L'Unione Europea: origini, evoluzione e funzionamento

Documento di Diritto dall'Università sull'Unione Europea: origini ed evoluzione. Il Pdf esplora l'integrazione economica, i trattati fondatori come CECA e CEE, le politiche comuni e il processo di allargamento, con riferimento a casi come la Brexit.

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15 pagine

1.1 L’Unione europea: origini ed evoluzione
Dopo la II Guerra Mondiale nasce l’integrazione dell’UE, la quale comincia dalla ricostruzione delle
città, delle infrastrutture dopo il conflitto.!
Inizialmente si voleva creare uno stato federale europeo, ma sembrava una soluzione troppo forte
e perciò si parte da un’integrazione economica, che conseguentemente portò ad un’alleanza
politica tra i paesi membri.!
Integrazione economica
Il trattato doveva essere accettato dai vari stati (ogni paese deve avere la propria ratifica, in
Italia c’è bisogno dell’autorizzazione del Parlamento e del PDR).!
Nell’insieme questi 3 trattati sono i 3 trattati delle Comunità Europee. Belgio, Francia,
Germania, Olanda, Italia e Lussemburgo hanno partecipato ai 3 trattati e sono i sei paesi
fondatori, i quali ricoprono un ruolo più significativo all’interno dell’UE.
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Trattato CECA (1951) - “Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio”: l’obiettivo era la
garanzia della pace, ossia evitare un ulteriore conflitto tra i vari stati; le aree di miniere di
carbone erano molto ambite (area della Ruhr) e quindi si istituisce un’autorità comune per
ripartire il carbone tra gli stati (sistema centralizzato). Si cercava di evitare soprattutto il riarmo
tedesco.!
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Trattato CEE (1957) - “Comunità Economica Europea”:!
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Trattato Euratom - CEEA (1957): è ancora operante, riguarda la ricerca nucleare, si esclude che
debba riguardare l’uso militare di tale energia.!
Obiettivi posti: alla base vediamo degli importanti obiettivi politici.!
Carattere commerciale/economico: realizzazione di un mercato comune (unico).!
Due elementi caratterizzano il mercato comune:!
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Area di libero scambio: area nella quale i beni e le merci possono circolare liberamente
(circolano tra gli stati senza dazi doganali, ossia somme che un operatore commerciale
deve pagare se vuole far circolare prodotti in un altro Stato. Il dazio dunque permette al
prodotto di “costare” di più. È una misura di tipo protezionistico, valorizzando le merci
nazionali perché le altre costano di più).!
I 6 paesi fondatori non mettono dazi agli altri.!
Valenza politica molto forte, perché diventa più dicile per i paesi che fanno parte di un
mercato integrato immaginare un conflitto e saranno incentivati a mantenere una
collaborazione.!
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Taria doganale comune: opera nei confronti delle merci provenienti da paesi terzi (fuori
dall’UE). L’UE stabilisce insieme il dazio da attribuire.!
L’insieme di questi due elementi porta a negoziati (“Organizzazione Mondiale del Commercio”,
dove si negoziano i dazi, che risultano essere una scelta prettamente politica), inoltre esiste anche
una politica di cooperazione tra i Paesi in via di sviluppo e che alcuni stati dell’UE vogliono aiutare
(nei confronti di questi Paesi c’è l’esenzione sui dazi). Spesso i Paesi in via di sviluppo non
esportano prodotti finiti, ed infatti si parla di integrazione commerciale e questo conferisce dei
poteri decisionali con implicazioni politiche molto importanti.!
Il mercato comune ha previsto sin dall’inizio le quattro libertà, come nucleo centrale dell’UE:!
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Libertà di circolazione delle merci!
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Libertà di circolazione delle persone: “persone” erano i cittadini dei 6 paesi fondatori. Si fa
distinzione tra questi e gli extra-comunitari, cioè non cittadini dell’UE. In origine nel trattato
della CEE, la “persona” era solo il lavoratore, ossia il lavoratore dipendente, che poteva
spostarsi dove c’era bisogno.!
Importante conseguenza di carattere sociale e politico, perché si basava il tutto su un principio
secondo cui tali lavoratori dovevano avere gli stessi benefici e diritti di quello dei lavoratori locali,
altrimenti i datori di lavoro avrebbero preferito i lavoratori stranieri poiché meno costosi. Si voleva
evitare uno squilibrio sui rapporti di lavoro.!
È stata necessaria la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la quale guarda in modo forte
l’impatto di queste regole sulle persone.!
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Libertà di circolazione dei capitali: possibilità di far circolare tra un paese membro e l’altro
somme di denaro.!
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Libertà di circolazione dei servizi: un prestatore di servizio di un paese dell’UE deve poter
prestare servizio di lavoro autonomo in un altro stato membro (es. avvocato fiorentino riceve
richiesta da un avvocato tedesco per una consulenza).!
All’interno della CEE vediamo alcune importanti politiche adottate, tra cui la politica della
concorrenza:!
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Libertà di concorrenza: i prestatori devono poter competere liberamente, perché ci saranno
uguali strumenti per tutti e cercheranno di ottenere un atteggiamento favorevole dei
consumatori.!
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Divieto degli aiuti statali: divieto degli Stati di aiutare le proprie imprese, perché
sconvolgerebbero l’equilibrio della concorrenza di mercato.!
Lasciare stare le imprese, si pensava, potesse portare benefici per tutti, perciò sono state
introdotte delle politiche regionali, ossia delle politiche per aiutare determinate zone/settori di
fronte a forze di mercato che non riescono a contrastare. Si va ad individuare quali siano gli
interventi da applicare e in quali ambiti/aree geografiche con l’introduzione dell’idea neo-
liberista.!
Politica commerciale comune: la comunità fissa i dazi doganali nei confronti degli stati terzi ed
aiuto alle comunità in via di sviluppo.!
Politica dei trasporti: si voleva garantire la circolazione delle merci, garantendo la presenza di
infrastrutture adeguate.!
Politica agricola: segue un orientamento opposto alla libertà di circolazione e concorrenza. Il
rischio era che molti lavoratori agricoli volessero lasciare le campagne per lavorare in città,
lasciando i campi incolti; dunque si doveva far in modo che i prodotti degli agricoltori
producessero prodotti sucientemente costosi, creando un reddito remunerativo (approvando gli
aiuti statali).!
Tant’è che si andavano, talvolta, a distruggere prodotti per averne meno disponibilità e quindi
per far salire il costo.!
Il concetto che sta alla base i tali politiche e libertà è l’Europa funzionale, si voleva partire da qui
per procedere gradualmente con l’integrazione economica.!
Concetto espresso in una dichiarazione di Robert Schuman (Ministro degli esteri francese), 9
Maggio 1950: “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, sarà costruita tutta insieme; essa
sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.!
Alcuni governi avevano in mente alcuni elementi di integrazione, altri ne avevano altri, però
nessuno sapeva dove sarebbero finiti. Il diritto dell’UE si formava poco alla volta laddove ci fosse
stato il consenso, senza un quadro normativo rigido e ben stabilito.!
Sempre Schuman: “La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di
queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui
più costantemente sono stata le vittime”.!
Cos’è successo dopo i 3 trattati?
Prima del trattato CECA, si stava delineando l’idea di avere un esercito univoco europeo (progetto
fallito).!
Fallita la componente militare, si procede al raorzamento dell’integrazione economica: la
Comunità europea si fonda su dei trattati, accordati dagli Stati (firmati e ratificati). I trattati
possono essere modificati da ulteriori e successivi trattati con il consenso unanime degli Stati.!
Le modifiche più importanti riguardano l’aumento delle competenze e dei poteri dell’UE, con
l’aggiunta di nuovi settori e con la cessione di quote per la sovranità, ma anche l’estensione dei
poteri del Parlamento europeo, con lo sviluppo di un carattere democratico.!

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Anteprima

L'Unione europea: origini ed evoluzione

Dopo la II Guerra Mondiale nasce l'integrazione dell'UE, la quale comincia dalla ricostruzione delle città, delle infrastrutture dopo il conflitto. Inizialmente si voleva creare uno stato federale europeo, ma sembrava una soluzione troppo forte e perciò si parte da un'integrazione economica, che conseguentemente portò ad un'alleanza politica tra i paesi membri.

Integrazione economica

Il trattato doveva essere accettato dai vari stati (ogni paese deve avere la propria ratifica, in Italia c'è bisogno dell'autorizzazione del Parlamento e del PDR). Nell'insieme questi 3 trattati sono i 3 trattati delle Comunità Europee. Belgio, Francia, Germania, Olanda, Italia e Lussemburgo hanno partecipato ai 3 trattati e sono i sei paesi fondatori, i quali ricoprono un ruolo più significativo all'interno dell'UE.

  • Trattato CECA (1951) - "Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio": l'obiettivo era la garanzia della pace, ossia evitare un ulteriore conflitto tra i vari stati; le aree di miniere di carbone erano molto ambite (area della Ruhr) e quindi si istituisce un'autorità comune per ripartire il carbone tra gli stati (sistema centralizzato). Si cercava di evitare soprattutto il riarmo tedesco.
  • Trattato CEE (1957) - "Comunità Economica Europea":
  • Trattato Euratom - CEEA (1957): è ancora operante, riguarda la ricerca nucleare, si esclude che debba riguardare l'uso militare di tale energia.

Obiettivi politici e commerciali

Obiettivi posti: alla base vediamo degli importanti obiettivi politici. Carattere commerciale/economico: realizzazione di un mercato comune (unico).

Due elementi caratterizzano il mercato comune:

  • Area di libero scambio: area nella quale i beni e le merci possono circolare liberamente (circolano tra gli stati senza dazi doganali, ossia somme che un operatore commerciale deve pagare se vuole far circolare prodotti in un altro Stato. Il dazio dunque permette al prodotto di "costare" di più. È una misura di tipo protezionistico, valorizzando le merci nazionali perché le altre costano di più). I 6 paesi fondatori non mettono dazi agli altri.

Valenza politica molto forte, perché diventa più difficile per i paesi che fanno parte di un mercato integrato immaginare un conflitto e saranno incentivati a mantenere una collaborazione.

  • Tariffa doganale comune: opera nei confronti delle merci provenienti da paesi terzi (fuori dall'UE). L'UE stabilisce insieme il dazio da attribuire.

L'insieme di questi due elementi porta a negoziati ("Organizzazione Mondiale del Commercio", dove si negoziano i dazi, che risultano essere una scelta prettamente politica), inoltre esiste anche una politica di cooperazione tra i Paesi in via di sviluppo e che alcuni stati dell'UE vogliono aiutare (nei confronti di questi Paesi c'è l'esenzione sui dazi). Spesso i Paesi in via di sviluppo non esportano prodotti finiti, ed infatti si parla di integrazione commerciale e questo conferisce dei poteri decisionali con implicazioni politiche molto importanti.

Le quattro libertà del mercato comune

Il mercato comune ha previsto sin dall'inizio le quattro libertà, come nucleo centrale dell'UE:

  • Libertà di circolazione delle merci
  • Libertà di circolazione delle persone: "persone" erano i cittadini dei 6 paesi fondatori. Si fa distinzione tra questi e gli extra-comunitari, cioè non cittadini dell'UE. In origine nel trattato della CEE, la "persona" era solo il lavoratore, ossia il lavoratore dipendente, che poteva spostarsi dove c'era bisogno.

Importante conseguenza di carattere sociale e politico, perché si basava il tutto su un principio secondo cui tali lavoratori dovevano avere gli stessi benefici e diritti di quello dei lavoratori locali, altrimenti i datori di lavoro avrebbero preferito i lavoratori stranieri poiché meno costosi. Si voleva evitare uno squilibrio sui rapporti di lavoro. È stata necessaria la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la quale guarda in modo forte l'impatto di queste regole sulle persone.

  • Libertà di circolazione dei capitali: possibilità di far circolare tra un paese membro e l'altro somme di denaro.
  • Libertà di circolazione dei servizi: un prestatore di servizio di un paese dell'UE deve poter prestare servizio di lavoro autonomo in un altro stato membro (es. avvocato fiorentino riceve richiesta da un avvocato tedesco per una consulenza).

Politiche adottate nella CEE

All'interno della CEE vediamo alcune importanti politiche adottate, tra cui la politica della concorrenza:

  • Libertà di concorrenza: i prestatori devono poter competere liberamente, perché ci saranno uguali strumenti per tutti e cercheranno di ottenere un atteggiamento favorevole dei consumatori.
  • Divieto degli aiuti statali: divieto degli Stati di aiutare le proprie imprese, perché sconvolgerebbero l'equilibrio della concorrenza di mercato.

Lasciare stare le imprese, si pensava, potesse portare benefici per tutti, perciò sono state introdotte delle politiche regionali, ossia delle politiche per aiutare determinate zone/settori di fronte a forze di mercato che non riescono a contrastare. Si va ad individuare quali siano gli interventi da applicare e in quali ambiti/aree geografiche con l'introduzione dell'idea neo- liberista.

Politica commerciale comune

Politica commerciale comune: la comunità fissa i dazi doganali nei confronti degli stati terzi ed aiuto alle comunità in via di sviluppo.

Politica dei trasporti

Politica dei trasporti: si voleva garantire la circolazione delle merci, garantendo la presenza di infrastrutture adeguate.

Politica agricola

Politica agricola: segue un orientamento opposto alla libertà di circolazione e concorrenza. Il rischio era che molti lavoratori agricoli volessero lasciare le campagne per lavorare in città, lasciando i campi incolti; dunque si doveva far in modo che i prodotti degli agricoltori producessero prodotti sufficientemente costosi, creando un reddito remunerativo (approvando gli aiuti statali).

Tant'è che si andavano, talvolta, a distruggere prodotti per averne meno disponibilità e quindi per far salire il costo.

L'Europa funzionale e l'integrazione economica

Il concetto che sta alla base i tali politiche e libertà è l'Europa funzionale, si voleva partire da qui per procedere gradualmente con l'integrazione economica.

Concetto espresso in una dichiarazione di Robert Schuman (Ministro degli esteri francese), 9 Maggio 1950: "L'Europa non potrà farsi in una sola volta, ne sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto".

Alcuni governi avevano in mente alcuni elementi di integrazione, altri ne avevano altri, però nessuno sapeva dove sarebbero finiti. Il diritto dell'UE si formava poco alla volta laddove ci fosse stato il consenso, senza un quadro normativo rigido e ben stabilito.

Sempre Schuman: "La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono stata le vittime".

Evoluzione post-trattati

Cos'è successo dopo i 3 trattati? Prima del trattato CECA, si stava delineando l'idea di avere un esercito univoco europeo (progetto fallito).

Fallita la componente militare, si procede al rafforzamento dell'integrazione economica: la Comunità europea si fonda su dei trattati, accordati dagli Stati (firmati e ratificati). I trattati possono essere modificati da ulteriori e successivi trattati con il consenso unanime degli Stati.

Le modifiche più importanti riguardano l'aumento delle competenze e dei poteri dell'UE, con l'aggiunta di nuovi settori e con la cessione di quote per la sovranità, ma anche l'estensione dei poteri del Parlamento europeo, con lo sviluppo di un carattere democratico.

Linea del tempo

  1. 1 L'Unione europea: origini ed evoluzione

Linea del tempo

1951 1957 1986 1992 1999 2003 2004 2009

CECA CEE - CEEA AUE TUE Amsterdam Nizza Costituzione Lisbona

Obiettivi e competenze

L'Atto Unico Europeo (1986) prende il nome dall'unione di due trattati diversi. Viene affrontato in una parte l'argomento della politica estera e nell'altra si tocca modifica del vecchio trattato CEE.

Con il CEE si è definito un mercato unico e i consumatori prevedevano che ci fossero dei limiti circa le componenti di alcuni prodotti e che andavano a limitare la circolazione dei prodotti. Con l'AUE si vuole elaborare il principio del mutuo riconoscimento (entro la fine del 1992), il quale prevede una fiducia reciproca tra gli Stati, cosicché i prodotti possano liberamente circolare, dato che l'armonizzazione totale risulta essere impossibile.

Si aggiungono tre nuove competenze: tutela dei consumatori, protezione dell'ambiente e politica di coesione, con un attenuazione dell'approccio liberista.

Trattato di Maastricht (1992)

Il Trattato sull'Unione Europea - Trattato di Maastricht (1992) pone per la prima volta il nome "UE", anche se coesisteva insieme ad esso il termine "comunità europea", abolito dal 2009 con il Trattato di Lisbona.

Stabilisce le basi per l'Euro, introducendo all'interno del trattato CEE l'unione monetaria, che riguarda circa 20 stati membri dell'UE. Tuttavia persistono critiche circa l'evoluzione economica, ma non quella sociale/politica, dunque stabiliscono un'appartenenza alla comunità, creando la cittadinanza dell'UE. Sono passi estremamente federali, ma questo non implicava davvero criteri che garantissero la cittadinanza, rimangono criteri puramente nazionali (ius soli, ius sanguinis).

Cambia il nome della "CEE", che rimane "CE, Comunità Europea".

A Maastricht si ritrovano posizioni diverse dei governi degli Stati membri, infatti alcuni membri volevano aumentare i poteri della comunità; altri paesi volevano fermare le competenze così com'erano. Finirono per creare un compromesso basato su una nuova cornice, l'UE, che comprende tutte le attività che si vogliono svolgere, e che si basa sui "tre pilastri":

  • Primo pilastro: trattato CE + Euratom + CECA + Trattato UE, il quale riguarda le materie del secondo e terzo pilastro. Ruolo importante lo hanno le istituzioni europee (es. quattro libertà, concorrenza, proprietà ... ). Gli Stati votavano a maggioranza qualificata.
  • Secondo pilastro: collaborazione e cooperazione riguardo la politica estera e sicurezza comune. Gli Stati votano con unanimità per non cedere eccessivo potere alle istituzioni e lasciando spazio ai governi.
  • Terzo pilastro: cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e immigrazione. Gli Stati talvolta votano a maggioranza qualificata e non ad unanimità, ma è molto controllato; si utilizza un metodo "intergovernativo" ossia basato sulle decisioni attuate fra governi.

È affermato all'art.1 TUE che "l'UE sostituisce e succede alla Comunità europea": tale disposizione intende chiarire he le funzioni che spettavano alla Comunità sono ora trasferite all'UE. Tuttavia si voleva semplificare il sistema, arrivando ad un "periodo di riforma permanente", nel quale venivano proposti continuamente nuovi trattati.

Trattato di Amsterdam (1997)

Il Trattato di Amsterdam (1997) entra in vigore nel 1999. Trasferisce nel primo pilastro una parte delle materie del terzo - soprattutto per quanto riguarda la politica dell'immigrazione (trattato CE). Tale modifica è stata possibile, perché nell'ambito dei governi nazionali si era sviluppato ad un'approvazione.

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