Pedagogia Speciale e Disabilità: Sport e Inclusione, Unicusano

Documento dall'Università Niccolò Cusano su Pedagogia Speciale e Disabilità. Il Pdf esplora il ruolo dello sport e dell'attività motoria come strumenti di inclusione, analizzando le competenze pedagogico-didattiche necessarie per l'educazione fisica, con un focus sull'adattamento ragionevole e la progettazione universale.

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15 pagine

Corso di Laurea Triennale in
Scienza e Tecnica dello Sport (LM 68)
PEDAGOGIA SPECIALE E DISABILITÀ
Docente
Prof. Alessio COVELLI
MODULO 3
SPORT E INCLUSIONE: COMPETENZE, PRINCIPI APPLICATIVI,
VALORI EDUCATIVI E FORMATIVI
INDICE
3.1. Lo sport tra educazione e inclusione: competenze pedagogico-didattiche
dell’insegnante e dell’allenatore ....................................................................................... p. 3
3.2. Competenze professionali dell’insegnante e dell’allenatore per lo sviluppo di attività
motorie educative, formative e inclusive ...........................................................................p. 4
3.3. L’incontro tra le competenze tecniche e le competenze pedagogico-didattiche ......... p. 5
3.4. Riflessività e sviluppo delle competenze professionali per l’inclusione ....................... p. 6
3.5. Sport e inclusione: valori e intenzionalità educativi e formativi ....................................p. 8
3.6. Attività motoria e sportiva inclusiva per l’educazione e la formazione della persona: il
ruolo della scuola .................................................................................................................p. 10
3.7. Educazione e sport tra adattamento e inclusione: accomodamento ragionevole e
progettazione universale .................................................................................................... p.12
3.8. Differenze concettuali tra impostazioni adattate e inclusive delle attività motorie e
sportive ..................................................................................................................................p. 13

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MENS INGENUI VERBUM UNIVERSITA NICCOLO CUSANO

Corso di Laurea Triennale in
Scienza e Tecnica dello Sport (LM 68)

PEDAGOGIA SPECIALE E DISABILITÀ

Docente
Prof. Alessio COVELLIMODULO 3

SPORT E INCLUSIONE: COMPETENZE, PRINCIPI APPLICATIVI, VALORI EDUCATIVI E FORMATIVI

INDICE

3.1. Lo sport tra educazione e inclusione: competenze pedagogico-didattiche
dell'insegnante e dell'allenatore
p. 3

3.2. Competenze professionali dell'insegnante e dell'allenatore per lo sviluppo di attività
motorie educative, formative e inclusive
.p. 4

3.3. L'incontro tra le competenze tecniche e le competenze pedagogico-didattiche
p. 5

3.4. Riflessività e sviluppo delle competenze professionali per l'inclusione
p. 6

3.5. Sport e inclusione: valori e intenzionalità educativi e formativi
.p. 8

3.6. Attività motoria e sportiva inclusiva per l'educazione e la formazione della persona: il
ruolo della scuola
p. 10

3.7. Educazione e sport tra adattamento e inclusione: accomodamento ragionevole e
progettazione universale
....
p.12

3.8. Differenze concettuali tra impostazioni adattate e inclusive delle attività motorie e
sportive
p. 13

Lo sport tra educazione e inclusione: l'approccio pedagogico nella formazione degli operatori

Allenatori, tecnici, insegnanti e coloro i quali operano nell'ambito delle attività motorie e
sportive con una funzione educativa e formativa non devono perdere di vista la centralità
dell'educazione e della formazione in qualsiasi attività sportiva. Qualunque sia l'attività da
svolgere, che si tratti ad esempio di avviamento allo sport o che sia una pratica riconducibile
all'élite sportiva, è necessario comprendere sin dalle prime fasi le impostazioni alla base di
quelle declinazioni educative, formative e inclusive che indirizzano il concepimento
dell'azione motoria e sportiva nella direzione di un processo che si avvale di conoscenze e
competenze pedagogiche, didattiche e psicologiche. Tali competenze sono propedeutiche
alla realizzazione di attività lontane da logiche addestrative ed esclusivamente prestative e
competitive (de Anna, 2009). In questi ultimi casi, infatti, il rischio è di concentrare
l'attenzione solo sull'attività stessa concepita come fine e non come mezzo per il
miglioramento sociale e culturale, rinsaldando quei valori che attraverso le attività possono
essere messi in gioco e di cui si parla sempre più diffusamente proprio in relazione allo sport
e al movimento: solidarietà, inclusione, benessere, interculturalità, ecc.

Tenere conto delle finalità educative e formative dello sport ai fini della costruzione di
attività inclusive con tali connotazioni implica l'adozione di un approccio pedagogico come
riconoscimento dell'interdipendenza tra i valori culturali, il loro insegnamento e la loro
traduzione nelle pratiche. È cruciale dunque individuare le competenze pedagogiche e
didattiche che dovrebbero avere tecnici, insegnanti e operatori dell'area motoria per dare
spazio alla relazione, al gioco e al divertimento oltre che ai valori etici ed educativi insiti nel
rispetto delle regole, nella socialità e nel riconoscimento dell'alterità propri dell'attività
sportiva nei suoi riferimenti ai valori culturali.

La marcata identità educativa e formativa delle attività motorie e sportive, con particolare
riferimento alle declinazioni inclusive, è il risultato dell'intenzionalità come orientamento
al recupero della centralità della «persona come valore e fine». Tutto questo diviene
possibile soltanto se gli aspetti tecnici sono sostenuti da competenze trasversali sul piano
pedagogico e didattico utili a riflettere su:

  • come progettare e realizzare attività in grado di valorizzare i vari partecipanti nelle
    loro rispettive differenze;
  • come poter insegnare tutto a tutti e permettere a ciascuno di potersi esprimere
    tirando fuori il meglio di sé in una relazione educativa di crescita reciproca.

A tal proposito, la questione fondamentale che sarà affrontata in questo frangente è relativa
a quali competenze è necessario sviluppare nell'intreccio tra aspetti tecnici, pedagogici, e
didattici per saper interpretare in maniera adeguata la persona nella sua globalità e nel suo
funzionamento nei contesti.

Nell'ambito delle scienze motorie e sportive e delle competenze relative ai professionisti
dell'area motoria, il contributo della Pedagogia e della Didattica speciale è quello di
consentire agli studenti in formazione di acquisire la capacità di lettura e analisi delle
situazioni, attraverso l'osservazione, l'ascolto, le relazioni che si vengono a costruire
nell'ambito di quei contesti tra la persona con difficoltà e i suoi pari, nonché con gli operatori
che interagiscono in quei contesti e la famiglia (de Anna, 2009, 2014; de Anna & Covelli,
2016). Tale contributo è essenziale al di là della presenza o meno di persone con disabilità o
altre difficoltà per educare e formare i partecipanti attraverso le attività motorie e sportive
come spazio del dialogo e dell'incontro tra le diversità e i diversi modelli culturali di
3Covelli
Pedagogia Speciale e Disabilità
riferimento. La riflessione pedagogica è centrale anche per una trasformazione dei contesti
in grado di mettere in relazione e far interagire le diverse alterità, di accogliere i diversi
bisogni tra cui quelli derivanti dalla presenza di un deficit, di una difficoltà di
apprendimento o di un disagio di origine esogena (sociale, culturale, economico, ecc.)
presente nei contesti di vita delle persone con le quali è possibile confrontarsi nella propria
attività professionale.

La Pedagogia e la Didattica speciale come pedagogia e didattica per l'inclusione (cfr. modulo 1)
possono contribuire allo sviluppo delle competenze degli operatori dello sport e del
movimento attraverso una formazione ad ampio spettro che permetta di fare incontrare i
saperi disciplinari con le competenze trasversali pedagogiche e didattiche per il
riconoscimento dell'eterogeneità dei propri allievi e il loro accompagnamento anche nelle
situazioni di disabilità e di difficoltà relative ai molteplici bisogni educativi. Lo sviluppo di
tali competenze innalza la qualità delle proposte motorie e sportive che le varie figure e i
professionisti possono offrire ai propri utenti imparando a osservare i comportamenti e le
relazioni nei contesti. L'osservazione è una competenza fondamentale, presupposto
ineludibile per poter analizzare globalmente gli elementi e le numerose informazioni
necessarie a comprendere gli allievi e la direzione del loro progetto di vita nella continuità
tra le loro dimensioni esistenziali. Tale lettura può favorire la costruzione di approcci
inclusivi ed ecosistemici nei quali il sapere pedagogico è funzionale alla lettura delle
situazioni personali e degli eventuali bisogni educativi speciali (de Anna, 2014; de Anna &
Covelli, 2016).

Competenze professionali dell'insegnante e dell'allenatore per lo sviluppo di attività motorie educative, formative e inclusive

Un approccio autenticamente inclusivo e al tempo stesso educativo e formativo delle attività
motorie e sportive si basa sul riconoscimento dell'eterogeneità degli utenti ai fini del loro
accesso e partecipazione alle varie attività disponibili. La progettazione di ambienti e attività
capaci di offrire pari opportunità e condizioni favorevoli alla crescita personale e collettiva
nella reciproca scoperta e conoscenza individuale e collettiva delle diversità presuppone
l'intreccio di molteplici competenze che appartengono sia alla sfera tecnica del movimento
e delle singole discipline sportive, sia alla dimensione pedagogica didattica.

L'interazione tra queste due dimensioni dovrebbe andare oltre un mero approccio
multidisciplinare per fondersi in una relazione osmotica di interdiscplinarità se non di una
vera e propria transdisciplinarità tra i vari saperi. Il riferimento alla transdisciplinarità
rimanda a un'attitudine intellettuale, culturale e operativa volta all'oltrepassamento dei
limiti di determinate discipline scientifiche per individuare le numerose connessioni tra i
vari saperi e costruire una rete di conoscenze in grado di rispondere alla complessità dei
contesti (Morin, 1993; 2007). Oltre a una formazione organica e ad ampio raggio nelle scienze
motorie, andare oltre questi limiti disciplinari richiede agli operatori una marcata attitudine
riflessiva che corrisponde all'essenza della competenza. Infatti, nel porsi a un livello logico
superiore rispetto alle semplici conoscenze e abilità (Baldacci, 2010), la competenza
corrisponde a una sintesi delle varie risorse e dei vari saperi personali che sono orchestrati
in maniera sempre originale e differente per far fronte a situazioni problematiche.

La variabilità delle situazioni e dei problemi con i quali ciascuno è chiamato a confrontarsi
nell'arco della propria esistenza rende le competenze un costrutto di natura incrementale in
grado di rispondere alla complessità dei contesti. Le competenze sono un costrutto che
include componenti cognitive, motivazionali, etiche e sociali, i risultati dell'apprendimento
4Pedagogia Speciale e Disabilità
Covelli
che si compongono di conoscenze e abilità, valori e credenze che sono alla base della loro
natura culturale, abitudini e altre caratteristiche psicologiche (OECD, 2002).

Il riferimento al loro carattere situazionale e contestuale è importante per evidenziare la loro
rilevanza sociale, culturale, valoriale e affettiva perché, come scrive Pasquale Moliterni
(2007, p. 249), la competenza «[ ... ] si sviluppa nell'incontro con l'altro, sia all'interno della
comunità di pratiche professionali, sia all'interno dei contesti sociali, per contribuire al loro
sviluppo. [ ... ] Richiede non solo il possesso di conoscenze e abilità ma anche di
atteggiamenti e sentimenti adeguati a gestire in modo efficace le situazioni stesse».

L'incontro tra le competenze tecniche e le competenze pedagogico-didattiche

Le attività di studio e ricerca dimostrano come lo sviluppo inclusivo delle pratiche motorie
e sportive non possa prescindere dal dialogo e dal reciproco contributo nella ricerca
educativa tra la Pedagogia, la Didattica Speciale e le discipline legate specificatamente ai
metodi e alle didattiche delle attività motorie e sportive che in Italia vengono identificate
dal settore scientifico disciplinare M-EDF (de Anna, 2009). Questo scambio può consentire
lo sviluppo e il consolidamento di impostazioni teoriche e pratiche che pongono al centro
dell'attenzione il corpo nella relazione con se stessi e con l'alterità, le interazioni che
attraverso il movimento vengono costruite con l'ambiente, le possibilità comunicative ed
espressive, lo sviluppo della motricità, il piacere di muoversi e fare sport, la costruzione
dell'identità, lo sviluppo delle proprie potenzialità, la conoscenza e la relazione con gli altri.

Tali aspetti devono essere realizzati coniugando gli aspetti più squisitamente tecnici e
disciplinari dello sport e del movimento con l'approccio metodologico di carattere
pedagogico e didattico soffermandosi su come le diverse attività motorie possano diventare
uno strumento di mediazione e di conoscenza rispetto allo sviluppo delle competenze
personali. Tali competenze non riguardano soltanto il corpo in movimento, ma devono essere
estese alla più ampia visione formativa della persona allo sviluppo delle competenze chiave
per l'apprendimento permanente (Unione Europea, 2018).

Giunti a questo punto diviene necessario declinare i diversi aspetti che caratterizzano le
competenze tecniche e disciplinari dello sport e del movimento con quelle alla base
dell'approccio metodologico di carattere pedagogico e didattico. Tale descrizione intende
fornire delle coordinate di riferimento per chi opera nell'area delle attività motorie e
sportive rispetto agli elementi da considerare e alla consapevolezza della propria funzione
educativa e formativa. La seguente classificazione non ha pretese di esaustività per evidenti
ragioni di sintesi e per il fatto di chiamare in causa altre discipline e saperi che non sono
oggetto diretto della nostra trattazione.

Gli aspetti tecnici dello sport e del movimento sono senz'altro rintracciabili nelle
competenze metodologiche dell'allenamento, negli aspetti tecnici del movimento da
considerare per lo sviluppo della coordinazione, della motricità fine e globale e dello schema
corporeo. Ad essi si aggiungono gli aspetti tecnici dell'esercizio fisico e delle singole
discipline sportive, le competenze funzionali alla valutazione delle capacità motorie, alla
preparazione fisica e all'individuazione del potenziale di sviluppo fisico dell'individuo.
Infine, nondimeno importante è saper organizzare l'ambiente nel quale realizzare le attività
fisiche e sportive che possono essere indoor o all'aperto e saper utilizzare gli attrezzi e gli
strumenti per le attività previste.

È evidente che tali aspetti devono essere mobilitati nell'ambito di contesti che hanno una
connotazione educativa e formativa. Ciò significa che le attività proposte non sono fini a se
stesse ma hanno una finalità migliorativa della persona non solo sul piano della prestazione
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