La filosofia tra Seicento e Settecento, Presentazione di Hub Scuola

Slide da Hub Scuola sulla filosofia tra Seicento e Settecento. Il Pdf esplora il pensiero di René Descartes, trattando temi come percezione, locomozione e metafisica cartesiana. Materiale universitario di Filosofia, ideale per lo studio autonomo e il ripasso.

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26 pagine

La filosofia tra
Seicento e Settecento
Capitolo 1
René Descartes

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Anteprima

René Descartes e il Razionalismo

Cartesio è considerato il fondatore del razionalismo filosofico. La centralità della ragione consiste nel porre l'evidenza razionale alla base di ogni certezza. La filosofia cartesiana offre il primo esempio di fondazione razionale della scienza moderna.

Elementi della Ricerca Cartesiana

  • il modello della matematica esteso a tutto il sapere;
  • la difesa del meccanicismo;
  • la metafisica come fondamento di ogni verità scientifica;
  • l'etica fondata sulla ragione e sul controllo delle passioni.

La Matematica come Modello

Occorre un metodo che distingua il vero dal falso. Questo metodo ha come modello la matematica e la geometria perché sono caratterizzate da:

  • oggetti puri e semplici;
  • esclusiva attenzione agli aspetti quantitativi;
  • efficace esercizio di intuizione e deduzione.

Le Regole del Metodo Cartesiano

  1. Evidenza. Accettare come vero tutto ciò che è distintamente e chiaramente evidente.
  2. Analisi. Scomporre un problema nelle sue parti semplici.
  3. Sintesi. Ricomporre un problema nel suo insieme.
  4. Enumerazione e revisione. Controlli dell'analisi e della sintesi.

Confronto Metodo Scientifico: Galilei vs. Cartesio

Il metodo scientifico di Galilei Il metodo scientifico di Cartesio Esperienza Intuizione (basata sull'evidenza razionale) Induttivo perché elabora le leggi generali a partire dai dati sensibili, deduttivo perché dalle ipotesi si traggono conclusioni da verificare sperimentalmente Deduttivo perché procede da concetti razionali di per sé evidenti La matematica è lo strumento per studiare il mondo perché il mondo è scritto in linguaggio matematico Procede attraverso l'elaborazione di ipotesi generali che l'esperienza si limita a confermare

Il Meccanicismo Cartesiano

I cambiamenti della natura sono movimenti di particelle della materia Ogni fenomeno fisico è quantificabile Inesistenza del vuoto Differenza tra qualità percepite con i sensi e proprietà reali della materia Possiede un'unica proprietà: l'estensione La materia Esistenza di un principio immateriale che imprime il moto alla materia

Vita e Opere di Descartes

Cartesio nacque nel 1596 a La Haye in Francia. Per nove anni frequentò il prestigioso collegio dei gesuiti La Fleche, dove studiò grammatica, retorica e filosofia. Si arruola nell'esercito olandese e viaggia in tutta Europa. Muore nel 1650 a Stoccolma dove si era recato su invito della regina Cristina di Svezia che lo voleva insegnante e organizzatore di un'Accademia delle scienze.

Le Opere di Descartes

1630 (prima ed. 1684) Regole per la guida dell'intelligenza 1629-1633 (prima ed. 1664) Il mondo 1633 (prima ed. 1662) L'uomo 1637 Discorso sul metodo e Saggi (Diottrica, Meteore, Geometria) 1637 Saggi 1641 Meditazioni sulla filosofia prima 1644 Principi della filosofia 1649 Le passioni dell'anima

Le Leggi della Natura

Prima legge Seconda legge Terza legge Ogni parte della materia conserva sempre lo stesso stato fino a quando le altre, urtandola, non la costringano a cambiarlo Quando un corpo ne spinge un altro non può trasmettere o sottrarre a esso alcun movimento senza perderne o acquistarne nello stesso tempo una certa quantità Quando un corpo si muove tende sempre a continuare il proprio movimento in linea retta Implica l'assenza di un principio di cambiamento interno alla materia Implica la conservazione della quantità di moto Implica il movimento rettilineo dei corpi

La Teoria dei Vortici

Il primo movimento è impresso da Dio. Tutti i mutamenti fisici sono ricondotti a correnti di particelle microscopiche che Cartesio chiama vortici. I vortici producono la formazione dei corpi visibili e ne guidano il movimento.

Il Corpo come Macchina: L'Uomo e L'Animale

Nel trattato L'uomo, Cartesio paragona il corpo umano a una macchina: il corpo dell'uomo e quello degli animali si muovono in base agli stessi meccanismi che azionano le macchine idrauliche come le fontane. Cartesio riconduce a processi materiali le funzioni fisiologiche che Aristotele aveva attribuito all'anima vegetativa.

Percezione e Locomozione

Anche la percezione e la locomozione vengono ricondotte a processi materiali attraverso la ghiandola pineale, che è il luogo in cui l'anima immateriale interagisce con il corpo. La ghiandola pineale elabora gli stimoli provenienti dall'esterno.

Interazione Anima-Corpo e Coscienza

L'anima contempla le immagini sulla ghiandola pineale e si forma le idee degli oggetti esterni, ciò rende possibile un giudizio in base a cui l'anima può scegliere di muovere o meno la ghiandola. Solo l'uomo possiede una mente cosciente, capace di giudizio e attività volontaria; gli animali non hanno un'anima e si possono considerare degli automi.

La Metafisica Cartesiana

Per Cartesio la metafisica contiene i fondamenti della fisica. Le dimostrazioni della metafisica sono più evidenti di quelle della geometria. Tutte le verità evidenti, anche quelle matematiche, sono state stabilite con un atto libero e volontario.

Dio e le Verità Eterne

Dio ha dotato l'uomo della capacità di cogliere le verità eterne, iscrivendole nell'anima umana come verità innate che si possono ritrovare con la ragione indipendentemente dalle percezioni corporee. La conoscenza di Dio è fondamentale per stabilire la verità delle scienze.

Il Dubbio Cartesiano

mette in discussione le conoscenze matematiche porta all'ipotesi di un Genio maligno porta a un dubbio iperbolico che investe le verità ammesse dalla ragione Il dubbio cartesiano investe tutte le conoscenze sensibili mira a trovare un criterio per stabilire una certezza assoluta

Cogito Ergo Sum e Tipi di Idee

Nel dubbio radicale, Cartesio trova l'unica vera certezza: su tutto possiamo dubitare ma non sul fatto che stiamo dubitando e quindi pensando. Se penso allora esisto (cogito ergo sum), ma come realtà pensante (res cogitans). Esiste anche una realtà materiale (re extensa) al di fuori della nostra mente? La strada da seguire è l'analisi delle idee.

Esistono tre tipi di idee: ·innate, le idee che sembrano nascere con noi, ad esempio l'idea di pensiero o Dio; ·avventizie, le idee che sembrano venire dalla realtà esterna, ad esempio l'dea di albero; ·fattizie, le idee create dall'io, ad esempio l'idea di chimera.

Criterio di Verità e Idea di Dio

Cartesio applica alle idee un criterio ritenuto evidente: un'idea deve contenere tanta realtà quanta ne contiene la sua causa. Di tutte le idee l'io potrebbe essere la causa tranne che dell'idea di Dio, ovvero di una sostanza infinita e perfetta, perché l'io non è infinito e perfetto.

Le Prove dell'Esistenza di Dio

Prima prova (a posteriori) Dio è causa nella mente umana dell'esistenza dell'idea di una sostanza infinita Esistenza di Dio Seconda prova Dio è causa dell'esistenza dell'uomo come ente imperfetto Terza prova (prova ontologica) Dio è un essere sommamente perfetto la cui essenza non è separabile dall'esistenza

Verità ed Errore

L'esistenza di Dio garantisce la permanenza delle verità che l'uomo concepisce con evidenza. Ma allora com'è possibile l'errore? L'errore non è nelle idee ma nel giudizio (affermare o negare qualcosa). Il giudizio dipende dall'intelletto e dalla volontà.

Origine dell'Errore e Dualismo

L'errore si ha quando la volontà non resta nei limiti dell'intelletto e giudica su ciò che l'intelletto non distingue in modo chiaro e distinto. Il criterio della verità dell'evidenza comporta il dualismo fra realtà pensante e realtà materiale e quindi la separazione tra mente e corpo.

La Morale Cartesiana

Regole di una morale provvisoria: 1.bisogna obbedire alle leggi e ai costumi del paese in cui si è cresciuti; 2.perseverare nelle proprie azioni anche quando si è incerti; 3.essere pronti a cambiare i propri desideri piuttosto che il mondo;

Ragione e Controllo delle Passioni

4. coltivare la ragione e avanzare nella conoscenza della verità. L'analisi delle passioni mostra che: le passioni non possono essere eliminate ma controllate dalla volontà con l'aiuto dell'intelletto, attraverso la concentrazione su idee che favoriscono passioni opposte.

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