Documento da Università su La conoscenza e i suoi nemici (Nichols). Il Pdf analizza la disinformazione e la sfiducia verso gli esperti, esplorando concetti come il bias di conferma e l'effetto Dunning-Kruger, essenziali per un dibattito pubblico responsabile.
Mostra di più20 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Ci sono persone che credono di sapere tutto, e la loro presenza è diventata più comune e problematica negli ultimi decenni. Queste persone, definite "spiegatori", sono convinte di essere più informate degli esperti e tendono a minimizzare il valore dell'esperienza e dell'educazione formale. Il testo sottolinea l'importanza della specializzazione e della fiducia nelle competenze altrui per il funzionamento di una società moderna. Senza questa divisione del lavoro e la collaborazione tra esperti, la società non può prosperare. La tendenza a non fidarsi degli esperti e a credere di poter fare tutto da soli è vista come un pericolo per la società.
Il testo discute se il sapere e la conversazione siano davvero più a rischio oggi rispetto al passato, e se i dibattiti siano più difficili. Il conflitto tra esperti e il resto della popolazione esiste da sempre, ma oggi è amplificato da internet e dai social media, che diffondono informazioni non verificate. Inoltre, il divario tra esperti e non esperti è aumentato nel tempo, causando diffidenza reciproca e risentimento verso le élite istruite. Il testo cita Alexis de tocqueville ( filosofo francese) che nel 1835 osservò che( i cittadini degli Stati Uniti ) ciascun americano fa appello solo allo sforzo individuale della propria ragione. Più di mezzo secolo fa, il politologo Richard Hofstadter scrisse che "la complessità della vita moderna ha ridotto continuamente le funzioni che il cittadino comune, con l'intuito e con l'intelligenza, può assolvere da sé" Cio porta a evidenziare che la complessità della vita moderna rende difficile per i cittadini comuni comprendere e valutare le decisioni degli esperti, generando sentimenti di impotenza e rabbia. Questo risentimento è particolarmente evidente nelle democrazie, dove la sfida all'autorità intellettuale è parte integrante della cultura.
Spesso sono proprio le persone più istruite, paradossalmente, a ignorare i consigli degli specialisti, come nel caso dei genitori benestanti contrari ai vaccini (esempio covid) o dei sostenitori del consumo di latte crudo, anche a costo di mettere a rischio la salute dei propri figli. La fiducia degli esperti è minata dagli errori passati che hanno lasciato grossi dubbi da parte dell'opinione pubblica. Una popolazione informata è essenziale per un dibattito pubblico responsabile e per decisioni politiche consapevoli. Bisogna ristabilire un rispetto per le competenze e specializzazioni come guida affidabile nelle scelte personali e collettive.
Il dibattito politico in America è spesso disordinato, più simile a uno scontro che a una discussione basata su fatti. I cittadini, mal informati, tendono a prendere posizione in modo impulsivo e soggettivo, attribuendo un valore assoluto alle proprie opinioni, anche quando sono errate. Gli Americani non distinguono più la frase " hai torto" dalla frase " sei stupido" . L'autore critica la grande difficoltà nel distinguere tra opinioni personali e fatti oggettivi, con conseguenze dannose su temi cruciali come la sanità, le tasse e la spesa pubblica.
Un esempio citato è la confusione sulla riforma sanitaria del 2009 (Affordable Care Act), percepita come più estrema di quanto fosse in realtà. In campo fiscale, la complessità della normativa e i fraintendimenti sulle spese pubbliche alimentano pregiudizi. Per esempio, molti americani credono che una grande porzione del budget ( centinaia di miliardi ) venga destinata agli aiuti esteri, mentre è in realtà meno di tre quarti dell'1%. Questi fraintendimenti generano ostilità e limitano il dialogo, questo livello di ignoranza può avere un prezzo molto salato.
Gli esperti sono persone con una conoscenza approfondita in un campo specifico, acquisita attraverso istruzione, esperienza e spesso confermata da titoli formali o riconoscimento sociale. Tuttavia, le credenziali non sono sempre sinonimo di vera competenza; il talento e l'esperienza pratica sono fattori cruciali che distinguono i veri esperti da chi possiede semplicemente qualifiche. L'autore evidenzia che, in una società complessa, ci affidiamo agli esperti di diversi campi, come medici, piloti e ingegneri, per prendere decisioni informate e sicure. Anche la predisposizione e l'esperienza sul campo sono elementi distintivi di competenza, capaci di fare la differenza in situazioni critiche. Tuttavia, la competenza richiede più del semplice sapere accademico: è l'intuizione e la familiarità con un argomento che spesso rende un esperto davvero affidabile e competente. Gli esperti, quindi, secondo l'autore, si distinguono per la loro capacità di accogliere critiche e di mantenere standard professionali attraverso meccanismi di controllo, come la peer review. Si evidenzia anche la differenza tra esperti e dilettanti, sottolineando che anche i professionisti possono commettere errori, ma sono meno propensi a farlo rispetto ai non esperti. sebbene non esista una definizione assoluta di competenza, una combinazione di educazione, pratica e riconoscimento da parte dei pari può aiutare a distinguere gli esperti dai dilettanti. Si mette in evidenza che sia esperti che profani condividono una predisposizione a commettere errori, rendendo difficile il dialogo e la comprensione reciproca.Capitolo 2
La conversazione e il dibattito sono diventati estenuanti ed esasperanti nel Ventunesimo secolo, non solo tra esperti e profani, ma tra chiunque. In passato si mostrava troppo rispetto verso gli esperti, mentre oggi se ne mostra troppo poco verso tutti. Anche le interazioni quotidiane sono caratterizzate da disaccordi e scambi di informazioni non verificate. Nonostante i progressi nell'istruzione, la situazione sembra peggiorata, Il dibattito pubblico è diventato una guerra di trincea in cui l'obiettivo principale è dimostrare che l'altro ha torto. la biologia e la psicologia sociale ci spingono a cercare conferme alle nostre convinzioni, portandoci a discutere anche quando non dovremmo. Gli esperti non fanno eccezione a questa tendenza. Nella nostra vita personale, desideriamo essere visti come competenti e affidabili, il che ci porta a fingere di essere più intelligenti di quanto siamo. E questo fenomeno si aggrava quando si tratta di discussioni moderne. La verità è che le insidie della discussione e del dibattito non si limitano agli errori commessi da chi è meno intelligente tra noi. Tutti siamo esposti a una serie di errori, tra cui il fatto che cerchiamo di risolvere problemi e quesiti in modo da sentirci meglio con noi stessi e i nostri amici. I tanti fattori che influiscono sulla fine della competenza, come l'istruzione superiore, i media e internet, sono facilitatori di questi fondamentali tratti umani. Si possono superare tutte queste minacce a una migliore comunicazione tra esperti e cittadini attraverso l'istruzione, il rigore e l'onestà, ma solo se sappiamo in che modo ci stanno già danneggiando.
Il problema non è l'intelligenza dei cittadini comuni, ma piuttosto l'assenza di metacognizione, la capacità di riconoscere le proprie limitazioni. Questo fenomeno è noto come effetto Dunning-Kruger: gli individui meno competenti tendono a sopravvalutare le proprie abilità e a non riconoscere l'expertise altrui.
Anche se la parola "stupido" è dura e in gran parte inaccurata, gli americani di oggi non sono meno intelligenti rispetto a quelli del passato. Tuttavia, la mancanza di consapevolezza delle proprie competenze porta a dibattiti frustranti, in cui entrambe le parti si sentono offese. La scienza ha dimostrato che l'incompetenza rende difficile riconoscere e correggere i propri errori.
Nonostante ciò, le persone tendono a sopravvalutare le proprie capacità in vari ambiti, peggiorando le dinamiche di comunicazione e collaborazione.La soluzione risiede nell'educazione, nel rigore e nell'onestà, anche se alcuni problemi derivano da tratti umani fondamentali che sono difficili da correggere.
Il "bias di conferma," cioè la tendenza umana a cercare informazioni che confermano le nostre credenze e ignorare quelle che le contraddicono. Questo fenomeno rende difficile il confronto aperto e oggettivo, sia tra esperti sia tra persone comuni. Viene illustrato con vari esempi, come il personaggio Ray di Rain Man, che si concentra ossessivamente sugli incidenti aerei, ignorando il rischio maggiore dell'autostrada. Il bias di conferma è legato alla nostra "snumeratezza", la scarsa comprensione di statistiche e probabilità. Questo ci porta a esagerare il rischio di eventi improbabili, come le malattie rare, trascurando invece i pericoli quotidiani. Tale tendenza si riflette anche nei comportamenti irrazionali, come la paura del volo, anche se oggettivamente meno rischioso di altre attività. Gli scienziati e i medici, pur addestrati a riconoscere il bias, ne sono comunque influenzati. Spesso si attaccano a ipotesi iniziali, rischiando errori diagnostici per cercare solo prove a supporto. In breve, il bias di conferma è radicato nel nostro modo di pensare: ci fa percepire le informazioni non in modo oggettivo, ma selettivo, modellando così le nostre paure e speranze.
Superstizioni e teorie del complotto siano esempi di bias di conferma e di pensiero fallace. Le superstizioni, spesso basate su esperienze comuni, sopravvivono perché vengono ricordate solo le volte in cui si verificano eventi negativi associati a tali. Le teorie del complotto, più complesse, si nutrono di dettagli intricati e sfidano il principio di parsimonia o "rasoio di Occam", secondo cui la spiegazione più semplice è generalmente quella corretta. Queste teorie diventano particolarmente diffuse quando la società affronta traumi collettivi e cercano di dare un senso a un mondo confuso, attraendo chi vuole credere in una realtà alternativa piuttosto che accettare l'incertezza o la casualità. Sono alimentate anche dalla sfiducia nei confronti delle élite e degli esperti, a cui si preferiscono narrazioni avventurose e soluzioni semplicistiche. Infine, si sottolinea che le teorie complottiste possono avere conseguenze pericolose e difficili da contrastare, poiché chi le sostiene interpreta ogni contraddizione come ulteriore prova di cospirazione.