Documento sull'inclusione scolastica, analizzando i fondamenti normativi e pedagogico-didattici. Il Pdf esplora le leggi chiave, i principi guida come l'approccio biopsicosociale e la didattica personalizzata, le strategie didattiche efficaci per promuovere l'inclusione delle diversità in classe, con un focus su strumenti compensativi e misure dispensative per l'Università.
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L'inclusione scolastica in Italia si basa su un quadro normativo solido e in continua evoluzione. Tra i riferimenti principali:
L'inclusione non è solo un obbligo normativo, ma si basa su principi pedagogici che mirano a garantire il successo formativo di tutti gli studenti:
Per promuovere l'inclusione delle diversità nella classe e nella scuola, è fondamentale adottare una serie di procedure organizzative e didattiche mirate. Ecco una guida dettagliata su come procedere:
La microprogettazione è una pianificazione didattica dettagliata e flessibile, finalizzata a rispondere ai bisogni educativi di tutti gli studenti, con particolare attenzione a quelli con disabilità o bisogni educativi speciali (BES). Si basa su un approccio individualizzato e personalizzato, utilizzando strumenti specifici per garantire equità nell'apprendimento.
La microprogettazione inclusiva si basa sulla flessibilità e sull'adattamento continuo alle esigenze degli studenti. L'obiettivo è creare un ambiente in cui ogni studente possa apprendere secondo le proprie potenzialità, utilizzando metodologie, strumenti e strategie che facilitino l'accesso alla conoscenza e la partecipazione attiva nella comunità scolastica.
Per garantire un'inclusione efficace, è fondamentale conoscere le diverse tipologie di disabilità e padroneggiare le didattiche speciali e inclusive per gli studenti con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive. Questo implica l'uso di strumenti di osservazione, strategie di insegnamento mirate e un approccio integrato alla didattica.
L'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute) dell'OMS adotta un approccio biopsicosociale, che considera la disabilità come il risultato di un'interazione tra:
Questa prospettiva permette di valutare il funzionamento globale dello studente, identificando le barriere e i facilitatori dell'apprendimento e della partecipazione scolastica.
L'apprendimento non dipende solo dalle capacità cognitive, ma anche da: