del danno (mirano a causare il maggior danno possibile) e la logica della testimonianza (l'obiettivo è quello di dimostrare, col proprio esempio, le potenzialità di queste forme di azione).
Il tema della giustizia globale agisce come quadro interpretativo di tale fenomeno, che diventa politico anche per l'innesco di temi che toccano la totalità dell'esperienza umana (identità culturale, biosfera, economia, diritti civili e politici, mobilitazione delle risorse ecc.). A favore del consumo critico vi è anche lo sviluppo dell'espansione del sistema mediale, poi, in una decisa e apparentemente inarrestabile diffusione del buycottaggio.
I dati indicano che l'utilizzo di quest'ultimo, rispetto al piu' classico boicottaggio, è decisamente in ascesa, ed addirittura il piu' diffuso nei paesi nordamericani e nordeuropei. Unica eccezione di rilievo? L'Italia.
Il diffondersi del consumo critico mette per la prima volta sotto attacco le grandi multinazionali, attraverso il movimento della giustizia globale (Global Justice Movement), che ha una storia molto breve: la mancanza di alleati istituzionali, la violenza con cui alcune manifestazioni vengono represse, hanno portato a un rapido calo della mobilitazione collettiva a livello globale.
E' infatti a livello locale che, nell'ultimo decennio, il consumo critico ha accresciuto la sua diffusione, segnando un cambio di strategia: è così che, anche nel nostro paese, hanno iniziato a crearsi nuove allenze tra attori anche molti diversi tra loro: commercianti, agricoltori, imprenditori, associazioni ambientaliste ecc.
Il riposizionamento di alcune aree di movimento a livello locale, è certamente anche una conseguenza della chiusura delle opportunità politiche verso l'azione dei Document shared on https://www.docsity.com/it/il-consumo-critico-forno-graziano/10298881/ Downloaded by: Eleonora071200 (elegherardini@gmail.com)movimenti sociali. Infatti, sembra che la mobilitazione tenda a rimanere circoscritta all'interno di piccoli nuclei di attivisti sia quando le istanze dal "basso" vengono immediatamente recepite, sia quando vengono represse, anche con l'uso della violenza.
Altri movimenti hanno invece contrastato la struttura di potere proponendo e sostenendo forme di autorganizzazione: è il caso dei movimenti cooperativi e mutualistici. Durante gli anni della rivoluzione industriale, le cooperative divennero strumento di organizzazione economica e di emancipazione per i lavoratori, a prescindere dalle dimensioni: erano un mezzo per perseguire uno o piu' obiettivi di tipo economico, come il miglioramento delle condizioni di vita, o un abbassamento dei prezzi di alcuni prodotti.
Sebbene oggi ci si trovi in una situazione chiaramente differente, molti dei tratti che caratterizzano le cosiddette "reti di economia eco-solidale" sembrano ricordare queste forme di autorganizzazione del passato, che mettono al centro la necessitò di riorganizzare la vita economica sulla base dei bisogni umani e sociali.
Nonostante il riposizionamento a livello locale possa essere letto come un fallimento, è importante comunque notare come il movimento globale abbia lasciato come sua eredità sui diversi territori (non solo nel Nord del mondo) nuove organizzazioni, ed elaborato un diverso "arsenale di tattiche", o repertorio di azione (anche nel nostro paese, si espandono ad esempio forme di risparmio e finanza etica).
Parallelamente alla crescita del commercio equo e solidale, e della finanza etica, in questo periodo si diffondono anche altri tipi di iniziative meno strutturate delle precedenti (es. Slow Food, eco-villaggi, transition towns ecc.) che cercano di contrastare la deriva consumistica della società, attraversi l'affermazione di "nuovi immaginari". A livello economico, queste esperienze facilitano la sostenibilità di circuiti economici che privilegiano la produzione locale (entro un raggio di pochi chilometri).
A livello politico, si sperimentano pratiche innovative di gestione partecipata del territorio, basate sulla regolazione volontaria piuttosto che sull'azione coercitiva, stimolando una visione condivisa rispetto obiettivi comuni.
Tutte queste proposte e progetti innovativi, condividono un filo conduttore di: attenzione e propensione ad uno stile di vita piu' sobrio, una demonizzazione dell'eccessiva attenzione al prezzo e relativo sguardo a prodotti e produzioni eco- compatibili. Tutti questi danno anche una grande importanza alle reti di relazioni e di rapporti (quasi di natura comunitaria, mi verrebbe da dire), attraverso relazioni Document shared on https://www.docsity.com/it/il-consumo-critico-forno-graziano/10298881/ Downloaded by: Eleonora071200 (elegherardini@gmail.com)(anche economiche) basate sulla solidarietà (es. Prestiti a basso tasso di interesse e crowfunding).
Rispetto al futuro di tali progetti, e contrariamente alle aspettative, possiamo affermare inoltre che l'attuale crisi economica sembra aver dato un ulteriore impulso alla diffusione di campagne di organizzazioni che, utilizzando il consumo critico come forma di azione, sperimentano non solo un'altra economia, ma un'altra società.
Il Commercio Equo e Solidale (CES) prende piede in Europa negli anni 60', ma come puo' essere definito?
Il CES è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l'ambiente, crescita della consapevolezza dei consumatori, l'educazione, l'informazione e l'azione politica.
Esso ha obiettivi specifici, che possiamo raggruppare in 4 tipologie generali:
In relazione al CES, nel corso degli anni sono stati definiti i criteri utilizzati per la certificazione "fairtrade", la quale vuole garantire che da un lato i produttori godano di una formazione su pratiche agricole ambientalmente sostenibili, rispetto a possibili discriminazioni (sesso, età, etnia ecc.) e rapporti di lavori contrattualmente disciplinati in modo onesto, dall'altro che i commercianti (trader) siano obbligati a stipulare e rispettare contratti vincolanti e trasparenti con i fornitori, a creare relazioni durature con essi, e prefinanziare e pagare il prezzo piu' alto possibile oltre quello minimo fairtrade (tipicamente piu' alto di quello di mercato).
Si tratta di obiettivi che collocano le organizzazioni di CES piu' vicine ad una sfera d'azione globale, in quanto permetto un collegamento tra il Nord ed il Sud del mondo intero, attraverso la creazione di "presidi di solidarietà economica e sociale": Document shared on https://www.docsity.com/it/il-consumo-critico-forno-graziano/10298881/ Downloaded by: Eleonora071200 (elegherardini@gmail.com)