Il periodo democratico
Prof.ssa Iside Gjergji
Università eCampus
2024CORRIERE DELLA SERA
E' nata la Repubblica italiana
PepunBLica 12 V10
HOHARCHIS
L'Italia repubblicana
- Il nuovo assetto istituzionale del Dopoguerra e il
boom economico degli anni '50 portarono a un
aumento del livello medio di istruzione in Italia.
- Questa crescita si verificò principalmente
nell'istruzione secondaria superiore e, in parte, a
livello universitario.
- L'espansione riguardo soprattutto le classi sociali
medie e alte, ma si riscontro anche un aumento tra
le classi popolari e, in particolare, tra le donne.
Tassi di passaggio alle scuole secondarie superiori e all'università secondo il genere (2001)
1928-1937
1938-1947
1948-1957
1958-1967
1968-1983
Maschi
Scuole
superiori
24,8
38,5
55,2
66,5
81,2
Università
9,5
16,9
23,4
26,8
32,0
Femmine
Scuole
superiori
14,9
30,7
46,0
62,3
80,3
Università
3,9
10,6
22,6
26,6
42,9+
La riforma del 1962
Legge n. 1859/1962:
- Scuola media unica (3 anni)
- Iscrizione obbligatoria alla seconda media
inferiore
- Misure di sostegno per gli alunni poveri
- Introduzione delle «classi di
aggiornamento» (per gli studenti con
gravi problemi di rendimento) e delle
«classi differenziali» (per gli studenti
portatori di disabilità o con problematiche
neuropsichiatriche). == > queste classi
furono soppresse poi con la Legge n.
348/1977.
Le riforme del 1969
- L'istruzione professionale equiparata a quella
tecnica (per durata e contenuti didattici).
- Simili cambiamenti anche per l'istruzione
magistrale (5 anni).
- Legge n. 910/1969: accesso illimitato ai corsi
universitari per gli studenti provenienti da
istituti tecnici e professionali (della durata di
5 anni).
La legge delega n. 477 del 1973 e i decreti delegati del 1974
- Istituiti gli organi collegiali della scuola, per
garantire la partecipazione di comunità locali,
genitori e studenti nella gestione scolastica.
- Diritto dei genitori di eleggere rappresentanti nei
consigli di classe e d'istituto, e nei consigli scolastici
distrettuale e provinciali.
- I rappresentanti degli studenti delle scuole medie
superiori possono partecipare ai consigli di classe,
d'istituto e distrettual
- Nei consigli scolastici distrettuale provinciali
furono inclusi rappresentanti degli enti locali,
sindacati e imprenditori.
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Fino agli anni '70 del XXº secolo
- Scuola tendenzialmente più inclusiva
- Riduzione delle forme più evidenti di discriminazione
- Il funzionamento complessivo però era senza
cambiamenti radicali:
- le disuguaglianze strutturali restavano
sostanzialmente invariate;
- la gestione della scuola restava
fondamentalmente gerarchica.
La svolta degli anni '90 del XXº secolo
- D. Lgs. n. 29/1993: cambia il rapporto di lavoro dei
docenti (si ha il passaggio al diritto di natura privatistica
del contratto di lavoro)
- Personalità giuridica a tutte le scuole: autonomia
amministrativa e di bilancio, rafforzata in seguito dalla
legge Bassanini sulla scuola (1997).
Autonomia scolastica
- Legge Bassanini del 1997: autonomia scolastica
- Introduzione del principio di competizione tra le scuole:
l'importanza del numero degli iscritti e processi di accentramento
della gestione delle scuole di comuni con pochi abitanti.
- Introduzione del POF (Piano dell'Offerta Formativa): ansia
competitiva nella diversificazione dei POF e nella costruzione del
«prestigio» degli istituti.
- Introduzione della figura dello studente-cliente
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AUTONOMIA?
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Il governo della scuola dopo la legge Bassanini
- Gerarchizzazione dei ruoli: il preside diventa
dirigente scolastico con a disposizione uno staff di
figure intermedie.
- Ruoli (talvolta) conflittuali e non convergenti tra
dirigenti e docenti.
La scuola privata
- Legge n. 62/2000: le scuole private,
che possiedono il titolo di scuole
paritarie, sono integrate a pieno titolo
nel sistema scolastico nazionale.
- La «Riforma Gentile» le aveva
emarginate attraverso
l'accentramento, ma dagli anni '80 del
secolo scorso il loro ruolo è
progressivamente cresciuto, fino a
entrare a pieno titolo nel sistema
scolastico nazionale a partire dal 2000
Il ruolo delle istituzioni europee
- Il ruolo delle istituzioni europee nella trasformazione
dei sistemi di istruzione: la Strategia di Lisbona a
seguito del Consiglio europeo del 2000:
- «coniugare competizione e solidarietà»;
- le scuole intese come «servizio territoriale» per gli utenti;
- il rafforzamento dell'autonomia finanziaria e gestionale delle
scuole.
- Il Consiglio europeo di Stoccolma (2001): introduzione
del concetto di qualità e di valutazione dei sistemi di
istruzione nell'ottica di standardizzazione dei processi
di istruzione.
Riforma Moratti L.53/2003
- L'abbassamento dell'obbligo scolastico da 9 a 8 anni di studio (che
nel 2006 sarà nuovamente riportato a 16 anni)
- Moltiplicazione delle differenziazioni orizzontali per l'istruzione
secondaria superiore: costruzione di due rami. Il primo dura 5 anni e
comprende 8 indirizzi:
artistico/musicale/classico/scientifico/linguistico/economic
o/tecnologico/scienze umane;
scienze umane sostituisce le scuole magistrali e gli istituti
tecnici vengono sostituiti da appositi licei.
. Anche il secondo ramo dura 5 anni.
- La bipartizione avvicina il sistema italiano a quello tedesco, olandese,
austriaco e svizzero, in controtendenza rispetto alla precedente
tradizione italiana, più vicina all'esperienza di altri paesi europei.
- Modifiche sulle competenze: i licei restano di competenza dello
Stato; l'istruzione tecnica e professionale, insieme alla formazione
professionale, diventano di competenza delle Regioni (che nel 2006
sarà riportata nuovamente nelle competenze dello Stato, tranne la
formazione professionale triennale).
- Introduzione di nuovi requisiti per l'accesso alla docenza:
- laurea specialistica;
- il tirocinio obbligatorio.
La riforma Gelmini
- Legge finanziaria del 2008 «disposizioni urgenti
in materia di istruzione e università»: riduzione
di nove miliardi e mezzo al finanziamento del
sistema di istruzione nazionale.
- Reintroduzione dell'insegnante unico
prevalente nella scuola primaria e l'abolizione
dell'insegnamento per moduli.
- Tagli a discipline curricolari nell'istruzione
secondaria di secondo grado: taglio di cattedre.
- Composizione delle classi: minimo 15 e
massimo 32 studenti per classe.
- 18 ore per le cattedre dei docenti
- Riduzione del personale ATA
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La «Riforma Renzi» (Legge 107/20015) e la «buona scuola»
Ripetuto più volte nella legge il seguente avvertimento:
«All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse
finanziarie disponibili a legislazione vigente e della dotazione organica
dell'autonomia e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica» > Quindi, non erano previsti nuovi finanziamenti.
- Enfasi sulle «competenze».
- Rafforzamento dell'autonomia scolastica.
- Estensione dello stage a tutti gli indirizzi di studio delle scuole secondarie
superiori: «alternanza scuola-lavoro» (in seguito Pcto - percorsi per le
competenze trasversali e l'orientamento)
- Dirigenti con facoltà di attingere dall'organico dell'autonomia per scegliere
fino al 10% dei collaboratori da inserire nello staff.
P
ercorsi
C
ompetenze
T
rasversali
E per
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rientamento
o
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