Documento sulle malattie vascolari e l'ictus cerebrale. Il Pdf, destinato a studenti universitari di fisioterapia, descrive i tipi di ictus, la loro incidenza, eziopatogenesi e i quadri clinici significativi, incluse le alterazioni del tono muscolare e il dolore centrale post-ictale.
Mostra di più20 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Fisioterapia 3 3º anno
L'ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza nei paesi occidentali, costituendo inoltre la seconda causa di disabilità a livello mondiale e la prima per gli anziani con rilevante impatto individuale, familiare e sociosanitario. Nel 35% dei pazienti resta una disabilità grave. Rapido sviluppo di segni clinici di disfunzione focale o globale delle funzioni cerebrali di durata superiore alle 24 ore o ad esito fatale, che non riconosca nessuna altra causa apparente salvo quella vascolare.
L'incidenza dell'ictus cerebrale aumenta col passare dell'età.
Arteria sana Arteria adiposa Placca adiposa
Cause principali:
A. Aterotrombosi di grossi vasi: presenza di placca aterotrombotica erstock a livello dei vasi cerebro afferenti o delle arterie intracraniche (>età avanzata, sesso maschile, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete mellito, fumo di sigaretta, abuso di alcool, sindrome metabolica). Spesso a livello delle carotidi; in generale le stenosi carotidee possono provocare delle microscopiche ischemie in alcune aree frontali che possono provocare decadimento cognitivo su base vascolare. B. Cardioembolismo: si ha quando da un trombo a livello cardiaco si distaccano emboli che raggiungono la circolazione cerebrale. E' la più frequente causa di ictus nei soggetti di razza bianca.
1Simonetta Rossi Fisioterapia 3 3º anno
C. Malattia dei piccoli vasi: responsabile dell'occlusione di un ramo perforante profondo che emerge dal tronco principale di una delle arterie cerebrali.
NB: il sintomo è quello che riferisce il paziente, è soggettivo (es. senso di affaticamento, dolore, ecc.); il segno è oggettivo (percezione del senso di fatica la valuto con Borg, il dolore con la VAS). A seconda dell'area colpita abbiamo diverse sintomatologie (legge).
Arteria cerebrale posteriore: vedi slide. Arteria cerebrale anteriore: monoplegia crurale controlaterale (diversa da emiplegia!)
A. Paraplegia: deficit motorio ovvero paralisi degli arti inferiori, di solito, legati a una lesione midollare; B. Monoplegia: un arto plegico; può essere causata da danno al SNC ma anche al SNP; C. Emiplegia: metà corpo (arto inferiore, arto superiore e metà tronco).
Emorraggia: stravaso di sangue legato di solito alla rottura di un aneurisma. È una Sindrome neurologica acuta conseguente alla rottura di un vaso arterioso cerebrale e al conseguente stravaso di sangue nel parenchima cerebrale.
CEREBRAL HEMORRHAGE Intracerebral hematoma Cerebral artery Ruptured cerebral artery
23º anno Fisioterapia 3 Simonetta Rossi
Stravaso di sangue nello spazio subaracnoideo a causa della rottura di un aneurisma intracranico (75%). Le cefalee rappresentano l'unico sintomo del sanguinamento in 1/3 dei casi; in generale nausea con o senza vomito, disturbo dello stato di coscienza al ricovero, rigidità nucale.
Sezione dell'encefalo Cuoio capelluto Cranio Dura madre Aracnoide Emorragia intracerebrale Spazio subaracnoide Pia madre Encefalo C Emorragia subaracnoidea
Brain Stroke Ischemic Stroke Hemorrhagic Stroke CureForDiabetes.co.uk
La riabilitazione può essere definita un processo educativo e di soluzione dei problemi finalizzato a migliorare l'attività e la partecipazione in presenza di una alterazione del funzionamento e disabilità, tenendo conto dei fattori ambientali e personali e quindi delle limitazioni.
Ci sono linee guida tradotte italiane, ma sono internazionali: Le line guida italiane SPREAD (VIII ed.) sottolineano la necessità di attivare entro le prime 48 ore dal ricovero il team riabilitativo, al fine di definire la prognosi funzionale, organizzare il percorso assistenziale, avviare attività di prevenzione delle complicanze legate all'immobilità e promuovere il recupero funzionale. Nell'ictus la multiprofessionale comprende neurologo, fisioterapista, neurochirurgo, infermiere, poi psicologo e neuropsicologo, logopedista, nutrizionista, cardiologo, terapista occupazionale, assistente sociale, oss. Mentre per team interdisciplinare (le varie specializzazione di una singola professione sanitaria) si intende per esempio fisioterapista respiratorio, del pavimento pelvico, per la disfagia, riabilitazione cardiologica, ecc. Infermiere oss e fisioterapista lavorano sulle complicanze legate all'immobilità (es. piaghe da decubito) tramite corretta movimentazione dei carichi animati, corretti trasferimenti, corretto posizionamento (letto, carrozzina, ecc.), utilizzo di sistemi posturali adeguati (cuscini e materassini anti-decubito), promozione del recupero funzionale. Gli obiettivi si differenziano nel tempo, anche in base alla fase clinica:
a. Fase acuta: prevenzione di danni conseguenti all'immobilità e alla compromissione funzionale; l'immobilità causa 3 problemi: riduzione ROM, rigidità articolare/muscolare dovuta alla plasticità muscolare, piaghe da decubito), il rom può essere mantenuto e recuperato con mobilizzazioni
3 Ictus ischemico Diagnosi La presenza di una area ischemica alla TC diviene evidente dopo circa 12-36 ore dall'esordio dei sintomi. La RM offre il vantaggio della maggior sensibilità nell'individuare lesioni ischemiche in fase acuta e per individuare lesioni a livello tronco e cervelletto. Una lesione ischemica è evidente dopo 12-36 ore nella TC. Per ogni ictus fatale, ve ne sono da tre a quattro non fatali e normalmente una percentuale compresa tra il 25-50% dei sopravvissuti necessita di trattamento riabilitativo.3º anno Fisioterapia 3 Simonetta Rossi
passive, la rigidità con gli allungamenti muscolari. Altri tipo di problematica è l'ipopressione ortostatica del paziente (dopo diverso tempo rimasto allettato); b. Fasi successive all'acuzie: gli obiettivi sono legati alla riabilitazione intensiva; c. Completamento del processo di recupero: riabilitazione estensiva, recupero e raffino i movimenti (prensione, ritmo scapolo-omerale); d. Resto della vita: mantenimento e/o prevenzione della progressione della disabilità.
Ricorda bene! Progetto Riabilitativo Individuale Medico specialista referente Bisogni e preferenze del paziente, menomazioni, disabilità, abilità residue Obiettivi a breve, medio e lungo termine Tempi Azioni Team riabilitativo Famigliari
Revisione periodica
Avviene nei reparti per acuti. Fisioterapista ed infermiere in stretta relazione. Prevenzione complicanze secondarie:
Cominciare il trattamento entro le prime 24 ore.
Trattamento delle disabilità importanti ma modificabili che richiedono un elevato impegno assistenziale, valutativo e terapeutico, identificate ed affrontate tramite PRI.
A. Trunk control test: Quantifica la perdita motoria a livello di arto superiore, dell'arto inferiore e del tronco (motilità del tronco negli spostamenti supino-di fianco- seduto ecc.); è rilevante e ha valore predittivo per recupero di autonomia e
MENOMAZIONE Motoria: Motricity Index, Trunk Control Test Quantificano la perdita motoria a livello di arto superiore, dell'arto inferiore e del tronco. Rilevante valore predittivo per recupero autonomia e rientro a domicilio. Spasticità: scala di Ashworth Valuta il tono muscolare
4