Documento sulla consecutio temporum del congiuntivo in latino, con esempi e tabelle comparative. Il Pdf, pensato per la scuola superiore, spiega la distinzione tra proposizioni finali e completive volitive, supportando lo studio della grammatica latina e delle lingue.
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In latino le proposizioni subordinate esplicite, oltre che con l'indicativo, si esprimono anche con il congiuntivo per lo più nel rispetto della consecutio temporum. Nelle proposizioni subordinate al congiuntivo, dato che l'azione verbale viene posta in rela- zione cronologica con l'azione della sovraordinata, i tempi verbali sono quasi sempre usati con valore relativo, esprimono cioè un rapporto di contemporaneità, anteriorità, posteriorità rispet- to all'azione della sovraordinata.
Nelle prime due subordinate che conosceremo - circostanziale finale e completiva volitiva - il rapporto temporale rispetto alla sovraordinata è sempre e solo quello della contemporanei- tà, espresso con il congiuntivo presente o imperfetto.
verbo della sovraordinata subordinata: rapporto di contemporaneità
Tempo principale Congiuntivo presente
Tempo storico Congiuntivo imperfetto
La congiunzione subordinante ut, con negazione ne, viene usata per introdurre due tipi di pro- posizioni subordinate al congiuntivo, formalmente molto simili, poiché presentano la stessa struttura sintattica, ma fra loro concettualmente diverse perché, come vedremo, diversa è la funzione logica. Esse sono:
Entrambe le proposizioni esprimono una manifestazione di volontà e sembrano simili, ma nel primo caso la circostanziale finale esprime il fine dell'azione della sovraordinata, nel secondo la completiva volitiva completa il significato del verbo della sovraordinata. La circostanziale in altri termini ha funzione di "libero complemento", mentre la completiva di "complemento obbligatorio", come si vede da questi due esempi:
corrisponde a ... Medicamentum sume ut valeas. Prendi la medicina per star bene. Medicamentum sume ad valetudinem tuam. Prendi la medicina per la tua salute.
Cura ut valeas. = Cerca (cura) di star bene. Cura valetudinem tuam. = Cura la tua salute.
È evidente che nel primo caso la proposizione ut valeas esprime il fine di un'azione già di per sé completa («Prendi la medicina» ha senso di per sé), quindi la subordinata è una circostan- ziale finale, mentre nel secondo ut valeas costituisce l'oggetto del verbo curo («Cerca» non ha senso senza un oggetto), quindi la subordinata è una completiva oggettiva.
In italiano la proposizione circostanziale finale, che indica il fine, lo scopo a cui tende l'azione enunciata nella sovraordinata, può presentarsi:
In latino la proposizione finale è introdotta dalle congiunzioni subordinanti ut (nella forma af- fermativa) e ne (nella forma negativa), seguite dai tempi del congiuntivo che esprimono contem- poraneità, ovvero dal congiuntivo presente o imperfetto, secondo il seguente schema.
verbo della sovraordinata
tempo del congiuntivo
esempio
Tempo principale
Presente
Athenienses pugnant ut patriă liberă sit. Gli Ateniesi combattono perché la patria sia libera. Romam relinquēmus ne vobis incommodum feramus. Lasceremo Roma per non recarvi disturbo.
Tempo storico
Imperfetto
Athenienses pugnabant ut patriă liberă esset. Gli Ateniesi combattevano perché la patria fosse libera. Romam reliquimus ne vobis incommodum ferremus. Abbiamo lasciato Roma per non recarvi disturbo.
La proposizione finale può trovarsi espressa anche in forma implicita:
Haedui legatos misērunt ... Gli Edui mandarono ambasciatori per chiedere (= che chiedessero) la pace.
Forma esplicita ... ut pacem peterent.
Forma implicita ... pacem petituros. ... petītum pacem.
Conosceremo in seguito anche altri modi di esprimere la finale.
La proposizione finale può essere introdotta, anziché dalla congiunzione ut, dal pronome relativo qui, quae, quod seguito dal verbo al congiuntivo presente o imperfetto ed è pertanto una relativa impropria, detta anche relativa finale.
Haedui legatos misērunt qui pacem petèrent. Gli Edui mandarono ambasciatori per chiedere (= che chiedessero) la pace.
In italiano la congiunzione "perché" può introdurre proposizioni molto diverse fra loro, fra cui la proposizione finale, causale e interrogativa. In latino, invece, queste proposizioni sono in- trodotte da congiunzioni diverse e presentano diverse strutture sintattiche, come risulta dalla seguente tabella.
proposizione in italiano in latino esempio
Finale perché ut + congiuntivo + congiuntivo Galli auxilia Belgis misērunt ut Romani pellerentur. I Galli inviarono rinforzi ai Belgi perché i Romani fossero respinti.
Causale perché + indicativo quod/quia/quoniam + indicativo o congiuntivo Romani pulsi sunt quod/quia/ quoniam Galli Belgis auxilia misěrant. I Romani furono respinti perché i Galli avevano inviato rinforzi ai Belgi.
Interrogativa perché + indicativo o congiuntivo cur + indicativo o congiuntivo Caesar ex legatis quaesivit cur Galli auxilia Belgis misissent. Cesare chiese agli ambasciatori perché i Galli avessero inviato rinforzi ai Belgi.
a) Completamento · Completa le seguenti frasi inserendo la congiunzione subordinante oppor- tuna e coniugando correttamente il verbo sottolineato. Per definire il tempo e la persona verbale è utile trasformare le finali implicite in esplicite.
a) Frasi d'allenamento · Traduci le seguenti frasi.
b) Frasi d'autore · Traduci le seguenti frasi.
1. Località della Tessaglia dove, durante la III guerra macedonica (168 a.C.), il re Perseo si era accampato.
In italiano come in latino, in dipendenza da verbi che esprimono l'idea di volontà, desiderio, in- tenzione, sforzo, si trova una proposizione subordinata completiva di natura volitiva, spesso con funzione oggettiva. In italiano la completiva volitiva può presentarsi:
In latino la completiva volitiva è introdotta dalle congiunzioni subordinanti ut (nella forma affermativa) e ne (nella forma negativa), seguite da un verbo al modo congiuntivo secondo le stesse modalità della proposizione finale: