Vascolarizzazione, Innervazione e Drenaggio Cardiaco
Arterie Coronarie
1.ARTERIE CORONARIE
- ARTERIA
CORONARIA
DESTRA: nasce dal
seno aortico destro e
si dirige lungo la
faccia sterno-costale
inferiormente
e
lateralmente, a destra
del tronco
della
polmonare
e
a
sinistra dell'auricola
di destra. Scorre nel
solco coronario sino
alla crux cordis
r. atriale sinistro
a. coronaria destra.
a. coronaria sinistra
r. circonflesso
r. del nodo senoatriale
- r. del cono polmonare
r. del margine sinistro
r. del cono
arterioso
- r. diagonale
- r. settale anteriore
r. atriale destro
r. ventricolare destro
r. diagonale
r. del margine destro
r. del nodo atrioventricolare"
r. interventricolare
anteriore
r. interventricolare posteriore
r. posterolaterale
destro
H.S.
r. settale anteriore
(incrocio del solco coronario e del solco interatriale/interventricolare posteriore):
- Ramo per il nodo senoatriale: origina vicino alla sua origine, passa nella doccia tra
auricola e aorta ascendente dirigendosi superiormente. Circonda la vena cava
superiore portandosi sulla sua faccia mediale e poi superiore, realizzando il giro più
lungo per raggiungere il nodo senoatriale, che sarebbe davanti alla vena.
- Arteria per il cono polmonare destro: origina sempre dalla parte iniziale della
coronaria destra.
- Rami ventricolari: discendono medialmente sulla parete del ventricolo di destra. Uno
in particolare viene definito ramo marginale destro, che scorre nei pressi del margine
acuto del cuore in direzione mediale verso l'apice del cuore, senza però raggiungerlo.
Spesso presenta anastomosi con il ramo interventricolare anteriore della coronaria
sinistra.
- Ramo interventricolare posteriore: origina dalla coronaria destra nel 60% dei casi
(dominanza destra), in corrispondenza della crux cordis, e scorre lungo il solco
interventricolare posteriore. Da questo ramo si dipartono sia rami ventricolari per la
1vascolarizzazione posteriore dei
ventricoli, sia rami settali che
originano perpendicolarmente e si
approfondano
nel
setto
interventricolare
per
vascolarizzarne il terzo posteriore.
- Arteria
del
nodo
atrioventricolare: nella
parte
terminale
dell'arteria coronaria
destra.
Valvola
polmonare
V.cava
superiore
Aorta ascendente
con seno aortico
R.del nodo senoatriale
Auricola destra
A. coronaria destra
R. del cono arterioso
R.atriale
V.cardiaca parva
A. e v. marginali
di destra
Vv. anteriori
del ventricolo destro
Arteria Coronaria Sinistra
- ARTERIA CORONARIA SINISTRA:
origina dal seno aortico sinistro e prende
Ventricolo de
una direzione infero-laterale sinistra tra il tronco della polmonare e l'auricola sinistra. Il primo
tratto unico della coronaria sinistra, parzialmente coperto dall'auricola sinistra è lungo un paio
di cm. Mentre l'arteria coronaria di destra si riconosce bene nel suo corpo principale e nei
suoi rami, quella sinistra dopo 2 cm si sfiocca in due rami di calibro molto simile: il ramo
interventricolare anteriore e il ramo circonflesso. L'arteria coronaria di sn avvolge bene il
ventricolo
di
sinistra,
facendo una sorta di cuffia
vascolare intorno:
- Ramo
interventricolare
anteriore:
vascolarizza
la
maggior parte del
ventricolo sinistro
scorrendo lungo il
solco
a. coronaria sinistra
r. circonflesso
r. interventricolare anteriore
r. del nodo senoatriale
- r. diagonale
r. del cono
arterioso
- r. del margine sinistro
1. settale anteriore
r. atriele destro --
- r. diagonale
r. ventricolare destro
r. laterale sinistro
r. del margine destro
r. atriale sinistro
r. del nodo atrioventricolare
r. atrioventricolare destro
r. interventrico-
lere posteriore
r. posterolaterale destro
r. seutale posteriore
interventricolare anteriore e raggiungendo l'apice del cuore. Al termine del suo
percorso potrebbe anastomizzarsi con l'arteria interventricolare posteriore della
coronaria destra. Da esso si dipartono i rami settali, che si approfondano nel setto
interventricolare vascolarizzandone i restanti 2/3 anteriori. Il ramo interventricolare
anteriore dà anche origine a una serie di rami che prendono il nome di rami diagonali
del cuore. Questi possono partire però anche dal ramo circonflesso.
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V. poln
supe
sini
a. coronaria destrav Ramo circonflesso: procede a sinistra nel solco coronario e di solito termina prima di
raggiungere la crux cordis. Si biforca prima del margine ottuso di sinistra originando
un ramo marginale ottuso sinistro. Nel decorso posteriore della circonflessa
troviamo invece rami ventricolari posteriori che vascolarizzano la parete
ventricolare. Dal ramo circonflesso si diparte anche l'arteria di Marshall che va a
vascolarizzare l'atrio di sinistra.
Varianti delle Arterie Coronarie
- VARIANTI:
- Il ramo per il nodo senoatriale può originare dalla coronaria sinistra (40%), aggirare
l'atrio di sinistra e scorrere nel solco coronario fino a raggiungere la crux cordis.
- Dominanza destra (60%): il ramo interventricolare posteriore deriva dalla coronaria
destra.
- Dominanza sinistra (20%): il ramo interventricolare posteriore deriva dalla coronaria
sinistra.
- Codominanza o dominanza mista (15%): entrambe le coronarie generano
l'interventricolare posteriore.
Dominanza mista (SX) e dominanza sinistra (DX)
Anastomosi Coronariche
- ANASTOMOSI: le arterie coronarie sono arterie terminali, che non hanno una via alternativa,
ecco perché abbiamo il problema dell'infarto del miocardio. Ci sono piccole anastomosi, ma
sono insufficienti soprattutto in eventi acuti.
- Circolo anastomotico di Kugel: l'interventricolare anteriore della coronaria sinistra
può anastomizzarsi con l'interventricolare posteriore (coronaria destra) o con il ramo
ventricolare sinistro posteriore. Nel primo caso l'anastomosi si verifica tra coronaria
destra e sinistra, nel secondo caso tra ramo interventricolare anteriore e circonflesso
della coronaria sinistra.
- Circolo anastomotico del cono polmonare o di Vieussens: il ramo del cono passa
davanti al tronco della polmonare e si unisce ad un analogo ramo arterioso che origina
da quella di sinistra.
- Anastomosi extracardiache: se l'occlusione è lenta si possono formare delle
anastomosi tra coronarie e vasi del mediastino, con rami delle toraciche interne,
muscolo-freniche, pericardio-freniche, arterie bronchiali, esofagee.
- Circoli anastomotici dei vasa vasorum: sono vasi di piccole dimensioni che
vascolarizzano la tonaca esterna dell'aorta, con cui le coronarie possono creare
anastomosi.
- Vene minime di Tebesio: possono dilatarsi e portare il sangue al miocardio atriale in
senso retrogrado.
Nozione Clinica e Ipertrofia Cardiaca
NOZIONE CLINICA
L'ipertrofia cardiaca non si associa sempre all'aumento di volume e viceversa, in quanto il cuore si
può dilatare senza che ne aumenti lo spessore. Uno dei motivi dell'ipertrofia è la necessità di una
forza di contrazione maggiore per vincere l'ipertensione. L'ipertensione è legata all'età, ai fattori
ormonali e all'obesità, che genera anche un aumento della frequenza.
Ipotizziamo che ci sia un'ostruzione dell'arteria del nodo senoatriale; mancando l'impulso si passa
da un ritmo sinusale a uno ventricolare. Se si verifica un'ischemia del nodo atrioventricolare, ci
potrebbe essere una mancanza di sincronizzazione dei ventricoli, oppure un blocco di branca destro
o sinistro (ridotta o assente trasmissione dell'impulso).
Angina Pectoris
L'angina pectoris si risolve, mentre nell'infarto il dolore non se ne va. Tra i sintomi dell'angina
troviamo dispnea, palpitazioni, debolezza, sudorazione fredda, vertigini, dolore nella zona
retrosternale che si irradia verso la metà sinistra del collo, spalla sinistra, mandibola, regione dorsale,
epigastrio. Questi dolori non sono sempre presenti contemporaneamente, ma dipendono dalla sede
della stenosi, in quanto, a seconda della porzione, saranno coinvolti nervi diversi. Se è coinvolta la
coronaria destra e i suoi rami al confine tra la faccia sternale e diaframmatica, il dolore sarà localizzato
inferiormente. Se le zone interessate sono quelle posteriori, il dolore sarà localizzato nella regione
interscapolare. Se invece ad essere interessate sono le zone anteriori, il dolore andrà verso la spalla
sinistra. Ci sono diversi tipi di angina:
- Angina stabile: le placche sono fisse; si verifica sempre al raggiungimento di una certa soglia
di sforzo fisico.
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- Angina instabile: si protrae nel tempo e l'individuo può formare circoli collaterali che
rimediano alla stenosi. È solitamente l'anticamera dell'infarto; non è prevedibile perché le
placche non sono fisse.
- Angina vasospastica: non abbiamo placche, ma si verificano spasmi anche quando non si
stanno compiendo sforzi.
- Angina microvascolare: provoca spasmi in vasi di diametro inferiore a 0,5 cm. È la più
difficile da diagnosticare perché non visualizzabile alle normale coronarografie.
Terapia dell'Angina
La terapia consiste nella somministrazione di nitroglicerina, che una volta somministrata diventa
nitrato/nitrito, con il rilascio di ossido di azoto nelle cellule endoteliali, dalle quali diffonde nella
muscolatura che si rilassa provocando vasodilatazione. Oppure si può affrontare l'angioplastica
coronarica, o ancora il bypass coronarico, che si attua prelevando un tratto della vena safena dalla
gamba: un capo viene suturano a livello dell'aorta ascendente, l'altro subito dopo la stenosi. È
preferibile usare l'arteria mammaria interna in quanto rimane nella sua sede (attaccata da una parte
alla succlavia).
Infarto Miocardico Acuto e Dolore Riferito
L'infarto miocardico acuto genera un dolore non limitato alla regione precordiale, ma si irradia
verso la metà sinistra del collo o verso la spalla sinistra, o lungo la superficie mediale del braccio sino
a raggiungere il mignolo. Un altro esempio di dolore riferito è quello relativo alla colecisti, a livello
di T8/T9, ma il paziente sente dolore dorsale alla scapola destra. Questo perché le fibre formano una
catena unica, anche con i gangli del collo, e scambiano fibre tra loro.
Coartazione Aortica e Anastomosi Compensative
La coartazione aortica è un restringimento dell'arco dell'aorta o della prima porzione ascendente,
specie nel punto di inserzione del legamento arterioso. Tra i sintomi: scompenso di pressione,
murmure sistolico (il sangue torna indietro), erosione delle coste (dilatazione dei circoli collaterali),
ipertrofia del ventricolo sinistro, arti inferiori meno sviluppati, cianosi. Subentrano anastomosi
compensative tra la succlavia e l'aorta toracica:
- Anastomosi dorsali: l'arteria dorsale della scapola e la sovrascapolare (entrambe della
succlavia) si anastomizzano coi rami cutanei delle intercostali laterali.
- Anastomosi intercostali: tra arteria intercostale suprema e terza intercostale posteriore.
- Anastomosi toraciche interne: l'arteria toracica interna si anastomizza, tramite la sua arteria
intercostale anteriore, con l'arteria intercostale posteriore. L'arteria epigastrica superiore si
anastomizza con quella inferiore (dall'iliaca esterna).
- Anastomosi arteria spinale anteriore: la vertebrale si anastomizza con l'arteria spinale
anteriore. A livello lombare c'è l'arteria dell'Adamkiewicz che crea un collegamento tra
midollo spinale toracico/addominale. Tramite questa anastomosi il flusso di sangue viene
invertito: dall'arteria spinale torna alle intercostali posteriori.
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