Slide sull'Arte Etrusca che esplora la civiltà, i sarcofagi fittili e le sculture. Il Pdf analizza elementi stilistici e influenze ioniche, con un focus su opere chiave come il Sarcofago degli Sposi e l'Apollo di Veio, per un corso di disegno e storia dell'arte della scuola superiore.
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6. ARTE ETRUSCA CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Fra le civiltà preromane emerge, per quantità e qualità dei manufatti artistici, quella etrusca presente in Etru- ria (Toscana, Umbria occidentale e Lazio settentriona- le fino a Roma). L'Etruria non è uno stato unico: ogni città costituisce un'unità politicamente autonoma, al massimo poteva- no essere tra loro federate. Nel periodo di massima espansione gli Etruschi arrivarono alla Campania a sud e all'Emilia Romagna a nord. Con la cacciata dell'ultimo re di Roma etrusco (Tarqui- nio il Superbo), la sconfitta inflitta dai Greci a sud e dai Celti a nord il dominio etrusco si indebolisce. Con la caduta di Veio (396 a.C.) e la sconfitta, un seco- lo dopo, ad opera dei Romani, gli etruschi si unificano alle altre popolazioni italiche.
VENETI GALLI (CELTI) Mantova · Adria · Fiume Po LIGURI · Spina Bologna Mar Ligure Arezzo Volterra Cortona ETRUSCHI Perugia Chiusi Populonia Vetulonia UMBRI Volsinii Vulci SABINI CORSICA Veio · Alaia Tarquinia O Tovere Cerveteri SANNITI 1 Campeva Etruria nel 750 A.C. Espansioni etrusche 750-500 A.C. O Città della Lega Etrusca . Altre città etrusche 0 50 100 150 documentario Sulle tracce degli Etruschi CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe I Mar Adriatico Mar Tirreno Roma LATINIARTE ETRUSCA
I centri abitati sorgono generalmente in cima ad una collina, protetti da mura. Il tracciato, nonostante le curve di livello, tende, tuttavia, ad essere regolare come si può osservare anche in molte necropoli. Nelle mura si aprivano alcune porte, le prime, in Italia, ad essere realizzate con aperture ad arco reale (per di- stinguerlo dallo pseudo-arco che, sostanzialmente, fun- ziona come l'architrave). Uno degli esempi più antichi ancora esistente è quello di Volterra (IV sec. a.C.).
estradosso archivolto chiave intradosso concio reni sesto freccia -rinfianco 30° circa piano --- imposta peduccio fronte piedritto luce Negli archi il peso delle strutture è trasmesso dai vari conci fino al piedritto con una componente oriz- zontale. Per la solidità dell'arco il piedritto deve poter assor- bire tale spinta orizzontale. funzionamento dell'arco a tutto sesto CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
La maggiore testimonianza dell'architettura etrusca è quella funeraria (dopo che le città furono distrutte dai Romani). Gli Etruschi credevano che il defunto continuasse a vivere nella tomba per cui questa ri- produce spesso gli ambienti domestici con varie camere comunicanti, arredi, suppellettili e decorazioni parietali. Ma le tipologie variano molto dato che ogni città era autonoma.
Tra le tipologie di tomba più diffuse c'è il tumulo, la tomba a cupola (simile alla tholos mice- nea con impianto circolare, sormontata da pseudocupola) e la tomba a pozzetto.
PRINCIPALI TOMBE ETRUSCHE TOMBA A TUMOLO TOMBA A CUPOLA TOMBA A POZZETTO colonna sezione Le sepolture etrusche si adattano al tipo di terreno ove sono costruite e subiscono inoltre delle mutazioni strutturali dovute all'epoca di edifica- zione. Tutti i tipi di tomba si rifanno all'idea dell'estrema dimora come casa: alcune riproducono l'interno della casa come le camere delle tom- be a pozzetto, altre ne riproducono l'aspetto esterno. CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
tomba etrusca a cupola - Casale Marittimo La tomba di Casale Marittimo (VII se. a.C.) è formata da una serie di anelli, costituiti da la- stre di tufo, che si restringono progressiva- mente verso l'alto (pseudocupola). Un pilastro rastremato sostiene la struttura. Le pietre non sono smussate lungo la super- ficie interna della tholos (come nel tesoro di Atreo a Micene) per cui si crea un intradosso con gradini a spigolo vivo. L'effetto è aggressivo e barbarico e, nonostan- te i contatti con la cultu- ra greca, si tratta di una concezione anti-classi- ca. tesoro di Atreo - Micene (XIV sec. a.C.) CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
A Cerveteri si trova- no grandi tombe a tumulo distribuite su due colline parallele. I tumuli di terra sor- gono su basamenti di pietra con forma circolare e conten- gono, al loro interno, ambienti quadran- golari più o meno complessi. ==- e- 1 2 6 4 5 11 10 9 12 13 14 15 18 17 18 19 20 21 22 vista aerea della necropoli di Cerveteri CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Le ricche camere funerarie sono autentici capola- vori architettonici come nella Tomba degli scudi e delle sedie (VI sec. a.C.) o quella dei Rilievi (IV-II sec. a.C.). La prima sembra un'abitazione con più stanze con tanto di sedili e letti. La seconda è un'unica camera con tetto a spioven- ti e loculi lungo le pareti. I rilievi sulle pareti mo- strano animali, scudi, elmi ed altri oggetti di uso comune.
tomba dei rilievi tomba degli scudi e delle sedie tomba degli scudi e delle sedie 0 0 tomba delle cinque sedie tomba dei leopardi CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Non resta molto dei templi etruschi, a parte alcuni basamenti in pietra, poiché si trattava di strutture piuttosto effimere con due spioventi in legno. Vitruvio li descrive come edifici larghi con tre celle parallele per tre diverse divinità, ampio pronao con quattro colonne di tipo tuscanico (simili a quelle doriche ma con fusto liscio e base sottostante). Somiglia evidentemente a quello greco ma, a differenza di questo, sorgeva su un alto po- dio a cui si accedeva da un'ampia gradinata sul fronte.
IL TEMPIO ETRUSCO PIANTA Orvieto - base di tempio etrusco modellino fittile di tempio etrusco (I sec. a.C.) CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
La maggior parte delle sculture etrusche proviene dai corredi funerari (e d'altra parte qua- si tutta l'arte di questa civiltà è legata alla religione e al culto dell'aldilà). In questo contesto si inserisce la pratica divinatoria degli arùspici che leggevano nelle viscere degli animali il volere degli dei aiutandosi con modellini bronzei (come il famoso fegato ovino del IV sec. a.C.) per identificare le corrispondenze tra mondo celeste e terre- stre.
ESCORT STARTET THE LEAD (800 TIS) 4 (URSA MINOR)' THE END STAR OF URSA MAJOR (A) REGULUS (Alpha omega) SPICAY DRACO O the is Your Blood EICRISTIAL DRACO VEGA MIRA Nexes WHEN Nexes RIMAS to SETS RISING HERKULES Honderd THE ORION'S HIDDEN ASCENDS PLEIADES SETTING STALL WEST WHEN LOOKS comes (News) THE BREAK (OF SEASONS) DRACOFRAISES 4 END STAR (ARCTURUS)} SPKA HERE EAST ast. Antares head of) JUMPING ( SETTING). THE DOUBLE(D) ANT ARES MIRAS IN SETTING SIRIUS SIRIUS ANTARES ALoads STARS CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
L'età arcaica della scultura etrusca è caratterizzata dalla produzione di urne, dette canopi, con coperchio a forma di testa umana, forse riproducente le fattezze del defunto. Il canopo era poggiato su una sorta di sedile con schienale concavo inserito in un grande recipiente fittile (chiamato ziro) conservato nella camera sepolcrale. Il volto è raffigurato in maniera sintetica e senza idealizzazione. Ciò che emerge è, invece, una sorta di tipizzazione cioè la volontà di cogliere ed accentuare gli elementi essenziali del viso per rappresentare un "tipo" fisico umano, piuttosto che uno specifico individuo. CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Da Cerveteri provengono alcuni sarcofagi fittili a forma di lettuccio conviviale con una o due persone recumbenti (cioè sdraiate sul fianco) nell'atto di partecipare al proprio ban- chetto funebre con i parenti viventi. CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Uno degli esempi più celebri è il Sarcofago degli Sposi (520 a.C.) nel quale una coppia giace su un letto con materasso, coperta e cuscini. I personaggi tenevano degli oggetti in mano (oggi perduti) ed erano originariamente policromi. Alcuni elementi sono di derivazione ionica: l'acconciatura, la finezza dei volti, il sorriso. Però l'impostazione è anticlassica con un evidente sbilanciamento dei pesi verso destra enfatizzato dall'assottigliarsi delle gambe a sinistra. I tratti sono spigolosi e gli occhi a mandorla un po' rialzati. Più che un sorriso arcaico sembra un'espressione ironica. CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
La stessa influenza della scultura ionica è visibile nell'A- pollo di Veio (VI-V sec. a.C.): acconciatura, espressione del volto e pieghe della veste hanno fatto pensare addirittura ad un artista greco operante nei territori etruschi. Ma manca la leggerezza e il naturalismo della veste, l'ef- fetto diventa violento e dina- mico. Lo stesso uso della terracot- ta, invece del marmo, conferi- sce alle sculture una fragilità e una matericità lontana dall'i- dealizzazione dell'arte greca. CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Tra la fine del VI e gli inizi del V secolo si colloca una delle sculture bronzee più signifi- cative dell'arte etrusca, la Lupa Capitolina, simbolo delle leggendarie origini della città di Roma (e forse eseguita proprio su committenza dei Romani). L'animale, con espressione ringhiante, è posato saldamente sulle quattro zampe e volge la testa a sinistra. L'aspetto è aspro e aggressivo. La lupa non è trattata con realismo ma interpretata per coglierne il senso: la struttura ossea è evidente (la belva, dunque, è famelica), la vena gonfia sul muso ne rivela la ten- sione nervosa, le mammelle gonfie indicano lo stato di madre pronta a combattere per difendere la cucciolata (l'aggiunta dei piccoli Romolo e Remo, a completamento del mito di fondazione di Roma, è opera di Antonio del Pollaiolo, nel XV sec.).
LVPAE ROMVIVM ET BEMVM VERIS CONDITORIA LACTANTES ANTIVVM AC ALNEVMIN CAPITULO HIENVM CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe IARTE ETRUSCA
Altra famosa scultura bronzea, espressione anch'essa di tensione e asprezza, è la Chi- mera di Arezzo (V-IV sec. a.C.), il mitico mostro capace di distruggere le messi vomitando fuoco. Il corpo colto un attimo prima del balzo e la testa di leone ruggente sono completati da una coda anguiforme (cioè a forma di serpente) e da una testa di capra che sporge dal dorso. Questo è percorso da una striscia di pelo irto mentre le unghie fuoriescono dalle zampe. Anche in questo caso vi è una grande forza espressiva e una potente struttura geometrica data dalle curve dell'animale (aspetto che rivela comunque una cultu- ra grecizzante). CORSO DI DISEGNO E STORIA DELL'ARTE classe I