Informazione genetica e malattie ereditarie: mutazioni e patologie genetiche

Documento di Università su informazione genetica e malattie ereditarie. Il Pdf esplora le mutazioni e le loro cause, la struttura dei cromosomi e la consulenza genetica, approfondendo malattie genetiche monofattoriali come spina bifida, acondroplasia e malattia di Huntington, per lo studio della Biologia.

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Informazione genetica e malattie ereditarie
L'informazione genetica viene modificata a ogni generazione da molti processi, i quali sono
responsabili della variabilità genetica, vantaggiosa per la sopravvivenza. Ogni gene può presentarsi
in due versioni chiamate alleli. Gli organismi possono essere:
Omozigoti, se i due alleli di un gene sono identici;
Eterozigoti, se i due alleli sono diversi.
Nella specie umana, solo una piccola parte delle varianti del materiale genetico si traduce in
malattia. Le altre varianti rappresentano i polimorfismi genetici, ovvero differenze genetiche
normali tra individui.
Malattie genetiche
Le malattie genetiche sono causate da una o più anomalie del patrimonio genetico. Queste possono
essere:
Mutazioni geniche, ovvero alterazioni nella sequenza del DNA;
Alterazioni cromosomiche, che coinvolgono struttura o numero dei cromosomi.
Le malattie genetiche si distinguono in:
Ereditarie, se causate da anomalie presenti nei genitori e trasmesse alle generazioni
successive;
Congenite, se presenti fin dalla nascita, anche se non necessariamente ereditarie.
Tipi di mutazioni
Le modificazioni del materiale genetico possono avvenire in diversi modi:
Mutazioni geniche: colpiscono la struttura di un singolo gene e sono responsabili di
malattie monofattoriali(mutazione di un solo gene) o multifattoriali (coinvolgono più
geni e fattori ambientali).
Alterazioni cromosomiche: possono riguardare la struttura (es. delezioni, duplicazioni,
traslocazioni) o il numero dei cromosomi (es. trisomie).
Mutazioni somatiche: si verificano nelle cellule somatiche e non sono ereditarie, ma
possono comunque causare malattie congenite.
Cause delle mutazioni
Le mutazioni possono essere:
Spontanee: causate da errori nella duplicazione del DNA o da fattori chimici interni alla
cellula;
Indotte: provocate da mutageni, agenti chimici o fisici esterni che danneggiano il DNA.
La genetica si articola su tre livelli principali:
1. Genetica classica: studia la trasmissione ereditaria delle malattie nelle famiglie;
2. Genetica molecolare: individua geni difettosi per diagnosi precoci e prevenzione;
3. Citogenetica: analizza i cromosomi per identificare anomalie strutturali o numeriche.
Struttura dei cromosomi
I cromosomi sono costituiti da cromatina (DNA + proteine). Durante l'interfase, la cromatina è
dispersa, mentre durante mitosi e meiosi si condensa in cromosomi visibili.
Due tipi di cromatina:
Eucromatina: meno condensata, geneticamente attiva;
Eterocromatina: più condensata, geneticamente inattiva.
Nella metafase, i cromosomi si presentano formati da due cromatidi fratelli geneticamente
identici, uniti nel centromero, che è il punto d’attacco delle fibre del fuso mitotico.
Il centromero divide ogni cromatidio in:
Braccio p (petit): corto;
Braccio q: lungo.
Errori nella funzione del centromero possono causare errori nella separazione dei cromosomi
durante la mitosi o la meiosi.
Alle estremità dei cromatidi ci sono i telomeri, sequenze ripetute di nucleotidi che proteggono il
DNA e garantiscono una corretta replicazione. Alcuni cromosomi presentano anche satelliti e
costrizioni secondarie, sedi del DNA ribosomiale.
Cariotipo e bandeggi cromosomici
Il cariotipo è l’insieme dei cromosomi di una cellula, ordinati per grandezza e posizione del
centromero. I cromosomi umani sono 46 (22 coppie autosomiche e 1 coppia di cromosomi
sessuali).
In base alla posizione del centromero, i cromosomi si distinguono in:
Metacentrici: centromero al centro;
Submetacentrici: centromero leggermente decentrato;
Acrocentrici: centromero vicino a un’estremità.
I bandeggi permettono l'identificazione dei cromosomi e delle anomalie:
Bandeggio Q: con colorante fluorescente (e.g. quinacrina), evidenzia regioni ricche di A/T;
Bandeggio G: con colorante Giemsa, bande scure = regioni povere di geni;
Bandeggio R: inverso del G, con bande scure ricche di G/C.
Consulenza genetica
La consulenza genetica offre supporto a individui e famiglie con malattie genetiche, aiutandoli a
prendere decisioni consapevoli. Si distingue in:

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Anteprima

Informazione genetica e variabilità

L'informazione genetica viene modificata a ogni generazione da molti processi, i quali sono responsabili della variabilità genetica, vantaggiosa per la sopravvivenza. Ogni gene può presentarsi in due versioni chiamate alleli. Gli organismi possono essere:

  • Omozigoti, se i due alleli di un gene sono identici;
  • Eterozigoti, se i due alleli sono diversi.

Nella specie umana, solo una piccola parte delle varianti del materiale genetico si traduce in malattia. Le altre varianti rappresentano i polimorfismi genetici, ovvero differenze genetiche normali tra individui.

Malattie genetiche e anomalie del patrimonio

Le malattie genetiche sono causate da una o più anomalie del patrimonio genetico. Queste possono essere:

  • Mutazioni geniche, ovvero alterazioni nella sequenza del DNA;
  • Alterazioni cromosomiche, che coinvolgono struttura o numero dei cromosomi.

Le malattie genetiche si distinguono in:

  • Ereditarie, se causate da anomalie presenti nei genitori e trasmesse alle generazioni successive;
  • Congenite, se presenti fin dalla nascita, anche se non necessariamente ereditarie.

Tipi di mutazioni genetiche

Le modificazioni del materiale genetico possono avvenire in diversi modi:

  • Mutazioni geniche: colpiscono la struttura di un singolo gene e sono responsabili di malattie monofattoriali(mutazione di un solo gene) o multifattoriali (coinvolgono più geni e fattori ambientali).
  • Alterazioni cromosomiche: possono riguardare la struttura (es. delezioni, duplicazioni, traslocazioni) o il numero dei cromosomi (es. trisomie).
  • Mutazioni somatiche: si verificano nelle cellule somatiche e non sono ereditarie, ma possono comunque causare malattie congenite.

Cause delle mutazioni

Le mutazioni possono essere:

  • Spontanee: causate da errori nella duplicazione del DNA o da fattori chimici interni alla cellula;
  • Indotte: provocate da mutageni, agenti chimici o fisici esterni che danneggiano il DNA.

Livelli della genetica

La genetica si articola su tre livelli principali:

  1. Genetica classica: studia la trasmissione ereditaria delle malattie nelle famiglie;
  2. Genetica molecolare: individua geni difettosi per diagnosi precoci e prevenzione;
  3. Citogenetica: analizza i cromosomi per identificare anomalie strutturali o numeriche.

Struttura dei cromosomi

I cromosomi sono costituiti da cromatina (DNA + proteine). Durante l'interfase, la cromatina è dispersa, mentre durante mitosi e meiosi si condensa in cromosomi visibili.

Due tipi di cromatina:

  • Eucromatina: meno condensata, geneticamente attiva;
  • Eterocromatina: più condensata, geneticamente inattiva.

Nella metafase, i cromosomi si presentano formati da due cromatidi fratelli geneticamente identici, uniti nel centromero, che è il punto d'attacco delle fibre del fuso mitotico.

Il centromero divide ogni cromatidio in:

  • Braccio p (petit): corto;
  • Braccio q: lungo.

Errori nella funzione del centromero possono causare errori nella separazione dei cromosomi durante la mitosi o la meiosi.

Alle estremità dei cromatidi ci sono i telomeri, sequenze ripetute di nucleotidi che proteggono il DNA e garantiscono una corretta replicazione. Alcuni cromosomi presentano anche satelliti e costrizioni secondarie, sedi del DNA ribosomiale.

Cariotipo e bandeggi cromosomici

Il cariotipo è l'insieme dei cromosomi di una cellula, ordinati per grandezza e posizione del centromero. I cromosomi umani sono 46 (22 coppie autosomiche e 1 coppia di cromosomi sessuali).

In base alla posizione del centromero, i cromosomi si distinguono in:

  • Metacentrici: centromero al centro;
  • Submetacentrici: centromero leggermente decentrato;
  • Acrocentrici: centromero vicino a un'estremità.

I bandeggi permettono l'identificazione dei cromosomi e delle anomalie:

  • Bandeggio Q: con colorante fluorescente (e.g. quinacrina), evidenzia regioni ricche di A/T;
  • Bandeggio G: con colorante Giemsa, bande scure = regioni povere di geni;
  • Bandeggio R: inverso del G, con bande scure ricche di G/C.

Consulenza genetica

La consulenza genetica offre supporto a individui e famiglie con malattie genetiche, aiutandoli a prendere decisioni consapevoli. Si distingue in:

  • Preconcezionale: per coppie a rischio, prima del concepimento;
  • Prenatale: durante la gravidanza, per individuare anomalie genetiche;
  • Postnatale: dopo la nascita, per diagnosi, terapie e rischio di ricorrenza.

Ipercolesterolemia familiare (FH)

L'ipercolesterolemia familiare è una malattia genetica ereditaria causata da mutazioni nei geni LDLR, APOB e PCSK9, che regolano il metabolismo del colesterolo LDL ("colesterolo cattivo").

Forme di ipercolesterolemia familiare

  • Eterozigote: una copia mutata del gene, forma meno grave;
  • Omozigote: due copie mutate, forma rara ma grave.

Conseguenze dell'ipercolesterolemia familiare

  • Elevato rischio di aterosclerosi, infarto e ictus.
  • Diagnosi tramite anamnesi, esami clinici e test genetici.
  • Trattamento: dieta povera di grassi, statine, e nei casi gravi, LDL-aferesi.

Analisi cromosomica

Per l'analisi dei cromosomi si usano:

  • Tessuti prenatali: amniociti, villi coriali, cellule del sangue fetale;
  • Tessuti postnatali: linfociti da sangue periferico (preferiti per la facilità di prelievo).

I globuli rossi, privi di nucleo, non possono essere usati per l'analisi cromosomica.

Protocollo per ottenere cromosomi metafasici da linfociti

  1. Prelievo del sangue;
  2. Coltura cellulare con mitogeni (stimolano la mitosi);
  3. Incubazione a 37°℃ per 72 ore;
  4. Aggiunta di colchina per bloccare le cellule in metafase;
  5. Trattamento ipotonico con KCl per gonfiare le cellule;
  6. Fissaggio con metanolo e acido acetico;
  7. Preparazione del vetrino e colorazione;
  8. Osservazione al microscopio e fotografia per ricostruzione del cariotipo.

Malattie autosomiche recessive

Le malattie autosomiche recessive sono causate da geni recessivi. Per manifestarsi, è necessario che un individuo erediti due copie del gene mutato (una da ciascun genitore),quindi sia omozigote recessivo. Gli eterozigoti, invece, sono portatori sani: non presentano sintomi, ma possono trasmettere il gene mutato ai figli.

Molte malattie monofattoriali ereditarie seguono la modalità autosomica recessiva e possono avere gravità variabile. Tra queste, si annoverano:

Fenilchetonuria (PKU)

La fenilchetonuria è una malattia metabolica ereditaria causata dalla mancanza dell'enzima epatico fenilalanina-idrossilasi (PAH), che trasforma la fenilalanina in tirosina. La forma più comune è dovuta a una mutazione del gene PAH sul cromosoma 12 ed è trasmessa con modalità autosomica recessiva.

La tirosina è un precursore di ormoni come:

  • Tiroxina (ormone tiroideo),
  • Catecolamine (adrenalina, noradrenalina),
  • Melanina (pigmento della pelle e dei capelli).

In assenza dell'enzima, la fenilalanina e i suoi derivati si accumulano nel sangue, raggiungendo livelli tossici, e possono compromettere lo sviluppo psicomotorio, provocando ritardo mentale.

Sintomi clinici della fenilchetonuria

  • Ipotonia o ipertonia muscolare,
  • Tremori, convulsioni,
  • Alterazioni della pigmentazione (pelle e capelli chiari),
  • Alterazioni biochimiche specifiche.

Diagnosi della fenilchetonuria

  • Screening neonatale obbligatorio;
  • Analisi del sangue nei primi giorni di vita.

Terapia della fenilchetonuria

  • Dieta a basso contenuto di fenilalanina per tutta la vita;
  • Garantisce uno sviluppo normale se iniziata precocemente.

Fibrosi cistica

La fibrosi cistica è una malattia autosomica recessiva che si manifesta nei primi anni di vita. È dovuta a una mutazione del gene CFTR sul cromosoma 7, che codifica una proteina che regola il trasporto di ioni cloro attraverso le membrane cellulari.

Questa mutazione causa:

  • Secrezioni molto dense nei polmoni, pancreas, fegato;
  • Ostruzione bronchiale, infezioni respiratorie frequenti;
  • Malassorbimento intestinale, ritardo nella crescita;
  • Cirrosi epatica, sterilità nei maschi.

Diagnosi della fibrosi cistica

  • Test del sudore (alta concentrazione di cloruri),
  • Analisi del DNA per confermare la mutazione.

Terapia della fibrosi cistica

  • Antibiotici, fisioterapia respiratoria, enzimi pancreatici;
  • Nei casi gravi, trapianto polmonare;
  • Screening neonatale incluso nei programmi sanitari;
  • Terapia genica sperimentale: vettori virali e CRISPR.

Anemie ereditarie e emoglobinopatie

L'emoglobina è la proteina contenuta nei globuli rossi, formata da:

  • Due catene alfa (geni HBA1 e HBA2 sul cromosoma 16),
  • Due catene beta (gene HBB sul cromosoma 11).

Contiene gruppi eme con ione ferro Fe2+ che lega l'ossigeno. Trasporta anche anidride carbonica (CO2), eliminata in tre forme: disciolta nel plasma, legata all'emoglobina, o trasformata in bicarbonato.

Anemia falciforme

Malattia ereditaria causata da una mutazione puntiforme del gene HBB: l'acido glutammico è sostituito dalla valinanella catena beta. Questa sostituzione rende i globuli rossi rigidi e a forma di falce, facilmente distrutti (emolisi) e con ridotta capacità di trasporto.

Conseguenze dell'anemia falciforme

  • Crisi dolorose, febbre, ischemie, danni a cuore, reni, milza e cervello;
  • Omozigoti = malattia manifesta;
  • Eterozigoti = portatori sani, resistenti alla malaria.

Diffusione dell'anemia falciforme

  • Alta tra individui di origine africana e afroamericana.

Diagnosi dell'anemia falciforme

  • Elettroforesi dell'emoglobina;
  • Esami del sangue;
  • Diagnosi prenatale.

Terapia dell'anemia falciforme

  • Trasfusioni,
  • Acido folico,
  • Trapianto di midollo,
  • Terapia genica (CRISPR in sperimentazione).

Talassemie

Le talassemie sono malattie ereditarie caratterizzate da anemia cronica dovuta a una sintesi ridotta o assente delle catene globiniche dell'emoglobina.

Alfa-talassemie

  • Geni coinvolti: HBA1 e HBA2;
  • 1 gene mutato: portatore silente, asintomatico;
  • 2 geni mutati: alfa-talassemia minor, anemia lieve;
  • 3 geni mutati: emoglobinopatia H, anemia moderata, splenomegalia;
  • 4 geni mutati: alfa-talassemia major (idrope fetale), letale in utero o poco dopo la nascita.

Beta-talassemie

  • Gene coinvolto: HBB sul cromosoma 11;
  • Beta-talassemia minor: portatore sano o sintomi lievi;
  • Beta-talassemia intermedia: anemia moderata, occasionali trasfusioni;
  • Beta-talassemia major (Morbo di Cooley): anemia grave, richiede trasfusioni regolari.

Conseguenze delle talassemie

  • Iperattività del midollo osseo,
  • Ingrossamento di fegato e milza,
  • Sovraccarico di ferro.

Diagnosi delle talassemie

  • Esami emocromocitometrici,
  • Elettroforesi dell'emoglobina,
  • Diagnosi prenatale,
  • Consulenza genetica (screening pre-matrimoniale nei paesi a rischio).

Terapie per le talassemie

  • Trasfusioni regolari + terapia ferrochelante;

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