La dimensione macro e la teoria della Network Society di Castells

Documento di Andrea Miconi su La Dimensione Macro e la Teoria della Network Society. Il Pdf esplora la teoria della Network Society di Manuel Castells, analizzando processi formativi, spazi, identità, economie del lavoro e del dono, e la natura neoliberista delle società in rete, utile per studenti universitari di Economia.

Mostra di più

18 pagine

Sociologia dei media a.a. 2023 I semestre
Teorie e prache del web” di Andrea Miconi
1) LA DIMENSIONE MACRO E LA TEORIA DELLA
NETWORK SOCIETY
DEFINIZIONE E PROCESSI FORMATIVI
Il sociologo MANUEL CASTELLS è considerato il padre della NETWORK SOCIETY (società delle re) è un
sistema delle società economicamente avanzate degli ulmi decenni: le sue struure e avità chiave
sociali, sono organizzate intorno a re di informazione elaborate eleronicamente. Lelemento di novità è,
dunque, la tecnologia, la quale ha trasformato struure e organizzazioni. Infa, queste società non sono
caraerizzate solo dalla diusione di Internet, ma anche da una serie di altri processi: la centralità
dell’informazione, la diusione dell’innovazione, la produzione essibile, l’organizzazione recolare e la
convergenza di tecnologie speciche.
Dunque, la società delle re va oltre alla società delle informazioni in quanto non è solo la tecnologia a
denire una società moderna ma anche altri faori di po polico, culturale, economico, religioso.
La fondazione della network society, infa, è caraerizzata da TRE PROCESSI DI CAMBIAMENTO che hanno
portato all’auale società in rete: rivoluzione della tecnologia dell’informazione, crisi del capitalismo e dello
statalismo e il orire dei nuovi movimen culturali e sociali.
1. INNOVAZIONE TECNOLOGICA, garanta dall’invenzione del personal computer che permise la
produzione di contenu, e la rete Internet che ne ha permesso la diusione.
Non solo, quest’innovazione tecnologica ha permesso che i più importan gruppi sociali la
valorizzassero: da qui l’importanza del luogo mitologico della Silicon Valley, una piccola regione nel
nord della California oggi diventata l’emblema della competenza, del talento e del capitale, ma
soprauo della cultura globale.
2. TRASFORMAZIONE DEL QUOTIDIANO: durante gli anni ’70 e ’80 del Novecento, il patriarcato entrò
in crisi per via delle contestazioni poliche e per l’inserimento della donna nel mercato del lavoro
che rivendicavano la loro autonomia polica e sociale. Queste condizioni garanrono il passaggio da
un sistema patriarcale ad uno più democrazzato.
3. NUOVA ECONOMIA GLOBALE, avvenuta dopo la crisi economica degli anni ’70 in cui i merca si
sono aper sempre di più: si è passa da un sistema industriale fondato sulla produzione pesante,
ad uno posndustriale caraerizzato dallo lo spostamento delle persone dalle fabbriche agli uci,
(passaggio da operaio a impiegato). Questa transizione ai servizi, però, non procede uniformemente
e, essendo che l’economia globale non è basata sull’industria si tende semplicemente a spostare la
produzione nel Sud del mondo.
Il prezzo più duro della network society è il cambiamento nella natura del lavoro e nella sua essibilità. I tre
pun elenca precedentemente sono accomuna dalla perdita di modelli di organizzazione vercale che
vengono sostui da quelli orizzontali: si passa da mezzi di comunicazione centralizza diusi (tv) a sistemi
bidirezionali (internet); si ha uno sgretolamento delle tradizioni e l’aermazione di relazioni instabili e più
uide tra individui; avviene un cambio da aziende di stampo vecchio ad un modello decentralizzato (pico
delle mulnazionali).
SPAZI E IDENTITA’
I cambiamen sopra descri, secondo Castells, producono poi una ricaduta di po topologico, quindi vi è
opposizione tra:
SPAZIO DEI FLUSSI stabilisce un collegamento eleronico tra luoghi sicamente separa,
creando un network interavo di relazioni tra avità e individui a prescindere dallo specico
contesto di riferimento.
È lo spazio del business e delle élite globali: gran parte dei processi più rilevan a livello di
concentrazione di potere, avvengono nello spazio dei ussi
SPAZIO DEI LUOGHI organizza le esperienze dell’uomo nei limi della collocazione geograca. In
questo caso, privilegia l’interazione sociale e l’organizzazione istuzionale sulla base della conguità
sica.
Castells, dalla disnzione tra usso e luoghi, sviluppa il tema dell’identà intesa come rifugio del processo di
crescita dell’individualismo. Egli riconosce tre pi di identà:
1. IDENTITA’ LEGITTIMANTE: viene introdoa dalle istuzioni dominan nella società per estendere e
razionalizzare il dominio sugli aori sociali. Produce la società civile, ciil sistema razionalizzato
composto da regole e capace di prevedere anche le leggi del proprio superamento.
2. IDENTITA’ RESISTENZIALE: è quella delle culture subalterne i cui membri sono in posizioni sociali
svalutate e che quindi si coagulano aorno ad una comunità ristrea.
3. IDENTITA’ PROGETTUALE: è costruita dai singoli aori sociali grazie al bagaglio culturale che hanno
a disposizione. Essa viene ulizzata per scontrarsi con le istuzioni dominan allo scopo di
promuovere le trasformazioni della società nel suo insieme. Produce il soggeo sociale, che aspira
tanto alla propria evoluzione quanto alla trasformazione del sistema.
IL FEMMINISMO è uno dei più grandi esempi nella storia in quanto si traa di un gruppo di donne
che, una volta appresa la propria condizione sociale, hanno deciso di uscire dalla propria comunità/
trincea per auare resistenza per i propri diri e contro il patriarcato. Naturalmente, le identà
nate come resistenza possono comportare proge e persino assumere, nel corso della storia, una
posizione dominante nelle istuzioni della società, trasformandosi quindi in identà legiman per
razionalizzare il proprio dominio.
Secondo Castells e il sociologo VAN DIJK, sono mol gli ambi in cui si manifestano le conseguenze del
nuovo paradigma:
- A livello tecnologico: l’integrazione di modelli di comunicazione nella piaaforma unica del
Web.
- A livello economico: sostuzione del monopolio pubblico in oligopoli o monopoli priva.
- A livello polico: la delegimazione dei poteri.
- A livello legale: l’erosione del sistema del copyright, provocato dalla circolazione di informazioni.
- A livello culturale: l’incremento dei materiali disponibili.
- A livello psicologico: la relazione tra uomo e macchina.
Ma Van Dijk, a dierenza di Castells, riene che questo processo non si manifes in maniera coerente, ma
ha una natura duale che da una parte ore nuovi e più stre legami di connessione tra gli individui,
dall’altra dilata il senso dell’esperienza sul territorio sconnato della comunicazione globale creando una
lacerazione che crea spinte contrarie in tu gli ambi.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Sociologia dei media a.a. 2023 I semestre

"Teorie e pratiche del web" di Andrea Miconi

LA DIMENSIONE MACRO E LA TEORIA DELLA NETWORK SOCIETY

DEFINIZIONE E PROCESSI FORMATIVI

Il sociologo MANUEL CASTELLS è considerato il padre della NETWORK SOCIETY (società delle reti) è un sistema delle società economicamente avanzate degli ultimi decenni: le sue strutture e attività chiave sociali, sono organizzate intorno a reti di informazione elaborate elettronicamente. L'elemento di novità è, dunque, la tecnologia, la quale ha trasformato strutture e organizzazioni. Infatti, queste società non sono caratterizzate solo dalla diffusione di Internet, ma anche da una serie di altri processi: la centralità dell'informazione, la diffusione dell'innovazione, la produzione flessibile, l'organizzazione reticolare e la convergenza di tecnologie specifiche.

Dunque, la società delle reti va oltre alla società delle informazioni in quanto non è solo la tecnologia a definire una società moderna ma anche altri fattori di tipo politico, culturale, economico, religioso.

La fondazione della network society, infatti, è caratterizzata da TRE PROCESSI DI CAMBIAMENTO che hanno portato all'attuale società in rete: rivoluzione della tecnologia dell'informazione, crisi del capitalismo e dello statalismo e il fiorire dei nuovi movimenti culturali e sociali.

  1. INNOVAZIONE TECNOLOGICA, garantita dall'invenzione del personal computer che permise la produzione di contenuti, e la rete Internet che ne ha permesso la diffusione. Non solo, quest'innovazione tecnologica ha permesso che i più importanti gruppi sociali la valorizzassero: da qui l'importanza del luogo mitologico della Silicon Valley, una piccola regione nel nord della California oggi diventata l'emblema della competenza, del talento e del capitale, ma soprattutto della cultura globale.
  2. TRASFORMAZIONE DEL QUOTIDIANO: durante gli anni '70 e '80 del Novecento, il patriarcato entrò in crisi per via delle contestazioni politiche e per l'inserimento della donna nel mercato del lavoro che rivendicavano la loro autonomia politica e sociale. Queste condizioni garantirono il passaggio da un sistema patriarcale ad uno più democratizzato.
  3. NUOVA ECONOMIA GLOBALE, avvenuta dopo la crisi economica degli anni '70 in cui i mercati si sono aperti sempre di più: si è passati da un sistema industriale fondato sulla produzione pesante, ad uno postindustriale caratterizzato dallo lo spostamento delle persone dalle fabbriche agli uffici, (passaggio da operaio a impiegato). Questa transizione ai servizi, però, non procede uniformemente e, essendo che l'economia globale non è basata sull'industria si tende semplicemente a spostare la produzione nel Sud del mondo.

Il prezzo più duro della network society è il cambiamento nella natura del lavoro e nella sua flessibilità. I tre punti elencati precedentemente sono accomunati dalla perdita di modelli di organizzazione verticale che vengono sostituiti da quelli orizzontali: si passa da mezzi di comunicazione centralizzati diffusi (tv) a sistemi bidirezionali (internet); si ha uno sgretolamento delle tradizioni e l'affermazione di relazioni instabili e più fluide tra individui; avviene un cambio da aziende di stampo vecchio ad un modello decentralizzato (tipico delle multinazionali).

SPAZI E IDENTITA'

I cambiamenti sopra descritti, secondo Castells, producono poi una ricaduta di tipo topologico, quindi vi è opposizione tra:

  • SPAZIO DEI FLUSSI -> stabilisce un collegamento elettronico tra luoghi fisicamente separati, creando un network interattivo di relazioni tra attività e individui a prescindere dallo specifico contesto di riferimento. È lo spazio del business e delle élite globali: gran parte dei processi più rilevanti a livello di concentrazione di potere, avvengono nello spazio dei flussi
  • SPAZIO DEI LUOGHI > organizza le esperienze dell'uomo nei limiti della collocazione geografica. In questo caso, privilegia l'interazione sociale e l'organizzazione istituzionale sulla base della contiguità fisica.

Castells, dalla distinzione tra flusso e luoghi, sviluppa il tema dell'identità intesa come rifugio del processo di crescita dell'individualismo. Egli riconosce tre tipi di identità:

  1. IDENTITA' LEGITTIMANTE: viene introdotta dalle istituzioni dominanti nella società per estendere e razionalizzare il dominio sugli attori sociali. Produce la società civile, cioè il sistema razionalizzato composto da regole e capace di prevedere anche le leggi del proprio superamento.
  2. IDENTITA' RESISTENZIALE: è quella delle culture subalterne i cui membri sono in posizioni sociali svalutate e che quindi si coagulano attorno ad una comunità ristretta.
  3. IDENTITA' PROGETTUALE: è costruita dai singoli attori sociali grazie al bagaglio culturale che hanno a disposizione. Essa viene utilizzata per scontrarsi con le istituzioni dominanti allo scopo di promuovere le trasformazioni della società nel suo insieme. Produce il soggetto sociale, che aspira tanto alla propria evoluzione quanto alla trasformazione del sistema.

IL FEMMINISMO è uno dei più grandi esempi nella storia in quanto si tratta di un gruppo di donne che, una volta appresa la propria condizione sociale, hanno deciso di uscire dalla propria comunità/ trincea per attuare resistenza per i propri diritti e contro il patriarcato. Naturalmente, le identità nate come resistenza possono comportare progetti e persino assumere, nel corso della storia, una posizione dominante nelle istituzioni della società, trasformandosi quindi in identità legittimanti per razionalizzare il proprio dominio.

Secondo Castells e il sociologo VAN DIJK, sono molti gli ambiti in cui si manifestano le conseguenze del nuovo paradigma:

  • A livello tecnologico: l'integrazione di modelli di comunicazione nella piattaforma unica del Web.
  • A livello economico: sostituzione del monopolio pubblico in oligopoli o monopoli privati.
  • A livello politico: la delegittimazione dei poteri.
  • A livello legale: l'erosione del sistema del copyright, provocato dalla circolazione di informazioni.
  • A livello culturale: l'incremento dei materiali disponibili.
  • A livello psicologico: la relazione tra uomo e macchina.

Ma Van Dijk, a differenza di Castells, ritiene che questo processo non si manifesti in maniera coerente, ma ha una natura duale che da una parte offre nuovi e più stretti legami di connessione tra gli individui, dall'altra dilata il senso dell'esperienza sul territorio sconfinato della comunicazione globale creando una lacerazione che crea spinte contrarie in tutti gli ambiti.

CONTINUITA' E DISCONTINUITA': IL CAPITALISMO INFORMAZIONALE

Il capitalismo è un metodo di evoluzione economica che deve seguire l'allargamento continuo dei mercati e la rivoluzione dei propri sistemi di produzione. DAVID HARVEY organizza la macchina del capitale in 7 diversi ambiti: tecnologie e forme organizzative; rapporti sociali; ordinamenti istituzionali e amministrativi; produzione e lavoro; rapporti con la natura; vita quotidiana; concezioni del mondo. È impossibile analizzare e prevedere singolarmente ognuno di questi settori perché, essendo tuti comparti necessari al funzionamento del capitale, la crisi di uno comporta la ricerca di un nuovo equilibrio totale.

È possibile periodizzare il capitalismo in base agli stadi dell'innovazione tecnologica che offriva via d'uscita dalle più profonde crisi sistematiche come quella degli Stati Uniti del 1968, soggetti a scompensi finanziari, catastrofi militari (Vietnam) e crisi del capitalismo.

La società in rete ha un comportamento simile a quello del capitalismo che, attraverso l'espansione geografica, era in grado di assorbire le risorse in eccesso e risolvere le crisi. Questa similitudine è evidente in tre aspetti:

  1. PRODUCE DI SPAZIO
  2. INVESTE SU UN PRODOTTO (RETI DI COMUNICAZIONE) dovuto alla qualità dell'informazione che ormai era considerata una risorsa primaria e sui cui Castells ha costruito la sua idea di economia informazionale. Il modello di business del Web, infatti, riprodurrà per intero quello dei media tradizionali, fondandosi in larga misura sui finanziamenti pubblicitari e, in concreto, sulla misurazione delle audience come bene da vendere agli investitori.
  3. ALIENA L'UOMO (INTRODUZIONE AL COMPUTER) che ha comportato delle conseguenze sull'organizzazione del lavoro. La componente tecnologica non entra in gioco solo con le reti finanziarie, ma anche nei processi di produzione: l'utilizzo del computer ha completamente modificato l'organizzazione del lavoro. Basandosi sulle analisi di Marx, Castells denuncia la distanza che si è venuta a creare tra capitale e lavoro, l'abbassamento del tempo lavorativo per produrre una maggiore quantità di ricchezza e il dominio del lavoro "morto" della macchina su quello "vivo" dell'uomo.

Dunque, la tecnologia dispone di un fascino ipnotico perché sembra fornire uno schema rappresentativo sintetico e privilegiato per comprendere una area di potere e controllo.

Nella sua analisi Castells da un lato coglie esplicitamente la scintilla del cambiamento in una crisi economica generale, comune ai paesi capitalisti e a quelli socialisti, mentre dall'altro lato individua come via di uscita della crisi stessa delle strategie di ristrutturazione, come il decentramento flessibile e l'occupazione di nuovi mercati.

Castells, inoltre, risolve il problema del nesso di continuità e discontinuità che separa la società in rete dai precedenti regimi, con la distinzione tra l'economia industriale dell'800/900, e quella informazione del XXI secolo: come ad ogni cambiamento della storia dell'economia, il comando passa ad un nuovo gruppo di capitalisti; con questo tipo di economia nasce una nuova classe di capitalisti (Silicon Valley).

Con Castells si può quindi parlare di INFORMAZIONALISMO come un'economia globale in tempo reale, in cui la competitività dipende sempre più dalla capacità di generare, elaborare e applicare con efficienza l'informazione basata sulla conoscenza. La principale novità del XXI secolo, secondo Castells, è che la produzione di ricchezza è sempre più vincolata al possesso della conoscenza e alla capacità di applicarla per produrre innovazione.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.