Documento di Università su Introduzione Alla Logica Giuridica. Il Pdf esplora i concetti fondamentali della logica giuridica, concentrandosi sul fatto giuridico, la norma, il giudizio ipotetico, la fattispecie, l'analogia e le lacune, utile per lo studio del Diritto.
Mostra di più23 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Nella comune esperienza, un fatto si presenta come un mutamento della realtà e si può percepire direttamente (ad es .: osservo un incidente stradale) o indirettamente (ad es .: guardo le foto dell'incidente). Ogni fatto appare all'uomo con i caratteri della storicità (si manifesta in un tempo e luogo preciso) e dell'irripetibileà (due fatti non possono accadere nel medesimo tempo e luogo; accaduto un fatto, esso svanisce per sempre). Ci si interroga sulla veridicità o falsità di un fatto storico, ossia se un fatto sia o non sia realmente accaduto. In realtà, veridicità e falsità non si riferiscono al fatto in sé, ma solo una determinata rappresentazione del fatto può essere o vera o falsa. Il problema della verità o falsità conduce al concetto di accertamento del fatto, da cui dipende la sussunzione del fatto storico nella fattispecie e la produzione dei conseguenti effetti giuridici. Perciò ogni sistema giuridico predispone criteri di accertamento per conseguire la certezza giuridica del fatto, ossia una rappresentazione stabile su di esso.
Il Carnelutti afferma che la nozione di fatto è relativa (dipende dai limiti dell'osservazione) e arbitraria (dipende dai limiti che l'osservatore vuole imporre alla sua osservazione). Il fatto appare all'uomo inconfutabile, ma il fatto non esiste in rerum natura perché è generato dall'intelletto. L'unico ordine esistente tra le azioni umani e i fatti naturali è quello temporale. L'intelletto umano possiede una naturale inclinazione a ordinare i fatti, consapevolmente o inconsapevolmente, in modo tale che una serie di eventi può apparire come un unico fatto inscindibile o come una serie di eventi legati da nessi di coerenza e causalità. Anche se il fatto appare come un'unità, in alcuni casi è necessario scomporlo e scinderlo in vari elementi e fatti. Ad es .: l'azione di sparare il fucile è una serie di eventi, quali (a ritroso): l'azione del proiettile in aria, il rumore, lo scoppio, il grilletto che si muove, l'azione di tirare il grilletto. Anche quest'ultima azione (l'azione di tirare il grilletto) può essere scomposta in vari elementi: la contrazione muscolare del dito, il moto del sistema nervoso e via a ritroso. Natalino Irti afferma che il fatto non pensato è un nulla, il fatto che non può uscire dal pensiero perché si smarrirebbe e annullerebbe. Il solo fatto, di cui si possa parlare, è il solo fatto pensato. Il fatto storico è tale poiché generato dalla ragione in categorie di tempo e di luogo.
Non tutti i fatti empirici sono fatti giuridici. Un fatto giuridico è un fatto conforme a una fattispecie normativa (insieme di fatti possibili del futuro). La capacità astrattiva dell'umano, che procede per analogia (per somiglianza dei diversi), divide i fatti storici in fatti giuridici e fatti non giuridici, secondo che ciascun fatto sia o non sia suscettibile di sussumersi in una fattispecie. Per giuridicità si intende la conformità all'ipotesi, infatti in natura non esistono fatti giuridici. Un fatto "giuridico" è anche "rilevante" dal punto di vista del diritto, in quanto sussumibile in una fattispecie e, quindi, ragguagliabile al modello descritto da una determinata norma. La rilevanza giuridica di un fatto è storicamente mutevole e relativa (ad es .: il fatto di fumare in un luogo pubblico poteva dirsi irrilevante, sino a quando è entrata in vigore la norma di divieto).
La norma è un giudizio ipotetico riducibile alla struttura formale "se A (fattispecie) allora B (effetto)". Se accade un fatto riconducibile allo schema del possibile A (se A), allora si applica un effetto (allora B). Si definisce "norma" il nesso funzionale (ossia la dipendenza logica di un termine da altro termine) tra fattispecie (A) ed effetto (B). La norma è composta da tre elementi strutturali essenziali:
La riduzione della norma a giudizio ipotetico implica il passaggio dal comando alla combinazione di fattispecie, dal prescrittivo al descrittivo. La norma descrive un possibile A, all'accadere del quale un possibile B. Se accade un fatto riconducibile al modello ipotetico (se A), allora si applica l'effetto B. La norma si può concepire come nesso funzionale di fattispecie (nel senso, tra due fattispecie): tra quella indipendente (protasi normativa) e dipendente (apodosi, effetto inteso come fattispecie).
La fattispecie è una classe di fatti futuri e dunque eventuali:
La fattispecie descrive una classe di fatti futuri ed eventuali prescindendo dalla storicità degli accadimenti. La fattispecie può essere astratta (modello di fatto descritto dalla norma) o concreta (fatto nella sua storicità). Ad es. fattispecie astratta: l'astratta classe dei fatti colposi o dolosi dell'art. 2043 c.c. fattispecie concreta: il fatto storico di A che il giorno X nel luogo Y ha urtato l'automobile di B Il fatto non esiste in rerum natura, ma è un concetto costruito dalla mente: l'esistenza del fatto è, quindi, un giudizio. La fattispecie concreta non è completamente assimilabile al fatto storico proprio perché la prima può risolversi solo in un fatto pensato e non materialmente esistente. Non esiste, perciò, l'antitesi tra fattispecie astratta e fattispecie concreta (il nesso ha indole meramente logica). Secondo il Torrente, fatto storico è fattispecie concreta, ma con fattispecie non si può intendere un fatto accaduto, in quanto la fattispecie è un'ipotesi del fatto.
Vi sono tre tipi di fattispecie, ossia tre gradi di astrazione dei fatti del pensiero umano:
La differenza tra fattispecie astratta e fattispecie concreta risiede nel grado di specificazione della fattispecie. La fattispecie astratta indica una fattispecie molto più ampia, la concreta indica una fattispecie più specifica rispetto alla fattispecie astratta. Il caso è ciò che si manifesta ai nostri occhi. Il nesso che intercede tra le tre fattispecie ha indole meramente logica. Il pensiero riduce il fatto a "caso particolare"; e così lo schema del fatto esistente (caso) si rivela conforme allo schema del fatto eventuale (fattispecie concreta). Dalla fattispecie astratta si volge per gradi di approssimazione verso il caso. Ad es. articolo 2043: per "fatto colposo" si intende un'astratta classe di possibili. Le circostanze storiche, ossia l'accadere nel tempo X e nel luogo Y, avranno una connotazione concreta. Il fatto esistente è diagnosticato come "caso" rispetto alla fattispecie concreta. Il giudizio giuridico si svolge quindi nell'adeguarsi di tre concetti (momenti):
Si configura così una progressione, divisa in tre fasi, che va dal particolare al generale (adeguare il concetto del fatto X alla classe di fatti eventuali):
Nella comune esperienza si è soliti "sussumere" senza isolare i singoli passaggi.