Slide dall'Università San Raffaele Roma su Lezione 3. La catalogazione delle norme e delle fonti del diritto. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Diritto, illustra l'ordinamento giuridico, le norme costituzionali e il primato delle leggi costituzionali, includendo esempi pratici e concetti come annullamento e abrogazione.
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insegnamento
Economia e diritto dei consumi: regole giuridiche ed economiche in nutrizione
Professore Rachele Marseglia
Argomento Lezione 3. La catalogazione delle norme e delle fonti del diritto.
Lezione 3. La catalogazione delle norme e delle fonti del diritto.
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L'ordinamento giuridico si compone di Norme giuridiche Leggi norme giuridiche e leggi costituiscono due realtà differenti
Lezione 3. La catalogazione delle norme e delle fonti del diritto
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Le norme giuridiche si distinguono in:
delineano il significato o la portata di un diritto, di una condotta, di un obbligo, di un procedimento, di un contratto etc.
Lezione 3. la catalogazione delle norme e delle fonti del diritto
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Precetto Sanzione
Lezione 3. la catalogazione delle norme e delle fonti del diritto
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COSA SONO LE FONTI DEL DIRITTO? Le fonti del diritto sono GLI ATTI O I FATTI, giuridicamente rilevanti, che danno origine alle norme giuridiche. Le fonti, a loro volta, si distinguono in: fonti di produzione e fonti di cognizione.
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Gli atti sono il prodotto volontario dell'esercizio del potere legislativo di cui sono investiti determinati soggetti: le leggi o gli atti aventi forza di legge; i regolamenti (del singolo Ministro o dell'intero Governo), ecc ...
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I Fatti Sono invece i comportamenti dettati dall'agire umano che assumono rilevanza giuridica.
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Sono gli atti scritti da autorità pubbliche Sono funzionali a diffondere la conoscenza della norma nella collettività (Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana).
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La catalogazione e la gerarchia delle fonti L'art. 1 delle preleggi del Codice Civile (del 1942) annovera come fonti del diritto:
Questo elenco però, oggi, non rappresenta più un novero completo ed aggiornato.
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Oggi le fonti possono essere catalogate secondo la seguente gerarchia:
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Fonti costituzionali: La Carta Costituzionale La Costituzione è la legge fondamentale del nostro Stato perché è volta a regolarne l'organizzazione ed il funzionamento. La Costituzione Italiana è stata adottata dall'Assemblea Costituente ed è entrata in vigore nel 1948.
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Fonti costituzionali: La Carta Costituzionale La Costituzione italiana è una costituzione "rigida" I Principi fondamentali, libertà e diritti inviolabili riconosciuti dalla nostra Costituzione sono immodificabili ed inderogabili
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I diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione sono:
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Le norme contenute nella Costituzione hanno portata programmatica: necessitano di essere applicate tramite una disciplina più dettagliata. Esempio : diritto «sensibIle» del consumatore alla sicurezza dei prodotti alimentari. Questo diritto viene dettagliato attraverso una serie di disposizioni e normative più specifiche e puntuali (es: codice del consumo) che scandiscono procedure di controllo e sanzione necessari per tutelare il consumatore.
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IL PRIMATO DELLE NORME COSTITUZIONALI Le norme costituzionali sono all'apice della gerarchia delle Fonti del diritto. Le norme contrastanti col dettato costituzionale, dunque sono oggetto di: Annullamento o Abrogazione disapplicazione tramite sentenza della Corte costituzionale
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Fonti costituzionali: le leggi costituzionali Sono le leggi emanate secondo l'iter "aggravato" o rafforzato (più rigoroso rispetto a quello delle leggi ordinarie). Si riferiscono esclusivamente a materie coperte dalla così detta "riserva di legge costituzionale", ovvero a tutte quelle materie sulle quali non può intervenire una semplice legge o un atto ad essa parificato. Esempio: L'art. 132 della Costituzione riserva alla legge costituzionale il potere di creare un'altra Regione italiana, in quanto si tratta di una scelta “grave", "decisiva", importantissima che può essere assunta solo con una legge adottata a seguito del rispetto del procedimento "rafforzato".
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Fonti comunitarie: Sono entrate a far parte del nostro ordinamento e sono state incardinate nella gerarchia delle fonti, subito dopo l'entrata del nostro Stato nella Comunità Europea. Le fonti comunitarie si suddividono in:
Atti vincolanti per tutti i Paesi membri della Comunità europea che li sottoscrivono. Esempio: atto unico europeo del 1986 (entrato in vigore il 1º luglio 1987); Trattato sull'Unione europea o Trattato di Maastricht del 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993); Trattato di Amsterdam del 1997 (entrato in vigore il 1º maggio 1999); Trattato di Nizza del 2000 (entrato in vigore il 1º febbraio 2003); Trattato di Adesione dei dieci nuovi Stati membri del 2003 (entrato in vigore il 1º maggio 2004).
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N.B: le norme comunitarie sono sottoposte alle norme costituzionali, ma sono prevalgono rispetto alle norme nazionali sottoposte. Pertanto, il giudice che è chiamato ad applicare la legge al caso concreto e che nell'esercizio delle sue funzioni riscontri la mancata rispondenza delle norme di diritto interno primarie, secondarie o terziarie rispetto alle norme di rango comunitario è tenuto a disapplicare le prime in favore delle seconde.
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