Documento su Ultima Lezione. Il Pdf esamina i cambiamenti nella politica estera americana sotto Nixon, la crisi petrolifera del 1973 e l'apertura diplomatica verso la Cina. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Storia, tratta gli accordi di Bretton Woods e le implicazioni economiche e politiche di queste decisioni.
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Con l'arrivo di Nixon alla Casa Bianca si assiste ad un cambio di paradigma della politica estera americana, dato da un parziale disimpegno degli Stati Uniti. La bilancia dei pagamenti americana, infatti, soffriva molto dello stato di forte spesa militare volta non soltanto al recupero del MISSAIL GAP che c'era nei confronti dell'Unione Sovietica. Ma soprattutto per il mantenimento dell'installazione di NATO e dei vari scenari internazionali, all'interno dei quali le truppe americane erano coinvolte nel mantenimento dello status quo e della cristallizzazione della guerra fredda tra blocco orientale e blocco occidentale.
Viene annunciata la chiusura della finestra dell'oro. Il sistema monetario internazionale di quel periodo si basava su quelli che erano i cosiddetti accordi di Bretton-Wood sottoscritti nel luglio del 1944 tra i 42 paesi all'epoca capaci di poter partecipare a una conferenza internazionale, ma che poi si estesero a quasi tutti i Paesi del blocco occidentale. Pertanto, il sistema dei tassi di cambio era stabilito sulla base di una parità, cioè di un tallone cosiddetto tallone aureo. Perciò il tasso di cambio di ogni valuta veniva espresso in oro oppure nel dollaro degli Stati Uniti. Chiudere la finestra dell'oro significava l'INCONVERTIBILITA' del dollaro in oro, in quanto, gli accordi di Bretton Woods e successivamente gli istituti internazionali che erano sorti a seguito, tra cui il Fondo monetario internazionale della Banca Mondiale aveva stabilito un tasso di cambio tra ogni oncia d'oro e ogni dollaro americano. Pertanto, la chiusura della finestra dell'oro, quindi la assoluta volontà da parte del Presidente Nixon di evitare una perfetta convertibilità tra dollaro e oro metteva al riparo gli Stati Uniti dal fatto che in qualunque momento quantità di dollari all'interno delle casse delle banche centrali di tutti i Paesi aderenti agli accordi di Bretton Woods, di questi potesse essere richiesta la conversione in oro, oro conservato all'interno dellaFederal Reserve, cioè la Banca centrale americana, e tuttavia copriva soltanto una piccola parte della possibilità di conversione. Per evitare quindi un default eccezionale: la chiusura della finestra dell'oro.
Pertanto, dal 1970 in poi il sistema monetario internazionale verrà definito con il nome di DOLLAR STANDARD, in quanto il tasso di cambio di tutte le principali monete aderenti agli accordi di Bretton Woods e facenti parte del Fondo monetario internazionale verrà fissata rispetto al dollaro americano.
Altra importante decisione che il Presidente Nixon prende insieme a Kissinger (segretario di Stato) e il ritiro dal Vietnam del Sud. Il leader vietnamita del Vietnam del Sud era stato ucciso, gli americani avevano sperato nella realizzazione di una Repubblica totalmente democratica rispetto a quella di Diem che era stato un vero e proprio dittatore, anche se filoamericano. Tutto questo non si era verificato, si erano susseguiti una serie di governi presieduti da giunte militari, fino a quando il Vietnam del Nord comunista, sostenuto da Cina in Unione Sovietica aveva intentato una guerriglia per la conquista totale del Vietnam del Sud. Al Vietnam del Sud il Presidente Kennedy e il suo successore Nixon Johnson avevano fatto fronte inviando un consistente aiuto militare, soprattutto in termini di uomini a protezione del Vietnam del Sud. Questa guerra che gli Stati Uniti consideravano non appartenere in alcun modo allo scenario della guerra fredda (si trattava di un conflitto che Nixon riteneva essere ormai estremamente localizzato nel sud-est asiatico e comunque costava troppo per gli americani, tanto in termini di vite umane quanto soprattutto in termini economici e di sostegno della spesa militare. Gli accordi di pace, la cosiddetta pace con onore che gli Stati Uniti a sostegno del governo del Vietnam del Sud insieme al negoziatore Vietcong Ledukto cercano di raggiungere. Porteranno tuttavia ad una egemonia comunista in Indocina, in quanto il Vietnam del Sud sarà nel 1974 praticamente lasciato a se stesso: le truppe americane si ritirano completamente, abbandonando di fattoquesto paese alla sua sorte. Nel 1975 una nuova invasione dei Nord vietnamiti porta alla rapida debacle del Vietnam del Sud e alla caduta della capitale Saigon il 30 aprile del 1975. Il Paese viene riunificato sotto un unico regime socialista, la città di Saigon viene ribattezzata in Hocimin City dal nome del presidente Nord- vietnamita Hocimin. Successivamente, a causa di alcuni problemi di tipo legato al confine, ci sarà poi una guerra tra Vietnam e Cambogia, una guerra che vedrà la Repubblica socialista del Vietnam essere sostenuta dall'Unione sovietica e dalla Cina. Questa guerra con il dittatore cambogiano Polpot agguerritissimo e capacissimo di difendere il proprio territorio e facendo pagare ai vietnamiti tutto quello che di fatto i vietnamiti avevano fatto agli americani, quindi l'azione di guerriglia. Si concluderà con un nulla di fatto. Ci saranno poi degli accordi di pace e nel 1990 la situazione tra Vietnam e Cambogia finalmente si rasserenerà.
Però, tornando appunto alla Presidenza Nixon, sarà la dottrina Nixon, quindi la politica estera di parziale disimpegno americano a segnare l'egemonia comunista nell' Asia sud orientale.
Nel 1972 il presidente Nixon si reca in visita ufficiale in Unione Sovietica con l'obiettivo di proseguire i colloqui per la limitazione sugli armamenti che erano state già intraprese dagli ultimi mesi della Presidenza Kennedy e poi da Johnson. È per questo motivo che la visita di Nixon in Unione Sovietica si rivelerà particolarmente efficace proprio perché, di lì a poco, furono firmati gli ACCORDI SALT 1- Strategic Arms Limitation Talks ("Negoziati per la limitazione delle armi strategiche"). Ce ne saranno poi altri nella seconda metà degli anni 80, e altri due importanti accordi su missili balistici intercontinentali e sui missili balistici a medio e lungo raggio. Si stabilirà quindi una limitazione nella produzione di questi armamenti per un progressivo alleggerimento della spesa militare americana e conseguentemente l'Unione sovietica ritiene adeguata la firma e la sottoscrizione di questi accordi per allentare essa stessa il proprio pesante fardello di spesa militare che, nel caso dell'Unione, sovietica, comportava un'incredibile sforzo diproduzione dell'industria pesante con una totale prostrazione delle economie delle dei paesi satelliti dell'Unione sovietica.
La particolare condizione di disimpegno americano porta Nixon addirittura alla presentazione di un documento ufficiale, che viene appunto condiviso anche dai sovietici, chiamato proprio documento di coesistenza pacifica. Nel quale viene sottolineata la necessità di proseguire sulla strada della limitazione degli armamenti nucleari e convenzionali per una pacifica coesistenza tra le superpotenze, entrambe appesantite da una forte spesa militare.
La Presidenza Nixon giunge a un termine molto brusco con il caso Watergate. Watergate è un complesso di Washington in cui c'è la sede del Comitato nazionale del partito democratico. Alcuni giornalisti d'inchiesta si intrufolano all'interno del complesso Watergate, portando alla luce una serie di documenti riservati relativi all'ottenimento dei fondi per la campagna elettorale che aveva portato Nixon a vincere il suo secondo mandato di provenienza illecita. Schiacciato dallo scandalo Watergate, Nixon è costretto a rassegnare le sue dimissioni, ma parallelamente alla guerra in Vietnam, la politica di disimpegno sul piano monetario e finanziario, un'altra grande importante scelta diplomatica americana è quella di avvicinamento alla Repubblica popolare cinese. Nel corso dei campionati mondiali di ping pong che si tenevano in Cina, la nazionale di ping pong americana viene avvicinata dalla delegazione cinese e con la scusa della sottoscrizione di accordi di interscambio tra squadre sportive. In realtà il governo di Mao Zedong e di Suen Lai, il suo ministro per gli esteri, vuole avvicinarsi agli Stati Uniti.
La Repubblica popolare cinese dai tempi del grande balzo in avanti e della rottura con l'Unione Sovietica, risalente alla a metà degli anni 50, era internazionalmente isolata. Successivamente al grande balzo in avanti, Mao aveva intrapreso la cosiddetta rivoluzione culturale, una forma di radicalizzazione della dottrina maoista marxista leninista e con l'eliminazione fisica di tutti coloro che erano considerati oppositori della dottrina di Mao esoprattutto dei suoi avversari politici. Da una parte, quindi, Mao aveva conservato il suo potere, preservando la Cina comunista da all'ingerenza di altre potenze straniere, tra cui il primo tra tutti l'Unione Sovietica. Ma da un punto di vista economico il Paese era completamente affamato, in una condizione di grave arretratezza soprattutto sul piano tecnologico, industriale e internazionalmente isolato. Il clima della coesistenza pacifica e l'ormai consolidato abbandono dell'amicizia con l'Unione Sovietica spinge Mao e Deng a intentare un avvicinamento nei confronti degli americani, che ben felici decidono di accettare. Un viaggio segreto del consigliere per la sicurezza nazionale e poi Segretario di Stato Kissinger, segue a questo avvicinamento diplomatico, fino al vero e proprio viaggio del Presidente Nixon nella Repubblica popolare cinese. Viene appunto accolto da Suen Lai, dallo stesso Mao, che però era già gravemente malato di tumore ai polmoni.
Nel corso di questo viaggio i due Paesi stabiliscono la riapertura delle loro relazioni diplomatiche. Con il comunicato di Shanghai gli Stati Uniti riconoscono la Cina comunista, la Repubblica popolare cinese come legittimo governo cinese e come legittimo Stato che può prendere il posto della Cina nazionalista all'interno del Consiglio di CIAN KAI SHEK (il governo della Repubblica di Cina con sede a Taiwan, all'interno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite).
Che cosa ottiene in cambio il governo degli Stati Uniti? L'acquisto da parte della Bank of China di quasi la metà delle obbligazioni del debito degli Stati Uniti. Una liquidità che quindi può coprire parte dell'importante deficit della bilancia dei pagamenti americana, ma che dall'altra parte mette negli Stati Uniti in una posizione di grande vantaggio da un punto di vista finanziario nei confronti dei cinesi, in quanto, il fatto che essi detengano le obbligazioni del debito americano (tutt'ora è così) è una posizione di forza. Questo fa ben capire che, qualora gli americani stabilissero di variare il valore di queste obbligazioni, i cinesi si troverebbero senza veramente niente in mano. Ed è questo il Grande Punto di