Documento di M.a.g.i.c. Education Training su Corso di Preparazione Al Concorso per Dirigenti Scolastici. Il Pdf è una dispensa didattica di Diritto per Concorsi pubblici, che esamina la contabilità generale dello Stato e degli enti pubblici, le sue fonti e il procedimento contabile della spesa.
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CORSO DI PREPARAZIONE AL
CONCORSO PER DIRIGENTI
SCOLASTICI
CONCORSO DIRIGENTE
SCOLASTICO
Dispensa nº 26
«CONTABILITÀ GENERALE
DELLO STATO»
DIRIGENTE SCOLASTICO
LUIGI MARTANO
Autore LUIGI MARTANO
MAGIC -Sede Lecce
Via caprioli 8
Cell 368 581458M. A. GI. C.
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CONCORSO DIRIGENTI
SCOLASTICI
CONTABILITA' DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI
La Contabilità di Stato è l'insieme organico delle norme che disciplinano l'organizzazione
finanziario - contabile, la gestione patrimoniale, l'attività contrattuale, la gestione del bilancio, il
sistema dei controlli e la responsabilità degli amministratori della cosa pubblica.
La definizione di contabilità di Stato è stata progressivamente sostituita con quella di contabilità
pubblica, definizione più idonea a comprendere le discipline contabili di tutte le amministrazioni
pubbliche: Regioni, enti locali, enti parastatali, Camere di Commercio, aziende sanitarie, università e
istituzioni scolastiche.
Le fonti della contabilità di Stato sono le leggi in materia di finanza pubblica e di contabilità generale
dello Stato. In Italia, la normativa contabilistica ha origine con la legge Cavour (n. 1483 del 1853),
prosegue con le riforme promosse da esperti statisti, del rango di Quintino Sella, Scialoja, Cambray,
Digny, e culmina con le leggi De Stefani, vale a dire con il R.D. 18 novembre 1923 n. 2440
(cosiddetta legge della contabilità generale dello Stato) e con il R.D. 23 maggio 1924 n. 827
(cosiddetto regolamento per l'amministrazione del patrimonio e la contabilità generale dello Stato).
La Costituzione italiana, entrata in vigore nel 1948, contiene numerosi articoli che recano norme di
valenza pubblico-finanziaria:
Di recente sono state varate riforme della contabilità pubblica che constano di alcune leggi di settore:
La contabilità pubblica consta di almeno quattro parti:
A. la gestione finanziaria (bilancio e strumenti della programmazione economica),
B. la gestione patrimoniale (i beni pubblici),
C. l'attività contrattuale della P.A.,
D. la responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari ed amministratori.
La gestione finanziaria comprende i bilanci pubblici e gli atti di programmazione economica.
Il bilancio è un documento di contabilità dello Stato che indica le entrate (imposizione fiscale, tasse
e redditi derivanti da giochi pubblici) e le uscite dell'amministrazione di uno Stato (spesa pubblica).
In relazione al rapporto con l'anno finanziario, una prima importante distinzione è quella tra bilancio
di previsione (o preventivo) e bilancio consuntivo (o rendiconto).
Il bilancio di previsione è redatto prima dell'inizio dell'anno finanziario (ex ante) ed ha come finalità
quella di indirizzare l'attività di gestione, nel senso di stabilire gli obbiettivi e i limiti dell'azione
economica e finanziaria da porre in essere.
Il bilancio consuntivo invece registra ad anno ormai concluso (ex post) i risultati effettivamente
conseguiti dalla gestione e consente di esprimere un giudizio sulla stessa. In base alle modalità di
redazione, il bilancio annuale di previsione è redatto in due versioni una di competenza e una di
cassa.
Il bilancio di competenza indica l'ammontare delle spese che lo Stato prevede di dover pagare e
delle entrate che prevede di poter riscuotere nell'anno di riferimento.
Il bilancio di cassa indica le spese che effettivamente verranno liquidate e le entrate che
effettivamente saranno incassate.
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Quando il bilancio di previsione prende in considerazione più annualità assolvendo ad una funzione
di monitoraggio delle grandezze di finanza pubblica nel medio termine si parla di bilancio
pluriennale. Nel caso del bilancio dello Stato, la legge 196\2009 dispone all'articolo 20 che il
bilancio annuale di previsione dello Stato sia redatto sia in termini di competenza che in termini di
cassa: esso espone per ogni voce di entrata la previsione delle somme da accertare e da incassare e
per ogni voce di spesa la previsione delle somme da impegnare e da pagare.
Anche il bilancio dello Stato deve essere redatto nel rispetto di alcuni principi fondamentali:
La legge 31 dicembre 2009 n. 196 (Legge di contabilità e finanza pubblica) per ciascun esercizio
finanziario disegna un processo di bilancio articolato su un sistema di documenti contabili con cui:
L'art. 7 comma 2 della legge 196\2009 dispone che entro il 10 Aprile di ogni anno il Governo presenta
il DEF al Parlamento, l'art. 7 comma 3 della legge di riforma di contabilità dispone inoltre che il DEF
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sia inviato entro lo stesso termine anche alla Conferenza permanente per il coordinamento della
finanza pubblica per il relativo parere.
Secondo l'art. 10 della L. 196\2009, il DEF si compone di tre sezioni:
Sulla base delle previsioni del DEF, ogni anno entro il 20 ottobre il Governo deve presentare alle
Camere (art. 7 comma 2 della L. 196\2009) il disegno di legge di bilancio dello Stato.
Le voci del bilancio hanno classificazioni diverse. Il vecchio sistema classificatorio distingueva solo
entrate, spese e patrimonio; i nuovi metodi di classificazione sono di tipo economico o funzionale.
La classificazione economica rivela il carattere della spesa (spese correnti, oneri fissi, acquisizioni
di beni durevoli, pagamento di debiti), mentre il sistema funzionale mette in risalto la natura delle
attività e dei servizi svolti dallo Stato.
Le entrate del bilancio si dividono in titoli (tributarie, extratributarie, da alienazione di cespiti, da
ammortamento di beni patrimoniali, da riscossione di crediti, da accensione di prestiti).
Le entrate sono suddivise in entrate ricorrenti e non ricorrenti a seconda che si riferiscano a proventi
la cui acquisizione sia prevista a regime ovvero limitata soltanto ad alcuni esercizi.
Il successivo livello differenzia le entrate sulla base della tipologia ai fini dell'approvazione
parlamentare e dell'accertamento dei cespiti;
categorie (secondo la natura dei cespiti);
unità elementari di bilancio ai fini della gestione e della rendicontazione eventualmente
suddivise in articoli.
Gli stati di previsione delle spese si articolano su tre livelli di aggregazione:
Oltre allo stato di previsione dell'entrata e agli stati di previsione della spesa distinti per Ministeri, il
bilancio è costituito anche dal quadro generale riassuntivo riferito al triennio.
Entro il 20 ottobre il Governo presenta alle Camere il disegno di legge di bilancio dello Stato. L'art.
119 del regolamento della Camera dei deputati prevede che l'esame del disegno di legge di
approvazione dei bilanci di previsione, annuale e pluriennale dello Stato ha luogo nell'ambito di una
apposita sessione parlamentare di bilancio.
Durante la sessione di bilancio è sospesa ogni deliberazione da parte dell'assemblea e delle
Commissioni in sede sui progetti di legge che comportino nuove o maggiori spese o diminuzioni di
entrate. Il presidente dell'assemblea verifica che la legge di bilancio non rechi disposizioni estranee
e che sia rispettata la regola della copertura. Dopo l'approvazione di una Camera il disegno di legge
passa all'altra Camera e questa navetta parlamentare continua fino a che le due assemblee non
approvano lo stesso testo di legge. L'ordine di votazione dei provvedimenti è stabilito dalla stessa
legge di contabilità. Dopo l'approvazione parlamentare il disegno di legge è presentato al Presidente
della Repubblica per la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il bilancio di assestamento
Durante l'esercizio finanziario, mentre viene data esecuzione al bilancio di previsione può accadere
che si verifichino nuove o maggiori entrate rispetto a quelle previste in bilancio oppure che si
dimostrino necessarie nuove o maggiori spese rispetto agli stanziamenti. L'articolo 33 della legge
196\2009 stabilisce che entro il mese di giugno di ciascun anno il ministero dell'economia presenta
un disegno di legge ai fini dell'assestamento delle previsioni di bilancio formulate a legislazione
vigente.
L'art. 81, comma quarto, della Costituzione stabilisce che, in mancanza di un bilancio approvato con
legge, la legge può concedere l'esercizio provvisorio di bilancio, per periodi non superiori
complessivamente a quattro mesi. L'esercizio provvisorio è l'insieme di fatti di gestione che il
Governo pone in essere per un periodo di tempo limitato dell'anno finanziario, in forza di
un'autorizzazione non definitiva, quando il bilancio non è stato approvato entro il 31 dicembre. Con
l'approvazione del bilancio il Governo è autorizzato ad acquisire le entrate ed a erogare le spese
indicate nel documento contabile
Tre sono le fasi del procedimento contabile delle entrate: l'accertamento, la riscossione, il
versamento.
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