Documento sulla bioetica ambientale, concentrandosi sulla crisi climatica e il concetto di Antropocene. Il Pdf esplora i limiti planetari, la perdita di biodiversità e l'antibioticoresistenza, analizzando diverse visioni dell'essere umano e la distinzione tra natura e cultura, con responsabilità comuni ma differenziate.
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La bioetica è anche etica animale e ambientale a seconda del significato che diamo al termine vita, bios. Negli ultimi vent'anni la bioetica ha visto uno sviluppo degli studi di carattere ambientale - in particolare dal 2020, la consapevolezza pubblica della gravità della questione ambientale è emersa con una certa forza.
Di cosa parliamo quando parliamo di crisi ambientale? Importante dal punto di vista terminologico perché si tende a identificare la crisi ambientale con il cambiamento climatico - si dà per scontato che coincidano, che siano la stessa cosa - in realtà la crisi ambientale è definita da una serie di parametri e indicatori di cui il cambiamento climatico è solo uno tra i tanti (e quando parliamo di cambiamento climatico parliamo di riscaldamento globale, aumento di temperatura del pianeta causato principalmente dall'emissione di CO2 che rischia di avere conseguenze sulla vita futura e sulle vite di chi abita determinate zone, o che rischia di causare guerre per l'approvvigionamento di determinate risorse come l'acqua; esistono accordi per la mitigazione del riscaldamento globale ma al momento non sono attuati); ci sono altri problemi legati alla crisi ambientale - il sistema terrestre ha funzionato in maniera equilibrata per milioni di anni e negli ultimi 70 anni è stato fortemente alterato per varie ragioni. La teoria più importante che rende conto di tutti gli aspetti della crisi ambientale è la teoria dei limiti o confini planetari, messa a punto da due studiosi - Steffen e Rockstrom - questa teoria individua 9 ambiti all'interno dei quali il funzionamento del pianeta terra comincia a dare segno di alterazione che produce uno sconvolgimento dei sistemi di funzionamento complessivi tale per cui non sappiamo che tipo di situazione si verrà a creare in un futuro prossimo a medio/lungo termine. Alcuni sono:
Chakrabarty usa il sottotitolo "Globalizzazione e antropocene" per La sfida del cambiamento climatico (anche la globalizzazione è una delle condizioni di possibilità del fenomeno pandemico). Antropocene - dal punto di vista semantico è un termine di carattere geologico - è una parola che si oppone e si diversifica rispetto a "olocene". Da 24 anni a questa parte il termine antropocene è stato introdotto e si è diffuso - il termine antropocene nasce nel 2000 nel corso di un convegno nel Nuovo Messico di studiosi di scienze del sistema terrestre (insieme di scienze di carattere biologico, fisico, informatico ... che studiano il funzionamento del pianeta nel suo complesso. Paolo Crutzen, discutendo nel corso di una delle sessioni del convegno, dice "Non viviamo più nell'olocene, è finito; noi viviamo nell'antropocene ... vabbè ho detto una minchiata, ho inventato sta cagata". Crutzen fu invitato a insistere sulla sua tesi, e nel 2002 pubblica un articolo su Nature in cui, per la prima volta, si dice che viviamo in una nuova epoca, l'antropocene. E' un termine di carattere geologico, è l'epoca geologica misurata con i criteri con cui si misurano le epoche geologiche (segni di mutamento e discontinuità presenti nella crosta terrestre). L'olocene è durato milioni di anni ed è stato caratterizzato al punto di vista geologico e ambientale da una sostanziale stabilità. Il termine antropocene ha come radice "antropos", uomo - per Crutzen noi viviamo in un'epoca geologica nuova in cui l'uomo è diventato una forza capace di alterare gli equilibri fondamentali del sistema terrestre. Si attribuisce una responsabilità ben specifica all'umanità di un cambiamento avvenuto nei meccanismi di funzionamento del sistema terrestre. La crisi ambientale è opera umana.
I geologi tendono a sostenere che l'antropocene non può essere considerata una vera epoca geologica, ma rimane il punto che intende descrivere le caratteristiche di una nuova epoca entro cui saremmo entrati. E' l'epoca di una crisi ambientale globale di origine antropica.
Quali sono le caratteristiche dell'antropocene? Interconnessione (globalizzazione), instabilità (ambientale innanzitutto) e complessità.
La scelta della parola è appropriata? La scelta del termine contiene già un'attribuzione di responsabilità - è corretta questa attribuzione? Questo ha conseguenze di carattere pratico - stabiliamo chi paga la transizione ecologica. La parola antropocene suggerisce che la responsabilità sia del genere umano, per Chakrabarty invece è l'occidente. Tutte queste controversie nascono in un contesto scientifico. Quello dell'antropocene non è originariamente un concetto che nasce in ambito filosofico o di scienze umane. Il termine antropocene attribuisce correttamente la responsabilità della crisi ambientale quando lo attribuisce a tutta l'umanità? Tema aperto - il termine antropocene vuole descrivere il fatto che viviamo in un'epoca caratterizzata dall'azione dell'uomo sull'ambiente. Il termine è stato criticato dal punto di vista filosofico poiché dovrebbe attribuire una responsabilità specifica legata a cause specifiche non a tutta l'umanità, ma a una parte di essa. C'è chi ha proposto di sostituirlo con il termine "capitalocene", epoca nuova in cui esiste una crisi ambientale dovuta a uno specifico sistema economico-sociale che è quello capitalistico. Il termine antropocene è stato caratterizzato anche dal femminismo, gli uomini