Slide sullo Sviluppo Emotivo. Il Pdf esplora il tema dello sviluppo emotivo, con un focus sull'approccio funzionalista e il ruolo delle emozioni come oggetto di studio, adatto per lo studio universitario di Psicologia.
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"che cosa è un emozione?": (James, 1884) L non ancora individuata una risposta univoca
Attraverso la teoria dell'evoluzione evidenzia la stretta relazione tra l'emozione e le sue manifestazioni fisiologiche e comportamentali. Natura comunicativa delle emozioni Funzionale all'adattamento dell'individuo Evolversi dell'espressività emotiva: metodo osservativo. Oggi sguardi multipli, diverse discipline: approccio cognitivista, approccio delle neuroscienze, approccio funzionalista, approccio psicodinamico
Per diverso tempo in ambito scientifico le emozioni sono state considerate come:
Dagli sviluppi più recenti della ricerca, a partire dagli anni Ottanta, sembra emergere una sostanziale convergenza dei diversi studiosi nel considerare le emozioni come:
fenomeni "irrazionali" aspetti irrilevanti per lo sviluppo cognitivo un processo complesso e multicomponenziale un processo interpersonale elementi di disturbo e di disorganizzazione del comportamento fenomeni intrapsichici con una funzione adattiva ed intelligente di mediazione tra individuo e ambiente
evento antecedente valutazione cognitiva dello stimolo attivazione fisiologica stato emotivo l'impulso all'azione I il comportamento manifesto effetto
un'emozione informa l'organismo del suo stato rispetto ai suoi bisogni obiettivi e desideri
possibilità di comunicare all'ambiente circostante il proprio stato interiore, e le proprie reazioni
Parti integranti di tutte le transazioni con l'ambiente, danno direzione e guidano, a volte intralciano lo svolgimento dell'azione verso se stessi e verso l'ambiente (Campos e coll, 1989; Izard, 1991; Thompson, 1990) "dall'esperienza comune noi apprendiamo che le emozioni ci muovono, riempiono i nostri giorni di luce e di ombra, ci rendono attori, piuttosto che spettatori nel dramma della vita" (Arnold, 1960)
Transazioni complesse con l'ambiente (Frijda, 1988). "Sindromi reattive multidimensionali costituite da diverse unità di base legate da rapporti di interdipendenza" (Scherer, 1984)
le emozioni forniscono al bambino che cresce una mappa del mondo. Forniscono informazioni sulla collocazione di cose importanti, buone o cattive, e sull'essere "esterne" di queste, e di conseguenza anche sui limiti del proprio controllo affettivo. La paura e la gioia, l'amore e persino la rabbia, demarcano il mondo e al contempo vi collocano il Sé [ ... ]. Un bambino che non impara la paura è un bambino in pericolo; e anche la rabbia è, come ho suggerito, un utile tentativo di acquisire controllo e affermare l'integrità di una identità lesa. Questa mappa emotiva ha una sua finalità evolutiva, perché insegna al bambino l'importanza dei suoi confini e lo salva da un senso di impotente passività di fronte al mondo ... " ("L'Intelligenza delle Emozioni", di M. Nussbaum, 2001)
Emozioni primarie emergono già strutturate come totalità sulla base di un programma maturativo innato e universale emergono le espressioni emotive riconoscibili. > Fin dalla nascita le espressioni facciali costituiscono dirette e attendibili manifestazioni delle esperienze emotive in corso-> concordanza biunivoca e innata tra espressione facciale ed esperienza emotiva. Feedback facciale: il feedback propriocettivo, o corporeo-muscolare, e le espressioni facciali contribuiscono a generare specifiche esperienze emotive. Importante soprattutto nel primo anno di vita: concordanza espressione/esperienza emotiva garantisce l'effettiva comunicazione sociale da parte del bambino anche nella fase di sviluppo preverbale > comunicare i propri bisogni al caregiver e riconoscimento dei segnali del piccolo per intervenire.
ologitr prospettiva discreta o categoriale Emozioni innate e universali set di emozioni primarie o di base Paura Rabbia Gioia Tristezza Disgusto Dal primo anno di vita emozioni complesse o secondarie Per es: Vergogna Colpa Imbarazzo Orgoglio, Odio Trova riscontro oggi nelle neuroscienze affettive (Fosha, Siegel, Solomon, 2009)
V LIVELLO 1 : (circa 0-2 mesi) dell' esperienza sensorio-affettiva -> presenza di emozioni come il disgusto, lo sconforto e l'interesse, con cui il bambino comunica i propri bisogni V LIVELLO 2: (circa 3-9 mesi) dell'esperienza percettivo-affettiva > compaiono la collera, la tristezza e la paura. Il bambino è maggiormente in grado di esplorare l'ambiente V LIVELLO 3: (circa 9-24 mesi) dell'esperienza cognitivo-affettiva > compaiono emozioni complesse come la colpa, la vergogna, la timidezza, che attestano il consolidamento del processo di differenziazione se-altro e il crescere della consapevolezza
Alla nascita: presenza di maggiore o minore eccitazione generalizzata (tensione) che generano una differenziazione tra sconforto e piacere Nel processo di differenziazione progressiva emergono 3 sistemi affettivi: piacere/gioia; circospezione paura e frustrazione/rabbia, definiti precursori delle vere e proprie emozioni > Solo con la capacità del bambino di «valutare» l'attivazione sensoriale si sviluppano progressivamente le vere e proprie esperienze emotive. Il ruolo delle interazioni precoci tra bambino e caregiver è fondamentale e critico per questo sviluppo.
Ruolo fondamentale nelle teoria di differenziale della: VALUTAZIONE SOGGETTIVA dello stimolo INTERAZIONE PRECOCE CON CAREGIVERS
Natura funzionale delle emozioni nella regolazione delle interazioni individuo- ambiente.
"Joel, 4 anni, girò la ruota del suo triciclo troppo velocemente e cadde sul selciato. Si fece male solo un po' alle mani, ma si accorse che sua madre, interrotto il giardinaggio, lo stava guardando. Fece una smorfia di dolore, emise un lamento e si guardò con angoscia le mani disposte a coppa. La madre lasciò il badile e corse a confortare Joel" (Saarni, 1989) Emozioni come regolazione delle interazioni individuo-ambiente.
Social referencing (Kinnert et al., 1986) Situazione ambigualdiscrepantelnuova "Utilizzo" delle espressioni emotive del caregiver per decodificare la situazione CONDIVISIONE DI SIGNIFICATI EMOZIONE COME "VEICOLO DI SIGNIFICATI"