Documento di Diritto dall'Università sull'Unione Europea: origini ed evoluzione. Il Pdf esplora l'integrazione economica, i trattati fondatori come CECA e CEE, le politiche comuni e il processo di allargamento, con riferimento a casi come la Brexit.
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Dopo la II Guerra Mondiale nasce l'integrazione dell'UE, la quale comincia dalla ricostruzione delle città, delle infrastrutture dopo il conflitto. Inizialmente si voleva creare uno stato federale europeo, ma sembrava una soluzione troppo forte e perciò si parte da un'integrazione economica, che conseguentemente portò ad un'alleanza politica tra i paesi membri.
Il trattato doveva essere accettato dai vari stati (ogni paese deve avere la propria ratifica, in Italia c'è bisogno dell'autorizzazione del Parlamento e del PDR). Nell'insieme questi 3 trattati sono i 3 trattati delle Comunità Europee. Belgio, Francia, Germania, Olanda, Italia e Lussemburgo hanno partecipato ai 3 trattati e sono i sei paesi fondatori, i quali ricoprono un ruolo più significativo all'interno dell'UE.
Obiettivi posti: alla base vediamo degli importanti obiettivi politici. Carattere commerciale/economico: realizzazione di un mercato comune (unico).
Due elementi caratterizzano il mercato comune:
Valenza politica molto forte, perché diventa più difficile per i paesi che fanno parte di un mercato integrato immaginare un conflitto e saranno incentivati a mantenere una collaborazione.
L'insieme di questi due elementi porta a negoziati ("Organizzazione Mondiale del Commercio", dove si negoziano i dazi, che risultano essere una scelta prettamente politica), inoltre esiste anche una politica di cooperazione tra i Paesi in via di sviluppo e che alcuni stati dell'UE vogliono aiutare (nei confronti di questi Paesi c'è l'esenzione sui dazi). Spesso i Paesi in via di sviluppo non esportano prodotti finiti, ed infatti si parla di integrazione commerciale e questo conferisce dei poteri decisionali con implicazioni politiche molto importanti.
Il mercato comune ha previsto sin dall'inizio le quattro libertà, come nucleo centrale dell'UE:
Importante conseguenza di carattere sociale e politico, perché si basava il tutto su un principio secondo cui tali lavoratori dovevano avere gli stessi benefici e diritti di quello dei lavoratori locali, altrimenti i datori di lavoro avrebbero preferito i lavoratori stranieri poiché meno costosi. Si voleva evitare uno squilibrio sui rapporti di lavoro. È stata necessaria la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la quale guarda in modo forte l'impatto di queste regole sulle persone.
All'interno della CEE vediamo alcune importanti politiche adottate, tra cui la politica della concorrenza:
Lasciare stare le imprese, si pensava, potesse portare benefici per tutti, perciò sono state introdotte delle politiche regionali, ossia delle politiche per aiutare determinate zone/settori di fronte a forze di mercato che non riescono a contrastare. Si va ad individuare quali siano gli interventi da applicare e in quali ambiti/aree geografiche con l'introduzione dell'idea neo- liberista.
Politica commerciale comune: la comunità fissa i dazi doganali nei confronti degli stati terzi ed aiuto alle comunità in via di sviluppo.
Politica dei trasporti: si voleva garantire la circolazione delle merci, garantendo la presenza di infrastrutture adeguate.
Politica agricola: segue un orientamento opposto alla libertà di circolazione e concorrenza. Il rischio era che molti lavoratori agricoli volessero lasciare le campagne per lavorare in città, lasciando i campi incolti; dunque si doveva far in modo che i prodotti degli agricoltori producessero prodotti sufficientemente costosi, creando un reddito remunerativo (approvando gli aiuti statali).
Tant'è che si andavano, talvolta, a distruggere prodotti per averne meno disponibilità e quindi per far salire il costo.
Il concetto che sta alla base i tali politiche e libertà è l'Europa funzionale, si voleva partire da qui per procedere gradualmente con l'integrazione economica.
Concetto espresso in una dichiarazione di Robert Schuman (Ministro degli esteri francese), 9 Maggio 1950: "L'Europa non potrà farsi in una sola volta, ne sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto".
Alcuni governi avevano in mente alcuni elementi di integrazione, altri ne avevano altri, però nessuno sapeva dove sarebbero finiti. Il diritto dell'UE si formava poco alla volta laddove ci fosse stato il consenso, senza un quadro normativo rigido e ben stabilito.
Sempre Schuman: "La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono stata le vittime".
Cos'è successo dopo i 3 trattati? Prima del trattato CECA, si stava delineando l'idea di avere un esercito univoco europeo (progetto fallito).
Fallita la componente militare, si procede al rafforzamento dell'integrazione economica: la Comunità europea si fonda su dei trattati, accordati dagli Stati (firmati e ratificati). I trattati possono essere modificati da ulteriori e successivi trattati con il consenso unanime degli Stati.
Le modifiche più importanti riguardano l'aumento delle competenze e dei poteri dell'UE, con l'aggiunta di nuovi settori e con la cessione di quote per la sovranità, ma anche l'estensione dei poteri del Parlamento europeo, con lo sviluppo di un carattere democratico.
Linea del tempo
1951 1957 1986 1992 1999 2003 2004 2009
CECA CEE - CEEA AUE TUE Amsterdam Nizza Costituzione Lisbona
L'Atto Unico Europeo (1986) prende il nome dall'unione di due trattati diversi. Viene affrontato in una parte l'argomento della politica estera e nell'altra si tocca modifica del vecchio trattato CEE.
Con il CEE si è definito un mercato unico e i consumatori prevedevano che ci fossero dei limiti circa le componenti di alcuni prodotti e che andavano a limitare la circolazione dei prodotti. Con l'AUE si vuole elaborare il principio del mutuo riconoscimento (entro la fine del 1992), il quale prevede una fiducia reciproca tra gli Stati, cosicché i prodotti possano liberamente circolare, dato che l'armonizzazione totale risulta essere impossibile.
Si aggiungono tre nuove competenze: tutela dei consumatori, protezione dell'ambiente e politica di coesione, con un attenuazione dell'approccio liberista.
Il Trattato sull'Unione Europea - Trattato di Maastricht (1992) pone per la prima volta il nome "UE", anche se coesisteva insieme ad esso il termine "comunità europea", abolito dal 2009 con il Trattato di Lisbona.
Stabilisce le basi per l'Euro, introducendo all'interno del trattato CEE l'unione monetaria, che riguarda circa 20 stati membri dell'UE. Tuttavia persistono critiche circa l'evoluzione economica, ma non quella sociale/politica, dunque stabiliscono un'appartenenza alla comunità, creando la cittadinanza dell'UE. Sono passi estremamente federali, ma questo non implicava davvero criteri che garantissero la cittadinanza, rimangono criteri puramente nazionali (ius soli, ius sanguinis).
Cambia il nome della "CEE", che rimane "CE, Comunità Europea".
A Maastricht si ritrovano posizioni diverse dei governi degli Stati membri, infatti alcuni membri volevano aumentare i poteri della comunità; altri paesi volevano fermare le competenze così com'erano. Finirono per creare un compromesso basato su una nuova cornice, l'UE, che comprende tutte le attività che si vogliono svolgere, e che si basa sui "tre pilastri":
È affermato all'art.1 TUE che "l'UE sostituisce e succede alla Comunità europea": tale disposizione intende chiarire he le funzioni che spettavano alla Comunità sono ora trasferite all'UE. Tuttavia si voleva semplificare il sistema, arrivando ad un "periodo di riforma permanente", nel quale venivano proposti continuamente nuovi trattati.
Il Trattato di Amsterdam (1997) entra in vigore nel 1999. Trasferisce nel primo pilastro una parte delle materie del terzo - soprattutto per quanto riguarda la politica dell'immigrazione (trattato CE). Tale modifica è stata possibile, perché nell'ambito dei governi nazionali si era sviluppato ad un'approvazione.