Iperglicemia subdiabetica: fisiopatologia, diagnosi e dieta

Documento del Prof. R. Bonadonna sull'iperglicemia subdiabetica. Il Pdf esplora la prevalenza, i fattori di rischio e i criteri diagnostici del prediabete, con un focus sulla disfunzione delle cellule beta e l'insulino-resistenza, fornendo raccomandazioni dietetiche dettagliate per la gestione della condizione in ambito universitario di Biologia.

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15 pagine

Stili di vita e benessere n°07 del 20/03/2024 (Prof. R. Bonadonna)
Sbobinatori: Gaia Terreri, Francesca Vacca Controllore: Noemi Toffali
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IPERGLICEMIA SUBDIABETICA
L’iperglicemia subdiabetica, o prediabete, è una condizione su cui è necessario
intervenire per evitare la conversione a diabete di tipo 2.
Il professore precisa il significato delle abbreviazioni che saranno utilizzate nel corso della
lezione:
-IFG: impaired fasting glucose
-IGT: impaired glucose tolerance
-T2DM: type 2 diabetes mellitus
-MS: metabolic syndrome
Nel 2017 vi erano 65 milioni di persone con
diabete di tipo 2 in Europa, questo numero è in
crescita e nel 2045 è stato stimato che sadi
80 milioni; in questo intervallo di tempo
aumenteranno anche le persone con
prediabete che passeranno da 40 a 50 milioni. Il
prediabete è una condizione medica importante
poiché antecede l’entrata nel pool dei soggetti affetti da diabete.
Nel prediabete si ha ridotta tolleranza al glucosio (IGT) e/o ridotto consumo di glucosio
(IFG).
La prevalenza di IFG aumenta fino alla
sesta/settima decade di vita e poi cala,
mentre la prevalenza di IGT aumenta
all’aumentare dell’età in maniera
esponenziale fino alla nona decade di
vita. Inoltre, aumenta fino alla nona
decade la prevalenza delle persone
caratterizzate sia da IFG che da IGT
(nella nona decade di vita, la
prevalenza di prediabete è triplicata
rispetto alla sesta decade).
Da questi dati si evince che il fattore età
ha un impatto molto importante sulla
condizione di prediabete e questo è
dovuto al fatto che il patrimonio delle cellule beta raggiunge un plateau in gioventù e
questo plateau decresce successivamente a partire dai 20-25 anni (come accade per il
patrimonio neuronale).
Analizzando cosa accade in pazienti con IGT, IFG ed Hb glicata sopra la norma si
osserva che: l’incidenza di diabete nelle persone con IFG è del 3%, con IGT è del 5% ed
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è tra il 5-9% per le persone con entrambe le condizioni; invece, nelle persone con valori
di Hb glicata tra 6 e 6.4% l’incidenza annua di diabete è del 3.6%.
Sarebbe dunque importante identificare precocemente queste coorti ad alto rischio, ad
esempio attraverso la misurazione dell’emoglobina glicata che è molto più semplice di
quella della ridotta tolleranza al glucosio poiché non deve essere svolta a digiuno.
IFG, IGT E RISCHIO CARDIOVASCOLARE
IFG e IGT aumentano il rischio cardiovascolare, in quanto il rischio cardio-metabolico
riguarda il metabolismo sia del glucosio che dei lipidi.
In realtà, anche un alterato metabolismo degli amminoacidi ramificati aumenta, secondo il
professore, il rischio cardiovascolare. Tuttavia, la misurazione delle alterazioni di questa
via metabolica risulta molto più difficile della misurazione dei dismetabolismi di glucidi e
lipidi.
DIABETE, PRE-DIABETE E COSTI PER LA SOCIE
Il diabete e prediabete hanno grandissimi costi per la società, negli U.S.A il pre-diabete
costa 44 miliardi annui e questa spesa è concentrata principalmente nelle fasce d’età più
elevate.
CRITERI DIAGNOSTICI
- IFG: glicemia compresa tra 100-125 mg/dL a digiuno
- IGT: glicemia compresa tra 140-199 mg/dL due ore dopo il carico orale di glucosio
- Hb glicata compresa tra 6,0-6,4 %
FISIOPATOLOGIA IFG e IGT
Nel momento in cui si riscontra un’aumentata glicemia il problema alla base è a carico:
1)
della cellula beta pancreatica (ridotta secrezione di insulina)
2)
della funzione dell’insulina a livello periferico (insulino-resistenza).
Nelle persone con diabete e pre-diabete si
osserva una disfunzione delle cellule
pancreatiche (conditio sine qua non) ed
una mancata risposta all’insulina da parte
del fegato per quanto riguarda l’inibizione
del rilascio di glucosio (insulino-resistenza
epatica).
(N.b.: la produzione di trigliceridi resta
funzionante e per questo motivo le persone
affette da diabete e pre-diabete hanno
steatosi epatica).
I pazienti con IFG non hanno ancora
insulino-resistenza periferica, a differenza invece di quelli con IGT che hanno già
sviluppato questa disfunzione (ciò causa una ridotta captazione di glucosio da parte del

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Anteprima

Iperglicemia Subdiabetica: Panoramica e Abbreviazioni

L'iperglicemia subdiabetica, o prediabete, è una condizione su cui è necessario intervenire per evitare la conversione a diabete di tipo 2.

Il professore precisa il significato delle abbreviazioni che saranno utilizzate nel corso della lezione:

  • IFG: impaired fasting glucose
  • IGT: impaired glucose tolerance
  • T2DM: type 2 diabetes mellitus
  • MS: metabolic syndrome

Prevalenza del Diabete e Prediabete in Europa

Nel 2017 vi erano 65 milioni di persone con 60 diabete di tipo 2 in Europa, questo numero è in 50 crescita e nel 2045 è stato stimato che sarà di 40 80 milioni; in questo intervallo di tempo 30 20 aumenteranno anche le persone con 10 prediabete che passeranno da 40 a 50 milioni. Il 0 prediabete è una condizione medica importante poiché antecede l'entrata nel pool dei soggetti affetti da diabete.

Prevalence of diabetes mellitus in the 18-99 y/o age range in 2017 and in 2045 in Europe 100 90 80 70 Millions of people 2017 2045 Diabetes Prediabetes IDF Diabetes Atlas 2017

Ridotta Tolleranza e Consumo di Glucosio nel Prediabete

Nel prediabete si ha ridotta tolleranza al glucosio (IGT) e/o ridotto consumo di glucosio (IFG).

The DECODE Study. Age-related Prevalence of IFG, IGT and IFG+IGT 25 20 Prevalence (%) 15 O IFG DIGT 10 DIFG+IGT in - 30-39 40-49 50-59 60-69 70-79 80-89 ROB

Impatto dell'Età sulla Prevalenza di IFG e IGT

La prevalenza di IFG aumenta fino alla sesta/settima decade di vita e poi cala, mentre la prevalenza di IGT aumenta all'aumentare dell'età in maniera esponenziale fino alla nona decade di vita. Inoltre, aumenta fino alla nona decade la prevalenza delle persone caratterizzate sia da IFG che da IGT (nella nona decade di vita, la prevalenza di prediabete è triplicata rispetto alla sesta decade).

Da questi dati si evince che il fattore età Age Decades ha un impatto molto importante sulla The DECODE Study Group; Diabetes Care 2004 condizione di prediabete e questo è dovuto al fatto che il patrimonio delle cellule beta raggiunge un plateau in gioventù e questo plateau decresce successivamente a partire dai 20-25 anni (come accade per il patrimonio neuronale).

Incidenza del Diabete in Pazienti con IGT, IFG ed Emoglobina Glicata Alta

Analizzando cosa accade in pazienti con IGT, IFG ed Hb glicata sopra la norma si osserva che: l'incidenza di diabete nelle persone con IFG è del 3%, con IGT è del 5% ed 1Stili di vita e benessere n°07 del 20/03/2024 (Prof. R. Bonadonna) Sbobinatori: Gaia Terreri, Francesca Vacca Controllore: Noemi Toffali è tra il 5-9% per le persone con entrambe le condizioni; invece, nelle persone con valori di Hb glicata tra 6 e 6.4% l'incidenza annua di diabete è del 3.6%.

Sarebbe dunque importante identificare precocemente queste coorti ad alto rischio, ad esempio attraverso la misurazione dell'emoglobina glicata che è molto più semplice di quella della ridotta tolleranza al glucosio poiché non deve essere svolta a digiuno.

IFG, IGT e Rischio Cardiovascolare

IFG e IGT aumentano il rischio cardiovascolare, in quanto il rischio cardio-metabolico riguarda il metabolismo sia del glucosio che dei lipidi.

In realtà, anche un alterato metabolismo degli amminoacidi ramificati aumenta, secondo il professore, il rischio cardiovascolare. Tuttavia, la misurazione delle alterazioni di questa via metabolica risulta molto più difficile della misurazione dei dismetabolismi di glucidi e lipidi.

Diabete, Prediabete e Costi Sociali

Il diabete e prediabete hanno grandissimi costi per la società, negli U.S.A il pre-diabete costa 44 miliardi annui e questa spesa è concentrata principalmente nelle fasce d'età più elevate.

Criteri Diagnostici

  • IFG: glicemia compresa tra 100-125 mg/dL a digiuno
  • IGT: glicemia compresa tra 140-199 mg/dL due ore dopo il carico orale di glucosio
  • Hb glicata compresa tra 6,0-6,4 %

Fisiopatologia di IFG e IGT

Nel momento in cui si riscontra un'aumentata glicemia il problema alla base è a carico:

  1. della cellula beta pancreatica (ridotta secrezione di insulina)
  2. della funzione dell'insulina a livello periferico (insulino-resistenza).

Nelle persone con diabete e pre-diabete si osserva una disfunzione delle cellule pancreatiche (conditio sine qua non) ed una mancata risposta all'insulina da parte del fegato per quanto riguarda l'inibizione del rilascio di glucosio (insulino-resistenza epatica).

(N.b .: la produzione di trigliceridi resta funzionante e per questo motivo le persone affette da diabete e pre-diabete hanno steatosi epatica).

Basic pathophysiologic alterations in people with IFG, IGT or IFG+IGT Glucose Setpoint Hepatic Insulin Resistance Peripheral Insulin Resistance Beta Cell Dysfunction IFG + - + IGT + + + IFG + IGT + + ++ Multiple References

Differenze Fisiopatologiche tra IFG e IGT

I pazienti con IFG non hanno ancora insulino-resistenza periferica, a differenza invece di quelli con IGT che hanno già sviluppato questa disfunzione (ciò causa una ridotta captazione di glucosio da parte del 2Stili di vita e benessere n°07 del 20/03/2024 (Prof. R. Bonadonna) Sbobinatori: Gaia Terreri, Francesca Vacca Controllore: Noemi Toffali tessuto muscolare).

Quindi in IGT sono già presenti tutte e tre le caratteristiche fisiopatologiche di base del diabete.

The Bruneck Study: Indicatori di Rischio per il Diabete di Tipo 2

Si tratta di uno studio volto a dettagliare ulteriormente le coorti a maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Questo studio ha seguito dal 1990 uno stesso gruppo di persone ed ha individuato come indicatori di rischio per lo sviluppo del diabete:

  • IFG e IGT
  • BMI (body mass index)
  • livello di disfunzione delle cellule beta pancreatiche
  • insulino-resistenza (HOMA-IR)

The Bruneck Study. Independent predictors of type 2 diabetes over 5 years. (Included Covariates; gender, age, alcohol, smoking, physical activity, FH of diabetes, blood pressure, dyslipidemia, uric acid, HOMA-IR, Sluiter's Index) The Bruneck Study. Independent predictors of type 2 diabetes over 10 years. (Included Covariates; gender, age, alcohol, smoking, physical activity, FH of diabetes, blood pressure, dyslipidemia, uric acid) Variable Biological Component O.R. P Variable Biological Component O.R. P IFG (y/n) Glucose Setpoint 6.2 < 0.001 IFG (y/n) Glucose 6.2 < 0.001 Setpoint BMI (per 1 SD) Adiposity 1.6 0.004 IGT (y/n) Glucose 3.6 0.009 Setpoint HOMA-IR (per 1 SD) Insulin Resistance 1.9 0.004 BMI (per 1 SD) Adiposity 1.8 0.01 Sluiter's Index (per 1 SD) Beta Cell Function 0.6 0.001 Bonora E. et al .; Diabetes 2004 Bonora E. et al .; Diabetes 2004

Tuttavia, il livello di insulino-resistenza e di disfunzione delle cellule beta può essere studiato solo in studi epidemiologici ma IGT, IFG e BMI possono essere misurati anche a livello ambulatoriale permettendo in maniera più semplice di individuare i pazienti a rischio di sviluppo di dmt2 a distanza di cinque anni. Resta, tuttavia, necessario dimostrare che IFG, IGT, BMI e disfunzione beta cellulare non sono solo indicatori di rischio ma anche fattori di rischio.

Dieta Mediterranea e Prevenzione del Diabete

La dieta mediterranea è stata definita così da ricercatori americani negli anni '40-50 a seguito di una collaborazione con il policlinico Federico II di Napoli che fece loro scoprire la bassa prevalenza di infarti rispetto all'America. Si comprese così il ruolo di ipertensione e ipercolesterolemia negli accidenti cardiovascolari. Essi formularono l'ipotesi che l'alimentazione dei tempi a Napoli, in Grecia e in Spagna potesse essere protettiva dal punto di vista cardiovascolare. Negli anni successivi tuttavia la dieta mediterranea scomparì poco a poco con l'importazione in questi luoghi di uno stile alimentare molto più simile a quello americano.

3Stili di vita e benessere n°07 del 20/03/2024 (Prof. R. Bonadonna) Controllore: Noemi Toffali Sbobinatori: Gaia Terreri, Francesca Vacca

Studio sull'Incidenza del Diabete e la Dieta Mediterranea

Uno studio del 2008 osservò 13'380 studenti universitari spagnoli senza diabete con un follow-up di 5 anni. Questi soggetti presentavano un buon BMI (in media 23,5) e a essi venne assegnato uno score crescente a seconda di quanto mangiassero realmente secondo una dieta mediterranea. I soli soggetti ad avere un alto score furono 1500.

Lo studio evidenziò che questa piccola porzione di studenti che consumava realmente dieta mediterranea aveva una ridotta incidenza di diabete a parità di calorie consumate.

Interventi per la Prevenzione del Diabete

  • Cambiamenti dello stile di vita (TLC) [unico intervento che verrà trattato dal professore]
  • Chirurgia metabolica: molto efficace ma invasiva.
  • Farmaci: come glitazone e metformina.

TLC - Therapeutic Lifestyle Changes

  1. Riduzione del peso/BMI
  2. Riduzione dell'introito di grassi saturi (in modo da diminuire i trigliceridi)
  3. Aumento dell'intake di fibre (aumentando così l'intake proteico vegetale e riducendo quello animale poiché la dieta mediterranea è la dieta tipica della costa povera di suino e bovino)
  4. Riduzione dei carboidrati raffinati
  5. Esercizio fisico per almeno 30 minuti al giorno in maniera da ridurre il peso ed aumentare la sensibilità all'insulina. Inoltre, l'esercizio aerobico potrebbe avere anche un effetto benefico sulla cellula beta del pancreas

In generale, si tratta di seguire la dieta mediterranea e introdurre l'abitudine all'attività fisica moderata di almeno 30 minuti al giorno.

Con questi interventi sullo stile di vita 11 trials della durata di 4 anni hanno dimostrato che si è dimezzato il rischio di diabete nelle persone con prediabete, resta tuttavia incognita la possibilità di ridurre l'incidenza di rischio cardiovascolare poiché, per studiare questa componente, servirebbe un follow up di circa 15 anni.

PREDIMED: Studio di Intervento sulla Dieta Mediterranea

In Spagna, dopo aver composto lo studio epidemiologico, è stato messo a punto anche uno studio di intervento, il PREDIMED, uno studio controllato e randomizzato. Gli autori hanno randomizzato circa 7.500 persone (senza diagnosi di prediabete), dividendoli in tre gruppi:

  • Gruppo 1-> dieta mediterranea arricchita con olio extravergine d'oliva;
  • Gruppo 2 > dieta mediterranea arricchita in mandorle, noci, nocciole;
  • Gruppo 3 -> di controllo, a cui è stata somministrata una dieta ipolipidica (low-fat)

Le supplementazioni di olio EVO e di frutta secca venivano fornite direttamente ai partecipanti allo studio.

Vengono esclusi i partecipanti affetti da diabete.

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