Bioetica ambientale: la sfida del cambiamento climatico e l'Antropocene

Documento sulla bioetica ambientale, concentrandosi sulla crisi climatica e il concetto di Antropocene. Il Pdf esplora i limiti planetari, la perdita di biodiversità e l'antibioticoresistenza, analizzando diverse visioni dell'essere umano e la distinzione tra natura e cultura, con responsabilità comuni ma differenziate.

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19 pagine

Bioetica - “La sfida del cambiamento climatico”,
Chakrabarty
18/12
Etica ambientale
La bioetica è anche etica animale e ambientale a seconda del significato che diamo al
termine vita, bios.
Negli ultimi vent’anni la bioetica ha visto uno sviluppo degli studi di carattere ambientale - in
particolare dal 2020, la consapevolezza pubblica della gravità della questione ambientale è
emersa con una certa forza.
- Glossario
Di cosa parliamo quando parliamo di crisi ambientale? Importante dal punto di vista
terminologico perché si tende a identificare la crisi ambientale con il cambiamento climatico -
si dà per scontato che coincidano, che siano la stessa cosa - in realtà la crisi ambientale è
definita da una serie di parametri e indicatori di cui il cambiamento climatico è solo uno tra i
tanti (e quando parliamo di cambiamento climatico parliamo di riscaldamento globale,
aumento di temperatura del pianeta causato principalmente dall’emissione di CO2 che
rischia di avere conseguenze sulla vita futura e sulle vite di chi abita determinate zone, o che
rischia di causare guerre per l’approvvigionamento di determinate risorse come l’acqua;
esistono accordi per la mitigazione del riscaldamento globale ma al momento non sono
attuati); ci sono altri problemi legati alla crisi ambientale - il sistema terrestre ha funzionato in
maniera equilibrata per milioni di anni e negli ultimi 70 anni è stato fortemente alterato per
varie ragioni. La teoria più importante che rende conto di tutti gli aspetti della crisi ambientale
è la teoria dei limiti o confini planetari, messa a punto da due studiosi - Steffen e Rockstrom
- questa teoria individua 9 ambiti all’interno dei quali il funzionamento del pianeta terra
comincia a dare segno di alterazione che produce uno sconvolgimento dei sistemi di
funzionamento complessivi tale per cui non sappiamo che tipo di situazione si verrà a creare
in un futuro prossimo a medio/lungo termine. Alcuni sono:
- perdita di biodiversità - relativa al numero di specie esistenti in natura le cui
caratteristiche biologiche variano le une dalle altre. Legata all’esistenza della
biodiversità è la capacità di determinati esseri viventi di resistere a malattie, e i nostri
farmaci derivano da un ambiente, la foresta amazzonica, che ha storicamente molta
biodiversità. Siamo in una situazione di pericoloso squilibrio - esempio,
antibioticoresistenza in fortissima crescita negli ospedali di tutto il mondo -
un’assunzione sregolata e non opportuna di antibiotici crea ceppi di virus resistenti
agli antibiotici stessi - è legato alla perdita di biodiversità.
L’antibiotico va preso solo quando serve, c’è il rischio che prima o dopo non faccia
più effetto sull’organismo. E noi prendiamo gli antibiotici male, cioè quando si inizia
un ciclo di antibiotico si deve finire, non si deve interrompere anche se i sintomi
scompaiono a metà - così non uccide tutti i batteri presenti, ne lascia sopravvivere
qualcuno e questi diventano resistenti all’antibiotico. Terzo motivo per cui si sviluppa
l’antibioticoresistenza è che noi mangiamo antibiotici: la maggioranza dei polli
d’allevamento da allevamenti intensivi è pieno di antibiotici, e noi così mangiamo
antibiotici. L’antibioticoresistenza potrebbe diventare un fenomeno drammatico.
- acidificazione degli oceani
- scioglimento dei ghiacciai
- microplastiche - assumiamo particelle di tessuto plastico che circolano nell’aria e si
depositano sui cibi. Non conosciamo ancora gli effetti dannosi.
- deforestazione - numero di aree boschive presenti sul pianeta si riduce in maniera
drammatica. Una delle ragioni per cui si è sviluppata una pandemia da Covid-19
risiede nel fenomeno della deforestazione - nelle edicole si vendeva un libro di
Adelphi “Spillover” di David Quammen - lo spillover è il fenomeno di “salto di specie”
(spillover vuol dire zoonosi). Il libro è stato scritto nel 2012, ha analizzato l’aumento
avvenuto negli ultimi 40 anni di fenomeni zoonotici sparsi in varie zone del pianeta,
ad esempio la Sars (influenza di carattere vitale), l’ebola, ecc… Sono dei virus di
origine animale che effettuano lo spillover, cioè il salto di specie - un virus presente in
un animale infetta l’uomo. Non tutte le zoonosi diventano dei fenomeni pandemici -
c’è un tasso di letalità, ha una certa percentuale di possibilità di uccidere l’ospite; più
il tasso di letalità è elevato, meno è probabile che si sviluppi una pandemia e si
diffonda, perché l’ospite muore. A ciò vanno aggiunti altri elementi, come il rapporto
che sussiste tra il momento in cui iniziano a comparire i primi sintomi della malattia e
il momento in cui l’ospite inizia e finisce di essere contagioso (se sintomi si possono
individuare in una fase precoce è possibile isolare l’ospite). Il covid è stato una
combinazione di un tasso di letalità basso e una comparsa tardiva dei sintomi; in più
nessuno era immune. Al fondamento della diffusione del covid c’è il fatto che la
deforestazione ha liberato e libera quotidianamente dal loro habitat naturale una
serie di virus e di forme di vita animali che devono cercare un nuovo habitat - nella
maggioranza dei casi muoiono, in altri casi trovano un ospite adeguato, si sviluppano
in esso e a volte fanno uno spillover fino ad arrivare agli umani.
Chakrabarty usa il sottotitolo “Globalizzazione e antropocene” per La sfida del cambiamento
climatico (anche la globalizzazione è una delle condizioni di possibilità del fenomeno
pandemico).
Antropocene - dal punto di vista semantico è un termine di carattere geologico - è una parola
che si oppone e si diversifica rispetto a “olocene”. Da 24 anni a questa parte il termine
antropocene è stato introdotto e si è diffuso - il termine antropocene nasce nel 2000 nel
corso di un convegno nel Nuovo Messico di studiosi di scienze del sistema terrestre
(insieme di scienze di carattere biologico, fisico, informatico… che studiano il funzionamento
del pianeta nel suo complesso. Paolo Crutzen, discutendo nel corso di una delle sessioni del
convegno, dice “Non viviamo più nell’olocene, è finito; noi viviamo nell’antropocene… vabbè
ho detto una minchiata, ho inventato sta cagata”. Crutzen fu invitato a insistere sulla sua
tesi, e nel 2002 pubblica un articolo su Nature in cui, per la prima volta, si dice che viviamo
in una nuova epoca, l’antropocene. E’ un termine di carattere geologico, è l’epoca geologica
misurata con i criteri con cui si misurano le epoche geologiche (segni di mutamento e
discontinuità presenti nella crosta terrestre). L’olocene è durato milioni di anni ed è stato
caratterizzato al punto di vista geologico e ambientale da una sostanziale stabilità.
Il termine antropocene ha come radice “antropos”, uomo - per Crutzen noi viviamo in
un’epoca geologica nuova in cui l’uomo è diventato una forza capace di alterare gli equilibri
fondamentali del sistema terrestre. Si attribuisce una responsabilità ben specifica all’umanità
di un cambiamento avvenuto nei meccanismi di funzionamento del sistema terrestre. La crisi
ambientale è opera umana.

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Anteprima

Etica Ambientale e Bioetica

La bioetica è anche etica animale e ambientale a seconda del significato che diamo al termine vita, bios. Negli ultimi vent'anni la bioetica ha visto uno sviluppo degli studi di carattere ambientale - in particolare dal 2020, la consapevolezza pubblica della gravità della questione ambientale è emersa con una certa forza.

Glossario della Crisi Ambientale

Di cosa parliamo quando parliamo di crisi ambientale? Importante dal punto di vista terminologico perché si tende a identificare la crisi ambientale con il cambiamento climatico - si dà per scontato che coincidano, che siano la stessa cosa - in realtà la crisi ambientale è definita da una serie di parametri e indicatori di cui il cambiamento climatico è solo uno tra i tanti (e quando parliamo di cambiamento climatico parliamo di riscaldamento globale, aumento di temperatura del pianeta causato principalmente dall'emissione di CO2 che rischia di avere conseguenze sulla vita futura e sulle vite di chi abita determinate zone, o che rischia di causare guerre per l'approvvigionamento di determinate risorse come l'acqua; esistono accordi per la mitigazione del riscaldamento globale ma al momento non sono attuati); ci sono altri problemi legati alla crisi ambientale - il sistema terrestre ha funzionato in maniera equilibrata per milioni di anni e negli ultimi 70 anni è stato fortemente alterato per varie ragioni. La teoria più importante che rende conto di tutti gli aspetti della crisi ambientale è la teoria dei limiti o confini planetari, messa a punto da due studiosi - Steffen e Rockstrom - questa teoria individua 9 ambiti all'interno dei quali il funzionamento del pianeta terra comincia a dare segno di alterazione che produce uno sconvolgimento dei sistemi di funzionamento complessivi tale per cui non sappiamo che tipo di situazione si verrà a creare in un futuro prossimo a medio/lungo termine. Alcuni sono:

  • perdita di biodiversità - relativa al numero di specie esistenti in natura le cui caratteristiche biologiche variano le une dalle altre. Legata all'esistenza della biodiversità è la capacità di determinati esseri viventi di resistere a malattie, e i nostri farmaci derivano da un ambiente, la foresta amazzonica, che ha storicamente molta biodiversità. Siamo in una situazione di pericoloso squilibrio - esempio, antibioticoresistenza in fortissima crescita negli ospedali di tutto il mondo - un'assunzione sregolata e non opportuna di antibiotici crea ceppi di virus resistenti agli antibiotici stessi - è legato alla perdita di biodiversità. L'antibiotico va preso solo quando serve, c'è il rischio che prima o dopo non faccia più effetto sull'organismo. E noi prendiamo gli antibiotici male, cioè quando si inizia un ciclo di antibiotico si deve finire, non si deve interrompere anche se i sintomi scompaiono a metà - così non uccide tutti i batteri presenti, ne lascia sopravvivere qualcuno e questi diventano resistenti all'antibiotico. Terzo motivo per cui si sviluppa l'antibioticoresistenza è che noi mangiamo antibiotici: la maggioranza dei polli d'allevamento da allevamenti intensivi è pieno di antibiotici, e noi così mangiamo antibiotici. L'antibioticoresistenza potrebbe diventare un fenomeno drammatico.
  • acidificazione degli oceani
  • scioglimento dei ghiacciai
  • microplastiche - assumiamo particelle di tessuto plastico che circolano nell'aria e si depositano sui cibi. Non conosciamo ancora gli effetti dannosi.
  • deforestazione - numero di aree boschive presenti sul pianeta si riduce in maniera drammatica. Una delle ragioni per cui si è sviluppata una pandemia da Covid-19 risiede nel fenomeno della deforestazione - nelle edicole si vendeva un libro di Adelphi "Spillover" di David Quammen - lo spillover è il fenomeno di "salto di specie" (spillover vuol dire zoonosi). Il libro è stato scritto nel 2012, ha analizzato l'aumento avvenuto negli ultimi 40 anni di fenomeni zoonotici sparsi in varie zone del pianeta, ad esempio la Sars (influenza di carattere vitale), l'ebola, ecc ... Sono dei virus di origine animale che effettuano lo spillover, cioè il salto di specie - un virus presente in un animale infetta l'uomo. Non tutte le zoonosi diventano dei fenomeni pandemici - c'è un tasso di letalità, ha una certa percentuale di possibilità di uccidere l'ospite; più il tasso di letalità è elevato, meno è probabile che si sviluppi una pandemia e si diffonda, perché l'ospite muore. A ciò vanno aggiunti altri elementi, come il rapporto che sussiste tra il momento in cui iniziano a comparire i primi sintomi della malattia e il momento in cui l'ospite inizia e finisce di essere contagioso (se sintomi si possono individuare in una fase precoce è possibile isolare l'ospite). Il covid è stato una combinazione di un tasso di letalità basso e una comparsa tardiva dei sintomi; in più nessuno era immune. Al fondamento della diffusione del covid c'è il fatto che la deforestazione ha liberato e libera quotidianamente dal loro habitat naturale una serie di virus e di forme di vita animali che devono cercare un nuovo habitat - nella maggioranza dei casi muoiono, in altri casi trovano un ospite adeguato, si sviluppano in esso e a volte fanno uno spillover fino ad arrivare agli umani.

Globalizzazione e Antropocene

Chakrabarty usa il sottotitolo "Globalizzazione e antropocene" per La sfida del cambiamento climatico (anche la globalizzazione è una delle condizioni di possibilità del fenomeno pandemico). Antropocene - dal punto di vista semantico è un termine di carattere geologico - è una parola che si oppone e si diversifica rispetto a "olocene". Da 24 anni a questa parte il termine antropocene è stato introdotto e si è diffuso - il termine antropocene nasce nel 2000 nel corso di un convegno nel Nuovo Messico di studiosi di scienze del sistema terrestre (insieme di scienze di carattere biologico, fisico, informatico ... che studiano il funzionamento del pianeta nel suo complesso. Paolo Crutzen, discutendo nel corso di una delle sessioni del convegno, dice "Non viviamo più nell'olocene, è finito; noi viviamo nell'antropocene ... vabbè ho detto una minchiata, ho inventato sta cagata". Crutzen fu invitato a insistere sulla sua tesi, e nel 2002 pubblica un articolo su Nature in cui, per la prima volta, si dice che viviamo in una nuova epoca, l'antropocene. E' un termine di carattere geologico, è l'epoca geologica misurata con i criteri con cui si misurano le epoche geologiche (segni di mutamento e discontinuità presenti nella crosta terrestre). L'olocene è durato milioni di anni ed è stato caratterizzato al punto di vista geologico e ambientale da una sostanziale stabilità. Il termine antropocene ha come radice "antropos", uomo - per Crutzen noi viviamo in un'epoca geologica nuova in cui l'uomo è diventato una forza capace di alterare gli equilibri fondamentali del sistema terrestre. Si attribuisce una responsabilità ben specifica all'umanità di un cambiamento avvenuto nei meccanismi di funzionamento del sistema terrestre. La crisi ambientale è opera umana.

Antropocene: Epoca Geologica o Storica?

I geologi tendono a sostenere che l'antropocene non può essere considerata una vera epoca geologica, ma rimane il punto che intende descrivere le caratteristiche di una nuova epoca entro cui saremmo entrati. E' l'epoca di una crisi ambientale globale di origine antropica.

Problemi Connessi al Termine Antropocene

  1. Che genere di epoca è? E' un'epoca geologica? Storica? Cosa?
  2. Quando inizia? Almeno tre teorie fondamentali - la teoria più accreditata sostiene che nasce con l'invenzione della macchina a vapore, dispositivo all'origine della rivoluzione industriale. L'antropocene coincide con l'industrializzazione del pianeta tra '800 e '900. Un'altra teoria fa risalire questo salto di qualità a un'epoca più recente - teoria della grande accelerazione, tesi che sostiene che sia stata la messa a punto dell'energia nucleare e l'accelerazione dagli anni '50. Ma comunque entrambe le teorie fanno risalire le responsabilità al sistema economico capitalistico. Hans Jonas - elabora una riflessione che parte dal presupposto fondamentale che l'etica tradizionale si è sviluppata all'interno di un contesto limitato dal punto di vista spaziale e temporale perché la capacità di azione umana è sempre stata limitata; nel omento in cui viene messo a punto un dispositivo capace di mettere fine alla vita sul pianeta (bomba atomica) è necessario ripensare alle questioni di responsabilità, non più solo sociale ma anche ambientale. Nel momento in cui l'umanità diventa in grado di distruggere la vita sul pianeta è necessario mettere delle categorie per evitare che succeda. Il nucleare è uno spartiacque perché lo sfruttamento delle risorse raggiunge il massimo grado e perché l'uomo diventa in grado di distruggere la vita come la conosciamo. Una terza teoria riguardo la sua nascita è la teoria dell'antropocene "anticipato", che deriva dall'articolo di un geologo che sostiene che abbia avuto inizio con la rivoluzione agricola - il salto di qualità fondamentale che altera i parametri di vita del pianeta avviene nel momento in cui l'uomo trasforma l'ambiente esterno attraverso un'economia di tipo agricolo. Questa tesi però non rende conto del salto di qualità repentino.

Caratteristiche dell'Antropocene

Quali sono le caratteristiche dell'antropocene? Interconnessione (globalizzazione), instabilità (ambientale innanzitutto) e complessità.

Appropriatezza del Termine Antropocene

La scelta della parola è appropriata? La scelta del termine contiene già un'attribuzione di responsabilità - è corretta questa attribuzione? Questo ha conseguenze di carattere pratico - stabiliamo chi paga la transizione ecologica. La parola antropocene suggerisce che la responsabilità sia del genere umano, per Chakrabarty invece è l'occidente. Tutte queste controversie nascono in un contesto scientifico. Quello dell'antropocene non è originariamente un concetto che nasce in ambito filosofico o di scienze umane. Il termine antropocene attribuisce correttamente la responsabilità della crisi ambientale quando lo attribuisce a tutta l'umanità? Tema aperto - il termine antropocene vuole descrivere il fatto che viviamo in un'epoca caratterizzata dall'azione dell'uomo sull'ambiente. Il termine è stato criticato dal punto di vista filosofico poiché dovrebbe attribuire una responsabilità specifica legata a cause specifiche non a tutta l'umanità, ma a una parte di essa. C'è chi ha proposto di sostituirlo con il termine "capitalocene", epoca nuova in cui esiste una crisi ambientale dovuta a uno specifico sistema economico-sociale che è quello capitalistico. Il termine antropocene è stato caratterizzato anche dal femminismo, gli uomini

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