Gli Schemi di Funzionamento Igrotermico dei Manti di Copertura

Slide di Università sugli Schemi di Funzionamento Igrotermico. Il Pdf, utile per studenti universitari di Tecnologia, esamina i concetti di isolamento termico e ventilazione, presentando diversi schemi funzionali per i tetti, inclusi dettagli sulla ventilazione sottomanto e sottotetto.

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La UNI 8627 classifica i manti di copertura in relazione al
loro comportamento igrotermico, ovvero in base a due
parametri:
l’isolamento termico e la ventilazione.
L’isolamento termico ha lo scopo di controllare le
dispersioni termiche in periodo invernale.
La ventilazione riduce flusso termico entrante nel
periodo estivo e smaltisce il vapore interno nel periodo
invernale
GLI SCHEMI DI FUNZIONAMENTO
IGROTERMICO
GLI SCHEMI DI FUNZIONAMENTO
IGROTERMICO
1. Il tetto non isolato e non ventilato, in cui non sono
previsti né lo strato termoisolante, né lo strato di
ventilazione.
2. Il tetto non isolato e ventilato, in cui è previsto solamente
lo strato di ventilazione.
La norma UNI 8627 definisce quattro schemi funzionali:
Copertura non isolata
e non ventilata
Copertura non
isolata e ventilata
Copertura non
isolata e ventilata
1
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Anteprima

GLI SCHEMI DI FUNZIONAMENTO IGROTERMICO

La UNI 8627 classifica i manti di copertura in relazione al loro comportamento igrotermico, ovvero in base a due parametri: l'isolamento termico e la ventilazione.

  • L'isolamento termico ha lo scopo di controllare le dispersioni termiche in periodo invernale.
  • La ventilazione riduce flusso termico entrante nel periodo estivo e smaltisce il vapore interno nel periodo invernale

GLI SCHEMI DI FUNZIONAMENTO IGROTERMICO UNI 8627

La norma UNI 8627 definisce quattro schemi funzionali:

  1. Il tetto non isolato e non ventilato, in cui non sono previsti né lo strato termoisolante, né lo strato di ventilazione.
  2. Il tetto non isolato e ventilato, in cui è previsto solamente lo strato di ventilazione.

1 2a 2b Copertura non isolata e non ventilata Copertura non isolata e ventilata Copertura non isolata e ventilata

GLI SCHEMI DI FUNZIONAMENTO IGROTERMICO DEI TETTI

3. Il tetto isolato e non ventilato (tetto caldo), in cui è previsto lo strato coibente ma non lo strato di ventilazione; 4. Il tetto isolato e ventilato (tetto freddo), in cui è previsto sia lo strato coibente, sia lo strato di ventilazione.

3 4a 4b Copertura isolata e non ventilata Copertura isolata e ventilata Copertura isolata e ventilata 5

CONTROLLO DELLA CONDENSA INTERSTIZIALE

La condensa interstiziale è l'acqua che si forma normalmente nel periodo invernale negli strati interni di una chiusura quando il vapore, migrando verso l'esterno incontra materiali aventi temperature inferiori alla Temperatura di rugiada. Il vapore interno migra verso l'esterno per la sua maggiore pressione parziale rispetto a quella dell'aria fredda esterna Nei tetti il problema si pone quando sono presenti strati integrativi di tenuta all'acqua e al vapore di tipo continuo, posti negli strati 'freddi ovvero al di sopra dello strato termo-isolante.

CONTROLLO DELLA CONDENSA INTERSTIZIALE CON BARRIERA AL VAPORE

Una soluzione potrebbe essere quella di bloccare il vapore ascendente dagli strati caldi del tetto (al di sotto dello strato termo-isolante) mediante la barriera al vapore, strato con elevata impermeabilità al vapore (ad esempio, teli di polietilene, membrane bituminose, fogli di alluminio, ecc.). Pur tuttavia, a parere del sottoscritto, è preferibile ricorrere alla micro ventilazione per consentire al tetto di respirare DELTA® DI LTA® FOL PVE FOLDVE

CONDIZIONI IGROTERMICHE DEL MANTO: LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO

I manti di copertura in laterizio presentano una buona impermeabilità che garantiscono al tetto la tenuta all'acqua e la traspirabilità. All'estradosso del manto, l'acqua assorbita viene smaltita rapidamente per l'azione del sole e del vento; all'intradosso, invece, per effetto della migrazione del vapor d'acqua dall'interno, possono innescarsi fenomeni degenerativi che interessano:

  • gli elementi del manto (gelività, diminuzione della resistenza agli urti),
  • gli strati funzionali sottostanti (imputridimento e danneggiamento degli elementi di supporto del manto e riduzione di efficienza dello strato termoisolante).

CONDIZIONI IGROTERMICHE DEL MANTO: LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO E IRRAGGIAMENTO SOLARE

L'irraggiamento solare determina differenze di temperatura tra estradosso ed intradosso del manto, talvolta rilevanti, con conseguente formazione di tensioni interne dannose. Le diverse temperature superficiali, che nei sottotetti abitati si hanno tra la falda e lo sporto, generano il disgelo differenziale della neve, causa di scioglimenti irregolari e improvvisi del manto nevoso e di infiltrazioni aria fredda d'acqua di fusione nel sottomanto. 7 Per evitare tutto questo si rende necessario attivare una microventilazione al di sotto dello strati di tenuta e l'adozione dei fermaneve. 1 ghiaccio aria calda ascendente aria fredda

DISGELO DIFFERENZIALE E INFILTRAZIONI

neve ghiacciata acqua di fusione 0 Infiltrazione d'acqua Strato ventilazione 100 cm Strato di tenuta e traspirante

TEGOLE FERMANEVE

Per evitare che la neve ghiacciata dello sporto possa scivolare giù dal tetto è opportuno disporre delle tegole speciali fermaneve. Comunque è possibile adottare anche altri accorgimenti.

LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO PER EFFICIENZA DEL TETTO

La micro ventilazione crea condizioni di temperatura e di umidità uniformi tra estradosso e intradosso del manto ed è irrinunciabile per garantire l'efficienza e l'affidabilità del tetto nel suo complesso La micro-ventilazione del sottomanto si ottiene con la posa a secco dello strato di tenuta su supporti paralleli od ortogonali alla linea di gronda. microventilazione

LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO E MOTI CONVETTIVI

Le pendenze di falda impiegate per la posa degli strati di tenuta in laterizio (di norma> 30%) sono sufficienti per determinare le differenze di pressione e di temperatura tra la linea d'ingresso dell'aria (linea di gronda) e la linea di uscita (linea di colmo) necessarie per innescare i moti convettivi. Per rendere possibile la circolazione dell'aria occorre che la linea di gronda e quella di colmo non presentino ostacoli che impediscano l'ingresso e la fuoriuscita dell'aria. CT

LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO: DISPOSITIVI

Dispositivi che consentono la micro-ventilazione del sottomanto. Linea di gronda Linea di colmo 0 parapasseri parapasseri

LA MICRO-VENTILAZIONE SOTTOMANTO CON TEGOLE D'AERAZIONE

Può essere utile incrementare la micro ventilazione del sottomanto mediante speciali tegole d'aerazione. Le tegole d'aerazione si dispongono su file orizzontali. disposizione delle tegole d'aerazione in caso di falde di lunghezza inferiore ai 6 metri Esempi di tegole d'aerazione per manti di copertura in coppi e embrici.

PEZZI SPECIALI: TEGOLE CON AERATORI

Tegole con aeratori

VENTILAZIONE SOTTOMANTO UNICA O DOPPIA SECONDO UNI 9460

La UNI 9460 "Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture realizzate con tegole di laterizio e cls", stabilisce che la sezione di aerazione, per pendenze di falda intorno al 30-35% e lunghezze fino a 7 m e per intercapedine sia unica che doppia, non deve essere inferiore a 550 cm2 per ogni metro di larghezza di falda Intercapedine ventilazione singola Intercapedine ventilazione doppia

VENTILAZIONE SOTTOMANTO UNICA O DOPPIA: CALCOLO SPESSORE

Ad esempio, per una falda con pendenza di 30-35% e lunghezza di 7 m, lo spessore dello strato di ventilazione s, vale:

  • per intercapedine unica s = 700 / 550 = 1,3 cm
  • per intercapedine doppia s = 700 /(2x550) = 0,65 cm

Intercapedine ventilazione singola Intercapedine ventilazione doppia

VENTILAZIONE SOTTOMANTO DOPPIA E MEMBRANE DI TENUTA

La UNI stabilisce, inoltre, che la sezione di aerazione, nel caso di doppia intercapedine, può essere dimezzata in presenza di membrane di tenuta all'acqua. strato micro ventilazione listello supporto strato tenuta all'acqua sotttocopertura strato micro ventilazione listello interposizione strato coibente struttura

VENTILAZIONE SOTTOTETTO NON ABITATO

Quando il sottotetto non è abitato, la ventilazione si può ottenere con due aperture contrapposte nelle tamponature. In questo caso, il coibente va posato sull'estradosso del solaio di copertura. . sottotetto coibente - . . . I - . - I - - I I . . . I . . . . . . - . . - . . . - . - . I . . . . . . # . - . . - . . . - . - . - . . . .LA

COIBENTAZIONE DEL MANTO: POSIZIONAMENTO STRATO COIBENTE

Lo strato coibente deve essere posto all'estradosso del solaio di copertura, perché: · in inverno favorisce l'accumulo termico nel solaio · in estate riduce il fenomeno di surriscaldamento. Lo strato isolante all'estradosso consente, inoltre, il controllo dei ponti termici che, nel periodo invernale, possono provocare fenomeni di condensa. Se il tetto è ventilato, lo strato termo-isolante deve essere posto sempre al di sotto dello strato di ventilazione.

LA COIBENTAZIONE DEL MANTO: COLLOCAZIONE STRATO COIBENTE

Lo strato coibente si può collocare al di sotto dei listelli o interposto ai listelli inferiori di ventilazione Nel primo caso occorre utilizzare pannelli isolanti ad alta densità (≥ 25 kg/m3) per garantire un'idonea resistenza a compressione. 2 1 Strato coibente tavolato Listelli microventilazione

LA COIBENTAZIONE DEL MANTO: PONTI TERMICI

Nel secondo caso (per pannelli di densità < 25 kg/m3), se l'interposizione si realizza con semplice accostamento dei pannelli coibenti ai listelli, si possono attivarsi dei ponti termici nelle zone di attacco dei pannelli coibenti con i listelli. 2) 1 tavolato strato coibente listelli microventilazione ponte termico

LA COIBENTAZIONE DEL MANTO: DOPPIO STRATO CON GIUNTI SFALSATI

La perdita di efficienza termica si riduce ricorrendo a pannelli coibenti in doppio strato con giunti sfalsati. Al primo strato (con listelli dello stesso spessore) si sovrappone un secondo, ortogonale al primo, con interposizione dei listelli di ventilazione la cui altezza dipende dallo spessore della camera di ventilazione. Ai listelli di ventilazione, infine, si sovrappongono i listelli di supporto degli elementi del manto secondo strato coibente - listello di supporto listello ventilazione primo coibente listello interposizione

LA COIBENTAZIONE DELLO SPORTO

Soluzione per il controllo dei ponti termici negli sporti con struttura in c.a. sovrapposizione coibentazione manto Rivestimento termo-isolante della parete in corrispondenza dello sporto. coibentazi one parete

ACCORGIMENTI COSTRUTTIVI: FUNZIONE DELLE TEGOLE CON AERATORI

Funzione delle tegole con aeratori . - - . - . . - . - - - . . - . . . . - - - - . - - . . - - - . . . - - - L . - . . - . - . . . - - . - - - - . . - - - - - - - - - - . . - - - . - . - . - . . - - - - . . - - . . - 1 . - . - . . . - . - . - . . . .ACCORGIMENTI

ACCORGIMENTI COSTRUTTIVI: PARAPASSERI E FISSAGGIO COLMO

Per impedire l'accesso di volatili nell'intercapedine, in corrispondenza della linea di gronda si utilizzano speciali dispositivi parapasseri. Se è necessario il fissaggio umido degli elementi del colmo, è indispensabile che: - la malta sia posta solo alle estremità dell'elemento di colmo - nella seconda fila dal colmo siano previste speciali tegole d'aerazione. Fissaggio umido del colmo: esempio errato (in alto) e corretto (in basso).

ACCORGIMENTI COSTRUTTIVI: TETTO NON ISOLATO E MICRO-VENTILAZIONE

Nel caso di tetto non isolato termicamente e presenza di strati continui di tenuta all'aria o all'acqua, la micro- ventilazione può essere ottenuta mediante listelli distanziatori tra strato impermeabile e intradosso del manto. 1. Struttura in legno 2. Tavolato 3. Strato continuo di tenuta 4. distanziatori 4 3 2 1

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