La progettazione in ambito sanitario e sociale: prospettiva pedagogica

Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su La progettazione in ambito sanitario e sociale. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, riassume i concetti chiave della progettazione educativa e riabilitativa, esplorando il ruolo dell'educatore e le strategie di intervento.

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Riassunto- La progettazione in ambito sanitario e sociale
Progettazione Pedagogica dei Servizi Socio-educativi (Università degli Studi di
Milano-Bicocca)
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RIASSUNTO: LA PROGETTAZIONE IN AMBITO SANITARIO E SOCIALE -
Natascia Bobbio, Barbara Moretto
-Introduzione:
Progettare significa lanciare un’idea, una possibilità di essere per un’altra persona che si
trova in una condizione di fragilità. Progettare è onere valoriale, contenuto esperienziale e
metodologico, intenzionalità che nasce dalla riflessione e condivisione con l’altro di un
percorso di crescita, al termine del quale né l'educatore né la persona fragile saranno più gli
stessi.
PARTE 1: prospettiva pedagogica come orientamento a scelta e azione progettuale, onere
valoriale di pratica permeata da intenzionalità, necessità di elaborare metodi e strategie
specifiche per gestire la sistematicità degli elementi che concorrono a definire uno spazio
progettuale, competenze dell’educatore nel progettare.
1. IL PROGETTO COME SPAZIO DI LAVORO EDUCATIVO: LA PROSPETTIVA
PEDAGOGICA
Progettare= ideare qualcosa e studiare in rapporto a possibilità di attuazione.
Dal altino pro iacere= gettare in avanti: gettare in avanti ideo o pensiero, con attività
ideativa e creativa, di proiezione ipotetica su aspetti della realtà → intenzione
sostenibile + utopica: deve palesare un futuro diverso, non ancora reale ma possibile.
Equilibrio instabile e controllato tra desideri e possibilità. per assumere punto di arrivo che
orienti il percorso, assegnando responsabilità, sostenendo impegno nel tempo e attraverso
gli ostacoli che la quotidiana complessità pone.
1.1 La prospettiva pedagogica di riferimento nello spazio progettuale
Quello che qualsiasi progettazione educativa o educativo-riabilitativa ha in comune è l’
individuo che si trova in una condizione di vulnerabilità tale da rischiare di perdere sé
stesso necessaria una prospettiva specifica che
caratterizzi il modo con il quale l’operatore si rivolge all’altro e sempre orientata alla
liberazione del soggetto oppresso dagli urti della vita → nalizzata a
facilitare emancipazione ed empowerment: tutto ciò che è in grado di
cconsenitre la conquista diuna maggiore consaoevezza di sè, delle sue potenzialità e limiti e
desiderio di super rli, diritti e doveri, stimolando pensiero riflessivo ed autoriflessivo, fino ad
arrivare gradualmente alla cura di sé e del proprio futuro.
Prospettiva educativa di pedagogia critica: la scelta fatta dall’educatore lo obbliga a
vincolare i suoi obiettivi di azione in senso umano:ha visione ampia, che trascende dalla sua
relazione con l’altro e si apre ad impegno sociale e trasformativo. Non è possibile ridurre la
propria azione educativa o progettuale alla sola realtà in cui si opera.
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Anteprima

Riassunto: La progettazione in ambito sanitario e sociale

Progettazione Pedagogica dei Servizi Socio-educativi (Università degli Studi di Milano-Bicocca) Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Aurora Agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)RIASSUNTO: LA PROGETTAZIONE IN AMBITO SANITARIO E SOCIALE - Natascia Bobbio, Barbara Moretto

Introduzione alla progettazione

Progettare significa lanciare un'idea, una possibilità di essere per un'altra persona che si trova in una condizione di fragilità. Progettare è onere valoriale, contenuto esperienziale e metodologico, intenzionalità che nasce dalla riflessione e condivisione con l'altro di un percorso di crescita, al termine del quale né l'educatore né la persona fragile saranno più gli stessi.

PARTE 1: prospettiva pedagogica come orientamento a scelta e azione progettuale, onere valoriale di pratica permeata da intenzionalità, necessità di elaborare metodi e strategie specifiche per gestire la sistematicità degli elementi che concorrono a definire uno spazio progettuale, competenze dell'educatore nel progettare.

Il progetto come spazio di lavoro educativo: la prospettiva pedagogica

Progettare= ideare qualcosa e studiare in rapporto a possibilità di attuazione. Dal altino pro iacere= gettare in avanti: gettare in avanti ideo o pensiero, con attività ideativa e creativa, di proiezione ipotetica su aspetti della realtà -> intenzione sostenibile + utopica: deve palesare un futuro diverso, non ancora reale ma possibile. Equilibrio instabile e controllato tra desideri e possibilità. per assumere punto di arrivo che orienti il percorso, assegnando responsabilità, sostenendo impegno nel tempo e attraverso gli ostacoli che la quotidiana complessità pone.

La prospettiva pedagogica di riferimento nello spazio progettuale

Quello che qualsiasi progettazione educativa o educativo-riabilitativa ha in comune è l' individuo che si trova in una condizione di vulnerabilità tale da rischiare di perdere se stesso (ferita nel corpo o dell'anima) - necessaria una prospettiva specifica che caratterizzi il modo con il quale l'operatore si rivolge all'altro e sempre orientata alla liberazione del soggetto oppresso dagli urti della vita - finalizzata a facilitare emancipazione ed empowerment: tutto ciò che è in grado di cconsenitre la conquista diuna maggiore consaoevezza di sè, delle sue potenzialità e limiti e desiderio di super rli, diritti e doveri, stimolando pensiero riflessivo ed autoriflessivo, fino ad arrivare gradualmente alla cura di sé e del proprio futuro.

Prospettiva educativa di pedagogia critica: la scelta fatta dall'educatore lo obbliga a vincolare i suoi obiettivi di azione in senso umano:ha visione ampia, che trascende dalla sua relazione con l'altro e si apre ad impegno sociale e trasformativo. Non è possibile ridurre la propria azione educativa o progettuale alla sola realtà in cui si opera.

This document is available free of charge on studocu Scaricato da Aurora Agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)Prospettiva emancipatoria: agire educativo secondo ->

  • sincerità educativa: o suicidio di classe (es: Don Milani povertà, Freire esilio .. ) ,rinuncia a un privilegio, impossibilità di aiutare l'altro senza mettersi dalla sua parte . Messa in discussione dei propri pregiudizi e reti certe, apertura alla possibilità meno certe, incontrare nuovi valori, farsi cambiare e vedere negli altri qualcosa di non immediatamente visibile. -educatore come profeta: sa vedere nell'altro possibilità di essere -morte simbolica: farsi da parte per non soffocare identità nascente
  • impegno contro qualsiasi violenza: -violenza simbolica: educazione bancaria (Freire), concepire l'altro come inerte, incapace di autonomia e libera espressione di sé. Creare tensione tra passato e futuro per disinnescare narration sickness (visione del mondo dominante che gli impedisce di vedersi come nuovo) e stimolare a desiderare futuro diverso. -coerenza personale (Don Milani): conoscenza della propria unicità di persona, con risorse, possibilità, limiti, diritti, doveri -> progetti educativi non standardizzati, ma che riconoscono unicità della persona e possibilità di imaparare e conoscersi ed esprimere la propria idea di sé : attenzione a singolarità della persona partire dall'esperienza dell'altro: -altro come fine di ogni mezzo, di ogni strategia perché sia coerente a quella persona. Ripartire da un'esperienza dolorosa vissuta per andare oltre, tenendo ciò che di buono ha insegnato e lasciando andare il resto.
  • fermezza educativa: -altro come fine e mai come mezzo: educare alla nonviolenza, senza lasciar fare , a volte diretta, autoritaria per non lasciare niente di intentato.
  • relazione educativa: strumento eletti , deve essere continuamente creata e ricreata, disegnata e rifinita in modo diverso e per persone diverse -pedagogical tact: continua creazione del gesto educativo -forma umana di interazione e pratica riflessiva -arte nel restituire o nel consegnare all'altro consapevolezza di sè e della sua umanità perfettibile

L'onere valoriale dell'intenzione condivisa tra educatore e persona affidata

-orientamento valoriale definito dal rispetto per la singolarità dell'altro: tensione tra mondo ideale in cui nessuno dovrebbe poter agire per il bene di un altro se non dopo consapevole richiesta e mondo reale tra professionalità dettata da conoscenza di parametri e modelli di vulnerabilità definiti prima della conoscenza dell'esistenza di un sog. - Progettazione come : interpretazione dell'incertezza come sfida affrontabile, con azione che sa mantenere mondo ideale, tramite incontro delle volontà per rispetto della volontà di ogni uomo. -responsabilità come pensiero valoriale: scelta di fare ciò che appare degno di essere fatto e ciò che si è in potere di fare per aver cura di chi viene affidato, al fine di ritrovare un equilibrio in senso umano MA possibili resistenze al coinvolgimento dell'altro , intenzionali o date dal limite della sua umanità provata

Scaricato da Aurora Agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)etica e pregiudizio nell'intenzione educativa insita nella progettazione : stereotipi di genere, matrice religiosa, matrice etnica, colpa dell'altro per la sua condizione di sofferenza o emarginazione -> dilemma universalismo/relativismo: all'educatore compito di scegliere tra ciò che è universalmente valido e indiscutibile (dignità e valore delle persone, non discriminare,e segretezza e privacy, rispetto autodeterminazione, responsabilità, principio di non maleficenza) e valutare continuamente se alcuni valori dettati da una cultura sono da rivedere in base ad partenza differente di una persona - risolvibile solo quotidianamente, con mediazione continua tra universale e particolare - prendere consapevolezza dei propri valori e orientamenti con strategie personali ed in equipe, definire in equipe principi etici da rispettare livello di coinvolgimento nella definizione di un intenzione educativa e progettuale

  • Primo livello di coinvolgimento possibile: approccio empowerment -> l'altro viene messo nelle condizioni di decidere per sè perchè ritenuto in grado, rispettando il principio di autodeterminazione -> applicabile solo in alcuni casi
  • partnership: decisione condivisa mediante atteggiamento dialogico, negoziazione e mutuo riconoscimento delle responsabilità che derivano dalla scelta. Diversi gradi di accordo possibili -> importante aiutare le persone fragili a trovare modo di esprimersi + imparare ad ascoltare degli operatori, anche leggere trame nascoste. - progettazione partecipata -> Goal Oriented Project Planning, nato fine '60 per fallimento progetti di cooperazione internazionale: consideravano punto di vista del paese donatore e non di quello dei beneficiari, che in realtà erano in grado di conoscere ed essere consapevoli dei propri problemi e delle dinamiche che li producevano.
  • consultazione: la persona che ha bisogno di sostegno non viene considerata in grado di scegliere per sé per immaturità/ fragilità che rende impossibile assumere una decisione che la riguardano con giusto senso di responsabilità -> informare su decisione assunta e chiedere il suo parere, seppur non vincolante es: minore in comunità dopo decreto di allontanamento
  • informazione: decisione presa senza consultare la persona, applicabile se non è in grado di prendere decisione (per compromissione cognitiva mancanza di un tutore) , no diritto cittadinanza oa utodetemrinaizone, pericolosa per sé ed altri, risorse limitate

La necessità di gestire un sistema progetto

Creare e dare vita ad un progetto => definire con prudenza e lungimiranza i passaggi mediante quali l'intervento educativo potrà prendere forma nei confronti di un sogg con specifiche connotazioni identitarie, sociali, culturali, cliniche E' azione sistemica : prendere in considerazione tutte le variabili che possono influire, negativamente o positivamente, sulla qualità ed efficacia dell'azione educativa ipotizzata. Il progetto deve comportarsi mediante strutturazione di passaggi costitutivi organizzati in sequenza logica a partire da un imput: richiesta di ente o istituzione di attivare azione finalizzata ad incremento del benessere o intuizione personale di educatore -> la progettazione nasce sempre da esigenza di superare difficoltà emerse nell'agire educativo

This document is available free of charge on studocu Scaricato da Aurora Agostinis (aurora.agostinis@gmail.com)quotidiano e dai suoi esiti, soprattutto se distanti da quelli attesi. - Progettare nella complessità può essere pensato come una ricerca- azione: di fronte a situazione complessa l'educatore si pone l'obiettivo di definire alcune pratiche (non definitive) e di sperimentale sul campo valutandone l'efficacia ai fini miglioramento sostanziale della qualità di vita dei soggetti che vengono target del suo intervento. -Circolo virtuoso -Confronto ipotesi-risultati: conoscenza specifica e contestualizzata di ambiente unico e distinto . Può generare cambiamento nelle competenze di chi ha pensato ed agito quell' intervento. La progettazione come spazio complesso e sistemico 4 differenti dimensioni implicate nella progettazione:

  • WHO, soggetti coinvolti -> educatori (esecutori di intervento/progettisti), rappresentanti o referenti struttura o ente in cui verrà realizzato il progetto
  • WHAT, i contenuti del progetto - problema che si vuole affrontare, bisogni individuati, obiettivi definiti, risorse da cercare o usare le azioni da realizzare e i risultati che il progetto vuole raggiungere
  • WHY,i valori che lo sostanziano -> significati che danno senso al progetto: intenzioni, obiettivi generali e finalità delle azioni in termini valoriali, responsabilità di ruolo e di compito, tutto ciò che potrà costituire materiale di apprendimento per professionisti od organizzazione
  • WHEN, i tempi nei quali la progettazione si compie -> 1. fase ideativa (intenzioni da analisi dei bisogni, obiettivi generali e specifici) 2. spazio tempo realizzato - fase di realizzazione (azioni, monitoraggio programmazione, utilizzo di risorse, responsabilità dei ruoli) 3. spazio tempo-valutativo: a conclusione dell'intervento si trovano i risultati che emergono da valutazione dell'efficacia delle azioni e obiettivi e bisogni, apprendimenti conseguibili dall`sndamnto di tutto il progetto apprendimenti: insiti nella ideazione, realizzazione e valutazione del progetto. Riflessione sulle proprie pratiche di educatori ,ma anche confronto con soggetti target ed i loro rimandi -> si impara facendo ma anche riflettendo criticamente su ciò che si è fatto

Conoscere e gestire la complessità

Secondo alcuni studi e possibile individuare fattori che rendono complesso affrontare un problema da parte di gruppo di professionisti: -non linearità intrinseca -capacità di evoluzione del problema -livello di emergenza del problema - decreta tempo a disposizione per affrontarlo -non definitezza della sua causa - è qualità delle connessione del problema con altri contesti, fatti, persone .. -incertezza delle info Secondi: -in di membri del team: più e ampio più complessa gestione interna ma anche diminuzione del carico di lavoro -eterogeneità del gruppo di lavoro -autonomia dei professionisti (se troppa disgregazione del gruppo e obiettivi condivisi) -livello di competenza dei singoli vs problema

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