Sociologia della criminalità organizzata: mafie vecchie e nuove di Rocco Sciarrone

Documento di Università sulla sociologia della criminalità organizzata, con un focus sulle interpretazioni della mafia e la sua evoluzione. Il Pdf esplora le forme di radicamento e la diffusione del fenomeno mafioso, discutendo i meccanismi di diffusione in aree non tradizionali e le tesi sulla non esportabilità della mafia, utile per lo studio del Diritto.

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27 pagine

Sociologia della criminalità organizzata «Mafie vecchie,
mafie nuove» Rocco Sciarrone
CAPITOLO 1 – FORZA E PERSISTENZA DELLA MAFIA NELLO SPAZIO E NEL TEMPO
1.1 Interpretazioni a confronto.
Per molto tempe, alcuni osservatori hanno negato l’esistenza della mafia come fenomeno
specifico, altri l’hanno considerata come fenomeno arcaico. Sono rintracciabili due grandi
famiglie di ed interpretazioni della mafia:
1. la prospettiva culturalista: riduce la mafia alla cultura diffusa dei contesti in cui si è
sviluppata – Heiss (1984) considera la mafia una forma di comportamento rispondente alla
specifica subcultura della società locale. Nella celebre Inchiesta del 1876, Franchetti aveva
fornito una spiegazione del fenomeno – osservando l’uso della violenza in Sicilia. Egli
definisce la mafia “come sistema sociale extra legale” per un uso spregiudicato e diffuso
della violenza.
2. la prospettiva organizzativa: assimila il fenomeno alla delinquenza organizzativa. Un
modo di vedere gli aspetti organizzativi tenendo conto degli elementi culturali è quello di
considerare la mafia come un network (fitto reticolo di relazioni diadiche). La caratteristica di
questa prospettiva è ritenere che i caratteri della cultura non siano determinanti nella
definizione del fenomeno. Questa prospettiva vede appunto la mafia come fenomeno
organizzativo con una struttura organizzativa interna formale. Accanto a Cosa Nostra, che
ha una struttura unitaria e gerarchizzata, esistono altre organizzazioni mafiose indipendenti,
il cui raggio d’azione è locale. La mafia è un fenomeno multidimensionale e ciascuna delle
caratteristiche può avere una sua rilevanza teorica ed empirica, differenziato a seconda dei
contesti spaziali e temporali.
Definizione di mafia le due prospettive non si escludono a vicenda. La mafia è un fenomeno
multidimensionale sia a livello formale (cioè nelle diverse modalità in cui può manifestarsi ed
essere percepito) sia a livello sostanziale (cioè nelle diverse sfere in cui può concretamente
operare) e ciascuna delle caratteristiche indicate nelle due prospettive analitiche può avere
una rilevanza teorica ed empirica:
- la mafia può essere considerata un network di organizzazioni criminali, la cui attività
è finalizzata, per coloro che vi appartengono, al consenso di guadagno, sicurezza e
reputazione
- si manifesta come un fenomeno di società locale, radicato tradizionalmente in un
preciso contesto territoriale dove si riproduce e si diffonde grazie al capitale sociale e
nelle reti sociali
- i principali mezzi che usano sono la violenza, manipolazione delle relazioni sociali e
politiche, strumentalizzazione di specifici codici culturali e tradizionali
- gli individui che ne fanno parte costituiscono una società segreta e l’organizzazione
di controllo del territorio e organizzazione dei traffici illeciti condiziona in modo
rilevante il regolare svolgimento in cui è insediata
1.2 La mafia come fenomeno di società locale.
La dicotomia tra mafia vecchia e mafia nuova è molto diffusa, molti studiosi affermano che la
trasformazione sia avvenuta negli anni Sessanta ma senza avere però un rispecchio nei
fenomeni empirici. Il fenomeno mafioso è investito da un continuo processo di rinnovamento
con un ricambio di uomini sia al vertice che alla base e periodicamente una mafia nuova si
sostituisce alla mafia vecchia. La mafia è sorta in zone caratterizzate da determinate
opportunità di sviluppo. La caratteristica originaria della mafia come fenomenino di società
locale è confermata dal fatto che tra le attività tipiche dei gruppi mafiosi quella che più la
contraddistingue è la protezione-estorsione.
Il sistema estorsivo è un elemento fondamentale per il funzionamento e la regolazione della
«signoria territoriale» della mafia. Esso è solo la manifestazione più evidente della
dimensione locale e del carattere politico. I reticoli mafiosi sono radicati nella società locale e
si caratterizzano in origine per essere poco estesi ma molto densi. Diversi elementi indicano
una ormai globalizzazione dell’economia criminale. Ovviamente la diffusione al di fuori delle
aree tradizionali ha successo solo in relazione alla capacità di creare a livello locale altre
relazioni con attori diversi. diversi fattori ci spingono a pensare a una “globalizzazione
dell’economia criminale” dove su scala nazionale e internazionale è possibili delineare una
serie di attori che hanno diverso potere con gerarchie marcate; si esclude la possibilità di
un’unica mafia internazionale omogenea sganciata da un determinato territorio e senza
rapporti con la terra madre. Quindi possiamo affermare che Il controllo del territorio resta
molto importante per la mafia. Deve essere presente un riconoscimento reciproco del
controllo di quel determinato territorio.
1.3 Forme del radicamento.
Una delle caratteristiche fondamentali della mafia consiste nella capacità di combinare
insieme valori nuovi con quelli tradizionali attraverso un processo di ibridazione sociale. In
questo modo i mafiosi cercano di resistere ai mutamenti sociali.
È possibile rinvenire due concezioni della mafia come detto precedentemente: una basata
sullo “spirito di mafia” (un comune sentire siciliano, ossia una mentalità) ed una che
considera la mafia come organizzazione, si tratta di riconoscere il carattere associativo del
fenomeno mafioso. Non si tratta di mettere in opposizione le due prospettive ma di
riconoscere il carattere associativo del fenomeno mafioso. La conformità degli attori al
modello culturale prevalente può dipendere non da un sistema di valori condivi che nulla
hanno a che fare con il consenso, la mafia quindi non può essere intesa diretta espressione
della cultura popolare meridionale (nonostante la grande capacità d’uso). La specificità della
mafia va ritrovata nell’uso diffuso di una violenza extra-legale che assume forme organizzate
specifiche. Ciò che rende l’uso della violenza un tratto distintivo della mafia è il collegamento
di quest’ultima con i pubblici poteri. La mafia ha rivelato una grande capacità di adattamento
ai processi di modernizzazione, significativo il caso dell’emigrazione negli USA dove i
mafiosi cercano di controllare le relazioni interne alla comunità di emigrati, nonché quelle
con l’estero.
Tra i caratteri che contraddistinguono la mafia ci sono la sua diffusività ed espansività: lo
sviluppo a pelle di leopardo mette in discussione la spiegazione basata sulla tesi culturalista,
infatti se la mafia se la mafia è una diretta conseguenza della cultura tradizionale dei siciliani
la sua presenza avrebbe dovuto essere abbastanza omogena in tutto il Mezzogiorno.
Nei territori in cui è radicata la mafia si caratterizza come un’istituzione sociale in quanto

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Anteprima

Sociologia della criminalità organizzata

Forza e persistenza della mafia nello spazio e nel tempo

Interpretazioni a confronto

Per molto tempe, alcuni osservatori hanno negato l'esistenza della mafia come fenomeno specifico, altri l'hanno considerata come fenomeno arcaico. Sono rintracciabili due grandi famiglie di ed interpretazioni della mafia:

  1. la prospettiva culturalista: riduce la mafia alla cultura diffusa dei contesti in cui si è sviluppata - Heiss (1984) considera la mafia una forma di comportamento rispondente alla specifica subcultura della società locale. Nella celebre Inchiesta del 1876, Franchetti aveva fornito una spiegazione del fenomeno - osservando l'uso della violenza in Sicilia. Egli definisce la mafia "come sistema sociale extra legale" per un uso spregiudicato e diffuso della violenza.
  2. la prospettiva organizzativa: assimila il fenomeno alla delinquenza organizzativa. Un modo di vedere gli aspetti organizzativi tenendo conto degli elementi culturali è quello di considerare la mafia come un network (fitto reticolo di relazioni diadiche). La caratteristica di questa prospettiva è ritenere che i caratteri della cultura non siano determinanti nella definizione del fenomeno. Questa prospettiva vede appunto la mafia come fenomeno organizzativo con una struttura organizzativa interna formale. Accanto a Cosa Nostra, che ha una struttura unitaria e gerarchizzata, esistono altre organizzazioni mafiose indipendenti, il cui raggio d'azione è locale. La mafia è un fenomeno multidimensionale e ciascuna delle caratteristiche può avere una sua rilevanza teorica ed empirica, differenziato a seconda dei contesti spaziali e temporali.

Definizione di mafia le due prospettive non si escludono a vicenda. La mafia è un fenomeno multidimensionale sia a livello formale (cioè nelle diverse modalità in cui può manifestarsi ed essere percepito) sia a livello sostanziale (cioè nelle diverse sfere in cui può concretamente operare) e ciascuna delle caratteristiche indicate nelle due prospettive analitiche può avere una rilevanza teorica ed empirica:

  • la mafia può essere considerata un network di organizzazioni criminali, la cui attività è finalizzata, per coloro che vi appartengono, al consenso di guadagno, sicurezza e reputazione
  • si manifesta come un fenomeno di società locale, radicato tradizionalmente in un preciso contesto territoriale dove si riproduce e si diffonde grazie al capitale sociale e nelle reti sociali
  • i principali mezzi che usano sono la violenza, manipolazione delle relazioni sociali e politiche, strumentalizzazione di specifici codici culturali e tradizionali
  • gli individui che ne fanno parte costituiscono una società segreta e l'organizzazione di controllo del territorio e organizzazione dei traffici illeciti condiziona in modo rilevante il regolare svolgimento in cui è insediata

La mafia come fenomeno di società locale

La dicotomia tra mafia vecchia e mafia nuova è molto diffusa, molti studiosi affermano che la trasformazione sia avvenuta negli anni Sessanta ma senza avere però un rispecchio nei fenomeni empirici. Il fenomeno mafioso è investito da un continuo processo di rinnovamento con un ricambio di uomini sia al vertice che alla base e periodicamente una mafia nuova si sostituisce alla mafia vecchia. La mafia è sorta in zone caratterizzate da determinate opportunità di sviluppo. La caratteristica originaria della mafia come fenomenino di società locale è confermata dal fatto che tra le attività tipiche dei gruppi mafiosi quella che più la contraddistingue è la protezione-estorsione.

Il sistema estorsivo è un elemento fondamentale per il funzionamento e la regolazione della «signoria territoriale» della mafia. Esso è solo la manifestazione più evidente della dimensione locale e del carattere politico. I reticoli mafiosi sono radicati nella società locale e si caratterizzano in origine per essere poco estesi ma molto densi. Diversi elementi indicano una ormai globalizzazione dell'economia criminale. Ovviamente la diffusione al di fuori delle aree tradizionali ha successo solo in relazione alla capacità di creare a livello locale altre relazioni con attori diversi. diversi fattori ci spingono a pensare a una "globalizzazione dell'economia criminale" dove su scala nazionale e internazionale è possibili delineare una serie di attori che hanno diverso potere con gerarchie marcate; si esclude la possibilità di un'unica mafia internazionale omogenea sganciata da un determinato territorio e senza rapporti con la terra madre. Quindi possiamo affermare che Il controllo del territorio resta molto importante per la mafia. Deve essere presente un riconoscimento reciproco del controllo di quel determinato territorio.

Forme del radicamento

Una delle caratteristiche fondamentali della mafia consiste nella capacità di combinare insieme valori nuovi con quelli tradizionali attraverso un processo di ibridazione sociale. In questo modo i mafiosi cercano di resistere ai mutamenti sociali.

È possibile rinvenire due concezioni della mafia come detto precedentemente: una basata sullo "spirito di mafia" (un comune sentire siciliano, ossia una mentalità) ed una che considera la mafia come organizzazione, si tratta di riconoscere il carattere associativo del fenomeno mafioso. Non si tratta di mettere in opposizione le due prospettive ma di riconoscere il carattere associativo del fenomeno mafioso. La conformità degli attori al modello culturale prevalente può dipendere non da un sistema di valori condivi che nulla hanno a che fare con il consenso, la mafia quindi non può essere intesa diretta espressione della cultura popolare meridionale (nonostante la grande capacità d'uso). La specificità della mafia va ritrovata nell'uso diffuso di una violenza extra-legale che assume forme organizzate specifiche. Ciò che rende l'uso della violenza un tratto distintivo della mafia è il collegamento di quest'ultima con i pubblici poteri. La mafia ha rivelato una grande capacità di adattamento ai processi di modernizzazione, significativo il caso dell'emigrazione negli USA dove i mafiosi cercano di controllare le relazioni interne alla comunità di emigrati, nonché quelle con l'estero.

Tra i caratteri che contraddistinguono la mafia ci sono la sua diffusività ed espansività: lo sviluppo a pelle di leopardo mette in discussione la spiegazione basata sulla tesi culturalista, infatti se la mafia se la mafia è una diretta conseguenza della cultura tradizionale dei siciliani la sua presenza avrebbe dovuto essere abbastanza omogena in tutto il Mezzogiorno.

Nei territori in cui è radicata la mafia si caratterizza come un'istituzione sociale in quantocerca di annientare la personalità individuale cercando invece di modellare e condizionare l'individuo, avendo un controllo nella sfera privata. (Violante afferma che la mafia è un sistema totalitario).

Si pensa che le vittime di mafia non parlino per omertà ma le persone non parlano perché hanno paura, la paura nei confronti della mafia è una paura socializzata che lascia poco spazio alla formazione della "voice". L'unica soluzione per loro è tacere, oppure fuggire, oppure un rapporto di collusione. Solo recentemente si è aperte la strada della ribellione e della resistenza grazie a un'attività più incisiva della magistratura; le denunce sono aumentate soprattutto in Sicilia e in Campania, mentre in Calabria non si registrano alti tassi di denuncia.

Fiducia e protezione privata

La mafia è in grado di modellare l'ambiente in cui si trova e del quale costituisce ormai un elemento strutturale. L'interesse si basa a mantenere basso il livello della fiducia generalizzata, mentre il problema principale è la sua distribuzione all'interno della comunità: la fiducia assume un carattere affettivo e personalizzato. Di conseguenza, l'imparzialità delle istituzioni statali non riesce ad affermarsi perché la fiducia è concentrata in modo eccessivo all'interno dei gruppi ristretti ed è allocata nelle mani sbagliate.

L'attività mafiosa consiste nel produrre e vendere un tipo particolare di bene in qualità di sostituto della fiducia: la protezione privata che le imprese mafiose offrono in concorrenza e in conflitto con lo Stato. Il mafioso si specializza nell'offerta di protezione e cerca di mantenere alta la domanda di questa "merce" immettendo nel mercato "dosi calcolate di sfiducia". Secondo Catanzaro attraverso l'offerta di protezione essi impongono una regolazione violenta del mercato, offrono le loro garanzie sia nelle transazioni legali che in quelle illegali e si servono a tal scopo della violenza. Egli preferisce connotare l'attività dei mafiosi con il termine di protezione-estorsione. La mafia in certi contesti è diventata un meccanismo di regolazione economico-sociale o un fenomeno di ordine locale.

Connessioni con la politica e l'economia

I mafiosi fondano il loro potere su base territoriale ogni cosca ha una propria zona di pertinenza sulla quale esercita un dominio esclusivo, le guerre di mafia nascono spesso per problemi di territorialità. La persistenza della mafia dipende dalla peculiare combinazione tra controllo del territorio e attività svolte a fini di lucro. Vi è un soggetto capace di azione politica intesa come puro potere di azione, il potere di recare danno agli altri e un'azione diretta contro di essi. La mafia si caratterizza come un gruppo politico in senso weberiano, presenta regole e norme, un apparato in grado di farle rispettare. I principali modi attraverso cui la mafia concorre alla produzione della politica possono essere: l'uso della violenza, la formazione delle rappresentanze nelle istituzioni, la gestione e il controllo delle istituzioni politico- amministrative. I legami con il sistema politico hanno costituito un punto di forza nelle organizzazioni mafiose ed un forte fattore di propulsione per la loro espansione territoriale.

Per il funzionamento dei mercati illegali, relazioni di solidarietà permettono costi delle transazioni relativamente bassi ed incoraggiano la realtà dei membri che ne fanno parte. L'attività economica illecita ha superato i confini della società locale, i confini sono sempre

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