La ricerca scientifica: metodologia, pianificazione ed etica

Documento da Università su La Ricerca. Il Pdf illustra i concetti fondamentali della ricerca scientifica, dalla metodologia alla pianificazione e all'etica, con un focus sulla ricerca clinica e bibliografica, utile per lo studio autonomo a livello universitario.

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20 pagine

LA RICERCA
Le procedure utilizzate per raccogliere informazioni in tutte le discipline scientifiche sono dette metodi, mentre con
metodologia si intende tutto ciò che riguarda l'applicazione dei metodi stessi.
Compotenze professionali correlate alla ricerca:
- comprendere le componenti di un processo ( diviso in input, processo in e output che è la conclusione) di
ricerca e i diversi disegni e tipi di studio
- ricercare le evidenze disponibili in letteratura
- analizzare criticamente un articolo di ricerca
- utilizzare i risultati delle ricerche per prendere decisioni assistenziali
- descrivere e documentare i problemi con importanti implicazioni per la pratica
- partecipare a progetti di ricerca
- elaborare progetti di ricerca
Il ricercatore deve allora analizzare le seguenti componenti necessarie prima di inziare il suo studio:
- fattibilità: ho disponibili le risorse e le competenze tecniche richieste dallo studio?
- novità: lo studio è davvero necessario o vi sono già sufficienti evidenze?
Come pianificare una ricerca clinica con metodologia scientifica:
1. l'idea: il lampo che genera la domanda
2. ricerca bibliografica: raccolta di tutte le evidenze disponibili
3. epicrisi: la ricerca bibliografica conferma la validità della mia idea o la nega?
4. pianificazione: tipo di studio da strutturare, risorse economiche, aspetti etici
5. redazione del protocollo: organizzazione coerente e logica dello studio
6. rilevamento dati: raccolta sistemica e attenta di tutti i dati emersi
7. analisi dei dati: utilizzare un test statistico per validare l'ipotesi che ha generato la ricerca
8. interpretazione: è stata convalidata l'idea? ci sono risultati inaspettati?
9. presentazione dei risultati: orale, scritta, online
10. Etica: lo studio rispetta le norme di etica?
Rilevanza: quanto è rilevante lo studio per la conoscenza scientifica, la medicina e la salute pubblica?
Le domande principali da porsi nell'approccio alla ricerca clinica:
eziologia: valutare i fattori di rischio di malattia
prognosi: valutare la storia naturale di malattia e la potenza dei fattori prognostici
diagnosi: valutare l'accuratezza dei test diagnostici
terapia: valutare l'efficacia di trattamenti preventivi, farmacologici, educativi, riabilitativi
Perchè si fa ricerca?
Nel processo scientifico l'individuazione della domanda/problema su cui lavorare può essere determinata dalla necessità
o dal desiderio dei ricercatori di sottoporre a verifica delle teorie formali o di esaminare teorie già affermate per
modificarle ed espanderle; spesso è un interesse particolare del ricercatore per una più approfondita comprensione della
sua disciplina; altre volte può accadere che siano delle osservazioni casuali o delle indagini condotte a scopo didattico a
rilevare una lacuna nelle conoscenze disponibili e quindi a motivare l'approfondimento. In questi casi potremmo parlare
di ricerca pura.
Per quanto riguarda gli obiettivi della ricerca possiamo distinguerne tre fondamentali:
- molto spesso una ricerca intende esplorare un argomento e offrire un primo approccio conoscitivo. Gli studi
esplorativi vengono condotti per soddisfare la curiosità del ricercatore e il suo desiderio di una comprensione migliore,
per verificare la possibilità di fare studi più approfonditi, per sviluppare i metodi necessari per uno studio più
approfondito
- descrivere situazioni ed eventi che senza l'apporto di questi studi risulterebbero difficilmente comprensibili
- spiegare un fenomeno sociale
Possiamo individuare diversi livelli d'indagine empirica:
- un primo livello, descrittivo, si propone di fornire una rappresentazione accurata e fedele di quanto accade;
- un ulteriore livello, correlazionale, cerca di stabilire come ciò che accade è in relazione con alcune dimensioni;
- infine l'indagine sperimentale si pone l'obiettivo di produrre informazioni circa le relazioni causali
La pianificazione empirica:
sebbene ogni progetto di ricerca sia unico e debba essere modellato sulla base dello specifico argomento in esame e
delle risorse disponibili, è possibile individuare alcune fasi comuni a tutti i progetti. Le tappe qui elencate sono
puramente indicative. In realtà ogni ricercatore scoprirà passaggi e priorità del suo lavoro man mano che la ricerca va
avanti; inoltre, nel tracciare un progetto di ricerca, egli dovrà valutare attentamente tre aspetti: i suoi interessi personali,
le sue capacità e le risorse a disposizione. Pertanto la flessibilità e la creatività sono qualità che ogni ricercatore deve
coltivare
Definizione del problema oggetto d'indagine:
Il ricercatore comincia con l'individuare e analizzare il problema di cui vuole/deve offrire una soluzione. La ricerca inizia
sempre da un'attenta ricognizione della letteratura esistente sull'argomento: se la ricerca è rivolta allo studio della
relazione tra età e atteggiamenti xenofobi, il ricercatore incomincia con l'esaminare la letteratura su queste due
proprietà. In questo modo egli si assicura che le ipotesi che andrà a formulare tengano conto delle ricerche già effettuate
da altri studiosi. È poi consiglibile riassumere l'obiettivo della ricerca in una singola frase. Se ci sono delle ipotesi da
verificare bisogna intende rispondere. Dopo aver formulato chiaramente le ipotesi di partenza, il ricercatore dovrà
scomporre queste ipotesi nelle relative componenti. È necessario elencare e specificare i concetti prima di potervi
condurre una ricerca. Bisogna impostare i cinque livelli della ricerca e delineare il disegno della ricerca, nonchè procedere
alla costruzioni delle variabili riducendo il livello di astrazione delle dimensioni con cui si lavora, secondo la progressione
proprietà-concetti-dimensioni-indicatori-definizioni operative-variabili.
Perchè uno studio sia ben fatto bisogna individuare con cura sia la domanda a cui si vuole dare risposta, sia la
popolazione di pazienti da arruolare nello studio, assicurandosi che sia sufficientemente ampia ed omogenea per dare
significatività statistica all'analisi dei risultati. L'omogeinità del campione viene garantita attraverso i criteri di
inclusione/esclusione che non devono essere mai troppo rigidi altrimenti si rischia di selezionare un campione virtuale e
non rappresentativo della popolazione. La determinazione della dimensione, o numerosità campionaria, cioè del numero
necessario di individui, soggetti o campioni da osservare e studiare, è una componente cruciale della fase di disegno di
ogni indagine di laboratorio o clinica. Troppo spesso, infatti, si inizia uno studio avendo soltanto una vaga idea di quanto
ampio debba essere il campione da analizzare per testare l'ipotesi di interesse. Nel valutare differenze tra due o più
gruppi rispetto ad una certa caratteristica pggetto di studio, è di fondamentale importanza avere ben chiaro che:
- uno studio basato su un campione troppo grande può portare dei risultati che pur essendo statisticamente
significativi sono clinicamente non importanti
- uno studio basato su un campione troppo piccolo può far concludere che differenze, nella realtà importanti e
reali, sono statisticamente non significative.
Si comprende come un'adeguata valutazione della dimensione campionaria necessaria sia il presupposto irrinunciabile
per una corretta interpretazione dei dati. Esistono diversi metodi di ricerca. Ciascun metodo ha i suoi punti di forza e le
sue debolezze; alcuni concetti vengono studiati meglio con un metodo piuttosto che con un altro. Un ricercatore deve
valutare attentamente gli obiettivi del suo lavoro quando sceglie il metodo di ricerca che intende usare. Per esempio, le
indagini statistiche sono adatte allo studio degli atteggiamenti e delle opinioni personali. Invece il metodo sperimentale è
indicato per stabilire la causalità in un ambiente controllato. La natura dello studio e la quantità di risorse disponibili
determinano il tipo di metodo adottato. Di solito il miglior progetto è quello che fa uso di diversi metodi di ricerca
arricchendosi dei rispettivi punti di forza. Dopo aver individuato i principali concetti e delineato il processo di
operazionalizzazione, il ricercatore deve decidere chi o che cosa intende studiare. La popolazione di uno studio è
costituita da quel gruppo su cui egli vuole trarre delle conclusioni. Se la ricerca non riguarda storie di vita, studio di casi,
ricerche etnografiche o simili ( quindi popolazioni ristrette), non si studia l'intera popolazione ma solo un campione. Per
poter generalizzare i risultati della ricerca a tutta la popolazione bisogna scegliere con cura il campione. Bisogna anche

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LA RICERCA

Le procedure utilizzate per raccogliere informazioni in tutte le discipline scientifiche sono dette metodi, mentre con metodologia si intende tutto ciò che riguarda l'applicazione dei metodi stessi.

Competenze professionali correlate alla ricerca

  • comprendere le componenti di un processo ( diviso in input, processo in sè e output che è la conclusione) di ricerca e i diversi disegni e tipi di studio
  • ricercare le evidenze disponibili in letteratura
  • analizzare criticamente un articolo di ricerca
  • utilizzare i risultati delle ricerche per prendere decisioni assistenziali
  • descrivere e documentare i problemi con importanti implicazioni per la pratica
  • partecipare a progetti di ricerca
  • elaborare progetti di ricerca

Il ricercatore deve allora analizzare le seguenti componenti necessarie prima di inziare il suo studio:

  • fattibilità: ho disponibili le risorse e le competenze tecniche richieste dallo studio?
  • novità: lo studio è davvero necessario o vi sono già sufficienti evidenze?

Come pianificare una ricerca clinica con metodologia scientifica

  1. l'idea: il lampo che genera la domanda
  2. ricerca bibliografica: raccolta di tutte le evidenze disponibili
  3. epicrisi: la ricerca bibliografica conferma la validità della mia idea o la nega?
  4. pianificazione: tipo di studio da strutturare, risorse economiche, aspetti etici
  5. redazione del protocollo: organizzazione coerente e logica dello studio
  6. rilevamento dati: raccolta sistemica e attenta di tutti i dati emersi
  7. analisi dei dati: utilizzare un test statistico per validare l'ipotesi che ha generato la ricerca
  8. interpretazione: è stata convalidata l'idea? ci sono risultati inaspettati?
  9. presentazione dei risultati: orale, scritta, online
  10. Etica: lo studio rispetta le norme di etica?

Rilevanza: quanto è rilevante lo studio per la conoscenza scientifica, la medicina e la salute pubblica?

Le domande principali da porsi nell'approccio alla ricerca clinica

  • eziologia: valutare i fattori di rischio di malattia
  • prognosi: valutare la storia naturale di malattia e la potenza dei fattori prognostici
  • diagnosi: valutare l'accuratezza dei test diagnostici
  • terapia: valutare l'efficacia di trattamenti preventivi, farmacologici, educativi, riabilitativi

Perchè si fa ricerca?

Nel processo scientifico l'individuazione della domanda/problema su cui lavorare può essere determinata dalla necessità o dal desiderio dei ricercatori di sottoporre a verifica delle teorie formali o di esaminare teorie già affermate per modificarle ed espanderle; spesso è un interesse particolare del ricercatore per una più approfondita comprensione della sua disciplina; altre volte può accadere che siano delle osservazioni casuali o delle indagini condotte a scopo didattico a rilevare una lacuna nelle conoscenze disponibili e quindi a motivare l'approfondimento. In questi casi potremmo parlare di ricerca pura.

Obiettivi della ricerca

Per quanto riguarda gli obiettivi della ricerca possiamo distinguerne tre fondamentali:

  • molto spesso una ricerca intende esplorare un argomento e offrire un primo approccio conoscitivo. Gli studi esplorativi vengono condotti per soddisfare la curiosità del ricercatore e il suo desiderio di una comprensione migliore, per verificare la possibilità di fare studi più approfonditi, per sviluppare i metodi necessari per uno studio più approfondito
  • descrivere situazioni ed eventi che senza l'apporto di questi studi risulterebbero difficilmente comprensibili
  • spiegare un fenomeno socialePossiamo individuare diversi livelli d'indagine empirica:
  • un primo livello, descrittivo, si propone di fornire una rappresentazione accurata e fedele di quanto accade;
  • un ulteriore livello, correlazionale, cerca di stabilire come ciò che accade è in relazione con alcune dimensioni;
  • infine l'indagine sperimentale si pone l'obiettivo di produrre informazioni circa le relazioni causali

La pianificazione empirica

sebbene ogni progetto di ricerca sia unico e debba essere modellato sulla base dello specifico argomento in esame e delle risorse disponibili, è possibile individuare alcune fasi comuni a tutti i progetti. Le tappe qui elencate sono puramente indicative. In realtà ogni ricercatore scoprirà passaggi e priorità del suo lavoro man mano che la ricerca va avanti; inoltre, nel tracciare un progetto di ricerca, egli dovrà valutare attentamente tre aspetti: i suoi interessi personali, le sue capacità e le risorse a disposizione. Pertanto la flessibilità e la creatività sono qualità che ogni ricercatore deve coltivare

Definizione del problema oggetto d'indagine

Il ricercatore comincia con l'individuare e analizzare il problema di cui vuole/deve offrire una soluzione. La ricerca inizia sempre da un'attenta ricognizione della letteratura esistente sull'argomento: se la ricerca è rivolta allo studio della relazione tra età e atteggiamenti xenofobi, il ricercatore incomincia con l'esaminare la letteratura su queste due proprietà. In questo modo egli si assicura che le ipotesi che andrà a formulare tengano conto delle ricerche già effettuate da altri studiosi. È poi consiglibile riassumere l'obiettivo della ricerca in una singola frase. Se ci sono delle ipotesi da verificare bisogna intende rispondere. Dopo aver formulato chiaramente le ipotesi di partenza, il ricercatore dovrà scomporre queste ipotesi nelle relative componenti. È necessario elencare e specificare i concetti prima di potervi condurre una ricerca. Bisogna impostare i cinque livelli della ricerca e delineare il disegno della ricerca, nonchè procedere alla costruzioni delle variabili riducendo il livello di astrazione delle dimensioni con cui si lavora, secondo la progressione proprietà-concetti-dimensioni-indicatori-definizioni operative-variabili.

Popolazione di pazienti e campione

Perchè uno studio sia ben fatto bisogna individuare con cura sia la domanda a cui si vuole dare risposta, sia la popolazione di pazienti da arruolare nello studio, assicurandosi che sia sufficientemente ampia ed omogenea per dare significatività statistica all'analisi dei risultati. L'omogeinità del campione viene garantita attraverso i criteri di inclusione/esclusione che non devono essere mai troppo rigidi altrimenti si rischia di selezionare un campione virtuale e non rappresentativo della popolazione. La determinazione della dimensione, o numerosità campionaria, cioè del numero necessario di individui, soggetti o campioni da osservare e studiare, è una componente cruciale della fase di disegno di ogni indagine di laboratorio o clinica. Troppo spesso, infatti, si inizia uno studio avendo soltanto una vaga idea di quanto ampio debba essere il campione da analizzare per testare l'ipotesi di interesse. Nel valutare differenze tra due o più gruppi rispetto ad una certa caratteristica pggetto di studio, è di fondamentale importanza avere ben chiaro che:

  • uno studio basato su un campione troppo grande può portare dei risultati che pur essendo statisticamente significativi sono clinicamente non importanti
  • uno studio basato su un campione troppo piccolo può far concludere che differenze, nella realtà importanti e reali, sono statisticamente non significative.

Si comprende come un'adeguata valutazione della dimensione campionaria necessaria sia il presupposto irrinunciabile per una corretta interpretazione dei dati. Esistono diversi metodi di ricerca. Ciascun metodo ha i suoi punti di forza e le sue debolezze; alcuni concetti vengono studiati meglio con un metodo piuttosto che con un altro. Un ricercatore deve valutare attentamente gli obiettivi del suo lavoro quando sceglie il metodo di ricerca che intende usare. Per esempio, le indagini statistiche sono adatte allo studio degli atteggiamenti e delle opinioni personali. Invece il metodo sperimentale è indicato per stabilire la causalità in un ambiente controllato. La natura dello studio e la quantità di risorse disponibili determinano il tipo di metodo adottato. Di solito il miglior progetto è quello che fa uso di diversi metodi di ricerca arricchendosi dei rispettivi punti di forza. Dopo aver individuato i principali concetti e delineato il processo di operazionalizzazione, il ricercatore deve decidere chi o che cosa intende studiare. La popolazione di uno studio è costituita da quel gruppo su cui egli vuole trarre delle conclusioni. Se la ricerca non riguarda storie di vita, studio di casi, ricerche etnografiche o simili ( quindi popolazioni ristrette), non si studia l'intera popolazione ma solo un campione. Per poter generalizzare i risultati della ricerca a tutta la popolazione bisogna scegliere con cura il campione. Bisogna anchedecidere che tipo di campione si vuole isolare - un campione a caso o un campione stratificato o un campione di convenienza- e quali dimensioni esso dovrà avere. A questo punto il ricercatore è pronto per raccogliere i primi dati empirici. Quale metodo impiegherà? il metodo di osservazione cambia a seconda del metodo di ricerca adottato. Per esempio, se il metodo è l'indagine statistica, si dovrà decidere se usare la posta oppure contattare i soggetti per telefoto. Ovviamente tale decisione dipenderà anche dal tipo di campione della popolazione preso in esame e dalla quantità di risorse disponibili. Nell'ambito della conoscenza scientifica classificare significa effettuare operazioni sostanzialmente analoghe alla classificazione compiuta nella conoscenza comune; la differenza sostanziale è che nella conoscenza scientifica bisogna rispettare rigorosamente alcune regole. Allo stesso termine "classificazione" sono riconducibili tre concetti, tutti egualmente rilevanti ai fini della comprensione di questa fondamentale operazione ( Marradi, 1995). Abbiamo visto che nella ricerca le operazioni di classificazione sono effettuate mediante variabili; per classificare una variabile si effettuano tre ipotesi:

  • classificazione A: procedimento in base al quale si individuano le modalità della variabile;
  • classificazione B: l'insieme delle modalità (esito della classificazione A) che rappresentano le classi;
  • classificazione C: assegnazione di ogni caso a una classe e registrazione del corrispondente valore numerico nella matrice dei dati.

MISURAZIONE

La misurazione consiste in un insieme di operazioni basate sulla classificazione o implicanti la classificazione, mediante la quale si registrano stati di una proprietà che corrispondono a livelli diversi di intensità con cui la proprietà stessa si presenta da caso a caso. È intuitivo che la misurazione riguarda proprietà continue per le quali esiste già un'unità di misura naturale oppure è possibile per il ricercatore costruirne una convenzionale. Gli strumenti basati su unità di misura convenzionali usati nella ricera sociale non hanno tutti la stessa portata generale di quelli utilizzati nelle scienze naturali. Per non effettuare misurazioni improprie bisogna quindi distinguere vari livelli di misurazione ai quali corrispondono strumenti di misurazioni differenti e operazioni che si è autorizzati o meno ad effettuare.

  • primo livello: scala nominale. Anche definizione scala è impropia perchè si tratta di categorie non ordinate per le quali è possibile stabilire tra i casi solo relazioni del tipo uguale/diverso ed effettuare il conteggio
  • secondo livello: scala ordinale. Le classi sono categorie ordinate per le quali si possono stabilire relazioni del tipo uguale/diverso e maggiore/minore ed effettuare il conteggio
  • terzo livello: scala a intervalli. È possibile individuare un intervallo che viene assunto come unità di misura convenzionale e un arbitrario punto zero che identifica l'assenza della caratteristica da misurare. Si individuano relazioni di uguale/diverso, maggiore/minore e anche operazioni algebriche per calcolare la distanza fra i numeri associati ai diversi punti della scala
  • quarto livello: scala di rapporti o scala cardinale. Caratterizzata dalla presenza di un punto zero assoluto che corrisponde all'assenza della proprietà considerata, è il più alto livello di misura conseguibile. Si possono registrare tutte le relazioni precedenti con l'aggiunta dell'intensità delle differenze.

A seconda del metodo di rilevazione adottato, il ricercatore si troverà alla fine con un insieme di dati più o meno facilmente interpretabili. Ad esempio le risposte fornite dai destinatari di un questionario non possono condurre a generalizzazioni significative se non vengono sottoposte a un attento processo di analisi ed elaborazione dei risultati. Per trarre delle conclusioni pertinenti con gli interessi, le idee e le teorie su cui si basa il progetto di ricerca, il ricercatore dovrà analizzare e rielaborare i dati codificati. Inizialmente potrà limitarsi a fare delle semplici descrizioni e in seguito avanzare delle inferenze più approfondite. È consigliabile esaminare anche le sub-popolazioni prima di entrare in spiegazioni più complesse.

CONCLUSIONI

Il passo finale riguarda l'uso che il ricercatore intende fare delle conclusioni cui è giunto nel corso della ricerca. Dopo aver riflettuto sulla relazione esistente tra i suoi risultati e le ricerche condotte precedentemente, su quali nuove conoscenze il suo lavoro ha portato alla comunità scientifica e quali possibili ulteriori sviluppi o approfondimenti prevede si possano

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