Schemi di Cardiochirurgia che trattano la storia della disciplina, le tecniche di cateterismo cardiaco (Swan-Ganz) e le cardiopatie congenite. I Riassunti sono pensati per l'apprendimento e il ripasso di concetti medici complessi, utili per lo studio universitario di Biologia, includendo classificazioni, procedure diagnostiche e risultati dei trattamenti.
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PROF. RINALDI BEATRICE TEALDI, III ANNO, CANALE D NB: SCHEMI DA SBOBINE CANALE D + INTEGRAZIONI CANALE C + CATETERISMO E VAD PRESI DAL CANALE ASTORIA (CHIESTA ALL'ESAME)
1951: primo intervento di cardiochirurgia fatto da Dogliotti a Torino utilizzando un apparecchio rudimentale messo a punto dal dottor Costantini dove il sangue viene estratto dalla vena succlavia e rimesso nell'arteria. Il flusso va a 2 L/min (v.n. 5 L/min) quindi non sostituiva completamente il cuore-polmoni, ma è stato sufficiente.
1953-1954: Lillehei usa al cross circulation tra padre e figlio. L'arteria femorale del genitore è connessa con l'aorta ascendente del figlio per garantire l'apporto di sangue ossigenato, l'atrio dx del bambino viene connesso con la vena femorale del genitore per il drenaggio venoso. Dopo 30 interventi muore il genitore e quindi l'intervento non viene più fatto.
1955: alla Mayo clinica viene messa a punto la macchina cuore-polmone di Gibbon ma servono 10 donatori per un intervento perché nei primi interventi serviva molto sangue, oggi circa 500-700 ml.
Schemi di cardiochirurgia Beatrice Tealdi A.A. 2023-2024
È un sistema che può sostituire per molte ore l'azione di cuore e polmoni nel momento in cui si vuole operare su un cuore fermo e senza sangue. Alla base di questo meccanismo ci sono alcuni postulati:
È un sistema che permette di drenare il sangue dal lato di dx al lato di sx, riossigenandolo. Le componenti sono:
Il sistema è composto da una serie di pompe tra cui:
Hematocrit/ saturation monitor 70 Venous return catheter Sternal saw Venous cuvette Suction device Cardioplegia cannula Venous cell and sensor Venous cardiotomy reservoir . Arterial filter Bubble detector Cardioplegia solution Blood parameter monitor . Bubble trap · Temperature · Pressure Heat exchanger To cardioplegia [III] Blood from oxygenator Oxygenator with reservoir and heat exchanger Centrifugal pump (or roller pump) Roller pump Arterial cell and sensor Dual cooler/ heater Arterial Suction Vent Cardioplegia Perfusion system (heart-lung machine) Temperature control and monitoring system Schemi di cardiochirurgia Beatrice Tealdi A.A. 2023-2024 Vent catheter Arterial cannula
Esistono 2 tipi di pompe:
Roller pump Pompa a centrifuga Afterload dipendente - + Direttamente proporz alla v Indirettamente proporz alla v Emboli gassosi + - Forza l'aria all'interno del pz Se entra aria il sistema di blocca Emolisi ++ + È meno traumatico Prime volume + ++ Cavitazione + - Attivazione complemento ++ + Maggior biocompatibilità dei tubi Spallazione + - Durata interventi Più brevi Più lunghi
È una sistema integrato all'ossigenatore, costituito da una serpentina in cui scorre acqua che può essere a varie temperature per scaldare o raffreddare il sangue. Con il macchinario, infatti, si creano situazioni diverse dal cuore normale:
Il monitoraggio della temperatura avviene in più punti: timpano (per monitoraggio temperatura SN), esofago timpano. NB: per ogni grado di temperatura in meno il metabolismo si riduce del 5-7% > abbassando la temperatura di 10 gradi si dimezza il metabolismo.
I tubi sono di plastica (polivinile-cloruro) e devono essere il più compatibili possibile, però comunque si deve dare una terapia anticoagulante completa con eparina. Alla fine dell'intervento si da protamina che antagonizza l'eparina per permettere nuovamente la coagulazione.
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Possono essere di 2 tipi:
Le cannule hanno un sifone che permette di estrarre il sangue, se nel sistema entra aria questo si ferma; quindi, se si deve fare una sostituzione di una tricuspide bisogna cannulare separatamente altrimenti entra aria. Quando si usano cannule lunghe che partono tipo dalla femorale, si deve fare un drenaggio potenziato mettendo del vuoto a livello del reservoir senza superare la differenza di pressione di 60 mmHg altrimenti si incorre in cavitazione con emolisi e microbolle.
Generalmente viene cannulata l'aorta ascendente (diametro 3 cm) quindi la cannula ha un grosso diametro e si riduce il rischio di emolisi, ma quando non si riesce bisogna cannulate le arterie più piccole che hanno un diametro inferiore e quindi il rischio di emolisi è più grande. Risoluzione del problema: si possono usare cannule piccole, l'importante è garantire un flusso ottimale in case alle esigenze del pz; quindi, per ogni cannula bisogna
Le cannulazioni principali sono:
In entrambi i casi bisogna garantire un flusso anterogrado (fisiologico)
Funziona attraverso 2 meccanismi:
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Prima di un intervento viene fatta emodiluizione completa con soluzione elettrolitica e mannitolo portando l'ematocrito al 25%, non bisogna scendere sotto a questo valore. L'emodiluizione porta a vantaggi:
L'emodiluizione porta a svantaggi:
In base alla temperatura e al metabolismo è possibile durante l'intervento arrestare il flusso per il tempo di arresto sicuro, per non fare soffrire gli organi nobili. Es. A temperatura standard di 24℃ il tempo di arresto sicuro è di 30 minuti.
< metabolismo 5-7% - perfusione < Temperatura 1°℃ > viscosità emodiluizione viscosità
Problema: un cuore non può restare fermo per più di 3-4h, tempo che comprende anche il trasporto del cuore per il trapianto; se non si riesce poi a rientrare nel tempo di arresto sicuro si deve fare perfusione cerebrale anterograda grazie a cannule che inseriscono sangue ossigenato che può arrivare al cervello:
In ogni caso è necessario intervenire su tutti e tre i tronchi sopraortici visto che non sempre il circolo di Willis funziona bene. NB: la perfusione cerebrale retrograda non viene più usata: si cannulava la vena cava superiore e si pompava del sangue ossigenato sperando che andasse al cervello
Ipotermia lieve 32 -37℃ 5 - 10 min Ipotermia moderata 28-32℃ 10 - 15 min Ipotermia severa 18-28℃ 15 - 60 min Ipotermia profonda <18℃ 60 - 90 min
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