Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su "Esperienza e educazione" di John Dewey. Il Pdf esplora l'attivismo pedagogico, il ruolo dell'esperienza nell'apprendimento e l'organizzazione progressiva della materia di studio, utile per studenti universitari di pedagogia.
Mostra di più15 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Riassunto Esperienza e educazione Riassunto - libro
"Esperienza e educazione" John Dewey
Metodologia della formazione (Università degli Studi di Milano-Bicocca)
Scan to open on Studocu
Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university
Downloaded by Evelin V. (evelinq83@gmail.com)ESPERIENZA ED EDUCAZIONE - JOHN DEWEY
Dewey comincia ad esercitare il suo pensiero fin dai primi anni del 1900, influenzando la cultura
statunitense e non solo. Dopo i suoi studi universitari, profondamente influenzati dalla teoria
neohegeliana, egli diede inizio alla sua interpretazione del pragmatismo strumentale, con chiari
riferimenti all'evoluzionismo (fondando in quel periodo con Mead quella che sarà la Scuola di
Chicago)
Inizia così a porre le basi di una sua propria teoria dando vita al movimento dell'educazione
progressista, che sarà molto importante per le politiche educative e per le istituzioni formative del
suo tempo, tanto da portarle ad avere una svolta di tipo democratico, giungendo all'attivismo!
ATTIVISMO DI DEWEY-> Movimento che pone l'attenzione su gli scopi sociali in educazione e sui
problemi di tipo logico e psicologico dell'apprendimento; la pedagogia, fino a quel momento
considerata un'attività teorica e normativa, inizia a separarsi dalle altre discipline e diventerà a
poco a poco una scienza autonoma; una scienza che sì, "interagisce" con altre scienze, ma non
instaura più con esse un rapporto di subalternità.
Le posizioni teoriche e e pratiche di Dewey pongono l'esperienza concreta dell'uomo come base
fondamentale della cultura e della conoscenza. Il concetto di esperienza riduce notevolmente il
dualismo tra esterno e interno; l'esperienza non è esperienza di un oggetto da parte di un
soggetto, ma è interazione fra soggetto e oggetto, fra organismo e ambiente; relazione, transazione
in cui i termini non sussistono mai per se, ma solo nei termini della relazione stessa.
L'esperienza rinvia sempre a situazioni precarie e problematiche in cui l'uomo è coinvolto nel suo
sforzo di adattamento e di evoluzione; rispetto a tali situazioni, lo strumento fondamentale di cui il
soggetto dispone, è la RAGIONE, che va intesa come un'attività simbolica di ricerca e di indagine,
svolta secondo un metodo proprio, fatto di ipotesi e sperimentazioni; un processo che orienta il
processo educativo.
L'educazione deve essere incentrata su forme di attività pratica, sociale e culturale; le istituzioni e
la scuola devono essere in grado di riprodurre esperienze foriere di cambiamento. L'educazione
diviene dunque l'ambito prioritario nel quale la "transizione" può costruire sempre nuovi spazi di
libertà.
In Esperienza e educazione, pubblicato nel 1938, Dewey contrappone la sua posizione a quella dei
conservatori che criticavano le "scuole nuove" e auspicavano il ritorno alla tradizione e al principio
di autorità come fondamento pedagogico.
Questo testo, nella sua forma polemica, è di grande attualità poiché riesce, ancora oggi, nel
dibattito della scuola, a mettere a nudo le differenze fondamentali tra un'educazione autoritaria e
una pratica democratica e innovativa. (Egli critica l'intuizione autoritaria dell'ed. tradizionale).
Dewey non parla di pedagogia ma di una filosofia dell'educazione basata sull'esperienza, poiché
l'esperienza è la chiave di volta per pensare e fare educazione.
Educare significa accrescere l'ambito dell'esperienza del docente e del discente, del ragazzo e
dell'adulto, dell'alunno e dell'insegnante.
1
This document is available free of charge on
studocu
Downloaded by Evelin V. (evelinq83@gmail.com)Dewey ci ha permesso di pensare la scuola come una comunità di pratica educante; si apprende
tramite l'esperienza e l'insegnamento deve essere centrato su questa possibilità.
L'esperienza non è primariamente conoscenza ma "modi di fare e di patire" (elementi di attività e
passività)-> La nozione di esperienza è più ampia e più complessa del concetto di conoscenza.
Non tutte le esperienze, tuttavia, sono educative; la differenza è data dalla qualità dell'esperienza
che viene proposta. Un'esperienza è educativa se vivrà fecondamente e creativamente nelle
esperienze che seguiranno.
Gli ordinamenti sociali della democrazia promuovo una qualità superiore dell'esperienza umana
che ha come effetto la libertà> L'educatore deve coltivare la libertà di osservazione e di giudizio,
per sé e per chi chiede di essere educato.
Dewey insiste molto anche sull'attenzione che l'educatore deve dedicare all'allestimento
dell'ambiente educativo, che deve diventare uno spazio generativo e di disponibilità. Il setting
pedagogico viene collocato nel punto di massima intensità e importanza dell'esperienza educativa.
Il setting è l'assetto interno di insegnanti e alunni, a partire da un insieme di regole che rendono
possibili i ruoli reciproci. A partire dal setting si può entrare in contatto con la qualità
dell'esperienza. Il setting è un ponte per accedere al livello più profondo del dispositivo
pedagogico; esso è un insieme di procedure in atto, un congegno che crea pratiche specifiche e
una certa strategia pedagogica.
La scuola costringe ognuno a domandarsi in che modo si è implicati in ciò che si sta conoscendo, n
ciò che si sta comunicando. Ognuno può sperimentare i limiti e le opportunità di questa
conoscenza, consentendosi anche di criticarne l'inadeguatezza.
L'immagine che si produce nella scuola attraverso l'interpretazione del proprio ruolo è importante;
siamo responsabili, insieme agli altri, della scena creata dalla nostra azione. Si tratta di allestire una
scena che permetta anche di sperimentare l'attraversamento del campo affettivo invece di
rappresentare l'affettività come mera emotività.
Un proposito differisce da un impulso e da un desiderio per il fatto di venire tradotto in un piano e
un metodo d'azione, basato sulla previsione delle conseguenze dell'operare sotto certe condizioni.
Solo se l'affettivo e il cognitivo si intrecciano realmente si può dare forma all'esperienza
educativa. Il desiderio dà intensità alle idee là dove l'anticipazione progettuale dà direzione a ciò
che altrimenti sarebbe miope e cieco. In questo senso la riflessione sull'esperienza assume per
Dewey una funzione formativa fondamentale: ogni esperienza educativa deve prevedere una
riflessione sulle prospettive di significato che la formano e la guidano; un'esperienza educativa
deve essere in grado di offrire un'elaborazione affettiva e cognitiva di secondo livello.
Dewey da la massima importanza all'acquisizione del desiderio di apprendere; solo dalla
sperimentazione di questo desiderio può nascere un reale apprendimento dall'esperienza.
In tal senso, l'educazione può divenire mezzo e fine dell'educazione.
Il principio della continuità dell'esperienza educativa (di Dewey) va compreso alla luce della
nozione di "prospettiva temporale" di Mead. Per Mead, non si può comprendere la natura del
tempo se non si tematizza il rapporto originario che l'emergente intesse con il flusso temporale,
modello della costruzione del Sé. Il presente è il luogo dell'emergenza. L'emergente ha le stesse
caratteristiche dell'evento educativo descritto da Dewey. Questo (emergente - evento educativo)
porta sempre ad una discontinuità, ad uno squilibrio, ma allo stesso tempo si dà una storia
osservabile: una traccia della continuità dell'esperienza rimane visibile poiché il presente accade in
2
Downloaded by Evelin V. (evelinq83@gmail.com)una prospettiva; ogni presente riscrive e amplia questa prospettiva che viene dal passato, per
aprirsi al futuro che la novità emergente dischiude.
Non sono possibili ne giudizi d'esperienza ne giudizi formali circa oggetti ed eventi se sono isolati,
ma solo se sono connessi in un contesto complessivo. Questo è ciò che Dewey chiama
SITUAZIONE.
Il mondo diventa ciò che esso significa; la nostra storia di formazione e il nostro orizzonte
temporale sono i testimoni da interrogare sulla scena dell'agire educativo se vogliamo
comprendere pienamente cosa sia un'esperienza pedagogica.
L'esperienza come processo attivo si svolge nel tempo e ogni periodo successivo completa quello
precedente; per questo, gli strumenti essenziali del lavoro educativo sono l'osservazione e la
memoria. Solo dall'uso intrecciato di questi strumenti l'educatore può allestire e incarnare "in
situazione" la sua funzione di mediatore.
La necessità di scoprire il nesso che esiste tra gli effetti educativi e i risultati del passato e i
problemi del presente promuove un'attenzione clinica poiché promuove una vera e propria
"scrittura della singolarità" dell'esperienza. Questi consentono di comprendere quali siano le
strutture elementari dell'esperienza pedagogica, permettendo di illuminare i nessi impliciti e le
zone d'ombra che ogni processo formativo genera.
L'esperienza permette di educare alla responsabilità, alla partecipazione e alla soluzione di
problemi di tutti in una società, sulla comprensione che noi siamo e che, soprattutto, possiamo
ancora divenire.
3
This document is available free of charge on
studocu
Downloaded by Evelin V. (evelinq83@gmail.com)
Compito di un'intelligente teoria dell'educazione è quello di indicare un piano d'azione, senza
schierarsi da un parte e dall'altra (conservatori o progressisti), ma individuando un livello più
profondo e comprensivo che introducano un nuovo ordine di idee che avvii a nuove pratiche.
All'umanità piace pensare per estremi opposti, senza poter scorgere possibilità intermedie.
Ovviamente, anche la storia della teoria dell'educazione è caratterizzata da un'opposizione, che
tende ad assumere la forma di contrasto fra l'educazione tradizionale e quella progressiva:
Ma attraverso l'ostinata critica al tradizionalismo, c'è molto spesso il pericolo di sviluppare i propri
principi negativamente, piuttosto che positivamente e costruttivamente. Questi due modelli
educativi non sono basati su un esame critico dei propri fondamenti (in quanto si limitano a
respingere l'opposto); entrambi dovrebbero sottoporsi ad un esame critico, interrogarsi sulla
necessaria relazione fra il processo dell'esperienza effettiva e l'educazione e sui diversi problemi
dell'educazione. I problemi qui non solo non sono risolti, ma non vengono nemmeno posti.
La nuova educazione pone l'accento sulla libertà dell'allievo. Ma cosa significa libertà? E quali sono
le condizioni sotto le quali essa si realizza? Qual è la funzione del maestro e dei libri?
Il nostro problema è scoprire il nesso che esiste fra i risultati del passato e i problemi del presente;
dobbiamo accertare in che modo la conoscenza del passato può essere trasformata in un
potente strumento per agire effettivamente sul futuro dunque: in che modo il ragazzo deve
imparare a conoscere il passato per fare di questa conoscenza un potente ausilio per giudicare la
vita presente?
Il semplice svincolarsi dal passato non risolve alcun problema.
Dewey decide infatti di analizzare alcuni problemi educativi e di indicarne le vie maestre per la loro
risoluzione. Egli parte dal presupposto che ci sia un nesso tra educazione e esperienza personale,
ovvero che la nuova filosofia dell'educazione si innesta su qualche tipo di filosofia empirica e
4
Downloaded by Evelin V. (evelinq83@gmail.com)