La Trinità in contesto: dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Islam

Documento da Las - Roma su Trinità in contesto. Il Pdf, di livello universitario e materia Religione, esplora il dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Islam, analizzando le difficoltà teologiche e le possibilità di convivenza, con un focus sul concetto di Trinità.

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18 pagine

Dall’articolo: Piergiorgio Danazza,
«Mistero Trinitario e Islam», in
A. Amato, ed.,
Trinità in contesto
,
Biblioteca di Scienze Religiose 110,
Roma 1994, 225-271.

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Biblioteca di Scienze Religiose - 11

Trinità
contesto
ro di Angelo
Amato
Dall'articolo: Piergiorgio Danazza,
«Mistero Trinitario e Islam», in
A. Amato, ed., Trinità in contesto,
Biblioteca di Scienze Religiose 110,
Roma 1994, 225-271.
Las - RomaIl dialogo tra cristiani e musulmani parte dalla comune professione di fede in un solo Dio. Sia i cristiani che i musulmani
credono e adorano un Dio unico. Però, sorge immediatamente la domanda cruciale: questo Dio unico e uno è
veramente lo stesso? E, ancor più profondamente, quell'unico e medesimo Dio, in sé, è lo stesso non solo nella sua
esistenza, ma anche nella sua essenza? Le professioni di fede fondamentali, come la shahada musulmana ("non c'è
alcuna divinità se non Iddio") e la fede cristiana nella Trinità ("Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo"), pur
convergenti in termini (come l'uso di "Allah" per Dio), mostrano una specifica divergenza nei contenuti.

Difficoltà e Argomenti di Scontro

  1. La Dottrina della Trinità: Il principale punto di contraddizione e opposizione tra Islam e Cristianesimo è il
    dogma cristiano della Trinità. Dal punto di vista musulmano, la proclamazione del Dio dell'Islam è un "sì"
    incondizionato all'unico Dio e un "no" assoluto a qualsiasi cosa gli sia associata. Questo porta a un totale
    rifiuto del dogma della Trinità.
  2. Accusa di "Associazionismo" (Shirk): I musulmani spesso criticano la Trinità cristiana considerandola un
    "associare a Dio" altre realtà, il che equivale al politeismo. Questa accusa si basa sull'idea che Dio non abbia
    né padre né figlio.
  3. Visione Coranica del Cristianesimo: Il Corano contiene versetti che negano categoricamente la Trinità cristiana
    e la divinità di Cristo. Alcuni passi descrivono i cristiani come "associazionisti" o "associatori". La critica alla
    Trinità è ripetutamente espressa nel Corano.
  4. Falsificazione delle Scritture: Dalla prospettiva islamica, la Bibbia (Vangeli, Pentateuco, Salmi) è vista come
    "falsificata" dagli ebrei e dai cristiani, se non corrisponde (nel contenuto, non solo nella lettera) al Corano. Il
    Corano è considerato l'"edizione" completa, definitiva e perfetta e il criterio supremo di verità.
  5. Mancanza di Comprensione Reciproca: Molti pensatori musulmani non riescono a "capire" come la posizione
    cristiana sia insieme trinitaria e monoteista. Alcuni ritengono san Paolo responsabile della "svolta trinitaria".
  6. Distorsione della Fede Cristiana: L'Islam è visto come una contestazione radicale della fede cristiana,
    presentandosi come la vera religione dell'autentico Gesù e il Corano come l'autentica copia (perfezionata) del
    Vangelo. Questa presentazione è considerata dai cristiani una distorsione e un annullamento del cristianesimo
    stesso.

Argomenti e Risposte Cristiane nel Dialogo

  1. Affermare il Monoteismo Cristiano: I cristiani, nel presentare la propria concezione di Dio ai musulmani, si
    appoggiano anzitutto sulla Sacra Bibbia, mostrando come l'Antico e il Nuovo Testamento presentino
    incessantemente l'unicità di Dio. Gesù stesso ribadisce la fondamentale professione monoteistica, e anche
    San Paolo dichiara la fede cristiana nel Dio Uno e Unico. La struttura stessa della teologia cattolica, con i
    trattati De Deo Uno e De Deo Trino, mostra il nucleo uni-trinitario della fede.
  2. La Trinità come Arricchimento del Monoteismo: I cristiani sono i primi ad affermare che il proprio monoteismo
    non è un "impoverimento" dell'idea pura di Dio, ma, grazie alla rivelazione, un arricchimento per la nostra
    'comprensione" e una dimensione più ampia per la vita. Alcuni teologi vedono la dottrina trinitaria non come
    un indebolimento del monoteismo cristiano, ma come la sua radicalizzazione, partendo dall'esperienza storico-
    salvifica di Dio.
  3. La Trinità come Comunione e Relazione: Dio come "comunione di Persone" (Trinità) e la vita divina come
    'pericoresi" (eterna relazione d'amore e inter-inabitazione) sono uno stimolo e un'ispirazione alla
    comunione umana. Questa visione di un Dio in relazione, non solitario ma "unus in pluribus," che è
    comunione, è percepita come più vicina alle esigenze della società pluralista. La Trinità invita al dialogo, allo
    scambio gratuito, all'incontro nella comunione vera. L'originalità cristiana del Dio Trinità, intesa come
    comunione d'amore nel dono reciproco, può offrire un contesto ideale per l'incontro tra le varie religioni.
  4. Chiarificazione Terminologica: I dialoganti cristiani possono chiedere agli interlocutori musulmani se la
    descrizione coranica della Trinità non sottintenda concezioni troppo materiali ("carnali") e umane, che gli
    stessi cristiani rifiutano come irriverenti e blasfeme, perché non corrispondono alla loro concezione delle
    relazioni intra-divine. Le obiezioni islamiche possono essere una sollecitazione a "purificare il linguaggio"
    cristiano, specie riguardo ai termini "generazione," "natura," "persona".
  5. Uso di Argomenti Filosofici: Nella storia, autori cristiani hanno fatto ricorso ad argomenti filosofici (come quelli
    aristotelici) per dimostrare l'inconsistenza delle obiezioni avversarie. Tommaso d'Aquino presentava i "misteri
    cristiani" come non contraddittori né assurdi, basandosi sulla convinzione di una possibile comprensione
    reciproca su principi condivisi e nella ricerca di un linguaggio comune.
  6. Ricerca di "Tracce" o Punti di Contatto: Alcuni invitano a cercare "vestigia Trinitatis" nella Bibbia ebraica e nella
    vita religiosa. Altri studiano la "cristologia" coranica o esplorano parallelismi terminologici (pur distinguendo il
    contenuto) tra formulazioni cristiane (Lateranense IV) e versetti coranici (Sura 112). Questi tentativi mirano a
    trovare punti d'incontro.
  7. La Trinità come Paradigma di Dialogo: La struttura trinitaria della fede e dell'annuncio cristiano costituisce un
    paradigma fondamentale universale" per la Verità cristiana nel dialogo con un contesto pluralistico. Il
    'contesto trinitario" è visto come il quadro necessario per un dialogo che evidenzi differenze e punti
    d'incontro, costituendo la vera base del dialogo del cristianesimo conaltre fedi. L'incontro con la prospettiva trinitaria può costituire un ponte per comprendere concetti
    come "persona," "apofaticità," "kenosi," "interiorità mistica".

La Storia del Rapporto: "Scontri e Incontri"

La storia delle relazioni tra cristianesimo e Islam riguardo al mistero trinitario è stata una storia di "incontri e scontri". Ci
sono stati momenti di guerra ("guerra santa") per far trionfare la propria causa. Alivello di "parola," si sono avuti
dialogo, controversia, apologia, dialettica, ma anche offesa, insulto, ridicolizzazione. A livello di "azione," guerre, ma
anche incontri, emulazione spirituale, servizio concreto, testimonianza silenziosa. Le diverse aree geografiche (Nord-
Africa, Vicino/Medio Oriente, Spagna, Sicilia, Grecia) hanno mostrato tipi diversi di rapporto: convivenza quotidiana
(minoranza), convivenza limitata (frizioni), o contatto più culturale/intellettuale. Le aree di convivenza limitata hanno
visto un clima più rude e polemico nel confronto dottrinale.

Proposte e Possibilità di Dialogo

  1. Superare i Pregiudizi: Il dialogo non è facile e richiede di superare tanti radicati pregiudizi da ambo le parti. Il
    Concilio Vaticano II (Nostra Aetate) esorta a dimenticare il passato di dissensi e inimicizie e a esercitare
    nuovamente la mutua comprensione.
  2. Il Dialogo a Diversi Livelli: Il dialogo può e deve essere condotto a vari livelli. È necessario distinguere i piani e
    non confondere i campi. Ci sono due livelli: quello dottrinale (della parola) e quello vitale (della vita).
  3. Dialogo a Livello Dottrinale: Questo livello implica il confronto sulla concezione di Dio. Sebbene difficile
    per la divergenza sul dogma trinitario, si cerca di presentare la fede cristiana mostrando la sua unicità e
    coerenza interna e cercando possibili punti di contatto o comprensione, anche a livello terminologico.
  4. Dialogo a Livello Vitale: Questo livello è considerato essenziale e completa il dialogo della parola, poiché Dio
    sorpassa infinitamente ogni nostra concezione. È il "dialogo della vita", che si esprime nella emulazione
    spirituale e nella pratica evangelica.
    • Liturghia: Per i cristiani in contesti islamici, la liturgiaè stata un rifugio e una forza per conservare,
      approfondire e difendere la fede sotto la pressione del monoteismo islamico.
    • Koinonia-Diakonia (Comunione e Servizio): Vivere il mistero trinitario nell'esistenza quotidiana, nei
      rapporti intra ed inter-ecclesiali, e nei rapporti con i musulmani e con tuttigli uomini. È un impegno arduo e totalizzante. L'incontro più profondo su Dio avviene spesso tra i
      mistici e i santi delle due tradizioni.
    • Martyria (Testimonianza e Martirio): Proclamare il Dio Uno e Trino attraverso la testimonianza
      silenziosa e la pratica evangelica nella convivenza quotidiana. Per molti, questo è il modo migliore.
  5. La "Fratellanza in Dio": La comune "fratellanza in Dio" apre sempre più alla "unità degli uomini". Il
    Corano stesso afferma che "tutti i credenti sono fratelli tra loro".
  6. Riscoprire l'Unità nella Comunione: L'attuale contesto pluralista spinge a ripensare la verità di Dio a partire
    dall'idea di "reciprocità nella comunione". La comprensione attuale della salvezza nel suo fondamento
    trinitario rimanda all'esperienza del dono e della "communio" reciproca e personalizzante. Questo passaggio
    dall'essenzialismo (natura divina unica) all'interpersonalità comunionale e reciproca, che sottolinea il ruolo
    dello Spirito-comunione, è visto come uno spazio di incontro tra le religioni.

In conclusione, nonostante le profonde difficoltà teologiche, in primis il rigetto islamico della Trinità, il dialogo è
considerato possibile e necessario. Non si tratta solo di un confronto dottrinale, ma soprattutto di un dialogo vissuto
nella carità e nella testimonianza reciproca. Le differenze permangono e sono significative, ma la sfida è trovare il modo
di convivere e interagire, riconoscendo un comune riferimento all'unico Dio, anche se inteso diversamente. La
prospettiva trinitaria stessa, compresa come comunione d'amore, offre un potenziale paradigma per l'incontro.
viauala
και Λαιθυνεθέμιζα
بَايِنِ الْتَ جْع الْحَبْنَّـ
C
LUỒNG OU
مَا يَعْلِنُوْنَ ه الله
Zuãos Bagnov.
كاب كريم دائَّهُ مْبَ

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