Il format televisivo: caratteristiche, business e tipologie unscripted

Slide dall'Università sul format televisivo. Il Pdf descrive le definizioni, le caratteristiche e il modello di business internazionale dei format, inclusi i format unscripted come game show e factual entertainment, utile per lo studio universitario.

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IL FORMAT
Format: non è un semplice programma, è un programma che ha delle regole, dei
principi, ben definite e scritte all’interno della “bibbia del format”. Un prodotto che
viene venduto in licenza in tutto il mondo e devono essere applicate quelle regole.
DEFINIZIONE DI FORMAT (A. Fiacco, Fare televisione)
Il termine «format» può avere due diverse accezioni:
• la prima comune e generica: «format» equivale più o meno a «tipologia», a
«caratteristiche di fondo» di un prodotto televisivo.
• la seconda tecnica e specifica: l’accezione corretta di «format» è questa,
quella più tecnica. È infatti l’accezione originaria, derivante da una necessità
molto pratica e concreta, che sta alla base stessa dello sviluppo di questo
campo: quella commerciale-economica.
Un format, per definizione, non è mai un progetto su carta, bensì sempre e soltanto
un prodotto audiovisivo compiuto. Ovvero un programma già realizzato, almeno
sotto forma di pilot (ma meglio se già trasmesso in un altro paese, con dei dati di
ascolto a supporto), che si possa vedere e non soltanto «leggere».
Non è vero che tutti i programmi sono format.
Un format è un programma televisivo, già andato in onda da qualche parte, il cui
schema base ha un valore economico.
Sono 3 le caratteristiche fondamentali che qualunque tipo di format deve
necessariamente possedere:
1)
Originale: lo schema base del programma deve differenziarsi in modo
significativo da tutti gli altri presenti sul mercato. Dal momento che è
impossibile che l’intero schema base sia completamente originale, è
necessario che sia originale almeno un aspetto o un dettaglio caratterizzante.
2)
Replicabile: il format è replicabile per definizione. Deve cioè poter andare in
onda tutte le volte che serve, per il numero di puntate che serve. Un
programma che è, per sua natura, «a scadenza», ovvero che riveste carattere
d’eccezionalità, ed è limitato a un contesto o a una situazione specifica e
contingente, non è e non potrà mai essere considerato un format.
3)
Esportabile: il format viaggia. Supera confini, barriere, nazioni e continenti,
adattandosi a qualunque realtà (o quasi). Se un programma è così
strettamente legato a un singolo e specifico contesto da rendere impossibile la
sua esportazione, non può essere considerato un format.
Cosa si intende per format - 4 possibili definizioni:
➢
Format come remake su licenza: è un programma basato sui diritti di
rifacimento di un programma su licenza (Chi vuole essere milionario?). I format
possono essere unscripted (non c’è un copione per i partecipanti, è più libero
e la maggior parte dei format sono così, come Grande Fratello) o scripted (con
delle sceneggiature), tutti gli elementi di questa “narrazione” sono contenuti
in una “Bibbia” dove vengono definiti perfettamente gli elementi del format
stesso.
➢
Format come ricetta: è un programma che ha regole e principi immutabili ma
che si adattano poi lungo il percorso, a seconda del luogo in cui vengono
adattato (se io so la ricetta di un piatto posso anche adattarlo, cambiare alcuni
ingredienti).
➢
Format come “proof of concept”: è uno show che ha una struttura – proof of
concept – solida, perché nella sua vendita i dati d’ascolto e la tenuta del
programma sono fondamentali (quando si compra un format, oltre a tutte le
varie indicazioni, si comprano anche gli ascolti per vedere cosa è andato
meglio o peggio in quel Paese in cui è stato trasmesso).
➢
Format come metodo di produzione: comprare un format significa ottenere un
programma che è in fase di sviluppo da numerosi anni ed è già stato realizzato
in molti paesi. La production Bible si aggiorna dopo ogni adattamento e
permette di avere una produzione sempre più “perfetta”.
In principio facevano parte dei format solo i game show, ovvero i quiz, ma oggi anche
le serie televisive.
I format sono la soluzione ideale offerta ai manager televisivi per ridurre i rischi del
loro lavoro. Infatti, il format avrà un successo garantito perché negli altri paesi dove
è stato già sperimentato ha avuto successo, quindi non c’è un rischio, come lo si
avrebbe se si dovesse inventare un format da zero. Il broadcaster poi non compra
solo l’idea, ma anche tutto ciò che serve per realizzare il programma.
Un format tv è la struttura di uno show in grado di generare una narrazione
caratteristica e i cui diritti sono concessi su licenza al di fuori del paese d’origine per
un adattamento destinato al pubblico locale
Secondo la SIAE l’opera deve avere i seguenti elementi qualificanti:
•
Titolo
•
Struttura

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Il Format Televisivo

Format: non è un semplice programma, è un programma che ha delle regole, dei principi, ben definite e scritte all'interno della "bibbia del format". Un prodotto che viene venduto in licenza in tutto il mondo e devono essere applicate quelle regole.

Definizione di Format (A. Fiacco, Fare televisione)

Il termine «format» può avere due diverse accezioni:

  • la prima comune e generica: «format» equivale più o meno a «tipologia», a «caratteristiche di fondo» di un prodotto televisivo.
  • la seconda tecnica e specifica: l'accezione corretta di «format» è questa, quella più tecnica. È infatti l'accezione originaria, derivante da una necessità molto pratica e concreta, che sta alla base stessa dello sviluppo di questo campo: quella commerciale-economica.

Un format, per definizione, non è mai un progetto su carta, bensì sempre e soltanto un prodotto audiovisivo compiuto. Ovvero un programma già realizzato, almeno sotto forma di pilot (ma meglio se già trasmesso in un altro paese, con dei dati di ascolto a supporto), che si possa vedere e non soltanto «leggere». Non è vero che tutti i programmi sono format. Un format è un programma televisivo, già andato in onda da qualche parte, il cui schema base ha un valore economico.

Caratteristiche Fondamentali del Format

Sono 3 le caratteristiche fondamentali che qualunque tipo di format deve necessariamente possedere:

  1. Originale: lo schema base del programma deve differenziarsi in modo significativo da tutti gli altri presenti sul mercato. Dal momento che è impossibile che l'intero schema base sia completamente originale, è necessario che sia originale almeno un aspetto o un dettaglio caratterizzante.
  2. Replicabile: il format è replicabile per definizione. Deve cioè poter andare in onda tutte le volte che serve, per il numero di puntate che serve. Un programma che è, per sua natura, «a scadenza», ovvero che riveste carattere d'eccezionalità, ed è limitato a un contesto o a una situazione specifica e contingente, non è e non potrà mai essere considerato un format.
  3. Esportabile: il format viaggia. Supera confini, barriere, nazioni e continenti, adattandosi a qualunque realtà (o quasi). Se un programma è così strettamente legato a un singolo e specifico contesto da rendere impossibile la sua esportazione, non può essere considerato un format.

Cosa si intende per format - 4 possibili definizioni

  • Format come remake su licenza: è un programma basato sui diritti di rifacimento di un programma su licenza (Chi vuole essere milionario?). I format possono essere unscripted (non c'è un copione per i partecipanti, è più libero e la maggior parte dei format sono così, come Grande Fratello) o scripted (con delle sceneggiature), tutti gli elementi di questa "narrazione" sono contenuti in una "Bibbia" dove vengono definiti perfettamente gli elementi del format stesso.
  • Format come ricetta: è un programma che ha regole e principi immutabili ma che si adattano poi lungo il percorso, a seconda del luogo in cui vengono adattato (se io so la ricetta di un piatto posso anche adattarlo, cambiare alcuni ingredienti).
  • Format come "proof of concept": è uno show che ha una struttura - proof of concept - solida, perché nella sua vendita i dati d'ascolto e la tenuta del programma sono fondamentali (quando si compra un format, oltre a tutte le varie indicazioni, si comprano anche gli ascolti per vedere cosa è andato meglio o peggio in quel Paese in cui è stato trasmesso).
  • Format come metodo di produzione: comprare un format significa ottenere un programma che è in fase di sviluppo da numerosi anni ed è già stato realizzato in molti paesi. La production Bible si aggiorna dopo ogni adattamento e permette di avere una produzione sempre più "perfetta".

In principio facevano parte dei format solo i game show, ovvero i quiz, ma oggi anche le serie televisive. I format sono la soluzione ideale offerta ai manager televisivi per ridurre i rischi del loro lavoro. Infatti, il format avrà un successo garantito perché negli altri paesi dove è stato già sperimentato ha avuto successo, quindi non c'è un rischio, come lo si avrebbe se si dovesse inventare un format da zero. Il broadcaster poi non compra solo l'idea, ma anche tutto ciò che serve per realizzare il programma. Un format tv è la struttura di uno show in grado di generare una narrazione caratteristica e i cui diritti sono concessi su licenza al di fuori del paese d'origine per un adattamento destinato al pubblico locale

Elementi Qualificanti Secondo la SIAE

Secondo la SIAE l'opera deve avere i seguenti elementi qualificanti:

  • Titolo
  • Struttura
  • Narrativa di base
  • Apparato scenico
  • Personaggi fissi

Zelig non è un format mentre LOL sì, perché il primo è uno stand up comico, mentre il secondo è un vero e proprio gioco con delle regole ed è strutturato in una certa maniera.

Definizioni di Format di Esperti

  • Secondo Paolo Taggi il format è pensato per il pubblico globale e non semplicemente locale, un pubblico generico e vasto. Deve suscitare un'emozione nei vari pubblici e costruire poi il programma sulle emozioni. Inoltre ogni format è uno storytelling, racconta qualcosa (dei protagonisti, di quello che avviene).
  • Secondo Aldo Grasso e Massimo Scaglioni il format è uno schema originale e compiuto di un programma comprendente elementi sia contenutistici (tematica, genere, scopo) sia strutturali (articolazione delle sue fasi sequenziali e/o narrative, apparato scenico, personaggi fissi), già rodato attraverso un'emissione televisiva.
  • Secondo Giorgio Grignaffini il format deve essere collocato in un palinsesto (fascia oraria preserale o pomeridiano, la rete televisiva) e avere delle strategie promozionali (come promuovere il nostro programma, renderlo interattivo).

Storia dei Format Televisivi

I format sono un'invenzione angloamericana, infatti le prime licenze d'uso per format riguardavano adattamenti di programmi televisivi statunitensi acquistati da emittenti britanniche. La Gran Bretagna comprava programmi statunitensi e li adattava. Inizialmente i format erano creati solo in America e in Inghilterra e poi venivano esportati in tutto il mondo. I primi adattamenti risalgono agli anni '20 in radio (che ebbero grande successo), per riempire il palinsesto. Dopo la seconda guerra mondiale, che aveva bloccato tutto il mercato, la BBC (tv pubblica inglese) torna in America per cercare idee, nuovi programmi televisivi da adattare al loro palinsesto televisivo. Il primo format al mondo trasmesso in tv (ma solo una volta) è stato It pays to be ignorant che diventa in Inghilterra Ignorance is bliss. Si tratta di un game. Lo show ha esordito il 22 luglio 1946, è un panel show comedy di grande successo, ma ci fu un'unica puntata per la tv, perché all'inizio non si sapeva come porsi nei confronti del pagamento o meno del diritto d'autore. Il primo format tv vero e proprio è stato What's My Line? (1950 su Cbs e 1951 su BBC). Si trattava di un quiz a più episodi (due stagioni da 13 episodi all'anno fino al 1963) in cui bisognava capire che lavoro fa una persona facendole domande, e questa poteva rispondere solo sì o no. Nel 1951, grazie a questo programma, è stato stipulato per la prima volta nella storia un contratto, che stabilisce le basi giuridiche dell'industria del format ed è considerato come il certificato di nascita. Con questo contratto l'emittente accettava di pagare per l'idea e la confezione di uno show (il format) e non per qualcosa di tangibile come una sceneggiatura. Si ha quindi l'idea di format come diritto di realizzare un remake di un programma di un determinato territorio. Il lancio di Itv, la prima emittente commerciale del Regno Unito, avvenuto nel 1955, ha portato alla prima esplosione per i format, perché le tv private hanno la necessità di riempire i loro palinsesti. Nel giro della prima settimana di trasmissioni, Itv ha mandato in onda 5 format (tre giochi a premi, un programma stunt comedy basato sulla partecipazione pubblico e un talent show). Il network commerciale ha trasmesso poi tanti altri format. Il format tv è stato un'invenzione angloamericana. Era stato deciso che affinché un programma televisivo diventasse un format occorreva acquisire una licenza. Questa pratica, negli altri paesi europei, non è comune fino agli anni '80. Negli anni '50, quando le emittenti europee, anche italiane, si rivolgevano alle reti televisive statunitensi in cerca di ispirazione, si limitavano a rubare i programmi.

Format in Italia

In Italia, negli anni '50 la Rai ha adattato 4 giochi a premi. Però nessuno di questi adattamenti era stato autorizzato. Tra questi vi era Lascia o raddoppia? (andato avanti diversi anni e diventato poi un fenomeno culturale). Il primo presentatore è stato Mike Bongiorno, è stata introdotta la figura della valletta e il programma è andato in onda il sabato sera, in prima serata. Successivamente la Rai ha ottenuto un altro grande successo con Il musichiere (andato in onda con 90 episodi per 3 anni). Il programma, diretto da Antonello Falqui, è stato in onda il sabato sera dallo storico Teatro Uno di Via Teulada. Il conduttore era l'attore romano Mario Riva, era prevista la presenza di due vallette e anche di ospiti famosi. È il contraltare di Lascia o raddoppia? perché contrappone all'accademismo la spontaneità, al rigore l'improvvisazione, alla cultura la canzonetta, senza mai scadere nel volgare.

Evoluzione del Mercato dei Format

Dopo un inizio promettente, il mercato dei format tv è rimasto inattivo per tutti gli anni '60 e '70. Questo perché, mentre la televisione era diventata un medium per milioni di spettatori, i governi europei hanno cercato di imbrigliarla a scopi educativi e culturali. La Francia è l'esempio più significativo in tal senso. Quando Charles de Gaulle è salito al potere nel 1958, la televisione è caduta saldamente nelle mani dello stato. Il mercato dei format televisivi si è ripreso negli anni '80. Ovunque irrompono le tv commerciali e il monopolio statale della televisione è stato spezzato. È stata generata quindi una maggiore concorrenza e le emittenti hanno iniziato ad andare a caccia di programmi popolari da acquistare. Questo perché le reti private dovevano riempire i loro palinsesti e generare introiti con questi programmi, inserendo gli spot pubblicitari. Gli inserzionisti pubblicitari infatti pagheranno in base al successo e al seguito di spettatori che ha quel programma. L'espansione delle ore di programmazione alla fascia diurna ha fatto sì che aumentasse la domanda di contenuti. Infatti, sugli schermi televisivi europei sono arrivati tanti nuovi programmi: soap opera statunitensi, telenovelas e format di game show americani. Il 1978 è stata la data di svolta per il mercato internazionale dei format. La Fremantle, l'azienda pioniera nella vendita internazionale delle serie televisive statunitensi, ottiene la rappresentanza di tutto il catalogo della Goodson-Todman (con i tanti giochi a premi americani) per la Gran Bretagna, l'Europa e il Medio Oriente. Questo accordo ha contribuito a trasformare il mercato dei format in un business, dando inizio a una distribuzione internazionale più vasta e legale. Così, dal 1978 sono arrivati molti altri programmi in tutta Europa. Di conseguenza Fremantle è diventato il più grande produttore di giochi a premi del mondo. Red Grundy ha adattato per la prima volta i giochi a premi americani per la tv australiana alla fine degli anni '50. Poi ha firmato un contratto per produrre i

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