Documento di Pedagogia Generale sull'educazione, analizzandone etimologia, dimensioni e tipologie. Il Pdf approfondisce l'educazione in ospedale e domiciliare, descrivendo il ruolo dell'insegnante in questi contesti universitari, con un focus antropologico sull'essere umano come fine in sé.
See more53 Pages


Unlock the full PDF for free
Sign up to get full access to the document and start transforming it with AI.
sembra essere superfluo chiedere cosa significhi il termine educazione, ma è importante riconoscere la polisemia del concetto di educazione e ciò evidenzia due considerazioni importanti
Per capire realmente il significato di educazione bisogna abbandonare tutte le certezze iniziali e avere uno sguardo piu' attento [Agostino Ippona: "che cos'è il tempo?" se nessuno me lo chiede io lo so se volessi spiegarlo non lo so] tutti sappiamo che cos'è l'educazione perché la sentiamo ma se dovessimo dare una spiegazione saremmo in difficoltà-> estranea familiarità: trovare le parole corrette per descrivere il suo significato
Dal latino:
Es- tradizione filosofica: la madre di Socrate= levatrice (ex-ducere), il padre scultore (edere). OGNI EDUCATORE INCORAGGIA A TIRARE FUORI LE PROPRI POTENZIALITÀ (padre) ED ESSERE ATTENTO ALLE SUE NECESSITÀ (madre) Da entrambe le derivazioni etimologiche si deduce che l'educazione ha a che fare con:
E' un processo dinamico: continuo scambio tra la persona e i contesti di vita, solo grazie al confronto con la realtà si diventa quello che si è. In questo processo è essenziale capire che esistono due dimensioni:" momento sociale" e "momento personale" che devono essere connessi tra di loro. L'educazione è un processo:
L'essere umano è in continuo cambiamento, in ogni epoca ci si è interrogati su cosa significhi educare e su quali siano le modalità piu' opportune per farlo. Ogni epoca, quindi, ha la propria educazione (dalla paideia greca, al gentleman di locke fino ad oggi intesa come soggetto competente). Ciò che accomuna tutte queste proposte è la domanda: ogni tipo di educazione nasce una riflessione su chi sia l'essere umano. Prendere una posizione antropologica è fondamentale perché le diverse idee dell'essere umano implicano differenti proposte pedagogiche e didattiche. L'educazione è un processo che non è mai neutrale : qualsiasi intervento educativo è influenzato dall'epoca e dal contesto in cui si realizza. La proposta pedagogica si fa portavoce di una specifica peculiarità: è importante avere un punto di vista capace di analizzare e integrare le diverse posizioni mettendo sempre al centro l'essere umano. La visione pedagogica permette di coltivare una visione unitaria della persona per permettere di sostenere la crescita dell'altro evitando ogni approccio riduzionistico. Per l'insegnante è essenziale ricordare che nel bambino non esiste solo una componente cognitiva ma è presente una componente globale che non può essere dimenticata.
L'educazione varia in base al contesto storico ed è importante contestualizzare e collocare i processi educativi all'interno della cornice storica-culturale nella quale si lavora (oggi: globalizzazione, disuguaglianze, migrazione ). Questi processi coinvolgono tutta l'esistenza dell'essere umano: life-long-Learning-> continuità temporale dei processi formativi.
Se è vero che ci si educa per tutta la vita, è altrettanto vero che ogni spazio e ogni contesto di vita può essere potenzialmente educativo: life-wide-Learning. L'educazione è ubiquitaria: può esprimersi in molti modi e in spazi differenti, Loris Malaguzzi definisce lo spazio come terzo educatore. L'educazione è:
Entrambe le cose sono importanti, in questo modo l'educatore non si limita a replicare ciò che è sempre stato fatto. quindi Educazione formale: mira a un cambiamento (certificato attraverso certificazioni) con elevato grado di intenzionalità e progettualità, essa si svolge all'interno di confini istituzionali (scuola) e si concentra sull'aspetto cognitivo dei soggetti e alle soft skill (competenze noncognitive e trasversali come il lavoro di squadra). Le figure di riferimento sono gli insegnati, educatori e formatori. Educazione non formale: caratterizzata da intenzionalità e progettualità nell'ambito del terzo settore (associazioni sportive) che hanno come riferimento educatori professionali o volontari pur non avendo una formazione specifica sono implicati nei processi educativi. Educazione informale: situazioni che fanno parte della vita di ognuno che non sono progettate ma costituite da occasioni educative per il soggetto-> è la vita stessa che educa. L'educazione è un processo diffuso che spesso non può essere contenuto in semplici esperienze specifiche però i processi intenzionali rimangono importanti per aiutare gli individui ad "imparare ad imparare", diventando consapevoli delle proposte che la realtà offre
John Dewey, padre della rivoluzione puerocentrica, afferma che la realtà si trova nella mente degli individui, per questo ci invita ad insegnare guardando nella nostra mente perché la nostra idea di educazione influenza le nostre cornici di significato attraverso le quali diamo senso alla realtà. Riassunto:
Tutti parliamo di educazione perché ne abbiamo fatto esperienza, tutti siamo stati educati nella nostra vita. Le nostre idee di educazione nascono dall'esperienza che abbiamo vissuto, sono il frutto di quella che possiamo chiamare pedagogia implicita, è una forma di pedagogia spontanea prodotta dalla nostra esperienza, è un sapere che il più delle volte è irriflesso: convinzioni date per vere e accettate in modo acritico. Si tratta di una pedagogia inconsapevole, quindi rischia di trasformarsi facilmente in un automatismo-> convinzioni che non permettono di avere uno sguardo flessibile Jerome Bruner definisce questa forma di sapere come pedagogia popolare cioè una conoscenza ingenua che spesso è molto radicata, non è per forza sbagliata ma deve essere occasione di riflessione autocritica. Non dobbiamo accontentarci degli strumenti messi a disposizione della nostra pedagogia e integrare le nostre interpretazioni.
Per diventare professionisti dell'educazione non basta partire da se stessi e dalla propria esperienza, occorre assumere un atteggiamento scientifico: utilizzare metodi sistematici di ricerca, che consentono una migliore comprensione e un controllo più intelligente e meno confuso della situazioni educative-> la pedagogia non si limita a mostrare come sono le cose, ma cerca di rispondere alle domande sul "perché agire" e "come agire". Le conclusioni derivanti dalle ricerche scientifiche non sono regole ma vanno adattate in base all'esperienza concreta.
L'educatore che assume un atteggiamento pedagogico-scientifico accetta di trovarsi sempre alle prese con una porzione di sapere, ma anche con una porzione in cui riconosce il proprio non sapere, accogliendo questa incertezza come possibilità per continuare a ricercare. La pedagogia è una scienza pratica che educa all'esercizio della razionalità pratica: atteggiamento nè esclusivamente di tipo conoscitivo-contemplativo, nè un'attenzione solo strategico-metodologica.
Def. La pedagogia è quella scienza che racchiude le conoscenze intorno all'educazione e che si occupa della gestione dell'azione educativa: essa riflette in modo organico, critico e razionale sui processi rivolti alla crescita, all'istruzione e alla formazione dei soggetti. Questa parola nel corso della storia si è ripresentata monte volte con accezioni diverse, ad esempio nell'antica Grecia l'educazione era vista come occasione di emancipazione, il pedagogo era lo schiavo colto che provvedeva al fanciullo, accompagnandolo-guidandolo. In quello stesso periodo nascono le riflessioni sulla paideia-> educazione come processo di preparazione pratica ma anche spirituale. Fino alla fine del 16 secolo la pedagogia è sempre stata strettamente collegata alla dimensione filosofica, letteraria, politica e teologica, solo da quel momento la pedagogia inizia ad essere intesa come sapere autonomo. Nel periodo compreso tra la Riforma protestante e la Controriforma cattolica, nelle mutate condizioni storico-sociali che segnarono lo sviluppo della scuola popolare, della crescente importanza attribuita all'alfabetizzazione e alla scolarizzazione, la pedagogia inizia ad essere intesa come scienza del metodo. In questo contesto culturale sorsero le prime scuole per la formazione degli insegnanti. Figure che contribuirono a un ulteriore passo in avanti per la costituzione della pedagogia come sapere autonomo: