Le età della vita umana: crisi e significato etico-pedagogico

Documento di Università sulla vita umana, le sue fasi e il significato etico e pedagogico. Il Pdf, un documento di Filosofia per l'Università, esplora le crisi tipiche di ogni fase, dalla nascita alla vecchiaia, e i compiti etici associati, come l'accettazione della vecchiaia.

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15 pagine

LE ETA DELLA VITA
Il loro significato etico e pedagogico
R. Guardini
FASE E CONTESO
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LA VITA NEL GREMBO MATERNO, NASCITA E INFANZIA
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Anteprima

Fase e Contesto

Si può considerare l'esistenza umana sotto vari punti di vista ed è nella sua natura che attraverso nessuno di essi si riesca a esaurirla; uno di questi punti di vista è la tensione, che si sviluppa tra l'essere se stesso e il mutamento dei suoi tratti.

L'essere umano si caratterizza in modo sempre nuovo, dove le sue condizioni corporee e psichiche si modificano continuamente; nella relazione sociale, infatti, si mostrano diversi aspetti della sua natura.

Ogni tratto della vita rappresenta qualcosa di nuovo; con questa espressione si vuole intendere che ogni parte della vita che l'uomo attraversa è unica, rendendolo unico, ma nel momento in cui non si percepisce più lo stimolo di una fase, subentra una sensazione di monotonia che può crescere fino alla disperazione.

Le Fasi della Vita

  1. Bambino.
  2. Giovane.
  3. Adulto.
  4. Uomo maturo.
  5. Anziano.
  6. Uomo senile.

Crisi Tipiche tra le Fasi

Tra queste fasi si inseriscono delle crisi tipiche:

  1. Crisi della pubertà: è la crisi che avviene tra il periodo infantile e il periodo giovanile.
  2. Crisi dell'esperienza: è la crisi che avviene tra l'età adulta e quella della maturità.
  3. Crisi dell'esperienza vissuta del limite: è la crisi che avviene tra la maturità e la vecchiaia.
  4. Crisi del distacco: è la crisi che avviene tra la vecchiaia e l'età senile.

Queste fasi sono autentiche forme della vita reciprocamente inderivabili, in quanto non si può comprendere l'atteggiamento del giovane partendo da quello del bambino oppure concepire l'esistenza del bambino come semplice preparazione a quella del giovane; ogni fase ha il proprio carattere, che si può enfatizzare al punto da rendere difficile passare a quella successiva.

Queste difficoltà si possono addirittura fissare, dove il termine "fissazione" è il legame a un determinato stadio dello sviluppo che, persistendo negli stadi successivi, interferisce con la piena e normale maturazione.

Quindi una fase resta ancora bloccata quando la si sarebbe già dovuta vivere appieno per passare ad una nuova; pensiamo, ad esempio, all'uomo infantile che, per la sua età, dovrebbe essere già un adulto ma mantiene ancora i sentimenti/carattere di un bambino.

Le forme della vita costituiscono anche figure di valore, cioè in esse emergono particolari valori che formano dei gruppi caratteristici, dai quali si delineano le possibilità e i compiti etici delle specifiche fasi della vita.In tutte queste fasi è sempre lo stesso uomo che vive, che ha cognizione di se ed è responsabile di quella determinata fase della sua vita. Ciò si evidenzia, ad esempio, nei fenomeni del:

  1. Ricordo: in questo fenomeno l'uomo può ripercorrere mentalmente le fasi che ha trascorso e rendersi conto di ciò che è accaduto. tuttavia, non sono una semplice constatazione di avvenimenti presi nella loro oggettività ma sono posti in relazione con il proprio essere.
  2. Previsione: si configura come uno sguardo dentro a quello che ancora non c'è e che sarà diverso dal presente.

Osservano entrambi i fenomeni, gli avvenimenti passati e futuri non sono presi nella loro oggettività ma sono posti in relazione con il proprio essere ed è da qui che si vede chiaramente con quale nettezza le fasi risaltino le une rispetto alle altre; di conseguenza ogni fase è un qualcosa di peculiare che non si lascia dedurre né da quella precedente né da quella successiva ma è inserita nella totalità e ottiene senso soltanto se i suoi effetti si ripercuotono nella totalità della vita.

La Vita nel Grembo Materno, Nascita e Infanzia

Nell'ipotesi che tra una fase e un'altra si verifichino delle crisi, prima di quella della pubertà c'è anche una crisi prima dell'infanzia.

In particolare la psicologia del profondo ha evidenziato che la vita nel grembo materno sia una vita autentica: si tratta di uno sviluppo che non avviene solo sul piano fisiologico ma anche psicologico, in quanto la cura materna ha il compito non solo di nutrire il feto ma anche di tenerlo lontano da traumi dovuti da:

  1. Comportamenti sbagliati.
  2. Paure.
  3. Privazioni.

La crisi pre-infantile è dato dall'atto stesso della nascita, nel quale il bambino si distacca dalla sfera vitale della madre e comincia l'esistenza individuale; questa transizione, secondo la psicologia, si imprime profondamente nella psiche del bambino tanto che, se esso non si compie correttamente, avrà delle conseguenze per l'intera vita tra cui la malinconia, nella quale opera il desiderio di ritornare nella sicurezza del grembo materno.

Compiti Etici dei Genitori

I compiti etici sono quelli dei genitori, soprattutto della madre, e riguardano principalmente:

  1. Bisogni fisiologici.
  2. Disposizione d'animo.
  3. Dedizione interiore nella sollecitudine e nell'amore.

Risulta importante anche il modo in cui i genitori si pongono tra il neonato e il mondo esterno, dove il bambino deve abituarsi all'esistenza individuale.

Per la sua scarsa capacità di auto affermazione, il neonato percepisce il mondo come ostile e, in quanto tale, spetta ai genitori ridurre l'impatto con questa ostilità; in generale, i genitori devono offrire al bambino un'atmosfera di riconoscimento nell'attenzione e nell'amore, permettendo di affermare costantemente se stesso, mentre la madre traduce al figlio ciò che è estraneo e la suarisposta è l'unica giusta perchè è la sola che viene compresa dal mondo intuitivo/affettivo del bambino.

Grazie a ciò egli acquista la consapevolezza di essere al sicuro, in un involucro protettivo; tale involucro si presenta anche nella psicologia del bambino stesso, che consiste nell'incapacità del bambino di distinguere:

  1. Vita interna/esterna.
  2. Realtà/fantasia.
  3. Causa/effetto.

In questa sfera protettiva il bambino si dovrà sviluppare ma non per restarvi imprigionato, bensì per raggiungere la capacità di iniziativa personale; su questa strada di incontreranno ostacoli come, per esempio, la tendenza dei genitori di trattarlo sempre come un bambino e non lasciarlo crescere.

Ne deriva per l'educatore il compito di lasciare libero il bambino secondo la sua natura e iniziativa e di spronarlo in questa direzione affinché vi si abiti.

La Crisi della Crescita

Nel corso del tempo la condizione dell'esistenza del bambino incomincia gradualmente a cambiare; la realtà estera spunta attraverso il contatto sempre più frequente con le cose, persone e avvenimenti che gli fanno prendere coscienza del mondo. Anche la sfera interiore incomincia ad aprirsi, dove il bambino, attraverso le esperienze, incomincia a distinguere chiaramente:

  1. Elementi amichevoli da quelli ostili.
  2. Comportamenti vantaggiosi da quelli nocivi.
  3. Il bene e il male.

Nella misura in cui tutto ciò avviene, si manifestano le tappe del fanciullo e del ragazzo e con esse si evidenziano il carattere particolare e si stabiliscono il compito specifico.

La crisi interiore decisiva, in particolare, è provocata dall'irrompere di due impulsi fondamentali, ovvero:

  1. Impulso dell'autoaffermazione individuale: per quanto riguarda questo impulso si può osservare quanto precocemente e con quale abilità egli sappia imporre se stesso. Ogni madre conosce la gelosia che si manifesta nel bambino piccolo quando, nel momento dell'arrivo di un fratellino/sorellina, non percepisce più di essere il centro dell'attenzione dei genitori. La vera e propria crisi dell'affermazione di se inizia con il destarsi della persona, cioè con la consapevolezza di voler essere qualcuno di diverso dagli altri. In questa crisi derivano diverse conseguenze quali:
    1. Vulnerabilità del nuovo sentimento del proprio se.
    2. Eccessiva enfatizzazione di se: qui si evidenzia quanto il proprio se sia insicuro.
    3. Costante ribellione del giovane contro l'autorità.
    4. Diffidenza verso ciò che affermano gli altri.
    Lo scopo di questo sviluppo è distinguersi dagli altri, ponendosi come persona libera e responsabile ma anche con un proprio giudizio e una propria posizione nel mondo.
  2. Impulso dell'istinto sessuale: fin dalla più tenera infanzia emergono ed operano in continuazione impulsi sessuali ma essi conservano un carattere vago e diffuso. È il periodo in cui i ragazzi sono difficilmente disposti ad accettare le direttive dell'autorità o gli influssi della morale e della religione; inoltre l'involucro protettivo, nel quale si era svolta la crescita, diventa insopportabilmente stresso e da ciò nasce un'opposizione verso l'ambiente circostante, che ha il suo nucleo nell'istinto sessuale (non ancora integrato completamente nell'esistenza personale). Il compito dell'educazione sarebbe quello di dare al ragazzo la possibilità di vedersi e riconoscersi in questa nuova realtà e che la consideri una realtà:
    1. Con i suoi diritti.
    2. Integrata in un ordine.
    3. Responsabilizzata dalla consapevolezza di essere persona.
    Da questa transizione incombono, però, dei pericoli: in relazione alla personalità, c'è il pericolo che egli non compia più il passo verso l'autonomia e rimanga dipendente oppure che persista nella ribellione e non impari cosa sia l'ordine liberatamente accettato. In rapporto alla vita sessuale, invece, il rischio è che non trovi il coraggio di fare il passo decisivo e diventi incapace di farsi padre/madre nel senso pieno del termino oppure che resti in balia del sesso senza raggiungere il senso dell'amore autentico (si tratta di compiti che competono tanto agli adolescenti quanto ai genitori e agli educatori).

Il Giovane

Il giovane che sia passato attraverso la crisi ha preso contatto con il proprio Io e cerca di acquisire padronanza, diventando consapevole delle proprie forze vitali e sentendosi che, in esse, risiedono le possibilità di evolverle e di fare esperienze.

Esse, però, comportano anche dei compiti per realizzare ciò che è veramente importante:

  1. Affermarle.
  2. Disciplinarle.
  3. Risparmiarle.
  4. Formarle.

Il carattere fondamentale di questa nuova forma di vita è determinato da due fattori:

  1. Positivo: si tratta della capacità di rafforzare una personalità, che si accentua, e una vitalità, che diventa prorompente. In particolare si ha la sensazione che il mondo sia aperto all'infinito e che la forza sia illimitata, sostenuta dalla fiducia che si realizzerà qualcosa di grande.
  2. Negativo: si tratta della mancanza di esperienza della realtà. Pertanto è molto forte il pericolo di ingannarsi, in quanto è il periodo dell'idealismo naturale che sopravvaluta la forza dell'idea e delle convinzioni; inoltre è anche il periodo nel quale si manifestano talenti precoci:
    1. Talenti intellettuali.
    2. Abilità artistiche.
    3. Essere leader.

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