Sviluppo, Funzioni e Tipologie di Gioco: la teoria di Piaget

Slide di Università su Sviluppo, Funzioni e Tipologie di Gioco. Il Pdf esplora lo sviluppo del gioco nei primi 3 anni di vita secondo Piaget, il ruolo dell'adulto e il concetto di 'buon modello' secondo Bandura, utile per Psicologia.

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18 pagine

SVILUPPO, FUNZIONI E TIPOLOGIE DI
GIOCO
a cura di
Dott. ssa Luana Lutzu
Lo sviluppo del gioco nei primi 3 anni di vita secondo J. Piaget
ETA STADIO DI SVILUPPO DEL GIOCO
0-3 mesi
-
non c’è gioco vero e proprio; il b/o utilizza schemi motori a
vuoto
, ovvero senza uno scopo (modalità reattive innate,
ripetizione azioni a caso per rivivere l’effetto).
3-8 mesi
-
emergono le prime azioni ludiche, lo scopo è il piacere di
agire. (
la sua attenzione al mondo esterno oltre
che al proprio corpo, cercando di afferrare, tirare,
scuotere e muovere oggetti che stimolano la sua mano per
esperire il rapporto esistente tra queste azioni e i risultati
prodotti sull’ambiente. In questo stadio il bambino non sa
perché le sue azioni provocano determinati effetti, ma
capisce che i suoi sforzi sono efficaci quando cerca di
ricreare taluni eventi piacevoli, visivi o sonori
.)
8-12 mesi
-
le azioni ludiche del b/o scaturiscono la percezione del
divertimento, nascono i primi tentativi di gioco rituale (es.
appoggiare la testa sul cuscino come per dormire).
12-18 mesi
-
il b/o, dopo aver sperimentato le qualità degli oggetti e i
rapporti fra di loro, continua a ripetere tali azioni per puro
divertimento.
18 mesi in poi
-
si sviluppa il gioco simbolico: il b/o rappresenta mediante
simboli qualcosa che non è realmente presente, il “far finta”,
l’utilizzare un oggetto con la funzione di un altro.

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Anteprima

Sviluppo del Gioco nei Primi 3 Anni di Vita secondo J. Piaget

Stadio di Sviluppo del Gioco per Età

ETA'

0-3 mesi

  • non c'è gioco vero e proprio; il b/o utilizza schemi motori "a vuoto" , ovvero senza uno scopo (modalità reattive innate, ripetizione azioni a caso per rivivere l'effetto).

3-8 mesi

  • emergono le prime azioni ludiche, lo scopo è il piacere di agire. (la sua attenzione al mondo esterno oltre che al proprio corpo, cercando di afferrare, tirare, scuotere e muovere oggetti che stimolano la sua mano per esperire il rapporto esistente tra queste azioni e i risultati prodotti sull'ambiente. In questo stadio il bambino non sa perché le sue azioni provocano determinati effetti, ma capisce che i suoi sforzi sono efficaci quando cerca di ricreare taluni eventi piacevoli, visivi o sonori.)

8-12 mesi

  • le azioni ludiche del b/o scaturiscono la percezione del divertimento, nascono i primi tentativi di gioco rituale (es. appoggiare la testa sul cuscino come per dormire).

12-18 mesi

  • il b/o, dopo aver sperimentato le qualità degli oggetti e i rapporti fra di loro, continua a ripetere tali azioni per puro divertimento.

18 mesi in poi

  • si sviluppa il gioco simbolico: il b/o rappresenta mediante simboli qualcosa che non è realmente presente, il "far finta", l'utilizzare un oggetto con la funzione di un altro.

Funzioni Emotive del Gioco

Funzioni Emotive del Gioco (1)

. Come mai i bambini dedicano al gioco tanta energia e tanto tempo? Varie teorie e opinioni :. Herbert Spencer, '800 -> il gioco è un mezzo con cui i bambini si liberano del surplus di energia; Herbert Spencer, nella sua teoria del «surplus di energia» sostiene che l'organismo ha bisogno fisiologicamente di liberarsi di energia superflue non consumate durante l'attività lavorativa. Infatti il gioco per il bambino rappresenta un insieme di forze accumulate e non impiegate in occupazioni "serie" che vengono poi scaricate in quelle attività proprie della mente del fanciullo, come il gioco. Viene mossa così una critica su tale teoria: perché allora i bambini giocano anche quando sono stanchi? Questa riflessione ci porta a pensare che non vi sia una chiara relazione tra energia e pulsione al gioco.

Funzioni Emotive del Gioco (2)

. Come mai i bambini dedicano al gioco tanta energia e tanto tempo? Varie teorie e opinioni :. Moritz Lazarus, '800 -> il gioco serve al rilassamento, essendo un'attività libera da costrizioni e vincoli;

Funzioni Emotive del Gioco (3)

. Come mai i bambini dedicano al gioco tanta energia e tanto tempo? Varie teorie e opinioni :. Stanley Hall, '800-'900 -> i diversi tipi di gioco che si osservano nelle diverse età possono essere considerati una ricapitolazione della storia dell'uomo; Stanley Hall, noto per i suoi studi sull'adolescenza, ha definito "teoria della ricapitolazione" una teoria secondo cui lo sviluppo individuale non fa altro che riprendere e ripetere l'evoluzione della specie;a tal proposito i comportamenti del bambino durante il gioco richiamano le attività dell'uomo all'inizio della sua evoluzione.

Funzioni Emotive del Gioco (4)

. Come mai i bambini dedicano al gioco tanta energia e tanto tempo? Varie teorie e opinioni :. Karl Groos, '800-'900 -> gioco come pre-esercizio delle abilità adulte. Groos partendo dall'analisi del gioco negli animali, nella teoria del "pre-esercizio", che vede il gioco come momento propedeutico alla vita adulta. Karl Groos (1896, 1899) ipotizzò che il gioco infantile, come quello degli animali, è basato sulla necessità di esercitare gli istinti della loro specie, questa esercitazione avviene tramite l'imitazione. Uno dei giochi preferiti dai bambini è, infatti, quello di imitare il comportamento e le attività degli adulti.

Funzioni Emotive del Gioco: Autori Principali

J. Piaget

  • accento sul gioco simbolico, che permette ai b/i di trasformare e dominare la realtà
  • 3 modi in cui può avvenire il gioco simbolico: compensazione, attraverso la quale il b/o corregge la realtà fingendo qualcosa di proibito oppure dando un lieto fine a qualcosa; liquidazione conflitti, il b/o riproduce un evento sgradevole che gli è successo; anticipazione, i b/i possono anticipare con il gioco qualcosa che temono o desiderano

Vygotskij

  • gioco come strumento con cui i bambini realizzano i desideri insoddisfatti, mentre si confrontano con il compito evolutivo di imparare a dilazionare i propri bisogni. Nel gioco il bambino impara a gestire la tensione tra i desideri e la non soddisfazione immediata. In questo modo, impara che le sue richieste non possono essere soddisfatte immediatamente

Approccio psicoanalitico

  • il gioco è una manifestazione simbolica dei bisogni profondi
  • riflette alcune volte degli aspetti relazionali problematici

Gioco Simbolico

Definizione di Gioco Simbolico

Il gioco simbolico è una modalità di gioco in cui il bambino rappresenta attraverso il materiale che ha a disposizione qualcosa che non è presente realmente. Un oggetto, un'azione o il corpo stesso del bambino viene utilizzato come simbolo, ossia come qualcosa che sta al posto di un'altra. Il gioco del "far finta" rappresenta per il bambino l'opportunità di fare una esperienza creativa, simbolica, motoria e sensoriale. E' solitamente caratterizzata da un affetto positivo e inizia in modo spontaneo, esprimendo una storia che ha un principio, una evoluzione e una conclusione È un gioco attraverso il quale i bambini si avvicinano al mondo degli adulti attraverso la fantasia nella «loro dimensione». Il gioco e il contesto sono un fattore di protezione che li permette di avvicinarsi a situazioni per loro poco comprensibili. Nel gioco di finzione il bambino non è più legato agli oggetti così come sono nella realtà, ma può usare l'immaginazione per simulare cose del tutto diverse. Quando simulano, i bambini compiono l'atto di sospendere la loro idea di realtà e sostituirla con l'immaginario. https://www.youtube.com/watch?v=IBOHp79SvZ4

Importanza del Gioco Simbolico

. Il gioco simbolico, oltre che essere una strategia ludica, è uno strumento indispensabile al bambino per permettere il suo sviluppo. · E' una risorsa didattica, educativa per far acquisire delle competenze, per sostenere la motivazioni e la tensione dei bambini sotto forma di gioco. · Soddisfa un profondo bisogno emotivo del bambino: espressione dei problemi, dei conflitti, dei sentimenti positivi e negativi, delle esperienze cariche affettivamente. I bambini impegnati a far finta creano e inventano situazioni fittizie e mettono in atto emozioni vere. La finzione permette loro di conoscere se stessi e la propria emotività, rielaborando esperienze vissute e attribuendogli nuovi significati, imparando a mediare tra la realtà e i desideri, a esprimere le proprie angosce ricercandovi una soluzione. • L'educatore è bene che faccia un'attenta organizzazione di giochi e propongano situazioni ai bambini sotto forma di gioco, che sappiano guidare i bambini sul come si può intervenire sul gioco simbolico e sugli elementi che lo compongono.

Gioco Simbolico come Palestra di Competenze

· Gioco simbolico come palestra per sperimentare le competenze (rappresentazione, creatività, narrazione, meta-comunicazione, elaborazione e costruzione di significati cognitivi e affettivi). E' un mezzo per comprendere ed esprimere il mondo interiore, il funzionamento del mondo fisico e sociale, per fronteggiare ed elaborare le difficoltà. · Il gioco come zona potenziale di sviluppo: con il gioco si impara a parlare, per il bambino il gioco è un modo di apprendere, non è una tattica soltanto o qualcosa che io motivo attraendolo, ma per apprendere il bambino gioca quindi l'adulto non è solo un osservatore o un esperto di strategia ludica ma un promotore dell'evoluzione (atteggiamento di guida interna al gioco, l'educatore entra nel gioco e aiuta l'espansione delle competenze simboliche infantili). https://www.youtube.com/watch?v=L5ElV2QQysA

Finalità del Gioco Simbolico

Finalità Cognitive del Gioco Simbolico

COGNITIVO · possibilità di agire su significati accostandoli in modo imprevisto e originale · sviluppo della creatività, immaginazione pianificazione

Finalità Sociali del Gioco Simbolico

SOCIALE · sperimentare punti di vista diversi dal proprio, esplorare ruoli diversi dal proprio, il proprio ruolo nelle interazioni, acquisire tecniche di negoziazione nei conflitti e di costruzione di significati condivisi

Finalità Affettive del Gioco Simbolico

AFFETTIVO · esplorare il proprio mondo interno, sperimentare i limiti della realtà, rivivere le situazioni problematiche in modo attivo, poter trasformare le situazioni, padroneggiarle e tollerarle

Capacità Acquisite attraverso il Gioco Simbolico

Capacità di Decontestualizzazione

· DECONTESTUALIZZAZIONE: pensare e comportarsi in modo sempre più indipendente dalle caratteristiche della realtà percepita (capacità di riprodurre una situazione, un gioco, indipendentemente dal contesto). Progressiva indipendenza dal contesto ambientale

Capacità di Decentramento

· DECENTRAMENTO: estensione dell'azione da sè ad altri. tenere in considerazione i punti di vista diversi dal proprio, utilizzo dell'oggetto come essere animato (il bambolotto diventa un bambino con tutte le sue caratteristiche).

Capacità di Integrazione

• INTEGRAZIONE: articolare sempre più elementi in modo sempre più coerente. Organizzazione delle azioni in sequenza

Controllo dell'Esecuzione e Abilità Sociali

· CONTROLLO DELL'ESECUZIONE: utilizzare il linguaggio per pianificare, guidare, e condividere l'esecuzione dei propri progetti (ad es. "adesso lavo i piatti perché c'è disordine"), il bambino prevede, guida le sue azioni esprimendo e controllando l'esecuzione e può anche verbalizzare e socializzare ; sono aspetti che un adulto può osservare, non osservare solo le problematiche del bambino ma il livello, il grado, le competenze nel gioco simbolico e potenziarle. . ABILITA' SOCIALI: orientare, condividere, coordinare sempre più le proprie intenzioni e i propri comportamenti da quelli altrui.

Il Ruolo dell'Adulto nel Gioco

  • Assecondare le proposte ludiche, riprendere le azioni verbalmente per seguirle
  • Comunicare attenzione, importanza e disponibilità
  • Porre domande sulle proposte ludiche del b/o, sollecitando così il pensiero
  • Lasciar condurre il gioco al b/o, partecipare al gioco e proporre evoluzioni di esso
  • Garantire a tutti le esperienze positive e facilitarne l'apprendimento

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