Introduzione alla radioterapia e diagnostica per immagini

Documento da Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia su introduzione alla radioterapia. Il Pdf, un documento universitario, offre una panoramica completa della radioterapia, inclusa la radiochirurgia e le tecniche guidate da immagini, per facilitare l'apprendimento dei concetti chiave.

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Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Diagnostica per immagini e Radioterapia #7 – prof. Arcangeli
Diagnostica per immagini e Radioterapia #7
Introduzione alla radioterapia
Prof. Arcangeli03/05/2023 Autori e revisori: Beatrice Seveso e Marta Montorfano
1. Introduzione alla radioterapia
La lezione di oggi è solamente introduttiva, molto argomenti sono solo accennati e verranno meglio
approfonditi durante lo svolgimento del corso.
2. Definizione di radioterapia
La radioterapia è una disciplina poco studiata e approfondita durante il corso di laurea in medicina e
chirurga, nonostante la sua importanza sempre più crescente. Molti scelgono questa disciplina non per
scelta o si avvicinano per vicende personali.
In genere, la radioterapia è una branca dell’oncologia.
L’oncologia si suddivide in tre parti:
Chirurgia oncologica,
Oncologia medica,
Radioterapia oncologica.
Queste discipline sono complementari e dialogano tra loro. Il ruolo più clinico è quello svolto dal
medico oncologo, il quale ha il ruolo di coordinare il percorso del paziente tumorale.
3. Gli approcci ad un tumore
Gli approcci ad un tumore possono essere differenti:
Approccio sistemico (per malattia metastatica o per tumori ematologici)
o Chemioterapia sistemica
o Radioterapia sistemica, tra queste la radioterapia metabolica, generalmente
somministrata dai medici nucleari.
Approccio loco-regionale (per tumori solidi)
o Radioterapia
o Chirurgia
In molti casi la radioterapia viene combinata con la chemioterapia per combinarne gli effetti.
Circa due terzi dei pazienti tumorali nel loro percorso oncologico finiscono per ricevere un ciclo di
radioterapia.
(dalla sbobina dello scorso anno: la chemioterapia sterilizza le lesioni localizzate al di fuori del
campo di trattamento radioterapico; quindi, è una protezione che interviene sulla malattia occulta
che però può essere responsabile di recidive. La radioterapia agisce invece sulle lesioni
macroscopicamente evidenti. È inoltre importante ricordare che molti farmaci chemioterapici
aumentano la sensibilità radioterapica. L'associazione di questi trattamenti comporta un sinergismo
d'azione e un aumento dell'efficacia).
4. La percezione comune della radioterapia
La percezione comune della radioterapia è catastrofica. I pazienti pensano che sia una terapia
altamente tossica, associata ad ustioni e a pesanti effetti collaterali. Vi sono molti pregiudizi
nell’utilizzo delle radiazioni ionizzanti, in quanto spesso associato ai gravi incidenti nucleari.
Queste idee potevano essere parzialmente veritiere nel secolo scorso. Difatti la radioterapia era
talmente tossica da avere un impatto negativo su molti organi sani.
Oggi la realtà è totalmente differente.
Per tutti questi pregiudizi ancora oggi almeno un quarto di pazienti che avrebbero bisogno della
radioterapia non la ricevono. Ci sarà un incremento del 16% nell'utilizzo della radioterapia entro il
2025. Se entro il 2035 tutti i pazienti che necessitano di radioterapia riusciranno a riceverla, si
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Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Diagnostica per immagini e Radioterapia #7 – prof. Arcangeli
salveranno circa un milione di vite. Quindi la radioterapia è un trattamento salvavita oltre ad essere
un trattamento palliativo.
5. La radioterapia oggi
Oggigiorno la radioterapia è diventata una terapia non invasiva, che avviene in regime ambulatoriale.
Non richiede nessuna necessità di anestetizzare il paziente (salvo per alcune pratiche particolari).
È un trattamento sfruttato per tutti i tipi di pazienti anche i più fragili; infatti, tendenzialmente non
comporta limitazioni del proprio stile di vita.
Negli ultimi anni la radioterapia ha migliorato sensibilmente la capacità di irradiare il tumore in modo
molto selettivo; ciò ha comportato una riduzione della tossicità e ha contribuito alla diminuzione
del numero di sedute necessarie. In passato, un trattamento di radioterapia si articolava in diverse
settimane (storicamente duravano 5-6 settimane fino ad un massimo di 8 settimane), oggigiorno la
radioterapia rende possibili trattamenti più concentrati. Ad esempio, il trattamento del tumore alla
prostata e alla mammella prevede un numero di applicazione che sono circa la metà rispetto a quelle
applicate in passato. Questa ormai superata ed eccessiva durata della terapia era motivo di un forte
stress psicologico per il paziente, questo diminuiva molto la compliance alla terapia. Si richiedeva una
tale durata per cercare di frazionare nel tempo la dose totale di radiazioni necessarie, in modo tale da
attaccare il tumore, evitando così di danneggiare i tessuti sani. Ad oggi, essendo la radioterapia più
mirata, si può utilizzare una maggiore intensità di radiazioni in una seduta, in quanto i tessuti
circostanti sani vengono meno colpiti. Così facendo si raggiunge la dose totale in un minore arco di
tempo. Le radiazioni sono diventate così tanto selettive da non necessitare più il frazionamento della
dose nel tempo.
In conclusione, la radioterapia è diventata sempre meno invasiva.
Si stanno verificando cambiamenti in Europa per quanto riguarda l'accesso alla radioterapia, i servizi
e i medici specializzati. In Europa e nel mondo esiste una differente diffusione dei centri dotati di
radioterapia. In America, un medico specializzato in questo settore guadagna molto, il suo stipendio è
superiore a quello di un chirurgo. Questo fa comprendere l’importanza di questa disciplina, in continua
evoluzione.
6. Indicazioni per radioterapia
La radioterapia è utilizzata:
Come unica terapia;
Come alternativa ad altre cure se, a parità di risultati, determina meno disturbi (effetti
collaterali e tossicità) e un miglioramento della qualità di vita;
In associazione: per migliorare i risultati, sia in termini di controllo locale di malattia sia in
termini di sopravvivenza a lungo termine.
Può essere utilizzata in associazione con la chirurgia, l’immunoterapia e la chemioterapia.
Dalla sbobina dello scorso anno: seguono alcuni esempi di impiego della radioterapia:
I tumori squamocellulari del distretto cervico-cefalico, soprattutto se insorgono in sedi in cui
un trattamento chirurgico sarebbe eccessivamente demolitivo, sono suscettibili ad un
trattamento esclusivo di radioterapia se diagnosticati in fase iniziale. Hanno delle prospettive
di controllo di malattia e sopravvivenza che sono sovrapponibili a quelle chirurgiche benché
non gravate dalle stesse sequele.
L'utilizzo esclusivo della radioterapia è il trattamento dei tumori della rinofaringe
indipendentemente dallo stadio di malattia (il professore poi si contraddice dicendo che negli
stadi 1 e 2 viene usata esclusivamente la radioterapia, mentre negli stadi più avanzati si
combina alla chemioterapia)
Il carcinoma prostatico in fase iniziale, estensione intracapsulare o con minima invasione
extracapsulare viene trattato con radioterapia esclusiva
Per il linfoma di Hodgkin, prima dell'utilizzo degli anticorpi monoclonali, la radioterapia è
stata la terapia cardinale.

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Introduzione alla radioterapia

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Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Diagnostica per immagini e Radioterapia #7 - prof. Arcangeli
Diagnostica per immagini e Radioterapia #7
Introduzione alla radioterapia
Prof. Arcangeli- 03/05/2023 - Autori e revisori: Beatrice Seveso e Marta Montorfano

  1. Introduzione alla radioterapia
    La lezione di oggi è solamente introduttiva, molto argomenti sono solo accennati e verranno meglio
    approfonditi durante lo svolgimento del corso.
  2. Definizione di radioterapia
    La radioterapia è una disciplina poco studiata e approfondita durante il corso di laurea in medicina e
    chirurga, nonostante la sua importanza sempre più crescente. Molti scelgono questa disciplina non per
    scelta o si avvicinano per vicende personali.
    In genere, la radioterapia è una branca dell'oncologia.
    L'oncologia si suddivide in tre parti:
    • Chirurgia oncologica,
    • Oncologia medica,
    • Radioterapia oncologica.
    Queste discipline sono complementari e dialogano tra loro. Il ruolo più clinico è quello svolto dal
    medico oncologo, il quale ha il ruolo di coordinare il percorso del paziente tumorale.
  3. Gli approcci ad un tumore
    Gli approcci ad un tumore possono essere differenti:
    • Approccio sistemico (per malattia metastatica o per tumori ematologici)
      • Chemioterapia sistemica
      • Radioterapia sistemica, tra queste la radioterapia metabolica, generalmente
        somministrata dai medici nucleari.
    • Approccio loco-regionale (per tumori solidi)
      • Radioterapia
      • Chirurgia
    In molti casi la radioterapia viene combinata con la chemioterapia per combinarne gli effetti.
    Circa due terzi dei pazienti tumorali nel loro percorso oncologico finiscono per ricevere un ciclo di
    radioterapia.
    (dalla sbobina dello scorso anno: la chemioterapia sterilizza le lesioni localizzate al di fuori del
    campo di trattamento radioterapico; quindi, è una protezione che interviene sulla malattia occulta
    che però può essere responsabile di recidive. La radioterapia agisce invece sulle lesioni
    macroscopicamente evidenti. È inoltre importante ricordare che molti farmaci chemioterapici
    aumentano la sensibilità radioterapica. L'associazione di questi trattamenti comporta un sinergismo
    d'azione e un aumento dell'efficacia).
  4. La percezione comune della radioterapia
    La percezione comune della radioterapia è catastrofica. I pazienti pensano che sia una terapia
    altamente tossica, associata ad ustioni e a pesanti effetti collaterali. Vi sono molti pregiudizi
    nell'utilizzo delle radiazioni ionizzanti, in quanto spesso associato ai gravi incidenti nucleari.
    Queste idee potevano essere parzialmente veritiere nel secolo scorso. Difatti la radioterapia era
    talmente tossica da avere un impatto negativo su molti organi sani.
    Oggi la realtà è totalmente differente.
    Per tutti questi pregiudizi ancora oggi almeno un quarto di pazienti che avrebbero bisogno della
    radioterapia non la ricevono. Ci sarà un incremento del 16% nell'utilizzo della radioterapia entro il
    2025. Se entro il 2035 tutti i pazienti che necessitano di radioterapia riusciranno a riceverla, siPag. 2 a 20
    Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Diagnostica per immagini e Radioterapia #7 - prof. Arcangeli
    salveranno circa un milione di vite. Quindi la radioterapia è un trattamento salvavita oltre ad essere
    un trattamento palliativo.
  5. La radioterapia oggi
    Oggigiorno la radioterapia è diventata una terapia non invasiva, che avviene in regime ambulatoriale.
    Non richiede nessuna necessità di anestetizzare il paziente (salvo per alcune pratiche particolari).
    È un trattamento sfruttato per tutti i tipi di pazienti anche i più fragili; infatti, tendenzialmente non
    comporta limitazioni del proprio stile di vita.
    Negli ultimi anni la radioterapia ha migliorato sensibilmente la capacità di irradiare il tumore in modo
    molto selettivo; ciò ha comportato una riduzione della tossicità e ha contribuito alla diminuzione
    del numero di sedute necessarie. In passato, un trattamento di radioterapia si articolava in diverse
    settimane (storicamente duravano 5-6 settimane fino ad un massimo di 8 settimane), oggigiorno la
    radioterapia rende possibili trattamenti più concentrati. Ad esempio, il trattamento del tumore alla
    prostata e alla mammella prevede un numero di applicazione che sono circa la metà rispetto a quelle
    applicate in passato. Questa ormai superata ed eccessiva durata della terapia era motivo di un forte
    stress psicologico per il paziente, questo diminuiva molto la compliance alla terapia. Si richiedeva una
    tale durata per cercare di frazionare nel tempo la dose totale di radiazioni necessarie, in modo tale da
    attaccare il tumore, evitando così di danneggiare i tessuti sani. Ad oggi, essendo la radioterapia più
    mirata, si può utilizzare una maggiore intensità di radiazioni in una seduta, in quanto i tessuti
    circostanti sani vengono meno colpiti. Così facendo si raggiunge la dose totale in un minore arco di
    tempo. Le radiazioni sono diventate così tanto selettive da non necessitare più il frazionamento della
    dose nel tempo.
    In conclusione, la radioterapia è diventata sempre meno invasiva.
    Si stanno verificando cambiamenti in Europa per quanto riguarda l'accesso alla radioterapia, i servizi
    e i medici specializzati. In Europa e nel mondo esiste una differente diffusione dei centri dotati di
    radioterapia. In America, un medico specializzato in questo settore guadagna molto, il suo stipendio è
    superiore a quello di un chirurgo. Questo fa comprendere l'importanza di questa disciplina, in continua
    evoluzione.
  6. Indicazioni per radioterapia
    La radioterapia è utilizzata:
    • Come unica terapia;
    • Come alternativa ad altre cure se, a parità di risultati, determina meno disturbi (effetti
      collaterali e tossicità) e un miglioramento della qualità di vita;
    • In associazione: per migliorare i risultati, sia in termini di controllo locale di malattia sia in
      termini di sopravvivenza a lungo termine.
    Può essere utilizzata in associazione con la chirurgia, l'immunoterapia e la chemioterapia.
    Dalla sbobina dello scorso anno: seguono alcuni esempi di impiego della radioterapia:
    • I tumori squamocellulari del distretto cervico-cefalico, soprattutto se insorgono in sedi in cui
      un trattamento chirurgico sarebbe eccessivamente demolitivo, sono suscettibili ad un
      trattamento esclusivo di radioterapia se diagnosticati in fase iniziale. Hanno delle prospettive
      di controllo di malattia e sopravvivenza che sono sovrapponibili a quelle chirurgiche benché
      non gravate dalle stesse sequele.
    • L'utilizzo esclusivo della radioterapia è il trattamento dei tumori della rinofaringe
      indipendentemente dallo stadio di malattia (il professore poi si contraddice dicendo che negli
      stadi 1 e 2 viene usata esclusivamente la radioterapia, mentre negli stadi più avanzati si
      combina alla chemioterapia)
    • Il carcinoma prostatico in fase iniziale, estensione intracapsulare o con minima invasione
      extracapsulare viene trattato con radioterapia esclusiva
    • Per il linfoma di Hodgkin, prima dell'utilizzo degli anticorpi monoclonali, la radioterapia è
      stata la terapia cardinale.Pag. 3 a 20
      Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Diagnostica per immagini e Radioterapia #7 - prof. Arcangeli
    • Tumori della cervice uterina: nelle fasi iniziali questi tumori sono approcciabili mediante
      brachiterapia (radioterapia da contatto) ma anche negli stadi più avanzati mediante
      radioterapia esterna e supplemento di dose con brachiterapia endocavitaria.
    • Nei tumori della cute, baso o spino-cellulare, la radioterapia risulta fondamentale soprattutto
      laddove questi tumori insorgano in sedi di difficile o mutilante exeresi: dorso nasale,
      palpebrale, fronte, cuoio capelluto, padiglione auricolare. In questi casi un trattamento con
      radioterapia esclusiva garantisce una remissione completa e durevole della malattia senza
      un sacrificio cosmetico né funzionale.
    • Trattamento del tumore al polmone NSCLC: la radioterapia, declinata nella forma
      stereotassica (SBRT, di cui si approfondirà più avanti) garantisce dei risultati sovrapponibili
      a quelli chirurgici e rappresenta la principale alternativa terapeutica nei pazienti non
      operabili per età o comorbilità.
    • Nel microcitoma polmonare la radioterapia toracica in associazione alla chemioterapia e la
      radioterapia dell'encefalo a scopo precauzionale hanno mostrato di allungare
      significativamente la sopravvivenza.
    La radioterapia può essere utilizzata per differenti scopi:
    • Palliativo
    • Curativo

Combinazione radioterapia-chirurgia

Una combinazione molto efficace e utilizzata è quella tra la radioterapia e la chirurgia. È un
approccio che permette, in modo radicale, di eliminare un tumore solido. La storia della chirurgia
oncologica è segnata da questa associazione, che rende la chirurgia meno demolitiva e meno
invasiva.
La radioterapia può essere somministrata:

  • Post-operatoria con scopo adiuvante. Utilizzata:
    • In presenza di un residuo noto dopo chirurgia non radicale, non viene rimosso
      completamente il tumore per poter garantire una migliore qualità della vita e per
      meglio conservare l'organo.
    • In sedi anatomiche e stadi clinici con elevati rischio di recidiva locale, per eliminare
      possibili focolai microscopici residui che il chirurgo non può vedere.
  • Pre-operatoria con scopo neoadiuvante, permettendo di ridurre l'infiltrazione del tumore
    nelle strutture anatomiche circostanti, garantendo così di effettuare l'intervento chirurgico
    (rendendo resecabile il tumore) che prima non era possibile.

Per molti tumori è prevista l'integrazione della radioterapia o prima o dopo l'intervento. Ad esempio,
è molto usata per:

  • Tumori della mammella,
  • Sarcomi,
  • Tumori dei tessuti molli,
  • Tumori gliali dell'encefalo,
  • Tumori ginecologici (utero),
  • Tumori dell'esofago,
  • Tumori del retto.

Radioterapia in sostituzione alla chirurgia

Ci sono delle situazioni in cui la radioterapia sostituisce la chirurgia, essendo una terapia alternativa
loco-regionale. Non tutti i tumori sono resecabili chirurgicamente:

  • in alcuni casi i pazienti non possono sottoporsi a chirurgia perché particolarmente anziani,
    fragili e con comorbidità;
  • in altri casi la chirurgia porterebbe ad un danno della funzione dell'organo troppo
    invalidante.

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