Domande esame Politica Economica Signorelli, Università degli Studi di Perugia

Documento dall'Università degli Studi di Perugia su Domande esame Politica Economica Signorelli. Il Pdf presenta domande d'esame con risposte dettagliate, coprendo argomenti come la sostenibilità del debito pubblico, le politiche di rientro, il quantitative easing europeo e la crisi finanziaria del 2007-2008, utili per lo studio universitario di Economia.

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Domande esame Politica
Economica Signorelli
Politica Economica
Università degli Studi di Perugia (UNIPG)
21 pag.
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Domande Esame Politica Economica Signorelli

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Domande esame Politica
Economica Signorelli
Politica Economica
Università degli Studi di Perugia (UNIPG)
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Downloaded by: aldy97 (ngakaaldy@gmail.com)DOMANDA SICURA

Condizioni di Sostenibilità del Debito Pubblico e Politiche di Rientro

Discutere le condizioni di sostenibilità del debito pubblico e presentare le politiche di
rientro, intese come le politiche di riduzione del rapporto Debito/PIL.
In primo luogo, definiamo il vincolo di bilancio dell'operatore pubblico che risulta uguale a:
D = G -T = AM + AB
Possiamo osservare che il disavanzo pubblico D è posto uguale alla differenza fra spesa
pubblica G e tassazione T e al suo finanziamento, dato dalla somma delle emissioni di nuova
moneta o di nuovi titoli. Quindi, risulta evidente che il disavanzo può essere finanziato con
diverse modalità (singole o congiunte): con la tassazione, con l'aumento della base monetaria
e con titoli. Tuttavia, è necessario precisare che, nell'area euro, il finanziamento con moneta è
stato proibito poiché porta ad un aumento dell'inflazione (con seguente aumento dei prezzi),
la quale può essere considerata a sua volta un'altra forma di finanziamento per via del
cosiddetto signoraggio o imposta da inflazione.
In generale, vi sono diverse definizioni di disavanzo, in base alla voci del bilancio pubblico che
si considerano. Fra queste, la prima è il disavanzo totale definito come differenza fra uscite
totali ed entrate totali, che in Italia prende il nome di indebitamento netto (concetto diverso
dalla grandezza stock del debito pubblico). Un'altra importante definizione è quella di
disavanzo primario, in cui si considera la spesa pubblica al netto dei pagamenti degli interessi
sul debito pubblico. Comunque, anche se nella maggioranza dei casi è sconsigliato generare
disavanzo poiché può creare problemi di sostenibilità del debito, vi sono due casi in cui tale
politica è vista positivamente: quando vi è il meccanismo del "tax-smoothing" (i disavanzi
consentono di distribuire del tempo il costo di eventi eccezionali, evitando di innalzare
notevolmente le tasse) o degli stabilizzatori automatici (strumenti che intervengono in
automatico a seconda della condizione ciclica).
Nel caso in cui, il sistema economico di un paese è gravato da un debito pubblico consistente,
vi sono tre soluzioni alternative: ripudio del debito (il governo non onora la sua promessa di
rimborso e/o non paga gli interessi, portando così lo Stato al default e perdendo
drasticamente la propria reputazione nei mercati internazionali), monetizzazione del debito
(stampa di moneta per finanziare i disavanzi e il pagamento dei titoli pubblici in scadenza) o
rimborso del debito (l'unica soluzione che porta ad una stabilità macroeconomica e politica,
ma necessita della creazioni di avanzi positivi). A tal proposito, introduciamo il concetto di
sostenibilità del debito pubblico: quest'ultimo è sostenibile nel momento in cui un paese
emette titoli pubblici nel mercato primario e trova acquirenti disposti ad accettare
determinati tassi d'interesse. Nel momento in cui non si trovano più investitori oppure li si
trova ad un tasso troppo elevato (generalmente maggiore del 7%), si può parlare di crisi del
debito sovrano. Ciò significa che lo Stato ha superato la propria capacità d'indebitamento, in
termini di solidità economica e fiducia nei mercati. Quindi, nel momento in cui il debito
pubblico è caratterizzato da un crescita costante, occorre rispettare delle condizioni affinché
si esca dalla situazione di crisi. Prima di tutto, è necessario stabilizzare il rapporto debito/PIL:
infatti, nel momento in cui tale valore è stabile, significa che il debito cresce
proporzionalmente al PIL e quindi lo Stato è in grado di creare le risorse per ripagarlo.
Consideriamo ora la relazione che esprime la dinamica del rapporto debito/PIL:
AB = - a +b (r - gy) - mgm
In cui "a" è la quota del saldo primario in relazione al PIL, (r - gy) indica l'eccesso del tasso
d'interesse reale rispetto alla crescita reale del sistema ponderato per la quota "b" del debito
esistente sul PIL e "mgm" rappresenta l'apporto del finanziamento monetario. In particolare,
per stabilizzare il rapporto, è necessario che AB = 0, mentre per diminuirlo deve risultare
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Downloaded by: aldy97 (ngakaaldy@gmail.com)AB<0. Quindi, nel momento in cui il debito è troppo elevato e vi sono rischi di sostenibilità
dello stesso, i governi possono adottare le seguenti politiche di rientro, finalizzate alla
riduzione del rapporto sopra citato:

  • Aumentare il finanziamento monetario mgm: questa politica è perseguibile nel
    momento in cui non vi sono disavanzi primari e il debito pregresso è a lunga scadenza
    e non indicizzato, per evitare il circolo viziosi di autoalimentazione del debito. Tale
    finanziamento può costituire una fonte di entrata alternativa grazie ai meccanismi del
    signoraggio e dell'imposta da inflazione, i quali, tuttavia, devono essere mantenuti
    entro certi limiti e dovrebbero agire una tantum.
  • Contenere il tasso d'interesse (r): questa politica è di difficile attuazione poiché, in
    un'economia aperta, il tasso è scarsamente manovrabile, oltre ad essere influenzato dal
    crescente volume del debito. In ogni caso, vi sono delle modalità con cui esso può
    essere controllato, anche se in via limitata: rafforzando la credibilità delle politiche di
    risanamento e attraverso politiche di gestione del debito. Queste ultime, agiscono sulle
    caratteristiche e sulla composizione del debito stesso. Ad esempio, si può cercare di
    diversificare i principali strumenti finanziari, emettendo titoli non perfettamente
    sostituibili fra loro. Inoltre, un accorta struttura del debito può anche prevenire crisi di
    fiducia.

Aumentare la crescita reale gy: ovviamente, un'elevata crescita dell'economia facilita le
operazioni di rientro del debito pubblico. Tuttavia, tale crescita può essere ostacolata
da misure restrittive volte a migliorare il saldo primario di bilancio e da aumenti del
tasso d'interesse che provocano una diminuzione degli investimenti.

  • Migliorare il saldo primario (a): ciò può avvenire sia con una diminuzione della spesa
    pubblica, sia con un aumento delle tasse. Quest'ultima è l'ipotesi più frequente, anche
    se dovrebbero essere rispettati dei limiti di tollerabilità fiscale. Invece, la contrazione
    della spesa pubblica può anche rispondere ad altre finalità, come la lotta agli sprechi e
    alle inefficienze e, da questo punto di vista, i tagli dovrebbero interessare i consumi
    pubblici, piuttosto che la cosiddetta spesa "produttiva", poiché gli investimenti pubblici
    (ad es. nella ricerca) sono gli unici in grado di autofinanziarsi nel medio-lungo termine.
    SOTTODOMANDE SICURE

Concetto di Equivalenza Ricardiana

1.Presentare brevemente il concetto di Equivalenza Ricardiana.
L'equivalenza ricardiana è un teorema di D.Ricardo ripreso dall'economista R.Barro nel 1974.
In generale, esso afferma che un finanziamento con titoli può essere assimilato ad un
finanziamento con imposte poiché l'emissione di titoli pubblici oggi equivale ad un aumento
delle tasse domani. In particolare, nel settore pubblico è esclusa la possibilità di emissione
perpetua di debito e il vincolo intertemporale di bilancio può essere rappresentato dalla
seguente equazione:
G1 + G2/(1+r) = T1+ T2/(1+r)
In cui (1+r) è il fattore di sconto delle entrate e uscite future (T2 e G2). Ovviamente, tale
vincolo non comporta il pareggio di bilancio ogni anno, ma pone l'uguaglianza fra il valore
attuale delle spese e il valore attuale delle imposte. Di conseguenza, un governo può decidere
il profilo temporale delle imposte, ma non la loro entità complessiva.
Attraverso tale equivalenza, Barro critica l'approccio keynesiano di aumento della spesa
pubblica non accompagnato da un innalzamento delle tasse. Infatti, considerando le entrate
costanti, aumenta il disavanzo pubblico, il quale porta ad un aumento del debito che poi va
finanziato con un ulteriore debito. Quindi, esso андrà diminuito in futuro e ciò può avvenire
attraverso l'aumento delle tasse: gli individui razionali sono così più propensi al risparmio (in
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Downloaded by: aldy97 (ngakaaldy@gmail.com)vista di imposte più elevate), riducendo così la propensione al consumo. Ad esempio, se
aumenta la spesa di 100 e diminuiscono i consumi di 100, la domanda di consumo aggregata
rimane invariata.

Ruolo della BCE nella Crisi dei Debiti Sovrani

2.Presentare brevemente il ruolo svolto dalla BCE nella crisi dei debiti sovrani in alcuni
paesi dell'Eurozona.
Successivamente alla crisi del 2007-2008, in Europa si è assistito ad un peggioramento delle
finanze pubbliche di alcuni paesi che poi è sfociato in una crisi dei debiti sovrani in Grecia,
Irlanda e Portogallo. Uno dei motivi per cui si diffuse tale crisi fu la risposta inadeguata,
incerta o tardiva in termini di politica economica da parte della BCE.
Il primo provvedimento in termini di aiuti finanziari fu concesso alla Grecia. Infatti, i ministri
delle finanze dei paesi appartenenti all'Eurogruppo misero a punto un sistema di prestiti
bilaterali da parte degli altri paesi membri (ad un tasso inferiore di quello di mercato - 5%). A
ciò, si aggiunse anche un prestito di 53 mld di euro da parte del FMI che copriva quasi
interamente il valore dei bond greci in scadenza nel 2010. In seguito, visto l'effetto domino di
crisi che portò ad un aumento degli spread negli altri paesi più deboli (i cosiddetti PIIGS), il
consiglio decise l'istituzione del cosiddetto fondo europeo salva-stati, formalmente Fondo
europeo per la stabilità finanziaria (Efsf). Esso aveva durata triennale e prevedeva uno
stanziamento di 750 mld, oltre ad un programma di risanamento dei conti, sottoposto al
controllo della Troika, per i paesi che ne avrebbero fatto richiesta.
Nel 2012, a causa del protrarsi della crisi, il suddetto fondo è stato affiancato e poi sostituito
dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Le finalità di questo nuovo fondo, che ammontava
a 700 mld (500 + 200 del Efsf), erano le seguenti: concedere prestiti condizionali ai paesi in
difficoltà, acquistare titoli sovrani sul mercato primario e secondario ricapitalizzare
direttamente le banche. Inoltre, anche questo fondo prevedeva un test di sostenibilità per i
paesi richiedenti. Tuttavia, per quei paesi assistiti dai fondi (ad esempio Grecia, Irlanda e
Portogallo), le regole e i controlli applicati sono stati troppo stringenti.
In ogni caso, essa ha adottato alcune operazioni non convenzionali e fra queste, le più
importanti sono state le seguenti:

  • Securities Market Program (Smp): acquisto di titoli di Stato emessi sul mercato
    secondario. Inizialmente, questa procedura fu rivolta alla Grecia, mentre, in seguito
    riguardò anche gli altri Piigs.
  • Long term refinancing operations (Ltro): rifinanziamenti a 36 mesi al tasso dell'1% per
    un ammontare di 1000 mld fra il 2011 e il 2012 (a favore delle banche).
  • Outright monetary transactions (Omt): acquisto di titoli pubblici sul mkt secondario
    con l'obiettivo di abbassamento dello spread. Tali prestiti sono condizionali (ad
    esempio è prevista una richiesta al fondo Esm) ma non prevedono un limite d'importo.
  • Forward guidance: comunicazione esplicita degli obiettivi da parte della BCE.
  • Targeted long-term refinancing operations (Tltro): è un operazione simile alle Ltro, ma
    sono rivolti a famiglie e imprese, sempre per un importo di 1000 mld.
  • Acquisti di ABS e obbligazioni bancarie garantite.
  • Quantitative easing (QE).
    Fra queste misure, quella che ha sortito maggiori effetti è stata l'Omt che, pur non essendo
    stata adottata, ha modificato, con il solo annuncio, le aspettative dei mercati. Infatti, dal 2012,
    la crisi dei debiti sovrani ha avuto una svolta come si può notare dai dati relativi agli
    andamenti dei differenziali di rendimento dei titoli di stato periferici sui bunds tedeschi.
    Tuttavia, dal punto di vista dell'economia reale, le politiche monetarie hanno avuto minore
    successo. Infatti, molti economisti ritengono che le politiche d'austerità (restrittive) sono state
    troppo intense, troppo prolungate e troppo estese a più paesi contemporaneamente. In
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