Attivismo pedagogico: origini e sviluppo delle scuole nuove con Dewey

Slide dall'Università Telematica degli Studi su Attivismo pedagogico. Il Pdf esplora le origini e lo sviluppo delle scuole nuove, approfondendo i principi educativi di John Dewey e la sua opera "Scuola e società" del 1899, utile per l'Università.

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20 pagine

Attivismo pedagogico
Prof.ssa Pamela Giorgi
Tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il terzo decennio
del nuovo secolo si affermano nella pedagogia
mondiale alcune esperienze educative di avanguardia
ispirate a principi formativi assai difformi rispetto a
quelli in vigore nella scuola tradizionale.
Attivismo pedagogico

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Attivismo Pedagogico: Origini e Principi

LIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Prof.ssa Pamela Giorgi @Tutti i diritti riservatiJUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Attivismo pedagogico Tra l'ultimo decennio dell'Ottocento e il terzo decennio del nuovo secolo si affermano nella pedagogia mondiale alcune esperienze educative di avanguardia ispirate a principi formativi assai difformi rispetto a quelli in vigore nella scuola tradizionale. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Attivismo pedagogico Alla base stavano sia le scoperte della psicologia (che affermava allora la radicale diversità della psiche infantile rispetto a quella adulta); sia il movimento di emancipazione di larghe masse popolari nella società occidentale, che innovava profondamente il ruolo della scuola non solo sotto il profilo organizzativo, ma anche sotto quello degli ideali formativi e culturali. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Attivismo pedagogico Il carattere dominante di queste 'scuole nuove' fu il richiamo forte alla centralità dell'attività del fanciullo. L'infanzia è un'età in cui i processi cognitivi si intrecciano strettamente all'operare e al dinamismo (anche motorio oltre che psichico). Al fanciullo, meno stretto da vincoli, va consentita, se non agevolata, una libera espressione delle inclinazioni primarie. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Attivismo pedagogico In vista di questi presupposti iniziali, secondo l'attivismo pedagogico, la scuola deve subire alcuni mutamenti radicali:

  • allontanarsi dall'ambiente costrittivo urbano;
  • apprendimento a contatto con l'ambiente esterno;
  • ambiente da conoscersi con attività che non siano puramente intellettuali, ma anche manipolatorie (nel rispetto della natura del fanciullo che non separa attività intellettuale e attività pratica).

@Tutti i diritti riservati 000JUL

Esperienze di Scuole Nuove

Ideale Comune e Ideologia

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Alla base delle 'scuole nuove' c'è dunque un comune ideale di educazione e 'scuola attiva'. Esse si alimentarono prevalentemente di un'ideologia democratica e progressista, ispirata agli ideali di partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale e politica, di sviluppo in senso libertario dei rapporti sociali stessi. @Tutti i diritti riservati 000JUL

L'Esperimento di Cecil Reddie

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove L'esperimento delle 'scuole nuove' fu avviato in Inghilterra da Cecil Reddie (1858-1932) che nel 1889 aprì ad Abbotsholme una scuola per ragazzi dagli 8 agli 11 anni che diresse sino al 1927: la sua scuola si contrapponeva ad un sistema antiquato che poneva al centro dell'insegnamento le lingue morte, collocando le lingue vive al margine. La scuola avrebbe dovuto essere invece un piccolo mondo reale, pratico e collegare intelligenza a forza fisica e abilità manuale. @Tutti i diritti riservati 000JUL

John Dewey e "Scuola e Società"

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove John Dewey: l'opera manifesto della scuola attiva. «Scuola e società» (1899) «Scuola e società» (1899) fu il vero e proprio testo modello delle scuole attive. Già nel titolo John Dewey afferma il primo e più centrale nucleo del suo messaggio educativo: la scuola deve integrarsi nella società e organizzarsi seguendone le continue trasformazioni. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove La scuola ha due compiti essenziali:

  • formare allo spirito scientifico, necessario alla società industriale;
  • formare alla democrazia (poiché tutti i cittadini devono divenire attivi e consapevoli).

Per raggiungere i suoi nuovi scopi la scuola deve collegarsi all'ambiente esterno, interagendo con esso. Al centro dell'attività sta l'alunno, con i suoi bisogni di cui la scuola deve tener conto. @Tutti i diritti riservati 000JUL

La "Scuola Serena" in Italia

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove In Italia le 'scuole nuove' si svilupparono in quella che Giuseppe Lombardo Radice definì la 'scuola serena': ispirata ad un ideale di continuità tra scuola e famiglia e ad una valorizzazione delle attività artistiche e del fanciullo come 'artista spontaneo'. L'insegnamento veniva a perdere ogni rigidità preordinata, sviluppandosi secondo i principi della serenità dell'equilibrio, dell'attività e della spontaneità. @Tutti i diritti riservati 000JUL

Maria Boschetti Alberti e la sua Esperienza

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Maria Boschetti Alberti (1879-1951) nei suoi volumi «Il diario di Muzzano» e «La scuola serena di Agno» descrive la sua esperienza di insegnante elementare che viene prendendo lentamente coscienza dell'insufficienza dell'insegnamento tradizionale: la sua 'scuola serena' si svolge in un ambiente non attrezzato secondo criteri didattici di avanguardia, ma la sua innovatività dipende principalmente dal ruolo che deve assumere il maestro, dal suo impegno e dalla sua coscienza pedagogica ed educativa. @Tutti i diritti riservati 000JUL

Metodo Innovatore di Rosa Agazzi

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Rosa Agazzi (1866-1951) elaborò un metodo innovatore nei riguardi delle scuole per l'infanzia, fondato sul principio di continuità tra asilo infantile e atmosfera familiare, con un metodo di lavoro per i fanciulli libero e attivo (giardinaggio, pulizia, etc.) Tra i fanciulli doveva svilupparsi un forte senso di collaborazione. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove L'invenzione didattica principale di Rosa Agazzi fu il materiale non preordinato, non scientifico e occasionale, come lei lo definiva «cianfrusaglie senza brevetto», costituito da ciò che gli alunni portavano in classe e sul quale poi si costruiva la lezione. Aspetto intuitivo e spontaneo che indusse in Lombardo Radice a vedervi un esempio vivente di 'scuola serena'. @Tutti i diritti riservati 000JUL

Giuseppina Pizzigoni e "La Rinnovata"

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Giuseppina Pizzigoni (1870-1947) con «La rinnovata» cercò di operare nell'ambito della scuola tradizionale modificandone il metodo in modo radicale. Per lei era necessario far entrare l'esperienza diretta dei fanciulli (cercando di introdurre nelle scuole elementari pubbliche la «precedenza assoluta dell'esperienza degli alunni rispetto alla parola del maestro») e collegare la vita scolastica a quella sociale. @Tutti i diritti riservati 000JUL

Scuola Città Pestalozzi di Firenze

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Un altro esperimento di scuola attiva, più tardo dei precedenti, ma altamente significativo è rappresentato da Scuola città Pestalozzi di Firenze, sorta nel 1945 per volontà di Ernesto (1885-1965) e Anna Maria Codignola. Obiettivo principale era la formazione sociale dei ragazzi, il renderli consapevoli dei loro doveri e diritti civici e quindi la scuola si sarebbe dovuta basare su una organizzazione di vita che rispecchiasse quella della comunità adulta e veniva gestita direttamente dai ragazzi, allenati così all'acquisizione di un comportamento democratico. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove L'insegnamento scolastico, come in tutta la tradizione attivistica, muoveva direttamente dall'esperienza personale dell'alunno e dai problemi di vita concreta della comunità. Orari e programmi vennero profondamente rinnovati rispetto alla scuola tradizionale. La scuola era corredata da una biblioteca e dai laboratori. Il metodo didattico era libero e non prefissato. @Tutti i diritti riservati 000JUL

Célestin Freinet e il Metodo della Cooperazione

UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove L'attivista Célestin Freinet (1896-1966) sviluppo un metodo basato sulla 'cooperazione' e incentrato sull'uso della stamperia a scuola. Anche a fondamento della pedagogia di Célestin Freinet stava una concezione dell'esperienza infantile come qualcosa che si debba muovere dall'esperienza stessa del fanciullo. Obiettivo della scuola era quello di orientare questa esperienza e di arricchirla attraverso un lavoro svolto in comune dai fanciulli. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove La scuola di Célestin Freinet era un 'cantiere' in cui il lavoro sarebbe stato umanizzato e svolto in un clima di impegno e collaborazione. Al centro del lavoro scolastico, secondo il metodo Freinet, sta il testo libero e la stamperia che permette di creare il giornalino di classe. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Alcune esperienze di scuole nuove Gli interessi didattico educativi si collegano al forte impegno politico del pedagogista. Tale carattere decisamente progressista dell'ideologia che ispirò il suo metodo ebbe successo in tutta Europa, e, in particolare in Italia, dove fu il riferimento del Movimento di cooperazione educativa (MCE), nel secondo dopo guerra. @Tutti i diritti riservati 000JUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI Grazie dell'attenzione! @Tutti i diritti riservati 000

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