Sociologia dell'infanzia: teorie di Corsaro e ruolo attivo dei bambini

Documento sulla sociologia dell'infanzia, basato sulle teorie di William A. Corsaro. Il Pdf esplora la riproduzione interpretativa, i modelli di socializzazione e l'impatto dei cambiamenti sociali sull'infanzia, con un focus sul gioco di ruolo e le culture dei pari, utile per studenti universitari di Psicologia.

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SOCIOLOGIA DELL'INFANZIA - CORSARO
INTRODUZIONE
🧒 William A. Corsaro
Corsaro è un sociologo americano che ha rivoluzionato lo studio
dell’infanzia con un approccio etnografico e costruttivista,
ispirato a Piaget e Vygotskij. Ha osservato direttamente i bambini
nella vita quotidiana (scuole, case, parchi), studiando come creano
attivamente la propria cultura, soprattutto nelle interazioni tra
pari.
Introduce la teoria della riproduzione interpretativa: i bambini non
assorbono passivamente la cultura adulta, ma la reinterpretano,
adattandola ai propri bisogni e contribuendo al cambiamento sociale.
L’infanzia non è solo una fase transitoria, ma una struttura
permanente della società.
Per Corsaro, i bambini sono agenti sociali attivi, capaci di agire,
riflettere e influenzare l’ambiente. Le routine quotidiane (es.
mangiare, giocare, litigare) sono pratiche fondamentali per la
costruzione sociale dell’infanzia.
Studia anche il ruolo dei media: bambini e ragazzi non sono
spettatori passivi, ma interpretano attivamente i contenuti, in un
processo di negoziazione con la famiglia.
Infine, evidenzia problemi dell’infanzia in Italia: scarsi
investimenti, servizi insufficienti 0-3 anni, abbandono scolastico e
cyberbullismo. Serve quindi una maggiore attenzione politica e
sociale all’infanzia, riconoscendone il valore culturale e sociale
nel presente, non solo in vista del futuro.
CAPITOLO 1 - TEORIE SOCIALI DELL'INFANZIA
Per molto tempo, l’infanzia è stata ignorata nelle scienze sociali,
vista solo come “divenire” adulto. Dagli anni ’80-’90, si afferma
una nuova sociologia dell’infanzia, che considera i bambini attori
sociali a pieno titolo, portatori di significato e capaci di agire
nel presente.
Modelli di socializzazione:
- Deterministico: il bambino è un soggetto passivo, da plasmare
secondo la cultura adulta (Parsons, Bourdieu).
- Costruttivista/interpretativo: il bambino è attivo, costruisce
senso attraverso l’interazione sociale (Piaget, Vygotskij).
- Piaget: sviluppo cognitivo in fasi (egocentrismo logica concreta
astratta); centrato sull’individuo.
- Vygotskij: apprendimento mediato da relazioni e cultura; introduce
la **zona di sviluppo prossimale**, dove il bambino apprende grazie
all’aiuto di altri più competenti.
Corsaro e la teoria della riproduzione interpretativa:
- I bambini reinterpretano la cultura adulta, non la copiano.
- Creano vere e proprie culture dei pari, con regole, giochi,
linguaggi propri.
- Creano vere e proprie culture dei pari, con regole, giochi,
linguaggi propri.
- L’infanzia è vista come una cultura autonoma, ma anche
interdipendente con quella adulta.
Implicazioni:
- I bambini partecipano alla società ora, non solo in futuro.
- Vanno studiati nel loro contesto, ascoltando le loro voci.
- Serve un approccio che li veda attivi, competenti e creativi, non
solo fragili o da proteggere.
CAPITOLO 2 - LA STRUTTURA DELL'INFANZIA E LA RIPRODUZIONE
INTERPRETATIVA DEI BAMBINI
📌 Infanzia come struttura sociale
Il sociologo James Qvortrup propone di vedere l’infanzia non solo
come una fase della vita, ma come una categoria strutturale
permanente della società, al pari dell’età adulta. Il suo approccio
si basa su tre presupposti:
- a) Infanzia come forma strutturale: va distinta dalle visioni
psicologiche e psicoanalitiche che si concentrano sull’individuo.
- b) Condizionamenti sociali: anche i bambini sono esposti ai grandi
cambiamenti sociali (divorzi, lavoro femminile, natalità). Esempio:
il ruolo dei nonni durante la crisi del 2007.
- c) Bambini come costruttori attivi: non solo subiscono la società,
ma la costruiscono anche. Come nello studio sulla cultura Hausa,
dove i bambini erano essenziali al funzionamento della società.
📌 Il lavoro dei bambini
- Dal lavoro agricolo alla scolarizzazione: oggi i bambini
"lavorano" studiando. La scuola è vista come preparazione al futuro,
ignorando il contributo attuale dei bambini.
- Lavoro extracurriculare: più diffuso nei paesi in via di sviluppo,
spesso per necessità economiche. Rischi: sfruttamento.
- Lavoro domestico: svolto anche dai bambini. Esistono differenze di
genere nei compiti assegnati (ragazze: cucina e pulizie; ragazzi:
giardino). Importante il ruolo nella cura dei fratelli.
📌 Gioco, svago e istituzionalizzazione dell’infanzia
- Oggi le attività di svago sono sempre più organizzate e
strutturate (sport, danza, ecc.).
- Si rischia una perdita del gioco spontaneo, con conseguenze come
il “disturbo da deficit di natura” (Louv).
- Le attività organizzate servono anche ai genitori come forma di
cura e sicurezza.
- Il cambiamento demografico verso famiglie più piccole rende i
bambini più dipendenti dagli adulti per il tempo libero.

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Anteprima

INTRODUZIONE

William A. Corsaro Corsaro è un sociologo americano che ha rivoluzionato lo studio dell'infanzia con un approccio etnografico e costruttivista, ispirato a Piaget e Vygotskij. Ha osservato direttamente i bambini nella vita quotidiana (scuole, case, parchi), studiando come creano attivamente la propria cultura, soprattutto nelle interazioni tra pari. Introduce la teoria della riproduzione interpretativa: i bambini non assorbono passivamente la cultura adulta, ma la reinterpretano, adattandola ai propri bisogni e contribuendo al cambiamento sociale. L'infanzia non è solo una fase transitoria, ma una struttura permanente della società. Per Corsaro, i bambini sono agenti sociali attivi, capaci di agire, riflettere e influenzare l'ambiente. Le routine quotidiane (es. mangiare, giocare, litigare) sono pratiche fondamentali per la costruzione sociale dell'infanzia. Studia anche il ruolo dei media: bambini e ragazzi non sono spettatori passivi, ma interpretano attivamente i contenuti, in un processo di negoziazione con la famiglia. Infine, evidenzia problemi dell'infanzia in Italia: scarsi investimenti, servizi insufficienti 0-3 anni, abbandono scolastico e cyberbullismo. Serve quindi una maggiore attenzione politica e sociale all'infanzia, riconoscendone il valore culturale e sociale nel presente, non solo in vista del futuro.

TEORIE SOCIALI DELL'INFANZIA

Per molto tempo, l'infanzia è stata ignorata nelle scienze sociali, vista solo come "divenire" adulto. Dagli anni '80-'90, si afferma una nuova sociologia dell'infanzia, che considera i bambini attori sociali a pieno titolo, portatori di significato e capaci di agire nel presente.

Modelli di socializzazione

  • Deterministico: il bambino è un soggetto passivo, da plasmare secondo la cultura adulta (Parsons, Bourdieu) .
  • Costruttivista/interpretativo: il bambino è attivo, costruisce senso attraverso l'interazione sociale (Piaget, Vygotskij).

Autori principali

  • Piaget: sviluppo cognitivo in fasi (egocentrismo - logica concreta - astratta) ; centrato sull'individuo.
  • Vygotskij: apprendimento mediato da relazioni e cultura; introduce la ** zona di sviluppo prossimale ** , dove il bambino apprende grazie all'aiuto di altri più competenti.

Corsaro e la riproduzione interpretativa

  • I bambini reinterpretano la cultura adulta, non la copiano.
  • Creano vere e proprie culture dei pari, con regole, giochi,- linguaggi propri.
  • L'infanzia è vista come una cultura autonoma, ma anche interdipendente con quella adulta.

Implicazioni

  • I bambini partecipano alla società ora, non solo in futuro.
  • Vanno studiati nel loro contesto, ascoltando le loro voci.
  • Serve un approccio che li veda attivi, competenti e creativi, non solo fragili o da proteggere.

LA STRUTTURA DELL'INFANZIA E LA RIPRODUZIONE INTERPRETATIVA DEI BAMBINI

Infanzia come struttura sociale

Il sociologo James Qvortrup propone di vedere l'infanzia non solo come una fase della vita, ma come una categoria strutturale permanente della società, al pari dell'età adulta. Il suo approccio si basa su tre presupposti:

  • a) Infanzia come forma strutturale: va distinta dalle visioni psicologiche e psicoanalitiche che si concentrano sull'individuo.
  • b) Condizionamenti sociali: anche i bambini sono esposti ai grandi cambiamenti sociali (divorzi, lavoro femminile, natalità). Esempio: il ruolo dei nonni durante la crisi del 2007.
  • c) Bambini come costruttori attivi: non solo subiscono la società, ma la costruiscono anche. Come nello studio sulla cultura Hausa, dove i bambini erano essenziali al funzionamento della società.

Il lavoro dei bambini

  • Dal lavoro agricolo alla scolarizzazione: oggi i bambini "lavorano" studiando. La scuola e vista come preparazione al futuro, ignorando il contributo attuale dei bambini.
  • Lavoro extracurriculare: più diffuso nei paesi in via di sviluppo, spesso per necessità economiche. Rischi: sfruttamento.
  • Lavoro domestico: svolto anche dai bambini. Esistono differenze di genere nei compiti assegnati (ragazze: cucina e pulizie; ragazzi: giardino). Importante il ruolo nella cura dei fratelli.

Gioco, svago e istituzionalizzazione dell'infanzia

  • Oggi le attività di svago sono sempre più organizzate e strutturate (sport, danza, ecc. ).
  • Si rischia una perdita del gioco spontaneo, con conseguenze come il "disturbo da deficit di natura" (Louv).
  • Le attività organizzate servono anche ai genitori come forma di cura e sicurezza.
  • Il cambiamento demografico verso famiglie più piccole rende i bambini più dipendenti dagli adulti per il tempo libero.× Cultura dei pari e riproduzione interpretativa (Corsaro)
  • I bambini non imitano passivamente gli adulti, ma reinterpretano attivamente ciò che apprendono, creando culture proprie.
  • Questo processo è chiamato riproduzione interpretativa, con tre tipi di azioni collettive:
    • a) appropriarsi delle conoscenze adulte
    • b) creare culture tra pari
    • c) contribuire alla cultura adulta
  • Esempio: i bambini aggirano le regole scolastiche con creatività (giocattoli nascosti), influenzando le regole stesse e mostrando come esse vengano interpretate nel contesto sociale.

Conclusione

Il capitolo mette in luce come l'infanzia sia una parte attiva della società, non solo un passaggio verso l'età adulta. I bambini costruiscono, influenzano e negoziano la cultura in cui vivono, sia all'interno della famiglia, sia nella scuola e tra pari.

STUDIARE I BAMBINI E L'INFANZIA

Negli ultimi 25 anni si è sviluppato un nuovo approccio nello studio dell'infanzia, che passa dallo studio sui bambini a quello con o per i bambini. I bambini vengono riconosciuti come soggetti attivi, capaci di esprimere prospettive, interessi e diritti.

Approcci e metodi sociologici

Metodi macro-sociologici

  • Obiettivo: comprendere la condizione infantile a livello collettivo nel tempo e nello spazio.
  • Strumenti: statistiche, survey, studi storici.
  • Studi demografici: mostrano i cambiamenti familiari e le disuguaglianze tra generazioni (es. lavori di Hernandez).
  • Survey su larga scala: coinvolgono direttamente i bambini, ma è cruciale adeguare linguaggio e metodologia alla loro età e comprensione (es. Jacqueline Scott) .
  • Studi storici: prima ignorati, i bambini sono stati inclusi grazie alla "nuova storia dell'infanzia" (Philippe Ariès). Usano fonti come autobiografie, lettere, registri scolastici (es. Jane Humphries sul lavoro minorile).

Metodi micro-sociologici

  • Obiettivo: cogliere la vita quotidiana e le esperienze dei bambini.
  • Interviste individuali e di gruppo: permettono ai bambini di parlare di argomenti anche delicati in ambienti di fiducia (es. Mayall, Davis).
  • Etnografia: osservazione diretta e partecipante; richiede tempo e fiducia. Importante ridurre il divario tra adulti e bambini (es. Corsaro con il metodo reattivo).
  • Ricerca deve essere prolungata, olistica, flessibile.- Bambini diventano co-ricercatori, scrivendo anche note sul diario del ricercatore.
  • Analisi sociolinguistica: usa video e registrazioni per studiare giochi e interazioni complesse.

Metodi non tradizionali

  • Disegno: utile per cogliere emozioni e concetti difficili da esprimere a parole (es. Elden sulla percezione della cura) .
  • Partecipazione attiva: i bambini possono essere informatori o assistenti di ricerca ** (es. Ferguson con Horace).
  • Fotografia: permette ai bambini di rappresentare il proprio punto di vista in modo visivo (es. Einarsdottir in un asilo islandese).
  • Figli come partecipanti: alcuni ricercatori coinvolgono i propri figli, anche se ciò può creare conflitti di ruolo.

Conclusione

Il capitolo sottolinea l'importanza di adattare i metodi ai bambini, riconoscendoli come esperti della loro stessa vita. La ricerca deve essere empatica, partecipativa e rispettosa, così da restituire valore e voce autentica all'infanzia.

LE CULTURE DEI PARI E LA RIPRODUZIONE INTERPRETATIVA

La cultura dei pari secondo i bambini

Corsaro definisce i "pari" come gruppi di bambini che condividono quotidianamente esperienze. Le culture dei pari nascono localmente dall'interazione diretta e contribuiscono anche a culture più ampie. La nuova sociologia dell'infanzia dovrebbe documentare come queste culture cambiano nel tempo e nello spazio. A differenza della visione tradizionale dello sviluppo individuale, Corsaro propone di studiare la cultura come processo collettivo e performativo, dove i bambini sono protagonisti attivi.

La riproduzione interpretativa

Il concetto chiave è che i bambini reinterpretano attivamente la cultura degli adulti attraverso le loro esperienze. L'interazione con gli adulti è spesso fonte di confusione, ma è proprio da questo confronto che nasce la cultura dei pari. Le attività tra bambini hanno quindi un'importanza pari a quella delle interazioni con gli adulti.

Genitori, pari e sviluppo

Judith Harris, in The Nurture Assumption, sostiene che la personalità dipende per metà da fattori genetici e per l'altra metà dall'ambiente, ma che i genitori influenzano meno dei pari sul lungo termine. Corsaro concorda solo in parte, sottolineando come le famiglie abbiano un ruolo importante nella preparazione dei bambini all'ingresso nelle culture dei pari.

Transizione verso le culture dei pari

Ci sono due principali influenze familiari:

  • Ingresso nelle culture dei pari: Le famiglie decidono quando e come i bambini cominciano a frequentare coetanei e istituzioni (es. asili), e questo varia molto culturalmente.
  • Influenze emotive e relazionali: Le prime relazioni familiari influenzano il modo in cui i bambini cercano legami nelle relazioni con i pari. In contesti come la scuola, i bambini imparano nuove regole di proprietà e amicizia, diverse da quelle familiari. Le culture dei pari possono anche avere una funzione terapeutica, ad esempio nei casi di esperienze familiari difficili.

Aspetti simbolici della cultura infantile

La cultura simbolica è costituita da immagini, racconti e personaggi (es. media, letteratura, miti). I bambini riprocessano queste fonti creando significati propri all'interno delle loro culture di gruppo. Mass media: Nonostante i timori su TV e dispositivi elettronici, i bambini sono utenti attivi dei media. Le ricerche mostrano una diminuzione del tempo passato davanti agli schermi, ma nessun aumento dell'attività all'aperto o della lettura. Influenze positive e negative: I media violenti possono generare ansia e aggressività, ma i programmi educativi possono favorire lo sviluppo scolastico. Tuttavia, è ancora poco studiato come i bambini interpretino ciò che vedono nei media. Disney e cultura popolare: La Disney è vista come simbolo del sogno americano, mentre programmi più critici come South Park o I Simpson sono percepiti come minacce. Il ruolo delle immagini e dei simboli nel plasmare la cultura infantile è ancora sottovalutato.

Conclusione

Il capitolo sottolinea l'importanza di considerare i bambini come attori culturali attivi, capaci di reinterpretare, trasformare e creare significati attraverso le relazioni con i pari e con gli adulti, all'interno di una società complessa e mediatizzata.

Letteratura e fiabe

  • Bettelheim interpreta le fiabe in chiave psicoanalitica ne Il mondo incantato.
  • Maria Tatar critica questa visione, sottolineando che la letteratura per bambini è spesso orientata verso le comunità interpretative degli adulti.
  • Tatar propone attenzione alla letteratura sovversiva, dove i bambini sfidano l'autorità adulta (es. Pippi Calzelunghe, Harry Potter, South Park).
  • Tuttavia, anche questa non coglie appieno il punto di vista dei bambini.

Studio di caso - Shelby Wolf e Shirley Heath

  • Wolf osserva le figlie Lindsey e Ashley durante le letture (0-9 anni), rilevando un ruolo attivo delle bambine.
  • Le esperienze letterarie si estendono nella vita quotidiana, mostrando come i bambini reinterpretino e trasformino i contenuti secondo i propri desideri e creatività.
  • Lo studio mostra come i bambini costruiscano attivamente la loro cultura simbolica.

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