Slide da eCampus Università su Analisi delle Politiche Pubbliche (APP). Il Pdf esplora i diversi approcci deduttivi nello studio delle politiche pubbliche, come public choice, marxismo e neoistituzionalismo, per il corso di Diritto universitario.
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Corso di Laurea: Insegnamento: Lezione nº: Titolo: Attività nº:
Scienze Politiche E Sociali Analisi Delle Politiche Pubbliche 06 Approcci Deduttivi 01
Facoltà di Giurisprudenza
I diversi modi di studiare le PP Teorie deduttive: public choice
C 2007 - 2016 Università degli Studi eCampus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (Co) - C.F. 9002752130 - Tel: 031.79421 - Fax: 031.7942501 - Mail: info@uniecampus.ite CAMPUS UNIVERSITÀ Corso di Laurea: Insegnamento: Lezione nº: Titolo: Attività nº:
Scienze Politiche E Sociali Analisi Delle Politiche Pubbliche 06 Approcci Deduttivi 01
Facoltà di Giurisprudenza
da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Gli studi sulle politiche hanno una lunga storia ed un passato recente. Senza dubbio, uno dei problemi da affrontare nello studio delle politiche pubbliche è la varietà degli approcci legati a varie scuole di pensiero che hanno contribuito allo sviluppo della materia. Innanzitutto bisogna chiarire che esistono due tipi di teorie che cercano di spiegare cose diverse. Nella discussione teorica che seguirà presenteremo sei approcci comparabili perché simili per diversi aspetti. Le due variabili che ci aiutano ad identificare gli approcci sono: l'unità d'analisi (individuo, gruppo e istituzioni) e l'approccio generale alla costruzione teorica (o metodo d'analisi) (deduttivo vs. induttivo)
Deduttivo Induttivo
Individuo Public choice Economia del benessere
Gruppo Marxismo Pluralismo
Istituzioni Neoistituzionalismo Statalismo
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Scienze Politiche E Sociali Analisi Delle Politiche Pubbliche 06 Approcci Deduttivi 01
Facoltà di Giurisprudenza
da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Le teorie deduttive partono da un numero relativamente limitato di postulati fondamentali o affermazioni universalmente riconosciute e applicano poi tali affermazioni allo studio di fenomeni specifici. Le teorie induttive, invece, partono dall'osservazione di fenomeni specifici e da esse tentano di trarre delle generalizzazioni che possono poi combinarsi in una teoria più generale. Le unità d'analisi rappresentano il fuoco principale dell'approccio: l'individuo (approccio micro), il gruppo (approccio meso) e le istituzioni (approccio macro). Le prime teorie interpretano le politiche in termini di interessi ed azioni individuali, le seconde interpretano le stesse alla luce di dinamiche conflittuali/cooperative tra un numero più o meno esteso di gruppi riconoscibili nella società, il terzo si concentra sul funzionamento ed il ruolo giocato dalle organizzazioni e dalle istituzioni.
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Scienze Politiche E Sociali Analisi Delle Politiche Pubbliche 06 Approcci Deduttivi 01
Facoltà di Giurisprudenza
da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Si distinguono tre sottotipi di approcci a seconda dell'unità d'analisi utilizzata. Uno degli orientamenti della ricerca sulle politiche pubbliche che pone l'individuo come unità fondamentale di analisi e che ha ricevuto una notevole attenzione negli ultimi anni è la teoria della public choice. Questa teoria:
Uno dei padri fondatori della teoria, James Buchanan, sostiene che "tutta la public choice o teoria economica della politica potrebbe essere sintetizzata nella scoperta, o ri - scoperta, del fatto che gli individui dovrebbero essere trattati come massimizzatori razionali del proprio interesse in tutte le loro possibilità di comportamento".
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Facoltà di Giurisprudenza
da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Secondo l'impostazione della public choice i singoli attori (siano essi politici o elettori) si lasciano guidare dall'interesse personale nel compiere scelte che apportino loro il maggior vantaggio. Questa semplice ipotesi sul comportamento umano porta i sostenitori della teoria della public choice ad elaborare una serie complessa di corollari che spiegano vari aspetti della politica e delle politiche pubbliche. Tutto ciò è stato applicato agli studi sul comportamento degli elettori, alla relazione fra sistema politico e sistema economico, alla natura sul comportamento individuale e collettivo nell'attività decisionale, alla struttura e alle istituzioni di governo (tra cui gli apparati burocratici, gli organi legislativi, i partiti politici e la costituzione). Gli elettori non necessariamente votano per i partiti e i candidati che meglio agiscano nel loro interesse. I politici sono costantemente impegnati nella competizione elettorale al fine di promuovere i loro interessi in termini di guadagno, potere e prestigio derivanti dalla carica ottenuta e propongono politiche in grado di assicurarsi il favore degli elettori. La ricerca dell'interesse spinge i funzionari della burocrazia ad aumentare il più possibile gli stanziamenti a favore dei propri uffici, in quanto risorse maggiori sono fonte di potere, prestigio, vantaggi, stipendi più alti.
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Facoltà di Giurisprudenza
da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Gli organi burocratici sono quelli che realizzano il proprio interesse perché, essendo detentori del monopolio nell'erogazione dei beni e servizi per i quali non esiste mercato, non hanno concorrenti. Così Peter Self riassume brevemente questa teoria: "Secondo tale approccio, gli elettori possono essere paragonati a consumatori; i gruppi di pressione possono essere visti come associazioni di consumatori politici o, a volte, come membri di una cooperativa; i partiti politici diventano imprenditori che presentano pacchetti competitivi di servizi e tasse in cambio dei voti; la propaganda politica equivale alla pubblicità, mentre le agenzie governative sono aziende pubbliche che dipendono dalla ricezione o dalla ricerca di un supporto politico adeguato che permetta di coprirne i costi". La concezione del ruolo degli elettori, partiti e funzionari della pubblica amministrazione tipica della public choice porta alla conclusione che gli elettori siano costantemente alla ricerca di programmi alternativi offerti dal governo e che siano vincolati solo dalla loro disponibilità a pagare tasse, e che invece i politici, i partiti e i funzionari della pubblica amministrazione vogliano offrire programmi per perseguire il proprio interesse di potere, prestigio, popolarità.
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da Howlett e Ramesh 2003:24-33
Ciò significa che, nei paesi democratici, i governi agiscono come se fossero continuamente in campagna elettorale e che le decisioni vengono prese in base al ciclo elettorale: quelle popolari vengono prese prima delle elezioni, mentre quelle impopolari vengono prese dopo. Il risultato è un aumento costante del livello di intervento pubblico nell'economia e nella società. La conclusione che i teorici della public choice traggono è la necessità di sviluppare istituzioni che abbiano la facoltà di limitare la massimizzazione dell'utilità che riguarda gli interessi di individui particolari con un impatto negativo sulla società nel suo insieme. Secondo Buchanan, la teoria della public choice "non porta necessariamente alla conclusione che tutte le azioni collettive e tutte le azioni di governo siano necessariamente non auspicabili; porta piuttosto alla conclusione che, poiché le persone tendono a massimizzare la propria utilità, le istituzioni dovrebbero essere tali da assicurare che il comportamento individuale rafforzi gli interessi del gruppo, grande o piccolo, locale o nazionale. La sfida che ci proponiamo è costruire, o ri-costruire, un ordine politico che incanali il comportamento egoistico dei partecipanti verso il bene comune, in un modo che ricalchi il più possibile quello descritto da Adam Smith per quanto riguarda l'ordine economico".
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da Howlett e Ramesh 2003:24-33
La semplicità e l'eleganza logica di questa teoria ne nascondono le lacune.
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