Documento sulla Fisiologia del Dolore. Il Pdf, utile per studenti universitari di Biologia, esplora la fisiologia del dolore, distinguendo tra dolore fisiologico e patologico, e approfondisce i meccanismi nocicettivi e antinocicettivi, le paralisi e le vie di controllo del dolore.
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La sensibilità dolorifica è una forma particolare di sensibilità.
Nella classificazione del dolore distinguiamo tra:
Quindi, si parla di fisiologia del dolore, nonostante il dolore non sembri essere un qualcosa di fisiologico. Il termine dolore è molto astratto, riferito a parecchie cose: non sempre è fisico (come nel caso della perdita di una persona cara o di una delusione). Questo è il motivo per il quale il dolore è stato studiato da fisiologi, psicologi, psichiatri, nelle sue varie sfaccettature.
Una definizione di dolore fisiologico è stata data dal Gruppo di Studio Internazionale del Dolore, che definisce il dolore come "una sensazione spiacevole e un'esperienza emotiva negativa associata a un danno tissutale, potenziale o reale, oppure descritta in termini di tale danno".
Quando si parla di dolore fisiologico si parla di nocicezione. Invece, quando si parla di dolore patologico si parla di nocipatia.
La differenza tra le due è che:
Il fisiologo dovrebbe occuparsi solo della nocicezione, ma deve anche mettere a confronto le diverse caratteristiche dei diversi tipi di dolore.
FIG. 1 - NOCICEZIONE FISIOLOGICA E PATOLOGICA
DOLORE
FISIOLOGICO
PATOLOGICO O CENTRALE
Esclusivamente evocato da stimoli adeguati periferici; normale funzionamento dell'apparato dolorifico.
Anche in assenza di stimoli, quindi apparentemente spontaneo. Deriva da disfunzione dell'apparato dolorifico.la differenza tra un dolore nocicettivo e un dolore neuropatico (dovuto alla lesione di un tronco nervoso del midollo spinale).
Tutti questi segni sono dovuti al rilascio di neurotrasmettitori locali: istamina, prostaglandine. In generale, il neurotrasmettitore del dolore è la sostanza T
Dolore nocicettivo
Infiammazione
Neurone sensitivo primario
a
Dolore neuropatico
Neurone sensitivo primario
Lesione
1
Lesione
b
Figura 17.1 Classificazione del dolore in base ai meccanismi di in- sorgenza. a, L'infiammazione di un tessuto provoca un dolore noci- cettivo, poiché evocato dalla stimolazione dei nocicettori da parte di alcuni mediatori dell'infiammazione. b, La lesione di un tronco ner- voso periferico o del midollo spinale provoca un dolore neuropatico verosimilmente dovuto alla stimolazione delle vie che conducono l'informazione dolorosa.
Per quanto riguarda le fibre che conducono il dolore, si parla di afferenze di tipo A-6 e C diverse da quelle del tatto (A-ß). In molti casi, però, ci sono affinità tra vie del tatto e vie del dolore
Tabella 12.1 - Relazione tra stimolazione meccanica e sensazione in condizioni fisiologiche e patologiche.
stato
stimolo
afferenze
sensazione
fisiologico
bassa intensità
A-B
tatto-pressione
alta intensità
A-8, C
dolore nocicettivo
patologico
bassa intensità
A-₿
(infiammazione,
alta intensità
A-8, C
dolore (allodinìa)
dolore (iperalgesia)
lesione nervosa)Le nocipatie possono essere:
Infatti, il dolore dipende da 2 sistemi contrapposti:
Per fare riferimento al dolore, spesso si utilizzano dei termini impropri:
La zona dolente non sarà solo in prossimità della lesione, ma la liberazione dei mediatori dell'infiammazione porta a un indolenzimento di tutta la zona circostante.Il dolore si avverte perché le fibre C emettono dei collaterali, che stimolano la zona cutanea intorno alla lesione.
Lesione
Cute
Fibra C
Fibra AB
Neurone sensitivo primario
Neurone sensitivo secondario nel corno posteriore del midollo spinale
Figura 17.7 Meccanismi dell'iperalgesia primaria e dell'iperalgesia secondaria (o allodinia meccanica)
Il dolore si può, inoltre, classificare in base alla localizzazione, in:
Il dolore somatico superficiale riguarda:
Invece, il dolore somatico profondo riguarda:
somatico
SECONDARIO
0
parietale vero
DOLORE- PARIETALIZZATO
segmentale
viscerale
DIRETTO
Dolore Viscerale
Somatico
Dolore viscerale
Dolore superficiale
Dolore profondo
Visceri
Dolore iniziale
Dolore ritardato
Cute
Tessuto connettivo, muscoli, ossa, articolazioni
Figura 17.2 Classificazione del dolore in base alla localizzazione.
DOLORE RIFERITO/PARIETALIZZATO
Un altro tipo di dolore è il dolore secondario, anche detto riferito/parietalizzato. Questo dolore può essere sia somatico che viscerale. Si tratta di un tipo di dolore che non compare nella zona lesa, o interessata (vale anche per la nocipatia). Ad esempio, un paziente con infarto del miocardio che ha dolore al braccio sinistro, oppure un paziente con dolore alla spalla destra che però, in realtà, ha dei calcoli alla colecisti. Ancora, una donna che soffre di dismenorrea e non ha dolori solo all'altezza delle ovaie ma anche a livello delle gambe e della schiena. Quindi, il dolore secondario parietalizzato viene proiettato a distanza rispetto al viscere o al punto in cui insorge.
Ci sono 3 teorie che spiegano questo dolore:
Inoltre, a livello cutaneo si possono delineare vari dermatomeri, ciascuno dei quali corrisponde a un ganglio e alla radice posteriore destra e sinistra, indicato con il numero corrispondente, più le lettere che indicano il tratto specifico (es. C - cervicale).
Fascio spinotalamico
Al cervello
Struttura somatica
TEORIA DELLA CONVERGENZA
Viscere
Al cervello
TEORIA DELLA FACILITAZIONE
Figura 7.8. Schema che illustra le teorie della convergenza e della facilitazione nel dolore riferito.
Queste teorie possono essere considerate tutte e 3 valide, perché una non esclude l'altra.
Il dolore può essere classificato anche dal punto di vista semeiologico, distinguendolo in: