Documento da Università sul Capitolo 9. Il teatro del secondo '900. Il Pdf esplora il teatro del Novecento, analizzando il Nuovo Teatro, il teatro dell'assurdo e le figure di Jerzy Grotowski, Peter Brook e Tadeusz Kantor, con un focus sulle loro innovazioni nello spazio scenico e nella performance.
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Nel dopoguerra nel teatro si assiste alla riappropriazione di spazi da parte di drammaturghi, attori e registi, che sanciscono cambiamenti epocali e definiscono importanti stili, modelli destinati a modificare il profilo del teatro del XX secolo sul piano teorico e rappresentativo. La scena del secondo Novecento rompe ogni tipo di argine e pregiudizio nell'assunzione degli statuti del teatro, rivendicando la necessità di una ricerca incessante che cambia con velocità i suoi strumenti. La vitalità del teatro è da attribuire a coloro che fanno della scena una zona disponibile e poli espressiva capace di essere proiezione mentale, spazio politico, terreno di incontro/ scontro e strumento interpretativo di una realtà piena di cambiamenti. I pensieri di Antonin Artaud e di Berliner Ensemble sono fondamentali per la riflessione teatrale. Con espressioni e modi diversificati, offrono una prospettiva di partenza per riformulare la scena. La definizione che contiene in sé i concetti di sperimentazione e ricerca, intende sottolineare il processo in divenire, l'esigenza esplorativa di un ambito artistico chiuso in ataviche convenzioni. Il ripensamento dell'idea di teatro è alla base di un processo che impone una riflessione sui linguaggi tale che, l'idea dominante di rappresentazione del testo letterario viene contestata in nome di una modalità inedita di intendere la costruzione teatrale, identificabile come "scrittura scenica" -> si intende una pratica compositiva che individua nella scena l'unità di misura della creazione teatrale, cioè la superficie sulla quale si scrivono e si combinano i segni della realizzazione artistica, senza un ordine gerarchico di posizionamento stabilito a priori dalle convenzioni. Si tratta di un codice nuovo che decostruisce lo schema tradizionale e si impone come "istituzione di un modello altro" -> segnando un momento peculiare nel teatro sperimentale/ di ricerca/ di avanguardia.
"Il teatro dell'assurdo" (1961) -> Martin Esslin -> formalizza un genere di drammaturgia. Inizialmente ispirato alle teorie filosofiche dell'esistenzialismo, il teatro elabora una serie di caratteristiche che destrutturano la forma drammatica, i personaggi, il senso e la rappresentazione. Si tratta di un gruppo eterogeneo di drammaturghi, ognuno di loro segue un proprio percorso di attraversamento della realtà, trasferendolo nei testi drammatici con modalità anticonvenzionali. "A porte chiuse" (1944) -> Jean-Paul Sartre, "Malinteso" (1944), "Caligola" (1945) -> Albert Camus, emergono i primi segnali di una sensibile crisi del dramma. La rinuncia alla coerenza razionale e spazio-temporale delle battute e dei fatti è il tratto distintivo di una scrittura che, in luogo dei rapporti causa-effetto, sistema una catena alogica di eventi ai quali non è possibile applicare categorie razionali. Sul piano narrativo, la linearità dei dialoghi lascia il posto a una struttura spezzata, basata sulla ripetitività ossessiva, che accompagna le situazioni nella direzione nonsense. Friedrich Durrenmatt è tra i protagonisti del rinnovamento del teatro di lingua tedesca. I suoi drammi ("Il matrimonio del signor Mississippi" e "La visita della vecchia signora") costituiscono modelli significativi, trattano aspetti e problematiche della società del tempo, cui sfondo è il perbenismo borghese, smaschera miserie e ipocrisie. Nel piano narrativo sceglie l'assolutezza del racconto. Il tono scettico, il gusto per il paradosso e la spinta anticonformista nel concepire la narrazione incoerente attribuiscono un ruolo importante nella riforma drammaturgica. Arthur Adamov rappresenta un'ulteriore variazione nell'ambito della scena del teatro dell'assurdo. Fa una riflessione su l'insensatezza dell'esistenza, utilizza immagini metafisiche e oniriche che irrompono della scrittura drammatica. "L'invasione" (1950) e "Il ping-pong" (1955) -> esempi di un'intima meditazione sulle contraddizioni dell'essere umano. Tale scelta si accompagna a una consapevolezza dell'ineluttabilità del destino dell'uomo, che accresce il disagio provato da Adamov tutta la vita. Eugene Ionesco è il drammaturgo che esprime meglio la rivoluzione inflitta al testo teatrale nei termini di una globale e programmatica decostruzione della scrittura verbale, dell'azione scenica e del senso. Il linguaggio incarna la paralisi della contraddizione di ogni concetto, negando il significato come certezza e spodestando la parola fino alla sostituzione di suoni disarticolati. "La cantatrice calva" (1950) -> viene definita anti-pièce, rappresenta la genesi di un percorso verso la dissoluzione dei parametri compositivi, destinata a evolversi in forme più sofisticate. L'opera è il frutto di una riflessione sull'assenza di comunicazione per l'apprendimento delle lingue straniere. Nelle sue opere come "Amedeo o come sbarazzarsene" e "Rinoceronte" si definiscono: "uomini senza verità", antieroi incoerenti intrappolati in grette abitudini, riflesso di una società borghese colma di falsità e capace di nascondere cadaveri e di caricarsi di ipocrisie. L'opera di Jean Genet offre una complessità di fatto orientata a un nuovo senso del tragico, rivendica un'autonomia compositiva, le situazioni sono rappresentate nella loro nudità. I suoi testi, operano una scelta di campi che utilizza la potenza immaginifica della scena per esprimere il mistero insondabile dell'esistenza, nel quale la trasgressione e il male sono innalzati a principi assoluti, poeticamente elevati fino a un doloroso epilogo di purificazione. "Negri" (1959) segna un momento chiave della sua carriera, sul piano drammaturgico, realizza un modello esemplare nel quale il concetto di trama si dissolve.
Samuel Beckett costituisce un processo di decostruzione della forma drammatica, fino a giungere alla forma del "dramma convenzionale" tracciando un solco tra scrittura drammatica. Debutta con "Aspettando Godot" -> destabilizza il pubblico e la critica. Lo spettacolo espone gli aspetti peculiari del teatro beckettiano, con l'annullamento dell'azione scenica, il tema dell'assenza come simbolo, la staticità dei personaggi e la negazione drammaturgica del dialogo. L'atmosfera predominante è la sospensione, nel quale galleggiano le solitudini di personaggi dalla conversazione apparente, chiusi in monadi metafisiche che scarnificano ogni tentativo di relazione, in un'inattività che annulla il valore temporale. Scrive i dramaticules, composti a partire dagli anni 70, Beckett giunge al grado minimo della scrittura facendo dell'elemento "immagine" l'unità di misura del dramma. es. di testi scritti -> "Ultimo nastro di Krapp", "Giorni felici", "Non io"
Dopo il secondo dopoguerra, la regia italiana recupera il ritardo che aveva rispetto al resto dell'Europa. La stanca formula delle compagnie private "all'antica italiana" e la reiterazione di convenzioni di mestiere basate sul talento e sul carisma degli attori sono alla base di un'esigenza culturale riformista che individua anche nel teatro un territorio dal quale partire per ricostruire una nuova socialità all'indomani del conflitto. .Con la fondazione del Piccolo di Milano (1947), teatro di Genova (1952) e del teatro di Torino (1955) si delineano i centri principali di irradiazione delle nuove linee di costruzione dello spettacolo italiano, destinate a imporsi come modello europeo. La nuova generazione dei registi avranno un rapporto diverso con la scrittura drammatica, con gli attori e lo spazio scenico, incidendo così sul piano produttivo del sistema teatrale. La regia viene definita -> «critica» -> ha una modalità di concepire l'allestimento teatrale attraverso l'elaborazione dialettica dei testi, ricomposti in una rete di significati che stratifica riferimenti, linguaggi e contesti in un dialogo costante con tutti coloro che intervengono nella costruzione di uno spettacolo. Il regista NON è autore, bensì il motore propulsivo. Giorgio Strehler, è il caso più emblematico del fenomeno che persegue l'obiettivo di fare del teatro un servizio pubblico e stabile, sostenuto dallo stato e dagli enti locali. Nel 1947 con Paolo Grassi fonda il Piccolo Teatro di Milano, nel manifesto dichiara l'impegno di costituire un autentico «Teatro d'Arte per Tutti » in cui si allestiscono spettacoli di prosa. Affronta diversi autori, attraverso i quali prova a realizzare una sintesi tra rigore e divertimento, in una tensione intellettuale, che da estetica diventa etica. Es.« Arlecchino servitore di due padroni» è lo spettacolo manifesto dell'impresa del Piccolo e dello stile registico di Strehler. La regia affida tutto all'abilità espressiva degli attori attraverso un gioco metateatrale che svela i trucchi della messinscena. La compagnia finge di improvvisare il testo e sta al bordo del palcoscenico durante le pause, spostando l'asse interpretativo sulla natura artigianale dell'arte rappresentativa. Lo spettacolo fa una riflessione sul teatro come prassi operativa assoluta, volgendo attenzione alla commedia dell'arte come mestiere e pone un rinnovato confronto dell'attore con la maschera e con le lingue del teatro. La lettura strehleriana di Brecht rappresenta un momento importante nel repertorio italiano. Da un lato diffonde il repertorio in Italia, dall'altro si distacca dall'assunzione europea di tipo ideologico dell'autore tedesco. Strehler affronta il testo intervenendo creativamente sulla scena senza mai tradire il contenuto dei testi, indicando così un preciso modello registico. Luigi Squarzina fonda insieme a Vittorio Gassman il Teatro d'Arte Italiano, nel quale si articolano le fasi di costruzione degli spettacoli, della ricca proposta drammaturgica l'innovativa interpretazione che trova sulla scena il suo compimento. Dirige lo stabile di Genova che condivide con Ivo Chiesa dal 1962 al 1976. In questi anni il regista concepisce il lavoro teatrale come una riflessione su temi universali, in un teatro che aspira a essere integrato e indispensabile sul piano sociale.