Documento dall'Università degli Studi di Firenze su La sostenibilità scomunicata. Il Pdf esplora il concetto di sostenibilità e sviluppo sostenibile, analizzando definizioni, modelli come il diagramma di Venn e le tappe storiche che hanno plasmato la comprensione della sostenibilità in Economia.
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Sistemi e sottoinsiemi
Da diversi anni sostenibilità è diventato un termine ambiguo, inflazionato (cioè
usato in tanti ambiti). È un concetto dinamico e consiste nella relazione che noi
attiviamo con il nostro ambiente. Riguardo alla sostenibilità abbiamo bisogno più di
una descrizione che di una definizione: descrivere questo concetto significa
esprimere un progetto in continuo divenire, che si realizza comunicandolo e si
comunica facendolo.
Sostenibilità e sviluppo sostenibile: due concetti fortemente correlati ma non
equivalenti. La sostenibilità è il traguardo verso cui tendenze, lo sviluppo sostenibile
il percorso per raggiungerlo.
Un modello molto comune per definire la sostenibilità è il diagramma di Venn:
Sociale
Mostra le interconnessioni tra le tre dimensioni della
Vivibile
Equo
sostenibilità: ambiente, economia e società. Sociale e
Sostenibile
Ambientale
Reotizzabile
Economico
ambientale si intrecciano e danno vita alla vivibilità.
Sociale ed economico si intrecciano e danno vita
all'equità. Ambientale ed economico si intrecciano e danno
vita al realizzabilità. La sostenibilità è al centro, dove convergono tutte e tre le
dimensioni.
Modello adottato anche dalla Dichiarazione di Rio del 1992, in cui l'aspetto
economico e quello ambientale sono ben presenti, mentre il sociale non è
esplicitato. È stata poi, 10 anni dopo, la Dichiarazione di Johannesburg sullo
sviluppo sostenibile a sancire il modello della sostenibilità basato su tre pilastri:
ambiente, economia e società. Il modello è bidimensionale e mette le tre
dimensioni sullo stesso piano, una scelta non priva di criticità. Ambientale è alla
base della dimensione economica perché ogni processo produttivo si basa su
risorse fornite dall'ambiente. Inoltre l'ambiente naturale accoglie e assimila i rifiuti e
gli scarti dei processi produttivi e di consumo. I modelli di sviluppo basati sulla
crescita danneggiano le risorse ambientali e gli ecosistemi, instaurando un circolo
vizioso da cui uscire velocemente. Un'altra criticità deriva dal fatto che la
dimensione sociale dipende strettamente da quella economica, perché il benessere
e la qualità della vita delle persone derivano dalla loro possibilità di soddisfare i
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bisogni materiali. La qualità dell'ambiente, a sua volta, è condizione necessaria al
benessere degli individui. Le relazioni e gli intrecci tra queste tre dimensioni sono
molto fitti e il tipo di rappresentazione che consideriamo noi ora non stabilisce
alcuna gerarchia. Sulla base di alcuni economisti ortodossi, per i quali economia e
societa non possono esistere al di fuori dell'ambiente naturale, il modello è stato
riformulato prendendo le sembianze di uno schema a tre cerchi concentrici:
ambiente contiene società che a sua volta contiene economia:
È il modello di Herman Daly che ha chiamato sostenibilità forte per distinguerla
dall'accezione considerata fino ad ora che lui ha definito
sostenibilità debole. Prima è fondamentale capire la
Economy
distinzione fatta da Daly tra:
Society
Environment
-Capitale naturale: aggregazione di risorse naturali
necessarie a tutte le attività naturali e socio economiche;
- Capitale artificiale: trasformazione operata dall'uomo del
capitale naturale in prodotti.
Poi:
- Sostenibilità debole: considera intercambiabili capitale naturale e quello
artificiale. Non prevede contraddizione tra sostenibilità e crescita economica;
- Sostenibilità forte: i due capitali sono complementari ma non intercambiabili.
Sostenibilità e crescita economica sono in competizione e conflitto -> l'economia
basata sulla crescita deve essere sostituita da un'economia di stato stazionario,
in cui alla crescita si sostituisca lo sviluppo. Economia di stato stazionario si
lega a John Stuart Mill ed è un'economia in cui la popolazione e la produzione si
mantengono nelle capacità ambientali di rigenerazione delle risorse e di
orbimento degli scarti. Stazionario non vuol dire immobile: il volume delle
risorse che alimentano i processi produttivi rimane stabile. Dalla sostenibilità forte
deriva l'assunto secondo cui non ci può essere una crescita infinita del sistema
economico su un pianeta finito. Si ribalta la visione della stessa teoria economica
classica: essa non può essere vista come un sistema chiuso ma come sistema
aperto, caratterizzato da flussi continui di materia e di energia. Tutti i problemi
legati alla sostenibilità riguardano il fatto che il sottosistema economia si è
ingrandito molto in poco tempo, mettendo in crisi il sistema Terra da cui dipende.
Enzo Tiezzi intende la sostenibilità come un insieme di relazioni tra le attività umane
e la loro dinamica e la biosfera, con le sue dinamiche, generalmente più lente.
Queste relazioni devono permettere il continuo della vita umana, devono permettere
agli individui di soddisfare i loro bisogni e alle diverse culture di svilupparsi, ma in
modo tale che le variazioni apportate alla natura dalle attività umane rientrino in certi
limiti da non distruggere il contesto biofisico globale.
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Quello della sostenibilità è un tema transdisciplinare che coinvolge tante discipline
diverse (ecologia, giurisprudenza, sociologia, economia, matematica, ecc.) chiamate
a dare un contributo analitico, normativo e progettuale per mettere a sistema e
ibridare competenze e conoscenze poiché per riuscire a padroneggiare le
grammatiche della sostenibilità serve cogliere i nessi, le relazioni, i territori di confine
tra i saperi e queste discipline. E questo è il principale contributo che può dare la
comunicazione -> creare ambienti di lavoro transdisciplinari dove saperi e
conoscenze di cui sono portatrici le discipline possono generare soluzioni
sistemiche per la sostenibilità. Per affrontare le sfide della sostenibilità (oltre alla
transdisciplinarità) serve adottare anche una prospettiva sistemica e abbracciare
l'epistemologia della complessità alla base del paradigma generativo della
comunicazione. Dunque si tratta di definire e alimentare la scienza della
sostenibilità, il cui statuto scientifico è basato sulla capacità di analizzare e gestire le
complesse e dinamiche interazioni tra i sistemi naturali e quelli sociali, tra noi e
l'ambiente che ci sostiene.
Definizione più usata di sviluppo sostenibile è quella fornita dalla Commissione
Brundtland per la quale sostenibile è quello sviluppo che "soddisfi i bisogni del
presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i
propri". Questa definizione è stata adottata da un numero sempre maggiore di
autori e nel 1992 è diventata il terzo principio della Dichiarazione di Rio. Tiezzi fa
risalire a Daly le basi teoriche dello sviluppo sostenibile, e ci sono due regole che
regolano questo concetto:
L'era dello sviluppo sostenibile: libro di Jeffrey D. Sachs. Lui definisce lo sviluppo
sostenibile come un concetto che rappresenta contemporaneamente sia una teoria
analitica sia una cornice normativa. Individua poi la governance, come quarto
elemento dello sviluppo sostenibile, intesa come insieme di regole di
comportamento che riguardano tutti gli attori coinvolti nello sviluppo sostenibile.
Essa deve essere ispirata dai principi di responsabilizzazione, trasparenza e
partecipazione. Accanto a questi pone il principio di giustizia per il quale "chi
inquina paga".
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Ricordando l'impostazione di Daly per cui ambito economico è un sottoinsieme di
quello sociale, che a sua volta è inserito in quello ambientale, se dovesse esserci il
collasso di quest'ultimo ben poco sviluppo si può creare per gli altri due sistemi.
L'accezione di sostenibilità che meglio si addice al nostro studio è quella che
partendo dalla sostenbilità di Daly integra l'approccio complesso proposto da
Espinosa e Walker secondo il quale la sostenibilità è una relazione dinamica che si
instaura tra l'uomo e il suo ambiente. Quindi, una sostenibilità a cui tendere
continuamente auspicando alla realizzazione di un modello di sviluppo in grado di
garantire a tutti una qualità di vita e un livello di benessere superiore a quello di
oggi. L'adozione di un modello di sviluppo sostenibile significa l'abbandono del
modello economico basato sulla crescita in favore di quello basato sullo sviluppo.
Crescita e sviluppo non sono sinonimi: la prima ha una natura meramente
quantitativa e economicistica; il secondo riguarda aspetti qualitativi, sociali, politici e
culturali. Non sono neanche associati.
Definizioni:
Sviluppo umano: i suoi cardini sono l'uguaglianza e la sostenibilità. È una visione
multidimensionale dello sviluppo basata sulla valorizzazione delle autonomie
individuali e sulla partecipazione, sulla libertà e sulla condivisione. Autore di
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