Documento dall'Università di Economia "Tor Vergata" su organizzazione. Il Pdf esplora le teorie classiche di Weber, Fayol e Taylor, le teorie motivazionali di Argyris e McClelland, e la gestione dei gruppi di lavoro, comunicazione e conflitto, per studenti universitari di Economia.
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Organizzazione è un insieme compiuto di conoscenze che permette di guidare e influenzare il comportamento delle persone al fine di raggiungere un obiettivo.
Nelle teorie classiche dell'organizzazione comprendiamo tre contributi distinti, ma collegati:
Tutti e tre hanno un approccio universalistico, in quanto forniscono la soluzione universale, valida per tutte le aziende del mondo, indipendentemente dalle loro caratteristiche (one best way).
Weber fonda la sua teoria sull'analisi delle Pubbliche Amministrazioni e delle Forze Armate, in quanto nella sua epoca erano le aziende che funzionavano meglio. Studiandone le caratteristiche, egli ne individua i principi comuni per formalizzarli (metterli per iscritto) e garantendo effica- cia ed efficienza alle aziende che le avrebbero applicate. Secondo Weber, l'azienda moderna (da lui definita nel 1968 come "l'organizzazione strettamente razionale del lavoro sul ter- reno di una tecnica razionale") può essere costruita e sviluppata solo sulla base di un'amministrazione scientifica, pensata ad hoc e gestita da professionisti, dunque egli propone un modello organizzativo capace di influenzare l'agire economico me- diante norme e prescrizioni di comportamento razionali e selezionate, frutto di un lavoro scientifico grazie alle competenze di professionisti. La regola di fondo della burocrazia sostiene che, in un sistema organizzativo razionale, per ogni problema si debba disporre di una soluzione, ovvero di un comportamento da mettere in atto che sia il migliore in assoluto, lo stesso per tutti e per ogni tempo. La burocrazia è in sintesi un archivio di saggezza, un grande contenitore di know how raccolto e verificato filtrando esperien- ze passate, un database organizzativo dove sono depositati i comportamenti ritenuti corretti, un grande sistema di knowle- dge management che guida l'agire dei vari soggetti permettendogli di risparmiare tempo.
Grazie a questa configurazione la burocrazia risulta:
La burocrazia è anche l'ordinamento formale (formalizzazione) che governa e guida i comportamenti. Occorre perciò:
La mancanza di formalizzazione e di funzionari specializzati e competenti può provocare pericolosi comportamenti arbitrali, basati su interessi e su sentimenti personali. Scopo della burocrazia è ridurre al minimo il rischio di fare errori, per questo possiede le seguenti caratteristiche:
Il modello burocratico si articola in due principali componenti:
Vi è così una doppia divisione del lavoro:
Compito del professionista della burocrazia è dunque quello di valutare le soluzioni adottate nei vari casi a seconda dei risul- tati ottenuti, e infine selezionare la migliore da usare ogni qualvolta si ripresenti quella situazione. Questa doppia divisione è data anche dalla struttura del modello burocratico fondato su tre principali ruoli complementari:
Secondo Weber, il potere comprende " ... qualsiasi possibilità di far valere entro una relazione sociale, anche di fronte ad un'opposizione, la propria volontà, quale che sia la base di questa possibilità. L'autorità invece consiste nella " ... possibilità per specifici comandi di trovare obbedienza da parte di un determinato gruppo di persone e non già qualsiasi possibilità di esercitare influenza su altre persone". Ciò che differenzia l'autorità dal potere è la legittimazione, ossia il riconoscimento del diritto di comandare e, simme- tricamente, del dover obbedire, sulla base di norme e regole formali e riconosciute. A seconda della specie di legittimità, pos- sono essere individuati diversi tipi di potere, Weber individua tre tipi puri di potere legittimo:
Notiamo come sono molto rare le forme di potere appartenenti esclusivamente all'uno o all'altro dei tipi poteri "puri".
Vi sono due condizioni minime che garantiscono efficacia al modello burocratico:
Secondo la configurazione della burocrazia quindi i comportamenti dei dipendenti sono sempre pianificati, controllati e pre- vedibili, essi si trovano quindi in una gabbia organizzativa: essi non devono compiere un processo decisionale, l'essere uma- no è irrilevante, si adatta alle regole dell'organizzazione e deve limitarsi alla pura applicazione della norma. Secondo Weber la burocrazia tende però a cadere in quella che viene chiamata un'eccessiva burocratizzazione, che potrebbe trasformarsi in punti di debolezza dovuti a contraddizioni in essa contenute. Weber afferma inoltre che non bisogna limitarsi alla disinteressata applicazione delle norme, bensì sono necessari etica e va- lori per far si che l'applicazione della burocrazia risulti funzionale, dunque non esiste una razionalità oggettiva poiché alcune scelte devono essere effettuate a discrezione del soggetto in questione.
@ Sara Di Lullo - giugno 2012 - Università di Economia "Tor Vergata" - Il Canale - Testo: "Leggere e progettare le organizzazioni"