Consecutio Temporum del Congiuntivo in latino: proposizioni subordinate

Documento sulla consecutio temporum del congiuntivo in latino, con esempi e tabelle comparative. Il Pdf, pensato per la scuola superiore, spiega la distinzione tra proposizioni finali e completive volitive, supportando lo studio della grammatica latina e delle lingue.

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CONSECUTIO
TEMPORUM
DEL
CONGIUNTIVO

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CONSECUTIO TEMPORUM DEL CONGIUNTIVO

In latino le proposizioni subordinate esplicite, oltre che con l'indicativo, si esprimono anche con il congiuntivo per lo più nel rispetto della consecutio temporum. Nelle proposizioni subordinate al congiuntivo, dato che l'azione verbale viene posta in rela- zione cronologica con l'azione della sovraordinata, i tempi verbali sono quasi sempre usati con valore relativo, esprimono cioè un rapporto di contemporaneità, anteriorità, posteriorità rispet- to all'azione della sovraordinata.

Tempi principali

  • indicativo presente, futuro semplice e anteriore + perfetto logico
  • imperativo presente e futuro
  • congiuntivo presente

Tempi storici

  • indicativo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto + presente storico
  • congiuntivo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto.

La consecutio temporum della contemporaneità

Nelle prime due subordinate che conosceremo - circostanziale finale e completiva volitiva - il rapporto temporale rispetto alla sovraordinata è sempre e solo quello della contemporanei- tà, espresso con il congiuntivo presente o imperfetto.

verbo della sovraordinata subordinata: rapporto di contemporaneità

Tempo principale Congiuntivo presente

Tempo storico Congiuntivo imperfetto

PROPOSIZIONI INTRODOTTE DA UT/NE

La congiunzione subordinante ut, con negazione ne, viene usata per introdurre due tipi di pro- posizioni subordinate al congiuntivo, formalmente molto simili, poiché presentano la stessa struttura sintattica, ma fra loro concettualmente diverse perché, come vedremo, diversa è la funzione logica. Esse sono:

  • la proposizione circostanziale finale;
  • la proposizione completiva volitiva.

PER TRADURRE

Finale e completiva volitiva: che differenza c'è?

Entrambe le proposizioni esprimono una manifestazione di volontà e sembrano simili, ma nel primo caso la circostanziale finale esprime il fine dell'azione della sovraordinata, nel secondo la completiva volitiva completa il significato del verbo della sovraordinata. La circostanziale in altri termini ha funzione di "libero complemento", mentre la completiva di "complemento obbligatorio", come si vede da questi due esempi:

corrisponde a ... Medicamentum sume ut valeas. Prendi la medicina per star bene. Medicamentum sume ad valetudinem tuam. Prendi la medicina per la tua salute.

Cura ut valeas. = Cerca (cura) di star bene. Cura valetudinem tuam. = Cura la tua salute.

È evidente che nel primo caso la proposizione ut valeas esprime il fine di un'azione già di per sé completa («Prendi la medicina» ha senso di per sé), quindi la subordinata è una circostan- ziale finale, mentre nel secondo ut valeas costituisce l'oggetto del verbo curo («Cerca» non ha senso senza un oggetto), quindi la subordinata è una completiva oggettiva.

PROPOSIZIONE FINALE

In italiano la proposizione circostanziale finale, che indica il fine, lo scopo a cui tende l'azione enunciata nella sovraordinata, può presentarsi:

  • in forma esplicita introdotta dalle congiunzioni perché, affinché seguite da un verbo al modo congiuntivo che ha mantenuto la stessa consecutio latina: «gli Ateniesi combattono perché/affinché la patria sia libera» «gli Ateniesi combattevano perché/affinché la patria fosse libera»
  • in forma implicita introdotta dalle preposizioni per, a o da locuzioni come allo scopo di, al fine di seguite da un infinito, quando il soggetto è lo stesso della sovraordinata: «sono venuto per/allo scopo di vederti».

In latino la proposizione finale è introdotta dalle congiunzioni subordinanti ut (nella forma af- fermativa) e ne (nella forma negativa), seguite dai tempi del congiuntivo che esprimono contem- poraneità, ovvero dal congiuntivo presente o imperfetto, secondo il seguente schema.

verbo della sovraordinata

tempo del congiuntivo

esempio

Tempo principale

Presente

Athenienses pugnant ut patriă liberă sit. Gli Ateniesi combattono perché la patria sia libera. Romam relinquēmus ne vobis incommodum feramus. Lasceremo Roma per non recarvi disturbo.

Tempo storico

Imperfetto

Athenienses pugnabant ut patriă liberă esset. Gli Ateniesi combattevano perché la patria fosse libera. Romam reliquimus ne vobis incommodum ferremus. Abbiamo lasciato Roma per non recarvi disturbo.

  • In presenza di un comparativo la finale è introdotta dalla congiunzione quo anziché ut. Per totam noctem iter feci quo celerius domum pervenirem. Ho viaggiato per tutta la notte per arrivare più velocemente a casa.
  • La coordinazione tra due finali negative avviene con le congiunzioni neve o neu. Tacůi ne ingrata dicerem neve/ne Ho taciuto per non dire cose sgradite e per te offenděrem. non offenderti.

La finale in forma implicita

La proposizione finale può trovarsi espressa anche in forma implicita:

  • con il participio futuro, come già sappiamo;
  • con il supino in -um, la cui forma è presente nel paradigma, di norma in dipendenza da un verbo di movimento.

Haedui legatos misērunt ... Gli Edui mandarono ambasciatori per chiedere (= che chiedessero) la pace.

Forma esplicita ... ut pacem peterent.

Forma implicita ... pacem petituros. ... petītum pacem.

Conosceremo in seguito anche altri modi di esprimere la finale.

La finale introdotta dal prononome relativo

La proposizione finale può essere introdotta, anziché dalla congiunzione ut, dal pronome relativo qui, quae, quod seguito dal verbo al congiuntivo presente o imperfetto ed è pertanto una relativa impropria, detta anche relativa finale.

Haedui legatos misērunt qui pacem petèrent. Gli Edui mandarono ambasciatori per chiedere (= che chiedessero) la pace.

PER TRADURRE

La congiunzione "perché"

In italiano la congiunzione "perché" può introdurre proposizioni molto diverse fra loro, fra cui la proposizione finale, causale e interrogativa. In latino, invece, queste proposizioni sono in- trodotte da congiunzioni diverse e presentano diverse strutture sintattiche, come risulta dalla seguente tabella.

proposizione in italiano in latino esempio

Finale perché ut + congiuntivo + congiuntivo Galli auxilia Belgis misērunt ut Romani pellerentur. I Galli inviarono rinforzi ai Belgi perché i Romani fossero respinti.

Causale perché + indicativo quod/quia/quoniam + indicativo o congiuntivo Romani pulsi sunt quod/quia/ quoniam Galli Belgis auxilia misěrant. I Romani furono respinti perché i Galli avevano inviato rinforzi ai Belgi.

Interrogativa perché + indicativo o congiuntivo cur + indicativo o congiuntivo Caesar ex legatis quaesivit cur Galli auxilia Belgis misissent. Cesare chiese agli ambasciatori perché i Galli avessero inviato rinforzi ai Belgi.

Completamento

a) Completamento · Completa le seguenti frasi inserendo la congiunzione subordinante oppor- tuna e coniugando correttamente il verbo sottolineato. Per definire il tempo e la persona verbale è utile trasformare le finali implicite in esplicite.

  1. Caesar equites praemisit loca Cesare mandò avanti i cavalieri perché esplorassero (exploro, as, avi, atum, are) i luoghi.
  2. Ad scholam eo Latinam linguam quoque Vado a scuola per imparare (disco, is, didici, ère) anche la lingua latina.
  3. Ulixes, Ithacam diu mare peragravit. Ulisse, per ritornare (redeo, is, ii, itum, ire) a Itaca, viaggiò a lungo per mare.
  4. Caesar praesidia constituit castra firmius Cesare stabilì dei presidi perché l'accampamento fosse più saldamente difeso (defendo, is, de- fendi, defensum, ère).
  5. a Romanis Hannibal venenum sumpsit. Per non essere catturato (capio, is, cepi, captum, ère) dai Romani, Annibale prese il veleno.

Le circostanziali finali

a) Frasi d'allenamento · Traduci le seguenti frasi.

  1. Ulixes, ut Ithacam redire posset, immortalitatem recusavit. 2. Romani ab aratro Cincinnatum abduxērunt ut dictator crearetur. 3. Ceres, Proserpinam, filiam suam, quaesitura, Siciliam totam peragravit. 4. Nobiscum rus venietis ne soli domi maneātis. 5. Prima luce Hannibal exploratores praemisit qui viam per loca impervia invenirent. 6. Dixit Iesus: "Benigne iudicate, ut benigne iu- dicemīni; nam, ut iudicavēritis, sic iudicabimīni". 7. Pompeius ac plerīque ("parecchi") senatores, cum cognovērunt Caesarem Romam appropinquare, ne libertatem vitamque amittèrent, ex Urbe fugērunt. 8. Propěro ut ante noctem domum reděam. 9. Ne hostes in castra impětum facèrent, dux vigilias duplicavěrat. 10. Ineunte aestate, rus aděo fructus floresque collecturus. 11. Caesar Labie- num praemittit qui locum ad castra idoneum deligat. 12. Cur Cicero Romā effügit et in paludem se abdīdit? Ne ab Antonii sicariis interficeretur.

b) Frasi d'autore · Traduci le seguenti frasi.

  1. Codrus rex morti se vovit, ut patriam servaret. (Cic.) 2. Caesar legionarios milites decimae legionis secum ad colloquium cum Ariovisto duxit, ut praesidium fidum habēret. (Caes.) 3. Hoc omittam ne offendam tuas patientissimas aures. (Cic.) 4. Praetor ad Scipionem Pompeiumque nuntios mittit ut sibi subsidio veniant. (Caes.) 5. Bellovăci equites miserunt qui primum (avv.) elicèrent nostros in insidias, deinde circumventos petèrent. (Caes.) 6. Legati Carthaginienses Romam venērunt, qui senatui populoque Romano gratias agèrent. (Nep.) 7. Ager aratur, quo meliores fructus possit edère. (Cic.) 8. Caesar praesidia disponit, quo facilius hostes prohibēre possit. (Caes.) 9. Haec dixi ne in errorem incidamus neve cetèris iniuriam faciamus. (Cic.) 10. Caesar ad Lingones litteras nuntiosque miserat, ne Helvetios frumento iuvarent. (Caes.) 11. Non ut edam vivo, sed ut vivam edo. (Quint.) 12. Discedite, ne vos rex audiat! (Sen.) 13. Rex Perseus, desperata pace, ad Sycurium1, unde abiěrat, redit, belli casum de integro temptaturus. (Liv.) 14. Agesilaus Ephēsum hiemātum exercitum duxit. (Nep.)

1. Località della Tessaglia dove, durante la III guerra macedonica (168 a.C.), il re Perseo si era accampato.

PROPOSIZIONE VOLITIVA

In italiano come in latino, in dipendenza da verbi che esprimono l'idea di volontà, desiderio, in- tenzione, sforzo, si trova una proposizione subordinata completiva di natura volitiva, spesso con funzione oggettiva. In italiano la completiva volitiva può presentarsi:

  • in forma esplicita introdotta dalla congiunzione "che" seguita dal verbo al modo congiuntivo (es. «Desidero che tu stia bene»);
  • in forma implicita, quando ha lo stesso soggetto della sovraordinata, con l'infinito preceduto dalle preposizioni "di" o "a" (Es. «Ti chiedo di venire», «Ti esorto a studiare»).

In latino la completiva volitiva è introdotta dalle congiunzioni subordinanti ut (nella forma affermativa) e ne (nella forma negativa), seguite da un verbo al modo congiuntivo secondo le stesse modalità della proposizione finale:

  • congiuntivo presente, in rapporto a un tempo principale (presente e futuro) nella sovraor- dinata;
  • congiuntivo imperfetto, in rapporto a un tempo storico (imperfetto, perfetto e piuccheper- fetto) nella sovraordinata.

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