Domande e risposte sul diritto dell'informazione e della comunicazione

Documento da Università su Domande e Risposte Diritto. Il Pdf, pensato per lo studio universitario di Diritto, offre un ripasso rapido su Legge Gasparri, responsabilità dei provider, copyright e deontologia giornalistica, con riferimenti a normative italiane ed europee.

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8 pagine

DOMANDE E RISPOSTE DIRITTO
1 - SPATTI
La Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (esempi), perché è vincolante?
Comitato per i diritti umani: funzioni, chi sceglie gli individui, ricorsi individuali
Caso Riolo
Corte Europea: da chi è composta?
Caso Ross contro Canada
Caso Goodwin contro Regno Unito
Consiglio d’Europa
Caso Handyside
Formazione dell’Unione Europea
Carta di Nizza: cosa ha in più?
Caso Faurisson
Privacy
La Costituzione
Differenza tra libertà di opinione e libertà di espressione
I diritti umani
Organi dell’Unione Europea
Caso Google Spain
2 - RAZZANTE
1. Legge Gasparri: (CAP 5)
La legge 3 maggio 2004, n. 112 è stata una delle normative più importanti per la
regolamentazione del sistema radiotelevisivo italiano. disciplina il sistema della
radiocomunicazione nazionale, alla luce dell’evoluzione tecnologica digitale e della convergenza
tra sistemi e servizi di comunicazioni, introducendo il Sistema Integrato delle Comunicazioni
(SIC). Tuttavia, alcuni ritenevano che la legge Gasparri avesse ampliato troppo le dimensioni del
SIC e quindi il pluralismo non venisse garantito.
La Legge Gasparri stabilisce che la Rai, come servizio pubblico radiotelevisivo, debba
garantire il pluralismo e un'informazione equilibrata. La legge disciplina anche l’uso delle
frequenze e l’assegnazione di risorse pubblicitarie.
2. La responsabilità del provider:(CAP. 6)
Negli anni, agli Internet Service Provider (ISP) è stato attribuito un ruolo dominante riguardo
la possibilità di monitorare e prevenire illeciti commessi nello spazio virtuale. Il provider che
permette l’accesso alla rete grazie ai suoi servizi (mere conduit) è esentato da responsabilità
ai sensi dell'articolo 12 della Direttiva 2000/31/CE, qualora effettui semplici servizi di
trasmissione di informazioni o fornisca accesso alla rete.
3. Articolo 2 Ordine dei giornalisti: (CAP. 2)
L'articolo 2 del Testo Unico dei doveri del giornalista sancisce che il giornalista deve tutelare
la dignità del lavoro giornalistico e promuovere la solidarietà tra colleghi. La carta deontologica
include l'obbligo di non rivelare segreti aziendali e di rispettare il principio dell’esclusività
professionale.
4. Principio di esclusività del giornalista: (CAP. 2)
Il principio di esclusività impone che il giornalista, nel firmare un contratto di lavoro o
garantendo una collaborazione continuativa con un editore, debba assicurare la fedeltà
professionale e non intraprendere attività che possano entrare in conflitto con l'attività per cui è
stato assunto.
5. Regolamentazione della professione giornalistica in Irlanda: (CAP. 2)
In Irlanda, non esiste alcuna legge che regolamenti la professione giornalistica. I giornalisti si
riuniscono in associazioni private, come la National Union of Journalists (NUJ). Per accedere
alla professione è sufficiente trovare lavoro presso un editore, che si occupa della formazione
del neoassunto.
6. Copyright:
I provider che memorizzano e danno accesso a contenuti protetti dal diritto d'autore sono
tenuti a chiudere accordi di licenza con i titolari dei diritti. Le recenti revisioni delle norme sul
copyright richiedono che tutte le parti coinvolte nell'ecosistema digitale rispettino leggi in linea
con il mondo digitale.
7. Legge 150 del 2000:
La Legge 7 giugno 2000, n. 150 riguarda la comunicazione nelle pubbliche amministrazioni,
stabilendo che la comunicazione istituzionale sia curata dagli Uffici Relazioni con il Pubblico
(URP), mentre l'informazione venga gestita dagli uffici stampa.
8. Normativa sulla televisione:
La normativa televisiva è disciplinata dal Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177, il
cosiddetto Testo Unico della Radiotelevisione, che regola il sistema radiotelevisivo nazionale e
garantisce il pluralismo informativo, specialmente con l'avvento della televisione digitale.
9. Articolo 21:
L'articolo 21 della Costituzione italiana stabilisce che la libertà di stampa non può essere
soggetta a censure preventive, garantendo così il diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero. Tuttavia, il sequestro di giornali o mezzi di informazione può essere disposto solo
dall’autorità giudiziaria.
10. Sentenza Decalogo del giornalista: (CAP. 2/4)
La sentenza decalogo del giornalista del 1984 ha fissato alcuni criteri che i giornalisti devono
rispettare nella loro quotidiana attività di cronisti, mossi da un intento divulgativo rispetto ai fatti
dei quali vengono a conoscenza. I principi individuati, più nello specifico, sono 3:
- VERITÀ: Verità oggettiva o anche soltanto putativa purché frutto di un diligente lavoro di
ricerca
- PERTINENZA: Utilità sociale dell’informazione
- CONTINENZA VERBALE: Forma civile dell’esposizione dei fatti e della loro valutazione, che
non ecceda lo scopo informativo da conseguire e sia improntata a leale chiarezza, evitando
forme di offesa indiretta. Di fatto, dunque, l’esposizione deve essere obiettiva, rispettare quel
minimo di dignità a cui ogni persona ha sempre diritto, aspirare ad una leale chiarezza. Tale
forma civile non sussiste secondo i giudici se il giornalista ricorre a subdoli espedienti di offesa
indiretta (e.g. racchiudere determinate parole tra virgolette, fare accostamente suggestionanti
che vogliono mettere in cattiva luce, usare un tono sproporzionatamente scandalizzato o
sdegnato, fare insinuazioni)
Il giornalista deve inoltre diffondere la verità intera di tutti i fatti dei quali viene a conoscenza,
senza tacerne dolosamente o colposamente altri.

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DOMANDE E RISPOSTE DIRITTO

SPATTI

La Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo (esempi), perché è vincolante? Comitato per i diritti umani: funzioni, chi sceglie gli individui, ricorsi individuali Caso Riolo Corte Europea: da chi è composta? Caso Ross contro Canada Caso Goodwin contro Regno Unito Consiglio d'Europa Caso Handyside Formazione dell'Unione Europea Carta di Nizza: cosa ha in più? Caso Faurisson Privacy La Costituzione Differenza tra libertà di opinione e libertà di espressione I diritti umani Organi dell'Unione Europea Caso Google Spain

RAZZANTE

  1. Legge Gasparri: (CAP 5)

    La legge 3 maggio 2004, n. 112 è stata una delle normative più importanti per la regolamentazione del sistema radiotelevisivo italiano. disciplina il sistema della radiocomunicazione nazionale, alla luce dell'evoluzione tecnologica digitale e della convergenza tra sistemi e servizi di comunicazioni, introducendo il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC). Tuttavia, alcuni ritenevano che la legge Gasparri avesse ampliato troppo le dimensioni del SIC e quindi il pluralismo non venisse garantito. La Legge Gasparri stabilisce che la Rai, come servizio pubblico radiotelevisivo, debba garantire il pluralismo e un'informazione equilibrata. La legge disciplina anche l'uso delle frequenze e l'assegnazione di risorse pubblicitarie.

  2. La responsabilità del provider:(CAP. 6)

    Negli anni, agli Internet Service Provider (ISP) è stato attribuito un ruolo dominante riguardo la possibilità di monitorare e prevenire illeciti commessi nello spazio virtuale. Il provider che permette l'accesso alla rete grazie ai suoi servizi (mere conduit) è esentato da responsabilità ai sensi dell'articolo 12 della Direttiva 2000/31/CE, qualora effettui semplici servizi di trasmissione di informazioni o fornisca accesso alla rete.

  3. Articolo 2 Ordine dei giornalisti: (CAP. 2)

    L'articolo 2 del Testo Unico dei doveri del giornalista sancisce che il giornalista deve tutelare la dignità del lavoro giornalistico e promuovere la solidarietà tra colleghi. La carta deontologica include l'obbligo di non rivelare segreti aziendali e di rispettare il principio dell'esclusività professionale.

  4. Principio di esclusività del giornalista: (CAP. 2)

    Il principio di esclusività impone che il giornalista, nel firmare un contratto di lavoro o garantendo una collaborazione continuativa con un editore, debba assicurare la fedeltà professionale e non intraprendere attività che possano entrare in conflitto con l'attività per cui è stato assunto.

  5. Regolamentazione della professione giornalistica in Irlanda: (CAP. 2)

    In Irlanda, non esiste alcuna legge che regolamenti la professione giornalistica. I giornalisti si riuniscono in associazioni private, come la National Union of Journalists (NUJ). Per accedere alla professione è sufficiente trovare lavoro presso un editore, che si occupa della formazione del neoassunto.

  6. Copyright:

    I provider che memorizzano e danno accesso a contenuti protetti dal diritto d'autore sono tenuti a chiudere accordi di licenza con i titolari dei diritti. Le recenti revisioni delle norme sul copyright richiedono che tutte le parti coinvolte nell'ecosistema digitale rispettino leggi in linea con il mondo digitale.

  7. Legge 150 del 2000:

    La Legge 7 giugno 2000, n. 150 riguarda la comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, stabilendo che la comunicazione istituzionale sia curata dagli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP), mentre l'informazione venga gestita dagli uffici stampa.

  8. Normativa sulla televisione:

    La normativa televisiva è disciplinata dal Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177, il cosiddetto Testo Unico della Radiotelevisione, che regola il sistema radiotelevisivo nazionale e garantisce il pluralismo informativo, specialmente con l'avvento della televisione digitale.

  9. Articolo 21:

    L'articolo 21 della Costituzione italiana stabilisce che la libertà di stampa non può essere soggetta a censure preventive, garantendo così il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Tuttavia, il sequestro di giornali o mezzi di informazione può essere disposto solo dall'autorità giudiziaria.

  10. Sentenza Decalogo del giornalista: (CAP. 2/4)

    La sentenza decalogo del giornalista del 1984 ha fissato alcuni criteri che i giornalisti devono rispettare nella loro quotidiana attività di cronisti, mossi da un intento divulgativo rispetto ai fatti dei quali vengono a conoscenza. I principi individuati, più nello specifico, sono 3:

    • VERITÀ: Verità oggettiva o anche soltanto putativa purché frutto di un diligente lavoro di ricerca
    • PERTINENZA: Utilità sociale dell'informazione
    • CONTINENZA VERBALE: Forma civile dell'esposizione dei fatti e della loro valutazione, che non ecceda lo scopo informativo da conseguire e sia improntata a leale chiarezza, evitando forme di offesa indiretta. Di fatto, dunque, l'esposizione deve essere obiettiva, rispettare quel minimo di dignità a cui ogni persona ha sempre diritto, aspirare ad una leale chiarezza. Tale forma civile non sussiste secondo i giudici se il giornalista ricorre a subdoli espedienti di offesa indiretta (e.g. racchiudere determinate parole tra virgolette, fare accostamente suggestionanti che vogliono mettere in cattiva luce, usare un tono sproporzionatamente scandalizzato o sdegnato, fare insinuazioni) Il giornalista deve inoltre diffondere la verità intera di tutti i fatti dei quali viene a conoscenza, senza tacerne dolosamente o colposamente altri.
  11. Dichiarazione dei diritti: ha legge anche in Italia ?:

    Non viene menzionata una "legge specifica" che applichi direttamente la Dichiarazione dei Diritti in Italia, tuttavia molti principi internazionali, come quelli contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sono recepiti nella legislazione italiana.

  12. Quanti crediti ottengono i giornalisti ?: (CAP. 2)

    I giornalisti iscritti all'albo devono accumulare 60 crediti formativi ogni tre anni attraverso corsi e aggiornamenti professionali obbligatori.

  13. Dolo della diffamazione (tipologie):

    Esistono due tipi di dolo per la diffamazione: il dolo generico, quando il giornalista è consapevole del potenziale danno reputazionale, e il dolo specifico, quando la diffamazione è intenzionalmente diretta a causare danno alla reputazione altrui.

  14. Differenza tra pubblicisti e professionisti: (CAP. 2)

    I pubblicisti svolgono attività giornalistica non esclusiva, mentre i professionisti esercitano la professione in maniera continuativa. I professionisti devono sostenere un esame di Stato per l'iscrizione all'albo, mentre i pubblicisti no

  15. Diffamazione:

    La diffamazione, ai sensi dell'articolo 595 c.p., si verifica quando un individuo comunica con più persone, in assenza dell'offeso, ledendo la reputazione di quest'ultimo. Si configura come diffamazione aggravata se commessa a mezzo stampa o tramite Internet, poiché questi mezzi di comunicazione ampliano la diffusione dell'offesa. Secondo la Corte di Cassazione, la diffamazione online, attraverso social network come Facebook, rientra tra le ipotesi aggravate del reato di diffamazione.

  16. Corti di disciplina: (CAP. 2)

    Le Corti di disciplina sono responsabili della vigilanza sul comportamento dei giornalisti iscritti all'Ordine. Esistono sia Consigli territoriali di disciplina, composti da 9 membri, che si occupano delle sanzioni a livello regionale, sia un Consiglio di disciplina nazionale, che interviene in sede di ricorso. Le sanzioni possono variare dall'avvertimento alla sospensione temporanea (da due mesi a un anno), fino alla radiazione dall'albo, nei casi più gravi.

  17. Testo Unico - Privacy:

    Il Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come Testo Unico sulla Privacy, è entrato in vigore nel gennaio 2004 e ha rappresentato un'importante tappa per la tutela dei dati personali in Italia. Esso è stato successivamente modificato dal decreto legislativo 28 maggio 2012 e integrato con il GDPR. Il Testo Unico contiene disposizioni generali per tutti i trattamenti di dati, incluse norme speciali per trattamenti da parte di soggetti pubblici e privati. Esso stabilisce sanzioni per violazioni e garantisce la tutela dei dati personali anche in contesti delicati come il trattamento dei dati sanitari.

  18. Cosa succederebbe se l'Ordine dei giornalisti fosse abolito:(CAP 2)

    Il partito radicale aveva proposto un referendum abrogativo per la legge n. 69/63 ma non ha raggiunto il quorum. Se lo avesse raggiunto:

    • La professione giornalistica non sarebbe più stata una professione intellettuale
    • I direttori e i redattori sarebbero stati declassati a semplici impiegati di redazione
    • I giornalisti e gli editori non avrebbero più potuto invocare il segreto professionale e la riservatezza delle fonti
    • Sarebbe stata cancellata la deontologia fissata all'art 2 I.n. 69/63 intitolato diritti e doveri Se l'Ordine dei giornalisti fosse abolito, la professione giornalistica cesserebbe di essere una professione intellettuale. I giornalisti non potrebbero più invocare il segreto professionale o la riservatezza delle fonti, e verrebbe eliminata la deontologia prevista dall'articolo 2 della legge n. 69 del 1963. Senza l'Ordine, i direttori e redattori sarebbero declassati a semplici impiegati di redazione e perderebbero le tutele attualmente garantite dalla normativa.
  19. Le leggi giornalistiche: (CAP 2)

    Le leggi principali che regolano l'attività giornalistica includono la Legge n. 69 del 1963, che ha istituito l'Ordine dei giornalisti, e il Testo Unico dei doveri del giornalista del 2016. Queste leggi definiscono i requisiti per l'accesso alla professione e impongono norme etiche e deontologiche che tutti i giornalisti devono rispettare.

  20. Cosa non deve fare il giornalista:

    Secondo il Decalogo del giornalista, il professionista non deve:

    • Usare toni insinuanti;
    • Formulare accuse senza basi concrete;
    • Omettere fatti rilevanti;
    • Accettare pressioni esterne per pubblicare o sopprimere informazioni.
  21. Legge Maccanico: (CAP 5)

    La Legge Maccanico (Legge n. 249 del 31 luglio 1997) ha introdotto l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e ha posto limiti alle posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo. La legge ha sancito che ogni emittente televisiva non può possedere più del 20% delle reti nazionali, per garantire il pluralismo.

  22. Legge Mammì:(CAP 5)

    La Legge Mammì (Legge n. 223 del 6 agosto 1990) ha regolato per la prima volta in modo organico il sistema radiotelevisivo italiano, stabilendo il regime di concessione per le emittenti private e ponendo limiti alla concentrazione delle proprietà nei media.

  23. Testo Unico (CAP 2)

    Il Testo Unico dei doveri del giornalista, approvato il 3 febbraio 2016, raccoglie i principali principi e obblighi deontologici a cui devono attenersi i giornalisti. È suddiviso in 4 titoli:

    • Titolo I: Principi e doveri, dove viene riaffermato il diritto alla libertà d'informazione e di critica. I giornalisti devono attenersi alla verità sostanziale dei fatti e al rispetto della personalità altrui. E loro obbligo rettificare notizie inesatte e correggere eventuali errori .
    • Titolo II: Doveri nei confronti delle persone, che stabilisce il rispetto della dignità umana e dei diritti dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda la privacy.
    • Titolo III: Doveri in tema di informazione, che sottolinea l'obbligo di non distorcere fatti e opinioni.
    • Titolo IV: Lavoro giornalistico, che disciplina il rapporto tra giornalisti e datori di lavoro, definendo l'obbligo di fedeltà e trasparenza.
  24. DSA e DMA (CAP 6)

    Il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA) sono due pilastri delle nuove normative europee per regolamentare le piattaforme digitali.

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