Teoria dell'Organizzazione e Sistemi Gestionali di Risorse Umane

Documento universitario sulla teoria dell'organizzazione e dei sistemi gestionali di risorse umane. Il Pdf offre una panoramica completa sulle caratteristiche dell'organizzazione aziendale, le teorie classiche e neoclassiche, e le nuove strutture organizzative, utile per lo studio di Economia.

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26 pagine

PARTE 1: TEORIA DELLA ORGANIZZAZIONE E DEI SISTEMI GESTIONALI DI RISORSE UMANE
CAPITOLO 1: ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
Organizzazione: sistema di persone associate per il conseguimento di uno scopo comune ed esplicito, fra cui vengono divise funzioni
e attività da svolgere, stabilendo a tal ne dei ruoli collegati tra loro, una gerarchia delle autorità e delle responsabilità e delle
norme, così che il coordinamento del loro lavoro assicuri un contributo ottimale al conseguimento degli obiettivi aziendali
l’organizzazione nasce dall’esigenza di coordinare i singoli sforzi per raggiungere più facilmente gli obiettivi
☆Caratteristiche essenziali delle organizzazioni:
-divisione del lavoro, del potere e delle responsabilità determinazione formale dei ruoli e delle norme
-un obiettivo aziendale comune a cui è indirizzato il lavoro di tutti
-presenza di vari centri di potere con funzione di controllo e direzione
-sostituibilità del personale
-rapporto dinamico con l’ambiente esterno (es. natura del mercato)
Principi di divisione (dei compiti) e integrazione (del lavoro di tutti per il raggiungimento dello scopo)
Essenziale un’eciente (ecienza: misura del rapporto tra le prestazioni eettive e lo standard pressato, es. quanto tempo ci
è voluto per raggiungere un obiettivo, com’è in base allo standard pressato?) ed ecace (ecacia: Misura del rapporto tra i
risultati ottenuti e gli obiettivi pressati) struttura organizzativa per il raggiungimento degli obiettivi aziendali
Organizzazione aziendale: insieme dei criteri di divisione di risorse e attività e dei modi in cui sono
collegate tra loro
☆In conclusione, l’organizzazione si propone di denire:
-i centri decisionali, di controllo ed esecutivi, e l’autorità e le responsabilità da attribuire ad essi
-le relazioni formali
-le procedure di decisione, informazione ed esecuzione necessarie per lo svolgimento della gestione
-l’adeguamento della struttura ai mutamenti dellambiente
CAPITOLO 2: PRINCIPALI TEORIE
Da approccio focalizzato all’ecienza ad uno più strategico e incentrato sul benessere.
TEORIA CLASSICA
Tutto nasce con il sorgere della società industriale, in particolare con la creazione delle prime fabbriche tessili in Gran Bretagna
(ne 18/ inizio 19 secolo) produzione nelle fabbriche modifica la natura del lavoro ripartizione di compiti e gerarchizzazione
delle funzioni
Adam Smith si occupa della questione della divisione del lavoro
Karl Marx e Emile Durkheim si occupano delle conseguenze dell’industrializzazione sui lavoratori
Nel 900 la teoria dell’organizzazione diventa u a vera e propria materia scientica, grazie ad alcuni teorici come Taylor, Fayol e
Weber.
Frederick Winslow Taylor (USA) Scientic Management
Focus su ecienza e Standardizzazione del processo lavorativo, così da raggiungere il massimo protto e la massima
produttività organizzazione scientica del lavoro (scientic management) impronta meccanicistica scarsa attenzione al
fattore umano concetti di parcellizzazione, specializzazione e standardizzazione esiste una one best way, ossia un'unica
soluzione ottimale perché segue il metodo scientico ed è dunque la più razionale
Cinque principi basilari del scientic management:
1) Studio scientico dei metodi di lavoro: bisogna stabilire il modo in cui ottenere la massima ecienza, determinando
così anche il carico di lavoro giornaliero (task management) diventa lo standard di efficienza del lavoratore.
2) Selezione e addestramento scientico della manodopera: i lavoratori devono essere assegnati ai compiti a cui sono
più adatti, selezionandoli attraverso colloqui e test psicosici. Utile anche addestramento e formazione.
3) Cooperazione tra management e dipendenti
4) Distinzione dei compiti e attribuzione delle responsabilità: vanno deniti e programmati i compiti spettanti ai
lavoratori creazione di una burocrazia interna struttura a piramide organizzazione gerarchica
La teoria
dell’organizzazione è un
settore di studi
trasversale a molteplici
ambiti disciplinari (es.
economia, ingegneria,
psicologia, scienza
politica ecc…)
ricchezza di contributi
5) Incentivazione economica: per motivare i lavoratori a produrre di più
NB: tale struttura produttiva penalizzale abilità e la creatività del singolo, e crea forme di alienazione per cui,
vedendosi solo come parti di un ingranaggio di cui non si conosce nemmeno tutti i meccanismi, il lavoratore
perde il senso di appartenenza e partecipazione aziendale.
Il taylorismo ha avuto larghissima applicazione soprattutto negli stabilimenti Ford grazie a Henry Ford, che
applicando la teoria di Taylor ha creato creato le prime catene di montaggio lavoratori dovevano svolgere una sola, semplice
e ripetitiva azione standardizza la produzione creando un solo modello di automobile, assemblato in tempi veloci e con costi
ridotti avvia la produzione di massa.
Henri Fayol (Francia) teoria generale dell’amministrazione d’impresa
Focus sulle capacità gestionali e amministrative dei manager piuttosto che sulla performance del lavoratore struttura
organizzativa piramidale di tipo gerarchico, in cui la direzione esercita controllo e indirizza strategie e scelte aziendali, mentre
le mansioni esecutive sono adate ai livelli più bassi della piramide
Funzioni del management (funzioni tipiche dellamministrazione aziendale):
- Funzioni direttive (programmazione, organizzazione, coordinamento e controllo delle attività aziendali)
- Funzioni commerciali (acquisto materie prime e vendita dei prodotti niti)
- Funzioni contabili (tenuta dei bilanci ecc…)
- Funzioni di sicurezza (tutela dei beni e delle persone)
- Funzioni nanziarie (gestione del capitale)
- Funzioni tecniche
I quattordici principi di Fayol:
1) Ripartizione del lavoro per maggior ecienza produttiva
2) Autorità e responsabilità
3) Disciplina
4) Uni di comando (tutti devono rispondere a un solo capo)
5) Unità di direzione (tutti devono orientarsi a un medesimo obiettivo)
6) Subordinazione all’interesse generale
7) Equità di remunerazione
8) Centralizzazione (trovare giusto equilibrio fra la direzione e la partecipazione dei dipendenti al processo decisionale)
9) Gerarchia
10) Ordine
11) Parità di trattamento
12) Stabilità del personale (ridurre al minimo la rotazione del personale)
13) Iniziativa (va promossa iniziativa dei dipendenti nel proporre miglioramenti)
14) Spirito di corpo (va incentivata la collaborazione tra dipendenti)
Max Weber (Germania) natura del potere e burocrazia
Studio della natura del potere tre tipologie di potere:
-potere carismatico: di una persona dotata di qualità eccezionali, riconosciuto e accettato dai sottoposti in quanto tale
-potere tradizionale: di una persona che si è trovata in tale posizione senza avere doti speciche, e viene rispettato per questo a
prescindere dalle sue doti
-potere legale: conferito in base a norme giuridiche
Studio della burocrazia fenomeno tipico della società democratica di massa, in cui i sudditi sono diventati cittadini con pari
diritti e doveri è basata su un’autorità formale funzionante in forza di norme e procedure legalmente determinate
Principi del sistema burocratico:
-competenza di autorità denite, regolato da norme che prevedono una stabile divisione del lavoro, dei doveri e dei poteri
d’ucio
-gerarchia degli uci
-segreto d’ucio (separazione tra sfera personale e attività d’ucio)
-preparazione specializzata dei funzionari
-svolgimento della professione burocratica a tempo pieno (attività concepita come stabile e duratura)
Il funzionario è dunque una gura professionale a lungo termine e che prevede scatti di carriera, preparata grazie a un
percorso di studi e idonea a ricoprire un determinato incarico. È fedele al proprio ucio, infatti obbedisce alle istruzioni dei
superiori ed è leale verso l’organizzazione.
TEORIA NEOCLASSICA O POSTCLASSICA
Pensare alla classica
fabbrica in cui
ognuno ha la sua
mansione

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PARTE 1: TEORIA DELLA ORGANIZZAZIONE E DEI SISTEMI GESTIONALI DI RISORSE UMANE

CAPITOLO 1: ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Organizzazione: sistema di persone associate per il conseguimento di uno scopo comune ed esplicito, fra cui vengono divise funzioni e attività da svolgere, stabilendo a tal fine dei ruoli collegati tra loro, una gerarchia delle autorità e delle responsabilità e delle norme, così che il coordinamento del loro lavoro assicuri un contributo ottimale al conseguimento degli obiettivi aziendali -> l'organizzazione nasce dall'esigenza di coordinare i singoli sforzi per raggiungere più facilmente gli obiettivi

@Caratteristiche essenziali delle organizzazioni:

  • divisione del lavoro, del potere e delle responsabilità > determinazione formale dei ruoli e delle norme
  • un obiettivo aziendale comune a cui è indirizzato il lavoro di tutti
  • presenza di vari centri di potere con funzione di controllo e direzione
  • sostituibilità del personale
  • rapporto dinamico con l'ambiente esterno (es. natura del mercato)

>Principi di divisione (dei compiti) e integrazione (del lavoro di tutti per il raggiungimento dello scopo) >Essenziale un'efficiente (efficienza: misura del rapporto tra le prestazioni effettive e lo standard prefissato, es. quanto tempo ci è voluto per raggiungere un obiettivo, com'è in base allo standard prefissato?) ed efficace (efficacia: Misura del rapporto tra i risultati ottenuti e gli obiettivi prefissati) struttura organizzativa per il raggiungimento degli obiettivi aziendali >Organizzazione aziendale: insieme dei criteri di divisione di risorse e attività e dei modi in cui sono collegate tra loro EIn conclusione, l'organizzazione si propone di definire:

  • i centri decisionali, di controllo ed esecutivi, e l'autorità e le responsabilità da attribuire ad essi
  • le relazioni formali
  • le procedure di decisione, informazione ed esecuzione necessarie per lo svolgimento della gestione
  • l'adeguamento della struttura ai mutamenti dell'ambiente

La teoria dell'organizzazione è un settore di studi trasversale a molteplici ambiti disciplinari (es. economia, ingegneria, psicologia, scienza politica ecc ... ) > ricchezza di contributi

CAPITOLO 2: PRINCIPALI TEORIE

Da approccio focalizzato all'efficienza ad uno più strategico e incentrato sul benessere.

TEORIA CLASSICA

Tutto nasce con il sorgere della società industriale, in particolare con la creazione delle prime fabbriche tessili in Gran Bretagna (fine 18/ inizio 19 secolo)-> produzione nelle fabbriche modifica la natura del lavoro-> ripartizione di compiti e gerarchizzazione delle funzioni > Adam Smith si occupa della questione della divisione del lavoro > Karl Marx e Emile Durkheim si occupano delle conseguenze dell'industrializzazione sui lavoratori Nel 900 la teoria dell'organizzazione diventa u a vera e propria materia scientifica, grazie ad alcuni teorici come Taylor, Fayol e Weber.

7 Frederick Winslow Taylor (USA)-> Scientific Management Focus su efficienza e Standardizzazione del processo lavorativo, così da raggiungere il massimo profitto e la massima produttività-> organizzazione scientifica del lavoro (scientific management)-> impronta meccanicistica-> scarsa attenzione al fattore umano-> concetti di parcellizzazione, specializzazione e standardizzazione-> esiste una one best way, ossia un'unica soluzione ottimale perché segue il metodo scientifico ed è dunque la più razionale Cinque principi basilari del scientific management:

  1. Studio scientifico dei metodi di lavoro: bisogna stabilire il modo in cui ottenere la massima efficienza, determinando così anche il carico di lavoro giornaliero (task management)-> diventa lo standard di efficienza del lavoratore.
  2. Selezione e addestramento scientifico della manodopera: i lavoratori devono essere assegnati ai compiti a cui sono più adatti, selezionandoli attraverso colloqui e test psicofisici. Utile anche addestramento e formazione.
  3. Cooperazione tra management e dipendenti
  4. Distinzione dei compiti e attribuzione delle responsabilità: vanno definiti e programmati i compiti spettanti ai lavoratori-> creazione di una burocrazia interna-> struttura a piramide-> organizzazione gerarchica
  5. Incentivazione economica: per motivare i lavoratori a produrre di più

NB: tale struttura produttiva penalizzale abilità e la creatività del singolo, e crea forme di alienazione per cui, vedendosi solo come parti di un ingranaggio di cui non si conosce nemmeno tutti i meccanismi, il lavoratore perde il senso di appartenenza e partecipazione aziendale. Pensare alla classica fabbrica in cui ognuno ha la sua one

>Il taylorismo ha avuto larghissima applicazione soprattutto negli stabilimenti Ford grazie a Henry Ford, che applicando la teoria di Taylor ha creato creato le prime catene di montaggio-> lavoratori dovevano svolgere una sola, semplice e ripetitiva azione-> standardizza la produzione creando un solo modello di automobile, assemblato in tempi veloci e con costi ridotti-> avvia la produzione di massa. Henri Fayol (Francia)> teoria generale dell'amministrazione d'impresa Focus sulle capacità gestionali e amministrative dei manager piuttosto che sulla performance del lavoratore -> struttura organizzativa piramidale di tipo gerarchico, in cui la direzione esercita controllo e indirizza strategie e scelte aziendali, mentre le mansioni esecutive sono affidate ai livelli più bassi della piramide Funzioni del management (funzioni tipiche dell'amministrazione aziendale):

  • Funzioni direttive (programmazione, organizzazione, coordinamento e controllo delle attività aziendali)
  • Funzioni commerciali (acquisto materie prime e vendita dei prodotti finiti)
  • Funzioni contabili (tenuta dei bilanci ecc ... )
  • Funzioni di sicurezza (tutela dei beni e delle persone)
  • Funzioni finanziarie (gestione del capitale)
  • Funzioni tecniche

I quattordici principi di Fayol:

  1. Ripartizione del lavoro per maggior efficienza produttiva
  2. Autorità e responsabilità
  3. Disciplina
  4. Unità di comando (tutti devono rispondere a un solo capo)
  5. Unità di direzione (tutti devono orientarsi a un medesimo obiettivo)
  6. Subordinazione all'interesse generale
  7. Equità di remunerazione
  8. Centralizzazione (trovare giusto equilibrio fra la direzione e la partecipazione dei dipendenti al processo decisionale)
  9. Gerarchia
  10. Ordine
  11. Parità di trattamento
  12. Stabilità del personale (ridurre al minimo la rotazione del personale)
  13. Iniziativa (va promossa iniziativa dei dipendenti nel proporre miglioramenti)
  14. Spirito di corpo (va incentivata la collaborazione tra dipendenti)

Max Weber (Germania)> natura del potere e burocrazia >Studio della natura del potere -> tre tipologie di potere:

  • potere carismatico: di una persona dotata di qualità eccezionali, riconosciuto e accettato dai sottoposti in quanto tale
  • potere tradizionale: di una persona che si è trovata in tale posizione senza avere doti specifiche, e viene rispettato per questo a prescindere dalle sue doti
  • potere legale: conferito in base a norme giuridiche

>Studio della burocrazia-> fenomeno tipico della società democratica di massa, in cui i sudditi sono diventati cittadini con pari diritti e doveri-> è basata su un'autorità formale funzionante in forza di norme e procedure legalmente determinate > Principi del sistema burocratico:

  • competenza di autorità definite, regolato da norme che prevedono una stabile divisione del lavoro, dei doveri e dei poteri d'ufficio
  • gerarchia degli uffici
  • segreto d'ufficio (separazione tra sfera personale e attività d'ufficio)
  • preparazione specializzata dei funzionari
  • svolgimento della professione burocratica a tempo pieno (attività concepita come stabile e duratura)

>Il funzionario è dunque una figura professionale a lungo termine e che prevede scatti di carriera, preparata grazie a un percorso di studi e idonea a ricoprire un determinato incarico. È fedele al proprio ufficio, infatti obbedisce alle istruzioni dei superiori ed è leale verso l'organizzazione.

TEORIA NEOCLASSICA O POSTCLASSICA

Periodo fra le due Guerre Mondiali-> necessita di applicare teorie alle tipologie di imprese e strutture burocratiche i n evoluzione nel periodo-> nuovi temi importanti: i rapporti intersoggettivi tra lavoratori, la loro motivazione e i rapporti dell'organizzazione con l'ambiente esterno-> l'uomo diviene centrale per le organizzazioni perché ne influenza la produzione

7Interazionismo >Oltre ai fattori oggettivamente individuabili dell'organizzazione hanno notevole importanza anche quelli soggettivi dei singoli lavoratori-> human relations (relazioni umane)-> il miglioramento delle relazioni umane incide positivamente sull'organizzazione-> anche la mancata gratificazione del singolo a livello personale può produrre insoddisfazione (oltre a compensi bassi, orari lunghi ecc ... )> un ambiente amichevole e un clima positivo favoriscono il rendimento più di altri incentivi-> l'interazione personale fra i componenti del gruppo e, conseguentemente, il clima relazionale, condizionano fortemente la capacità operativa e produttiva > ricerca alle Officine Hawthorne -> effetto Hawthorne >Ruolo fondamentale dei gruppi informali di piccole dimensioni che si instaurano spontaneamente tra i lavoratori-> la logica gerarchica dà poco spazio alla socializzazione -> importante il senso di coesione > aumenta soddisfazione e motivazione >Principali esponenti dell'interazionismo: Elton Mayo, Fritz Roethlisberger e Kurt Lewin

2Funzionalismo >esiste uno stato di equilibrio raggiungibile quando ogni parte svolge correttamente la sua funzione-> organizzazione come sistema >Alcune variabili del funzionalismo:

2 funzionalismo "forte" di Talcott Parsons-> la società poggia su un sistema di valori etici e culturali interiorizzati dai suoi membri-> ogni istituzione legittima è considerata parte del sistema in quanto riconosciuta dai membri della società, e allo stesso tempo contribuisce all'equilibrio del sistema nel suo complesso-> rapporto tra organizzazione e ambiente esterno 2 funzionalismo "debole" di Robert Merton > rilevanza della dimensione soggettiva delle azioni, e del significato e motivazioni che le persone conferiscono alle azioni che compiono 2 funzionalismo "consensualistico" di Chester Barnard (fondatore della corrente comportamentista)-> è impossibile e irrealistico aspettarsi un consenso completo, una dedizione e identificazione assolute dei membri dell'organizzazione agli scopi di essa-> ognuno ha vita e pensieri propri-> per garantirsi la maggiore cooperazione possibile dei singoli l'organizzazione deve andare incontro alle aspettative e alle aspirazioni dei suoi partecipanti >Herbert Simon (principale esponente del comportamentismo)-> teoria della razionalità limitata: gli esseri umani non sono sempre portati a compiere la decisione più opportuna, perché sono preda di passioni o perché non comprendono a pieno o non possono domare le variabili che determinano una certa situazione -> rivoluzione nel modo di concepire l'uomo-> cambia anche la visione di organizzazione come luogo in cui l'individuo è chiamato a prendere decisioni-> l'organizzazione è da interpretarli come strumento per far fronte alla complessità del reale e per comprendere i limiti dell'azione umana -> organizzazione come processo dinamico in cui struttura organizzativa e attività dei partecipanti interagiscono reciprocamente

TEORIA MODERNA

Dal secondo dopoguerra alla fine degli anni 70

[2] Incrementalismo Organizzazione come oggetto delle decisioni, delle competizioni e delle spartizioni di più individui (co-decisori)-> le decisioni prese all'interno dell'organizzazione sono pertanto compromessi tra le razionalità dei vari co-decisori-> razionalità plurima> mediare fra le varie razionalità porta a decisioni migliori Indeterminismo Il più delle volte le decisioni vengono prese in maniera irrazionale, o perché ci si affida alla casualità o perché si è presa di stati emozionali-> realtà organizzativa sempre più complicata, frammentata -> è impossibile ricondurre l'analisi del fenomeno organizzativo a descrizioni, programmi e modelli unitari

2 Motivazionismo La soggettività va valorizzata perché portatrice di un grande potenziale che può essere impiegato nelle organizzazioni-> si usa l'attenzione ai bisogni dell'uomo, in quanto ogni comportamento sorge dalla necessità di appagare determinati bisogni

> Maslow-> scala dei bisogni: classificazione gerarchica delle categorie dei bisogni:

  1. Bisogni fisiologici
  2. Bisogni di sicurezza
  3. Bisogni di socialità e di appartenenza
  4. Bisogni di autonomia e di stima
  5. Bisogni di autorealizzazione

Non si può passare a un gradino superiore senza aver soddisfatto i bisogni della categoria precedente -> la difficoltà di appagare i bisogni di rango inferiore porta al mancato raggiungimento dell'autorealizzazione

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