Documento da Università su Morale e Carattere Nazionale. Il Pdf esplora le teorie di Bateson su carattere nazionale, schismogenesi e apprendimento, analizzando comunicazione, metacomunicazione e paradossi, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Grazie al ragionamento di Bateson sull'intreccio di schismogenesi e apprendimento è possibile procedere ad un'indagine critica sul concetto di carattere nazionale per verificare se sia scientificamente valido. Bateson critica fortemente coloro per cui non sono le persone, bensì le circostanze in cui esse vivono ad essere differenti; dando importanza alle circostanze piuttosto che al carattere, si verrebbe ad ignorare ciò che si conosce sull'apprendimento. Poiché per individui di formazione culturale diversa non si presentano mai le stesse circostanze, è superfluo invocare astrazioni come il carattere nazionale. Un secondo ostacolo all'accettazione della nozione di carattere nazionale consiste nel fatto che coloro che credono che si possa parlare di carattere nazionale possano dubitare che all'interno di una nazione possa vigere qualche uniformità o regolarità. Secondo Bateson l'uniformità non esiste, bensì esiste una regolarità. La risposte a queste obiezioni derivano da due postulati: 1) l'individuo è una singola entità organizzata, tale che le sue parti o aspetti sono reciprocamente modificabili e interagenti; 2) una comunità è del pari organizzata in questo senso. Per Bateson è inconcepibile che due gruppi differenti possano coesistere fianco a fianco in una comunità senza che vi sia un qualche rapporto tra le caratteristiche particolari di un gruppo e quelle dell'altro, una tale evenienza sarebbe contraria al 2 postulato. Tutto ciò che si conosce sul meccanismodella formazione del carattere, porta a ritenere che queste strutture bipolari siano unitarie all'interno dell'individuo: autorità - sottomissione, assistenza - dipendenza, esibizionismo - ammirazione. Queste strutture vengono dette complementari, (cioè forme di relazione in cui le forme di comportamento a un estremo della relazione sono diverse dalle forme di comportamento di un altro estremo, ma in quelle si ingranano). Esistono anche le strutture simmetriche, in cui gli individui reagiscono a ciò che fanno gli altri facendo essi stessi qualcosa di simile. La differenziazione bipolare semplice è una configurazione comune all'interno delle società occidentali. Questi popoli tendono a imporre una struttura binaria a fenomeni che per loro natura non sono duali e mancano dell'organizzazione strumentale adatta per trattare sistemi triangolari. Secondo Bateson è importante anche il concetto di differenziazione interna tra le comunità umane ed è da ritenere valida e utile purché si descriva il carattere comune in termini di relazioni tra gruppi e individui all'interno della comunità e purché si conceda alla comunità abbastanza tempo perché essa possa raggiungere un certo grado di equilibrio o possa accettare tanto il cambiamento quanto l'eterogeneità come caratteristica del suo ambiente umano. In particolare Bateson analizza quelle forma di competizione in cui l'individuo o il gruppo A è stimolato a rafforzare un qualsiasi tipo di comportamento, quando noti un rafforzamento delle stesso tipo di comportamento dell'individuo o gruppo B. Esiste un contrasto profondo tra sistemi di comportamento competitivo e i sistemi complementari autorità- sottomissione, contrasto che assume un grandissimo significato in qualunque discussione sul carattere nazionale. Lo stimolo che spinge A ad accrescere i suoi sforzi è la relativa debolezza di B. Le differenze possibili da nazione a nazione, sono riconducibili solo alle proporzioni e ai modi in cui i temi sono combinati. Tutta l'atmosfera di una cultura nazionale può differire da quella di un'altra. Le nazioni occidentali tendono a pensare e a comportarsi in termini bipolari. Gli americani e gli inglesi, infine, reagiscono più energicamente agli stimoli simmetrici.
La comunicazione verbale umana opera a molti livelli di astrazione tra loro contrastanti. Tali livelli, a partire da quello semplice dell'enunciazione, si estendono in due direzioni. Un insieme di questi livelli più astratti comprende quei messaggi espliciti o impliciti in cui l'oggetto del discorso è il linguaggio e vengono chiamati metalinguistici. L'altro insieme di livelli di astrazione ha come oggetto del discorso la relazione fra gli interlocutori, e viene chiamato metacomunicativo. La grande maggioranza dei messaggi meta-linguistici e meta-comunicativi restano impliciti, concernenti l'interpretazione di messaggi comunicativi di amicizia e di ostilità. Una fase molto importante nell'evoluzione della comunicazione viene raggiunta quando l'organismo cessa a poco a poco di rispondere automaticamente ai segni dell'altro, e diviene capace di riconoscere che il segno è unsegnale, capendo che i segnali dall'altro individuo e i suoi sono soltanto segnali, che possono essere crediti, non crediti, contraffatti, negati, ecc. Questa consapevolezza non è del tutto completa, neanche tra uomini. Il primo passo di questa ricerca venne compiuto da Bateson allo Zoo di San Francisco, dove decise di verificare se gli organismi fossero consci o meno che i segni emessi da loro stessi e dagli altri sono segnali. Egli vide due scimmie che giocavano: erano impegnate in una sequenza interattiva le cui azioni erano simili, ma non identiche, a quelle del combattimento. Era evidente a loro e all'osservatore umano, che quello era un 'non combattimento'. Questo fenomeno, il gioco, può presentarsi solo se i partecipanti sanno metacomunicare, cioè scambiarsi segnali che portino il messaggio "Questo è un gioco". Quest'ultimo genera, però, un paradosso di Russell o Epimenide: un'asserzione negativa che contiene una metà-asserzione negativa implicita. Sviluppata diventa quindi: "le azioni che stiamo compiendo non denotano ciò che denoterebbero le azioni per cui esse stanno"(il morso non è un vero morso). Secondo la teoria dei tipi logici, questo messaggio è inammissibile, poiché il termine "denota" viene usati a 2 gradi di astrazione e trattati come sinonimi. Un problema collegato a ciò nell'evoluzione della comunicazione riguarda l'origine di ciò che Korzybski ha chiamato la relazione mappa-territorio: il fatto che un messaggio, di qualunque genere, non consiste degli oggetti che esso denota ma piuttosto il linguaggio sta con gli oggetti che denota in una relazione paragonabile a quella esistente tra la mappa e il territorio. La comunicazione umana (enunciativa) è possibile solo in seguito allo sviluppo di un insieme complesso di regole metalinguistici che governano le relazioni tra parole e proposizioni da una parte e oggetti ed eventi dall'altra. In questa evoluzione il gioco, la minaccia, il comportamento istrionico, l'inganno e i rituali, sono stati importanti per l'evoluzione della comunicazione umana. Il paradosso è doppiamente presente nei segnali che vengono scambiati in tali contesti. Non solo il mordicchiare giocoso non denota ciò che denoterebbero il morso per cui esso sta; ma, per di più, il morso stesso è finto. Non solo quindi, gli animali che giocano non vogliono affatto dire ciò che dicono, ma essi comunicano su qualcosa che non esiste. Vi sono dunque 2 caratteristiche del gioco: 1) i messaggi scambiati nel gioco sono in un certo senso non veri o non sono quelli che si hanno in mente; 2) ciò che viene dotato da questi segnali è inesistente. Infine il gioco segna un passo in avanti nell'evoluzione della comunicazione per la scoperta delle relazioni di tipo mappa-territorio. Nel processo primario (operazioni dell'inconscio) la M e il T sono identificati; nel processo secondario (pensieri della coscienza) essi possono essere distinti. Nel gioco vengono sia identificati che distinti. Il messaggio "Questo è un gioco" istruisce un inquadramento deltipo che fa scaturire facilmente un paradosso: è un tentativo di distinguere o di tracciare una linea tra categorie di tipo logico diverso. La tesi principale proposta da Bateson è quindi la necessità dei paradossi dall'astrazione in tutte le comunicazioni più complesse di quelle dei segnali di umore; inoltre, senza questi paradossi l'evoluzione della comunicazione si arresterebbe. La vita sarebbe allora uno scambio senza fine di messaggi stilizzati, un gioco con regole rigide e senza la consolazione del cambiamento o dell'umorismo.
Le possibilità di differenziazione dei gruppi si dividono in 2 categorie:
L'apprendimento è un fenomeno della comunicazione e denota sempre un cambiamento di qualche tipo. Nella visione dell'apprendimento semplice si osserva come nei laboratori di psicologia i soggetti sperimentali, uomini o animali, migliorino dopo ripetuti esperimenti: essi apprendono ad apprendere, ossiadiventano sempre più capaci di risolvere problemi in generale, ad orientarsi verso determinati contesti, e acquisire un certo intuito per il contesto del risolvere problemi. Il soggetto acquisisce la capacità di cercare contesti e sequenza di un tipo piuttosto che di un altro, un'abitudine a segmentare il flusso degli eventi per evidenziare ripetizioni di un certo tipo piuttosto che di un altro, un'abitudine a segmentare il flusso degli eventi per evidenziare ripetizioni di un certo tipo di sequenza significativa. Il processo di acquisizione di quella classe di abitudini mentali astratte è quindi un apprendimento ad apprendere. In tutti i tipi di apprendimento continuato si incontrano 2 tipi di gradiente: il proto - apprendimento e il deuteroapprendimento. Il primo è rappresentato dal gradiente in ciascun punto di una curva di apprendimento semplice (apprendimento meccanico). Se, invece, conduciamo una serie di esperimenti di apprendimento simili, con lo stesso soggetto, troviamo che in ogni esperimento successivo il soggetto mostra gradienti più ripidi per il Proto-apprendimento, cioè apprende più rapidamente. Questa progressiva variazione del tasso di Proto-apprendimento è chiamata deutero-apprendimento, cioè apprendere ad apprendere: il soggetto inizia a considerare la classe di problemi, il contesto, ed elabora una strategia. Quest'ultimo quindi rappresenta il tasso di Proto-apprendimento sulla curva; al di fuori del contesto di laboratorio però è difficile dire che cosa si intenda quando si asserisce che i contesti di apprendimento sono simili e, avendo identificato l'apprendere ad apprendere con l'acquisizione di abitudini appercettive, non escludiamo la possibilità che tali abitudini possano