Slide da Hub Scuola sulla filosofia tra Seicento e Settecento. Il Pdf esplora il pensiero di René Descartes, trattando temi come percezione, locomozione e metafisica cartesiana. Materiale universitario di Filosofia, ideale per lo studio autonomo e il ripasso.
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Cartesio è considerato il fondatore del razionalismo filosofico. La centralità della ragione consiste nel porre l'evidenza razionale alla base di ogni certezza. La filosofia cartesiana offre il primo esempio di fondazione razionale della scienza moderna.
Occorre un metodo che distingua il vero dal falso. Questo metodo ha come modello la matematica e la geometria perché sono caratterizzate da:
Il metodo scientifico di Galilei Il metodo scientifico di Cartesio Esperienza Intuizione (basata sull'evidenza razionale) Induttivo perché elabora le leggi generali a partire dai dati sensibili, deduttivo perché dalle ipotesi si traggono conclusioni da verificare sperimentalmente Deduttivo perché procede da concetti razionali di per sé evidenti La matematica è lo strumento per studiare il mondo perché il mondo è scritto in linguaggio matematico Procede attraverso l'elaborazione di ipotesi generali che l'esperienza si limita a confermare
I cambiamenti della natura sono movimenti di particelle della materia Ogni fenomeno fisico è quantificabile Inesistenza del vuoto Differenza tra qualità percepite con i sensi e proprietà reali della materia Possiede un'unica proprietà: l'estensione La materia Esistenza di un principio immateriale che imprime il moto alla materia
Cartesio nacque nel 1596 a La Haye in Francia. Per nove anni frequentò il prestigioso collegio dei gesuiti La Fleche, dove studiò grammatica, retorica e filosofia. Si arruola nell'esercito olandese e viaggia in tutta Europa. Muore nel 1650 a Stoccolma dove si era recato su invito della regina Cristina di Svezia che lo voleva insegnante e organizzatore di un'Accademia delle scienze.
1630 (prima ed. 1684) Regole per la guida dell'intelligenza 1629-1633 (prima ed. 1664) Il mondo 1633 (prima ed. 1662) L'uomo 1637 Discorso sul metodo e Saggi (Diottrica, Meteore, Geometria) 1637 Saggi 1641 Meditazioni sulla filosofia prima 1644 Principi della filosofia 1649 Le passioni dell'anima
Prima legge Seconda legge Terza legge Ogni parte della materia conserva sempre lo stesso stato fino a quando le altre, urtandola, non la costringano a cambiarlo Quando un corpo ne spinge un altro non può trasmettere o sottrarre a esso alcun movimento senza perderne o acquistarne nello stesso tempo una certa quantità Quando un corpo si muove tende sempre a continuare il proprio movimento in linea retta Implica l'assenza di un principio di cambiamento interno alla materia Implica la conservazione della quantità di moto Implica il movimento rettilineo dei corpi
Il primo movimento è impresso da Dio. Tutti i mutamenti fisici sono ricondotti a correnti di particelle microscopiche che Cartesio chiama vortici. I vortici producono la formazione dei corpi visibili e ne guidano il movimento.
Nel trattato L'uomo, Cartesio paragona il corpo umano a una macchina: il corpo dell'uomo e quello degli animali si muovono in base agli stessi meccanismi che azionano le macchine idrauliche come le fontane. Cartesio riconduce a processi materiali le funzioni fisiologiche che Aristotele aveva attribuito all'anima vegetativa.
Anche la percezione e la locomozione vengono ricondotte a processi materiali attraverso la ghiandola pineale, che è il luogo in cui l'anima immateriale interagisce con il corpo. La ghiandola pineale elabora gli stimoli provenienti dall'esterno.
L'anima contempla le immagini sulla ghiandola pineale e si forma le idee degli oggetti esterni, ciò rende possibile un giudizio in base a cui l'anima può scegliere di muovere o meno la ghiandola. Solo l'uomo possiede una mente cosciente, capace di giudizio e attività volontaria; gli animali non hanno un'anima e si possono considerare degli automi.
Per Cartesio la metafisica contiene i fondamenti della fisica. Le dimostrazioni della metafisica sono più evidenti di quelle della geometria. Tutte le verità evidenti, anche quelle matematiche, sono state stabilite con un atto libero e volontario.
Dio ha dotato l'uomo della capacità di cogliere le verità eterne, iscrivendole nell'anima umana come verità innate che si possono ritrovare con la ragione indipendentemente dalle percezioni corporee. La conoscenza di Dio è fondamentale per stabilire la verità delle scienze.
mette in discussione le conoscenze matematiche porta all'ipotesi di un Genio maligno porta a un dubbio iperbolico che investe le verità ammesse dalla ragione Il dubbio cartesiano investe tutte le conoscenze sensibili mira a trovare un criterio per stabilire una certezza assoluta
Nel dubbio radicale, Cartesio trova l'unica vera certezza: su tutto possiamo dubitare ma non sul fatto che stiamo dubitando e quindi pensando. Se penso allora esisto (cogito ergo sum), ma come realtà pensante (res cogitans). Esiste anche una realtà materiale (re extensa) al di fuori della nostra mente? La strada da seguire è l'analisi delle idee.
Esistono tre tipi di idee: ·innate, le idee che sembrano nascere con noi, ad esempio l'idea di pensiero o Dio; ·avventizie, le idee che sembrano venire dalla realtà esterna, ad esempio l'dea di albero; ·fattizie, le idee create dall'io, ad esempio l'idea di chimera.
Cartesio applica alle idee un criterio ritenuto evidente: un'idea deve contenere tanta realtà quanta ne contiene la sua causa. Di tutte le idee l'io potrebbe essere la causa tranne che dell'idea di Dio, ovvero di una sostanza infinita e perfetta, perché l'io non è infinito e perfetto.
Prima prova (a posteriori) Dio è causa nella mente umana dell'esistenza dell'idea di una sostanza infinita Esistenza di Dio Seconda prova Dio è causa dell'esistenza dell'uomo come ente imperfetto Terza prova (prova ontologica) Dio è un essere sommamente perfetto la cui essenza non è separabile dall'esistenza
L'esistenza di Dio garantisce la permanenza delle verità che l'uomo concepisce con evidenza. Ma allora com'è possibile l'errore? L'errore non è nelle idee ma nel giudizio (affermare o negare qualcosa). Il giudizio dipende dall'intelletto e dalla volontà.
L'errore si ha quando la volontà non resta nei limiti dell'intelletto e giudica su ciò che l'intelletto non distingue in modo chiaro e distinto. Il criterio della verità dell'evidenza comporta il dualismo fra realtà pensante e realtà materiale e quindi la separazione tra mente e corpo.
Regole di una morale provvisoria: 1.bisogna obbedire alle leggi e ai costumi del paese in cui si è cresciuti; 2.perseverare nelle proprie azioni anche quando si è incerti; 3.essere pronti a cambiare i propri desideri piuttosto che il mondo;
4. coltivare la ragione e avanzare nella conoscenza della verità. L'analisi delle passioni mostra che: le passioni non possono essere eliminate ma controllate dalla volontà con l'aiuto dell'intelletto, attraverso la concentrazione su idee che favoriscono passioni opposte.