Definizioni di Nazione, Popolo e Stato
· Nazione = Il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di
storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua
realizzazione in unità politica.
· Popolo = In generale, il complesso degli individui che, avendo origine, lingua, tradizioni
religiose e culturali, istituti, leggi e ordinamenti comuni, sono costituiti in collettività
etnica e nazionale, o formano comunque una nazione, indipendentemente dal fatto
che l'unità e l'indipendenza politica siano state realizzate.
· Stato = Ente dotato di potestà territoriale, che esercita tale potestà a titolo originario,
in modo stabile ed effettivo e in piena indipendenza da altri enti.
Esistono popoli senza Stato.
L'Idea di Nazione (Federico Chabod, 1961)
Legame tra Romanticismo e Idea di Nazione
- Senso di nazionalità = l'affermazione della singolarità di ogni popolo, realtà unica
e irripetibile, con un proprio territorio, una propria storia e una propria cultura;
- Romanticismo = un movimento intellettuale che tende ad esaltare la genialità e
l'unicità del singolo individuo -> Nazione significa quindi rispettare la singolarità di
ogni popolo, le sue leggi, la sua cultura.
- L'Europa dell'Ottocento fa da scenario alle grandi passioni nazionali che si
formano in quegli anni. La patria acquista un valore enorme, come mai prima di
allora: diviene sacra e i patrioti combattenti, martiri per l'indipendenza.
- L'idea di nazione viene sentita in modo particolare dai popoli non ancora
politicamente uniti, come, ad esempio, l'Italia, dove si cercherà in tutti i modi
di costituire un'unità omogenea, quale lo Stato.
"Il sacrificio della patria
nostra è consumato: tutto è
perduto; e la vita, seppure
ne verrà concessa, non ci
resterà che per piangere le
nostre sciagure, e la nostra
infamia".
(U. Foscolo, Da' colli Euganei, 11 Ottobre 1797
in Le ultime lettere di Jacopo Ortis).
"Una
d'arme,
di
lingua,
d'altare,
di
memorie, di sangue e
di cor [ ... ]".
(A. Manzoni, Marzo 1821)
Ugo Foscolo (Zante, 1778 - Londra, 1827)
Il Proprio Ritratto, Sonetto
Solcata ho fronte, occhi incavati, intenti;
Crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
Labbri tumidi, arguti, al riso lenti;
Capo chino, bel collo, irsuto petto.
Membra esatte; vestir semplice, eletto;
Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti;
Prodigo, sobrio, uman, ispido, schietto;
Avverso al mondo, avversi a me gli eventi.
Mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,
Alle speranze incredulo e al timore;
Il pudor mi fa vile e prode l'ira.
Cauta in me parla la ragion, ma il core,
Ricco di vizj e di virtù, delira:
Forse da morte avrò fama e riposo.
L'Eroe Romantico e Risorgimentale
- IL MITO: l'identità di un popolo si fonda sul mito, inteso come patrimonio di tradizioni, cultura e storia. Il mito
è espressione dei valori più sacri della civiltà e dell'umanità, è il punto di incontro tra antichi e moderni. La
poesia, dando voce al mito, ha funzione civile e politica;
- LA PATRIA: a differenza dell'Illuminismo, che fornisce all'uomo l'identità di "cittadino del mondo", Foscolo
sottolinea il forte legame con la patria che ha scelto;
- L'ESILIO: l'impossibilità di ricongiungersi con la patria intreccia la vicenda personale, legata all'esilio, con la
vicenda storica: il dramma di esule corrisponde alla distruzione della patria. La sua è una vita di spostamenti:
- Nasce nel 1778 a Zacinto (oggi Zante);
- Da Zante si trasferisce con la famiglia a Spalato, in Dalmazia, dove inizia a studiare in seminario;
- L'improvvisa morte del padre, nel 1788, lo costringe a trasferirsi a Venezia;
- Dopo il Trattato di Campoformio (1797), che cede Venezia all'Austria, si trasferisce a Milano, poi a Bologna e a
Firenze;
- Nel 1815 fugge in Svizzera, rinunciando all'incarico di direttore di un nuovo giornale offertogli dagli stessi
Austriaci, che hanno occupato Milano. Nel 1816 si trasferisce a Londra, dove muore in povertà nel 1827.
Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis
- Tre edizioni: 1802-1816-1817.
- L'opera prende la forma di un romanzo epistolare contenente le lettere che il
protagonista, Jacopo, invia all'amico Lorenzo Alderani. Le missive presentate
sono unicamente quelle di Jacopo: in questo modo l'opera diviene una sorta di
monologo, che coglie la storia intima del protagonista. Di fatto, Ortis è l'alter ego
dell'autore, che ne riproduce pensieri e aspirazioni, ma anche esperienze di vita.
- Temi: fusione lettura-vita; pessimismo; vanità delle illusioni; tensione tra patria ed
esilio, morte e memoria -- > morte: unica alternativa per uno spirito libero, elevata
a sacrificio (analogia Jacopo - Cristo); memoria: unica forma di riscatto conciliabile
con il materialismo foscoliano, si esprime nella forma della compassione.
I Sepolcri
· Con l'Editto di Saint Cloud del 1804 i cimiteri
devono essere trasferiti fuori dai centri abitati, per
motivi igienici (componente scientifica del dibattito)
e i monumenti funebri sono vietati, per evitare la
disparità tra chi può permetterseli e chi, meno
abbiente, non può (componente politica).
· Foscolo si inserisce nel filone della poesia
sepolcrale. Il carme, dedicato a Ippolito Pindemonte,
viene pubblicato a Brescia nel 1807. Comprende 295
endecasillabi sciolti.
· Il componimento sottolinea il ruolo del sepolcro nel
celebrare le virtù dell'uomo come cittadino, nella sua
dimensione storica di appartenente a una comunità.
La funzione del sepolcro si avvicina a quella della
poesia eternatrice, della memoria che salva dall'oblio
e consegna ai posteri.
Come indicato dallo stesso autore in una Lettera inviata a Guillon, nel carme sono distinguibili quattro nuclei tematici:
| Versi | Contenuto |
|---|
| 1 | il sepolcro ha un valore affettivo, anche se è illusorio credere in un dialogo |
| 1-90 | con i defunti |
| 2 | il culto dei morti ha una funzione civile, come dimostra una breve storia dei |
| 91-150 | sepolcri |
| 3 | le tombe dei grandi uomini esortano a grandi imprese |
| 151-212 | |
| 4 | la poesia, come i sepolcri, tramanda la storia: ha una funzione eternatrice |
| 213-295 | |
Alessandro Manzoni (Milano, 1785 - Milano, 1873)
La poesia e la letteratura
in genere deve
proporsi l'utile per scopo,
il vero per soggetto,
l'interessante per mezzo.
Odi Civili
- Aprile 1814 (incompiuta), avviata dopo l'abdicazione di Napoleone, auspica
che l'Italia possa riconquistare la propria libertà; la speranza viene delusa:
gli Austriaci tornano infatti a Milano;
- Il proclama di Rimini (incompiuta) trae spunto dall'appello che il re di
Napoli Gioacchino Murat rivolge ai popoli italiani nel 1815, affinché
insorgano contro il dominio asburgico;
- Marzo 1821 viene composta sull'onda dell'entusiasmo scatenato dai moti
piemontesi, con il tentativo di Carlo Alberto di annettere al suo regno la
Lombardia, che sarebbe così passata dal dominio asburgico a quello dello
Stato sabaudo. Manzoni immagina l'esercito piemontese che sta per
oltrepassare il Ticino e sostenere i moti antiaustriaci: in realtà l'impresa non
avvenne mai;
- Il cinque maggio viene composta all'arrivo della notizia della morte di
Napoleone (appunto, il 5 maggio 1821). Napoleone è un protagonista
sconfitto, ma si apre per lui lo spiraglio della Grazia, che ne illumina la fine.
Il Teatro Impegnato
- La tragedia svolge una funzione etica: quella di ricostruire e tramandare ciò che nella storia è andato perduto, ossia il
significato profondo delle vicende umane, penetrando l'intima coscienza dei protagonisti.
- Il Conte di Carmagnola (1820) mette in scena la vicenda di Francesco di Bartolomeo Bussone, un capitano di ventura vissuto
all'inizio del Quattrocento che divenne celebre con il nome di Conte di Carmagnola. Egli, dopo aver assicurato la fortuna al suo
signore, Filippo Maria Visconti, duca di Milano, ne suscita l'invidia ed è quindi destituito. Passa allora al servizio dei Veneziani e,
alla testa delle truppe di San Marco, sconfigge il suo antico signore nella battaglia di Maclodio (1427), presso Brescia. In un
impulso di generosità, lascia in libertà i prigionieri di guerra. La Repubblica di Venezia lo accusa di tradimento: è giudicato e
condannato a morte.
- Adelchi (1822). 772-774: lo scontro tra Desiderio, re dei Longobardi e Carlo Magno, re dei Franchi, si fa sempre più acceso. Carlo
Magno, che ha sposato Ermengarda, la figlia di Desiderio, ripudia la moglie e intima ai Longobardi di restituire le terre
della Chiesa che occupano indebitamente. Ermengarda, disperata, si ritira in convento. Desiderio aspira alla vendetta, mentre il
figlio, Adelchi, è contrario alla guerra. Eppure, non può opporsi in quanto vincolato dal legame col padre e dalla responsabilità di
difendere il suo popolo. Inizialmente Adelchi riesce a respingere le truppe di Carlo, ma quando in suo aiuto sopraggiunge il
diacono Martino, che gli suggerisce come aggirare le forze longobarde, tutto è perduto. I Franchi dilagano in Italia, fanno
prigioniero Desiderio e occupano Verona. Ermengarda, venuta a conoscenza delle nuove nozze di Carlo, muore di dolore. Adelchi,
ferito, viene condotto di fronte a Carlo: lo supplica di essere clemente col padre. Prima di morire, il valoroso Adelchi consola il
genitore.
- I temi sono etici e politici: virtù dell'eroe solitario contro la tirannia; dimensione umana e dimensione divina della storia;
contraddizione tra ragione morale e ragione di Stato; sguardo sul presente (lacerazione degli Stati italiani).
I Promessi Sposi (1827-1840)
- Romanzo storico realistico;
- Lingua moderna e viva;
- Protagonisti umili;
- Prospettiva sociologica e
morale;
- Riflessioni sul potere e sul
ruolo dell'individuo, sulla
giustizia, sulla cultura;
- Tema della Provvidenza e
della condizione umana.
Goffredo Mameli (Genova, 1827 - Roma, 1849) e l'Inno d'Italia
Composto nel 1847,
già durante le Cinque giornate
di Milano (tra il 18 e il 22
marzo 1848) gli insorti lo
intonarono a squarciagola:
il Canto degli Italiani era
diventato un simbolo
del Risorgimento. Venne
ufficialmente istituito
come Inno nazionale nel 1946,
al posto della Marcia Reale,
che era il brano ufficiale di
Casa Savoia.
INNA DI MAMELI
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CHERBINI