Guerra ai civili, persecuzioni naziste e sterminio degli ebrei in Europa

Slide da Hub Scuola su Guerra ai civili, guerra dei civili. Il Pdf esplora le persecuzioni naziste contro gli ebrei e lo sterminio in Europa, concentrandosi sulla "soluzione finale" e i campi di concentramento, un argomento di Storia per la Scuola superiore.

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20 pagine

Guerra ai civili, guerra dei civili
LE PERSECUZIONI NAZISTE CONTRO GLI
EBREI

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Anteprima

Le persecuzioni naziste contro gli ebrei

Le deportazioni e i ghetti

Il "nuovo ordine europeo" di Hitler si basa sull'esistenza di una "razza" superiore alle altre. La gerarchia politica e sociale deve quindi riflettere una gerarchia "di sangue", in cui gli ultimi gradini sono occupati da slavi ed ebrei. Dalla fine degli anni Trenta vengono sperimentate varie soluzioni per risolvere tale "questione ebraica".

Inizialmente gli ebrei vengono deportati in alcune città della Pomerania, che sarebbe dovuta diventare un territorio loro riservato. Tuttavia, la "questione ebraica" assume proporzioni enormi dopo l'invasione della Polonia, dove gli ebrei vengono costretti a risiedere in ghetti e a indossare come distintivo la stella gialla di David.

Figura 01. La stella gialla composta da due triangoli sovrapposti che identifica gli ebrei sotto il regime nazista a partire dal 1941.

La rivolta del ghetto di Varsavia

Nel 1943 i nazisti decidono di iniziare lo svuotamento del getto più grande d'Europa, quello di Varsavia, deportando tutti i residenti nei campi di concentramento. Le SS si scontrano però con la popolazione, che decide di ribellarsi. Gli ebrei di Varsavia riescono a prendere il controllo del ghetto ma vengono sconfitti dopo aspri combattimenti.

Lo sterminio degli ebrei in Europa

Campi di concentramento e di sterminio

A partire dal 1941 si diffonde tra i gerarchi nazisti l'idea dello sterminio totale degli ebrei (la "soluzione finale"). In Germania e in tutta l'Europa occupata vengono creati una serie di "campi" (Lager): alcuni erano di "concentramento", adibiti allo sfruttamento dei prigionieri come forza-lavoro, altri erano destinati allo sterminio per mezzo di camere a gas.

Oltre agli ebrei, vengono internati nei Lager anche zingari, comunisti, neri, omosessuali, dissidenti, testimoni di Geova e malati fisici e mentali. All'interno dei campi vi erano numerose baracche e camere a gas, forni crematori e locali destinati alle esecuzioni, alle torture e agli esperimenti medici su cavie umane.

Figura 02. L'ingresso dei treni dei deportati a Birkenau, il campo di sterminio del complesso di Auschwitz, nel 1945.

Il ruolo dei governi collaborazionisti

Allo sterminio degli ebrei collaborano anche i governi nazifascisti e collaborazionisti come quello di Vichy e della Repubblica sociale italiana. Anche sul suolo italiano vengono costruiti dei Lager (Fossoli, Risiera di San Saba). Tuttavia, l'atteggiamento di fronte alle persecuzioni spacca la popolazione civile di tutti i paesi.

La guerra dei civili

L'Europa sotto il giogo nazista

Per mettere in atto il "nuovo ordine europeo", Hitler punta prima di tutto alla disgregazione delle precedenti organizzazioni statali, sostituite da un nuovo sistema in cui la Germania è al vertice. Tutto ciò si traduce economicamente in un sistematico sfruttamento delle materie prime, dei rifornimenti alimentari e della manodopera dei paesi occupati.

Man mano che il cuore del Reich si svuota di uomini in età lavorativa per via della deportazione degli ebrei, aumenta la deportazione coatta di forza-lavoro in Germania. L'intero apparato produttivo viene indirizzato alle esigenze del conflitto, mentre i generi di prima necessità vengono razionati.

Figura 03. La propaganda nazista in Italia.

Resistenza e collaborazionismo

Nei paesi occupati dai nazifascisti si sviluppano movimenti di Resistenza animati, su base volontaria, da quella parte della popolazione che si rifiuta di subire la dominazione tedesca o italiana. Non si tratta però di un moto unanime, e spesso nascono sanguinose guerre civili. Nei primi anni di guerra sorgono regimi collaborazionisti filonazisti (Francia, Italia).

Inizialmente la Resistenza si limita ad attività di spionaggio e sabotaggio. Con l'intensificarsi della violenza nazista si rafforza tra le brigate partigiane la consapevolezza di combattere in nome della civiltà, e iniziano a lottare direttamente allo scopo di liberare il territorio nazionale.

Figura 04. Olema Righi, staffetta partigiana modenese, qui fotografata in bicicletta con il fucile in spalla e, sullo sfondo, la bandiera dell'Italia libera.

I diversi volti della Resistenza europea

Nei paesi aggressori la Resistenza si ricollega principalmente all'attività politica di opposizione ai fascismi. Tra i "resistenti" non ci sono solo le forze attive delle brigate partigiane, ma anche la resistenza passiva dei soldati catturati e deportati dopo l'armistizio perché si rifiutano di combattere a fianco dei tedeschi.

In Norvegia, Belgio e Olanda i governi legittimi trovano rifugio in Inghilterra e dirigono la lotta antifascista dall'esilio. Così avviene anche in Francia, dove la lotta viene coordinata dall'organizzazione France libre, guidata da Londra da De Gaulle.

Figura 05. Il generale Charles De Gaulle nel 1945.

Il caso dell'URSS e della Jugoslavia

STATOSVILUPPI
URSSLa lotta partigiana nei territori occupati dai tedeschi è un elemento di grande forza nel contrastare l'invasione e fornisce un contributo importante alla controffensiva dell'esercito regolare.
IUGOSLAVIAIl movimento di resistenza è guidato dall'unica forza politica, il Partito comunista di Tito. La lotta per la liberazione è particolarmente cruenta, anche perché i partigiani devono fronteggiare non solo i tedeschi ma anche i cetnici (sostenitori serbi del governo monarchico emigrato a Londra) e gli ustascia (nazionalisti croati di estrema destra divenuti collaborazionisti filonazisti).

Le stragi sui civili in Italia

Tra i casi più noti di repressione nazifascista in Italia si ricorda l'eccidio delle Fosse Ardeatine (23-24 marzo 1944), quando 335 persone vengono uccise in seguito alla morte di 32 militari tedeschi durante un attentato partigiano. Un'altra strage di innocenti è quella di Marzabotto (29 settembre 1944) in cui muoiono 1.836 civili.

L'eccidio delle foibe

Tito rivendica l'annessione dell'Istria e della Venezia Giulia alla repubblica iugoslava, ma tale rivendicazione non viene accettata dai partigiani del luogo. Gli Alleati costringono le forze iugoslave a ritirarsi dalla Venezia Giulia ma non dall'Istria, dove avvengono una serie di persecuzioni e azioni di "pulizia etnica" da parte iugoslava.

Nella primavera del 1945 il fatto di essere italiani fu considerato equivalente a essere fascisti, e per rivendicare anni di soprusi i "titini" procedono a esecuzioni di massa gettando, vivi o morti che siano, migliaia di civili in cavità naturali scavate dalle acque nella roccia carsica della zona, le foibe.

Figura 06. Recupero di resti umani dalla foiba di Vines, località Faraguni, presso Albona d'Istria.

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