Introduzione alla civiltà letteraria greca con focus su Euripide

Documento di Nadia Rosso su Introduzione Alla Civiltà Letteraria Greca. Il Pdf, di livello universitario e materia Letteratura, analizza opere come 'Medea' e 'Ippolito', esplorando ambientazione, personaggi e temi, con sezioni sulla razionalizzazione del mito e le Baccanti.

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Nadia Rosso
INTRODUZIONE ALLA CIVILTÀ LETTERARIA GRECA
Lezione 11
Euripide
Nascita = 485/484 a.C. (Salamina)
Esordio = 455 a.C. (trilogia con Peliadi)
Prima vittoria = 441 a.C. (+ altre 4, di cui una postuma)
Culto di Apollo Zosterio
Morte 406 a.C.
Produzione letteraria:
Alcesti (438 a.C.)
Medea (431 a.C.)
Eraclidi
Elena (412 a.C.)
Ippolito coronato (428 a.C.)
Ecuba (424? a.C.)
Andromaca (post 428 a.C.)
Supplici
Eracle
Troiane (415 a.C.)
Ione
Elettra
Ifigenia in Tauride
Fenicie (410 a.C.)
Oreste (408 a.C.)
Baccanti (406 a.C.)
Ifigenia in Aulide (406 a.C.)
Ciclope (dramma satiresco)
La Medea
Datazione = 431 a.C.
Tetralogia
Medea
Filottete
Dictys
Theristai
L’ambientazione
Corinto
I personaggi
La nutrice
Il pedagogo
Medea, moglie di Giasone
Coro di donne di Corinto
Creonte, re di Corinto
Giasone, marito di Medea
2
Egeo, re di Atene
Un messaggero
I figli di Medea e Giasone
Trama
L’antefatto
vv. 1-6
“Ah, se la nave Argo non avesse mai traversato veloce le cerulee Simplegadi verso la terra dei
Colchi, n quel pino reciso fosse mai caduto nelle boscose valli del Pelio, n mai di remi
avesse armato le mani dei nobili eroi, che per Pelia andarono in cerca del vello tutto d’oro”
vv. 6-11
“La mia padrona, Medea, non avrebbe navigato verso i baluardi della terra di Iolco, scossa nel
cuore dall’amore per Giasone, n avrebbe persuaso le figlie di Pelia ad uccidere il padre, n
abiterebbe questa terra di Corinto con il marito ed i figli”
L’uccisione dei figli
Σ ad v. 264 (Parmenisco)
“Dato che i Corinzi non volevano essere governati da una donna straniera e da una maga,
complottarono contro di lei e uccisero i suoi bambini, sette maschi e sette femmine ...i bambini,
inseguiti, si rifugiarono nel tempio di Hera Akraia e si sedettero nel tempio. Ma anche cos i Corinzi
non li risparmiarono, ma li uccisero tutti sull’altare. La citt fu afflitta da una pestilenza e molti
morirono per la malattia. Quando cercarono un oracolo, il dio replic che dovevano espiare la
contaminazione dei figli di Medea. Da questa origine i Corinzi hanno l’uso, tutti gli anni, fino ai
giorni nostri, di far passare l’anno nel temenos [spazio sacro] della dea a sette ragazzi e sette ragazze
scelte tra le famiglie pi importanti e di placare con sacrifici l’ira [menis, come l’ira di Achille] dei
bambini e la furia [orgh] della dea che ebbe origine a motivo dei bambini stessi”
Medea barbara
Page 1938:
“il poeta non ha descritto una donna greca, ma una barbara. Benchè le sue emozioni
siano naturali per tutte le donne che si trovino nella sua situazione in qualsiasi epoca,
l’espressione di tali emozioni e la conclusione terribile a cui esse portano sono
continuamente influenzate dalla origine straniera (di Medea)... Dato che è una straniera,
può uccidere i figli; dato che è una maga può fuggire in un carro magico. Impersona le
qualità che gli ateniesi del quinto secolo credevano caratteristiche degli Orientali”
vv. 166-167
“o padre, o citt da cui lontano migrai dopo aver turpemente ucciso mio fratello”
Medea maga
- Pharmaka (v. 285)
- Sophè
- Knox
- Ovidio
- Seneca
La ‘poetica’ e i monologhi di Medea
vv. 190-201
“non sbaglieresti a dire stolti e per nulla sapienti gli uomini di un tempo, i quali per feste e
banchetti e per i conviti trovarono canti, voci che la vita rallegrano. Ma nessuno trov come
far cessare con la Musa e con canti dai molteplici suoni gli odiosi affanni dei mortali a causa
dei quali morti e tremende sciagure abbattono le case. Eppure, sarebbe un vantaggio che i

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Nadia Rosso

Introduzione alla Civiltà Letteraria Greca

Lezione 11: Euripide

Nascita = 485/484 a.C. (Salamina) Esordio = 455 a.C. (trilogia con Peliadi) Prima vittoria = 441 a.C. (+ altre 4, di cui una postuma) Culto di Apollo Zosterio Morte 406 a.C.

Produzione letteraria di Euripide

  • Alcesti (438 a.C.)
  • Medea (431 a.C.)
  • Eraclidi
  • Elena (412 a.C.)
  • Ippolito coronato (428 a.C.)
  • Ecuba (424? a.C.)
  • Andromaca (post 428 a.C.)
  • Supplici
  • Eracle
  • Troiane (415 a.C.)
  • Ione
  • Elettra
  • Ifigenia in Tauride
  • Fenicie (410 a.C.)
  • Oreste (408 a.C.)
  • Baccanti (406 a.C.)
  • Ifigenia in Aulide (406 a.C.)
  • Ciclope (dramma satiresco)

La Medea

Datazione = 431 a.C.

Tetralogia della Medea

  • Medea
  • Filottete
  • Dictys
  • Theristai

L'ambientazione della Medea

Corinto

I personaggi della Medea

  • La nutrice
  • Il pedagogo
  • Medea, moglie di Giasone
  • Coro di donne di Corinto
  • Creonte, re di Corinto
  • Giasone, marito di Medea
  • 1Egeo, re di Atene
  • Un messaggero
  • I figli di Medea e Giasone
  • Trama

L'antefatto della Medea

vv. 1-6 "Ah, se la nave Argo non avesse mai traversato veloce le cerulee Simplegadi verso la terra dei Colchi, né quel pino reciso fosse mai caduto nelle boscose valli del Pelio, né mai di remi avesse armato le mani dei nobili eroi, che per Pelia andarono in cerca del vello tutto d'oro" vv. 6-11 "La mia padrona, Medea, non avrebbe navigato verso i baluardi della terra di Iolco, scossa nel cuore dall'amore per Giasone, né avrebbe persuaso le figlie di Pelia ad uccidere il padre, né abiterebbe questa terra di Corinto con il marito ed i figli"

L'uccisione dei figli

E ad v. 264 (Parmenisco) "Dato che i Corinzi non volevano essere governati da una donna straniera e da una maga, complottarono contro di lei e uccisero i suoi bambini, sette maschi e sette femmine ... i bambini, inseguiti, si rifugiarono nel tempio di Hera Akraia e si sedettero nel tempio. Ma anche così i Corinzi non li risparmiarono, ma li uccisero tutti sull'altare. La città fu afflitta da una pestilenza e molti morirono per la malattia. Quando cercarono un oracolo, il dio replicò che dovevano espiare la contaminazione dei figli di Medea. Da questa origine i Corinzi hanno l'uso, tutti gli anni, fino ai giorni nostri, di far passare l'anno nel temenos [spazio sacro] della dea a sette ragazzi e sette ragazze scelte tra le famiglie più importanti e di placare con sacrifici l'ira [menis, come l'ira di Achille] dei bambini e la furia [orghè] della dea che ebbe origine a motivo dei bambini stessi"

Medea barbara

Page 1938: "il poeta non ha descritto una donna greca, ma una barbara. Benchè le sue emozioni siano naturali per tutte le donne che si trovino nella sua situazione in qualsiasi epoca, l'espressione di tali emozioni e la conclusione terribile a cui esse portano sono continuamente influenzate dalla origine straniera (di Medea) ... Dato che è una straniera, può uccidere i figli; dato che è una maga può fuggire in un carro magico. Impersona le qualità che gli ateniesi del quinto secolo credevano caratteristiche degli Orientali" vv. 166-167 "o padre, o città da cui lontano migrai dopo aver turpemente ucciso mio fratello"

Medea maga

  • Pharmaka (v. 285)
  • Sophè
  • Knox
  • Ovidio
  • Seneca

La 'poetica' e i monologhi di Medea

vv. 190-201 "non sbaglieresti a dire stolti e per nulla sapienti gli uomini di un tempo, i quali per feste e banchetti e per i conviti trovarono canti, voci che la vita rallegrano. Ma nessuno trovò come far cessare con la Musa e con canti dai molteplici suoni gli odiosi affanni dei mortali a causa dei quali morti e tremende sciagure abbattono le case. Eppure, sarebbe un vantaggio che i 2mortali coi canti curassero questi mali. Ma dove vi sono lauti banchetti, perché inutilmente levano in alto la voce?"

  • I monologo = vv. 214 ss.
  • II monologo = vv. 364 ss.

(Dialogo Giasone/Medea = vv. 446 ss.)

  • III monologo = vv. 764 ss.
  • IV monologo = vv. 1020 ss.
  • V monologo = vv. 1236 ss.

Il primo stasimo

vv. 410-431 "A ritroso si muovono le correnti dei sacri fiumi e giustizia e ogni cosa a rovescio si volge. Fraudolenti i consigli degli uomini ... Invero la fama muterà la mia vita sì che buona rinomanza essa abbia. Onore giunge ormai alla stirpe delle donne. Non più fama di suono infausto peserà sulle donne. E le Muse dei vati antichi cesseranno di cantare la mia perfidia. Non infatti al nostro spirito il canto divino della lira concesse Febo, guida di melodie: giacché a mia volta avrei fatto risuonare un inno contro la razza maschile. Il lungo volgere del tempo ha molte cose da dire sulla sorte nostra e degli uomini"

Passi in programma: Euripide, Medea

Bibliografia sulla Medea

Euripide, Medea, a cura di V. Di Benedetto - E. Cerbo, Milano 1997.

Nadia Rosso

Introduzione alla Civiltà Letteraria Greca

Lezione 14: Le Baccanti

Composizione = soggiorno in Macedonia Messa in scena = postuma figlio o nipote di Euripide 405-400 a.C. Primo premio

Trilogia delle Baccanti

  • Baccanti
  • Ifigenia in Aulide
  • Alcmeone a Corinto

Trasmissione

L'ambientazione delle Baccanti

Tebe

I personaggi delle Baccanti

  • Dioniso
  • Coro di Menadi
  • Tiresia
  • Cadmo
  • Penteo
  • Un servo
  • Un messaggero
  • Agave
  • Trama

Dioniso e il suo culto

vv. 1344 ss. "C. Dioniso, ti preghiamo, riconosciamo il nostro torto. D. Tardi avete imparato chi sono io: quando occorreva, lo ignoravate. C. Ce ne siamo resi conto. Ma la tua ostilità è eccessiva. D. Non lo è. Io sono un dio e da voi ho ricevuto oltraggio. C. Agli dèi non si addice omologarsi nell'ira ai mortali. D. Queste cose le ha stabilite Zeus e non da oggi. E io sono figlio di Zeus" Susanetti 2010 "Dioniso deve, dunque, dare "spettacolo" per provare che è un dio: deve mostrarsi e farsi vedere, con tutto un arsenale di miracoli, perché ogni esitazione cessi. La trama della tragedia è la recita che Dioniso intesse per produrre l'evidenza della sua natura e la legittimità delle sue pretese"

La nascita di Dioniso

vv. 88 ss. "lui che una volta / colei che lo portava nel suo grembo / subì la stretta di doglie imperiose / al volar della folgore di Zeus / e fuori del suo ventre la madre lo spinse / e gli diè la vita ma 1sua vita dismise / per il colpo del fulmine / e nel talamo della puerpera / subito lo prese Zeus, il figlio di Crono, / e nascostolo nella coscia / lo fissa con auree spille, / occulto a Hera; e quando le Moire [divinità del destino] compirono il termine / lo generò, dio dalle corna di toro, / e con ghirlande di serpi lo incoronò: / onde di tal preda selvaggia le menadi / avvolgono le loro chiome"

La razionalizzazione del mito

vv. 274 ss. "due, o giovane, sono i principi di base nel mondo degli uomini. Anzitutto, la dea Demetra, cioè la terra, e tu per chiamarla usa pure l'uno o l'altro nome a tuo piacimento. È lei che provvede al nutrimento degli uomini, per ciò che attiene alle sostanze secche. E in antitesi ad essa, colui che viene dopo, il figlio di Sèmele, trovò l'umida bevanda che deriva dal grappolo e la introdusse tra gli uomini. E quando gli infelici mortali si riempiono di questo flusso che sgorga dalla vite, esso li affranca dal dolore, e dà loro il sonno, oblio dei mali che giorno dopo giorno sopraggiungono: altro rimedio non c'è alle loro pene. questo dio, che è tale, viene libato agli dèi, cosicché i beni che toccano agli uomini si devono a lui. E tu lo deridi perché è stato cucito nella coscia di Zeus? Ti spiegherò come questo non sia affatto problematico. Quando Zeus, dopo averlo sottratto al fuoco del fulmine, portò il neonato - in quanto era un dio - su nell'Olimpo, Hera voleva scacciarlo dal cielo. Ma Zeus escogitò il modo di contrastarla ... Staccò una parte dell'etere che fa cerchio intorno alla terra, e ne fece un ostaggio [hòmeron] che diede ad Hera, sottraendo così Dioniso all'ostilità della dea. A distanza di tempo gli uomini dicono che egli sia stato cucito nella coscia [meròs] di Zeus, in quanto hanno modificato il nome, componendo questo loro racconto: invece si trattava del fatto che ... era servito da ostaggio [hòmeros 'ostaggio']"

Le baccanti

Donne invasate dell'Asia Patrimonio di credenze 'anti-intelletualismo'

Rituale bacchico

Sparagmos Oreibasìa Isterismo religioso

Dioniso in Eschilo

Hypothesis Baccanti di Euripide "Dioniso, diventato dio, dal momento che Penteo non riconosceva i suoi riti, muovendo alla follia le sorelle della madre le indusse a fare a pezzi Penteo ... La vicenda mitica si trova in Eschilo nel Penteo"

Tetralogia eschilea

Penteo Sèmele o Hydrophòroi Xantriai Dionysou trophoì

Tetralogia eschilea 'Lykoùrgeia'

Edoni Bassaridi Neanìskoi Lykoùrgos

Passi in programma: Euripide, Baccanti

Bibliografia sulle Baccanti

Euripide, Baccanti, a cura di V. Di Benedetto, Milano 2004. Euripide, Baccanti, a cura di D. Susanetti, Roma 2010.

Nadia Rosso

Introduzione alla Civiltà Letteraria Greca

Lezione 12: L'Ippolito portatore di corona

Datazione = 428 a.C. Primo premio

Ippolito velato

Ippolito portatore di corona

v. 73 "Ti porto, signora, questa corona di fiori, raccolti in un prato puro" Hypothesis Ippolito portatore di corona "questo è il secondo Ippolito, chiamato anche portatore di corona. È chiaro che è stato scritto per secondo: infatti ciò che c'era di sconveniente e meritevole di censura è stato corretto in questo dramma. Il dramma è tra i migliori" Ippolito velato fr. 428 "io ho come maestro di coraggio e sfrontatezza Eros, capace di fornire risorse anche nelle situazioni senza uscita, lui che è il dio più difficile a combattersi" Ippolito velato fr. 430 "Infatti coloro che sfuggono eccessivamente ad Afrodite sono malati così come quelli che eccessivamente la cercano"

L'ambientazione dell'Ippolito

Trezene

I personaggi dell'Ippolito

  • Afrodite
  • Ippolito, figlio di Teseo e della regina delle Amazzoni
  • Fedra, la moglie di Teseo
  • Teseo, re di Atene
  • Un servo
  • La nutrice di Fedra
  • Un messaggero
  • Artemide
  • coro di donne di Trezene
  • coro di cacciatori
  • Trama

L'antefatto dell'Ippolito

Teseo Regina delle Amazzoni Arianna Fedra Ippolito Trezene

Il personaggio di Fedra

Aristofane, Rane vv. 1042 ss. 1"Io, per Zeus non ho messo in scena delle Fedre prostitute né delle Stenebee, e nessuno può dire che io abbia mai messo in scena una donna innamorata"

Turbamento di Fedra ~ 'pazzia'

vv. 141 ss. "Sei posseduta, cara, da Pan o da Ecate o dai superbi Coribanti o dalla Madre montana?"

  1. Possessione divina
  2. Errore rituale
  3. Infedeltà di Teseo
  4. Cattive notizie da Creta
  5. Corpo femminile

v. 372 "sventurata figlia di Creta" figlia di Pasifae e sorella di Arianna

Il motivo di Potifar

Genesi 39 "Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie, lo acquistò" "Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto. ... la moglie del padrone gettò gli occhi su Giuseppe e gli disse: "Unisciti a me!". Ma egli rifiutò" "Ora un giorno egli entrò in casa per fare un lavoro mentre non c'era nessuno dei domestici. Essa lo afferrò per la veste, dicendo "Unisciti a me!". Ma egli le lasciò tra le mani la veste, fuggì e uscì"

Il discorso razionale di Fedra

vv. 373-387 "Donne di Trezene, che abitate quest'ultimo avamposto del Peloponneso, già tante volte e invano, nel lungo tempo notturno, ho meditato cui come si corrompe la vita degli uomini. Non credo che gli uomini si trovino a soffrire a causa della loro ragione. No. Molti di loro possiedono la saggezza, ma bisogna tenere presente che sappiamo e conosciamo sì il bene, ma non lo compiamo, chi per inerzia, chi preferendo alla virtù qualche piacere, e molti sono i piaceri della vita, le lunghe chiacchiere, il tempo libero (un male seducente) e perfino il ritegno [aidòs = vergogna], che è di due tipi: uno buono, l'altro risulta di peso alla casa: se si sapessero distinguere chiaramente le circostanze non dovrebbero neppure chiamarsi alla stessa maniera"

Fare il male pur conoscendo il bene

Socrate = Identificazione di virtù e conoscenza Risposta anti-socratica = 'fare il male pur conoscendo il bene' Medea vv. 1078-1080 "capisco quali mali dovrò sostenere, ma più forte dei miei propositi è la passione, la quale è per gli uomini causa dei più grandi mali"

Aidòs

Esiodo, Opere vv. 315-319 "Distogli dai beni degli altri l'animo sconsiderato e rivolgiti al lavoro, pensa ai mezzi per vivere, così come io ti consiglio. Non è una buona vergogna [aidòs] quella che accompagna l'uomo indigente, la vergogna che gli uomini molto danneggia o aiuta; alla miseria si aggiunge vergogna, alla fortuna l'audacia" Civiltà della vergogna e della colpa (Dodds, I greci e l'irrazionale)

Il personaggio di Ippolito

Rifiuto del culto di Afrodite Misoginia

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